Lo stadio Is Arenas è un impianto sportivo polivalente italiano in disuso di Quartu Sant'Elena, in Sardegna. È stato sede di alcuni incontri interni del Cagliari Calcio nella stagione 2012-2013.

Lo stadio, indicato inizialmente dal presidente del Cagliari Massimo Cellino come possibile stadio definitivo della squadra isolana e concesso in uso al club dal Comune per tre anni, ha in realtà ospitato sole 14 partite dei rossoblù, di cui solo 7 disputate in presenza di spettatori, a causa di vari problemi di natura burocratica.

Originariamente costruito come campo sportivo dotato di unica tribuna centrale in calcestruzzo armato, era stato trasformato in stadio in acciaio e tecnologia prefabbricata con capienza di 16 500 posti, potendo inoltre ospitare manifestazioni UEFA.

Nel giugno del 2013, in accordo con la Regione, il Cagliari Calcio decise di lasciare l'impianto per fare ritorno allo stadio Sant'Elia, dando inizio allo smantellamento della struttura. Questo, sommato a contenziosi legali tra la società e il Comune di Quartu Sant'Elena, portò alla chiusura della struttura, che versa tuttora in stato di abbandono.

Storia Origini

Lo stadio Is Arenas deve il suo nome all'omonima località in cui è situato, un toponimo comune altrove nel Campidano. Is Arenas in sardo campidanese significa "Le sabbie", poiché nella zona in passato erano presenti numerose dune di sabbia litoranee. Nato come campo sportivo polivalente cittadino di Quartu Sant'Elena, venne ulteriormente ampliato negli anni ottanta per permettere alla squadra locale, il Sant'Elena Quartu, di disputare i suoi campionati in Serie C2, massimo livello raggiunto da una squadra quartese. L'impianto infatti fu dotato di un'unica tribuna in cemento armato, di pista d'atletica e furono ampliati gli spogliatoi. Il botteghino fu costruito autonomamente da alcuni tifosi locali autofinanziatisi.

La ribalta della Serie A

Passò alla ribalta nazionale nel 2012 quando il Cagliari Calcio decise di trasferirsi a Quartu Sant'Elena dopo aver abbandonato lo stadio Sant'Elia per la sua parziale inagibilità, che gli avrebbe comunque permesso (seppur con capienza molto ridotta) l'omologazione per il campionato di Serie A.

Lo stadio perciò fu profondamente ampliato, nel numero di posti e nelle strutture, per essere conforme per la massima categoria.

L'apertura prevista era per il mese di ottobre-novembre, ma dopo estenuanti lavori si riuscì a costruire lo stadio ai minimi termini per aprirlo e giocare la partita a porte chiuse il 2 settembre 2012, per il match contro l'Atalanta. L'impianto infatti presentava solo la base della Main Stand, con il cantiere aperto: per forza di cose questo volle significare anche l'assenza di tribuna stampa e spogliatoi, da progetto appunto presenti nella tribuna centrale. I giornalisti pertanto trovarono posto nella tribuna distinti, mentre per i giocatori furono messi a disposizione gli spogliatoi dell'adiacente Palazzetto dello Sport di Via Beethoven. Nel campo di gioco del Palazzetto fu allestita una sala stampa per il post-partita.

Per la partita del 30 settembre Cagliari- lo stadio venne aperto ai tifosi fidelizzati che poterono occupare l'unico settore agibile della tribuna distinti, mentre il 10 novembre, in occasione del match Cagliari-, furono aperte pure le due curve anche per i possessori di normale tagliando d'ingresso. Inizialmente, un comunicato sul sito ufficiale del Cagliari aveva annunciato l'apertura totale di tutti i settori dello stadio, compresa la cosiddetta Main Stand, dopo aver ricevuto il benestare ufficiale dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dal sindaco di Quartu Mauro Contini. Tuttavia la decisione fu rettificata dalla Questura di Cagliari, che bloccò l'ingresso dei tifosi alla tribuna centrale, ritenuta ancora inagibile per motivi di ordine pubblico. Il 26 novembre, in occasione della partita Cagliari-Napoli, lo stadio venne finalmente aperto in tutti i suoi settori, potendo ospitare 16 082 spettatori su un massimo di 16 500.

Problemi Cagliari-Roma e WWF Nel settembre del 2012 lo stadio Is Arenas si trovò al centro dell'attenzione nazionale per il comunicato del presidente del Cagliari Calcio Massimo Cellino, che invitava i tifosi in possesso di biglietto o abbonamento di recarsi allo stadio per assistere alla partita valida per il campionato di Serie A Cagliari-, nonostante la Prefettura di Cagliari avesse imposto di far disputare l'incontro a porte chiuse dopo che lo stadio era stato dichiarato “non conforme” dalla Commissione di Vigilanza. L'iniziativa del Presidente della società sarda fu condannata dai vari organi di stampa e dalla FIGC; l'incontro fu in un primo momento rinviato a data da destinarsi, e successivamente cancellato. Il Giudice sportivo sanzionò poi il Cagliari con la sconfitta a tavolino per 0-3.

Nello stesso mese, vi erano state anche polemiche a livello regionale riguardanti la richiesta fatta al sindaco di Quartu dal presidente del WWF Sardegna di interrompere il rapporto con il Cagliari Calcio con la conseguente chiusura dell'impianto. La richiesta era stata inoltrata per evitare che gli incontri di calcio causassero disturbo all'avifauna presente nel vicino Parco di Molentargius. Durante la costruzione dell'impianto, alcuni cittadini quartesi avevano invece protestato per il divieto di circolazione imposto nelle ore immediatamente vicine all'orario delle partite nelle strade adiacenti allo stadio, valido anche per gli stessi residenti del rione di Is Arenas.

Cagliari-Juventus Lo stadio tornò al centro dell'attenzione in occasione della partita del 21 dicembre Cagliari-Juventus, inizialmente prevista con sede allo stadio Is Arenas, ma disputata invece, su decisione della Lega Calcio, allo stadio Ennio Tardini di Parma dopo che il sindaco di Quartu Sant'Elena, Mauro Contini, aveva dato in un primo momento parere negativo sull'agibilità dello stadio negando così l'autorizzazione a far disputare l'incontro in Sardegna. Successivamente era tornato sui suoi passi, decisione arrivata comunque troppo tardi per poter avere il tempo di organizzare l'evento nello stadio di Quartu. Ne seguirono forti polemiche da parte di tutte le parti coinvolte: la Juventus protestò per il cambio di sede avvenuto con poco preavviso, mentre il sindaco di Quartu difendeva il suo operato attribuendo la responsabilità dell'accaduto alla società sarda. Duro anche lo sfogo del presidente del Cagliari Massimo Cellino, che accusava la società bianconera di non aver accettato il nuovo spostamento di campo dopo l'autorizzazione del sindaco; parole a cui aveva risposto, definendole «vergognose», la società juventina.

Post Cagliari-Milan e lo “scandalo Is Arenas” Il 10 febbraio 2013, al termine della partita tra Cagliari e Milan terminata con il punteggio di 1-1, su Mediaset Premium venne mandato in onda un servizio in cui si definivano fatiscenti e poco sicure le strutture dello stadio. Il servizio però si avvaleva di immagini riprese nei pressi di un kartodromo di Arborea (OR), come riportato sul sito ufficiale del Cagliari. Successivamente la redazione di Mediaset Premium, accortasi dell'errore, si scusò sul proprio sito per l'incidente.

Il 14 febbraio 2013 il presidente del Cagliari Massimo Cellino venne arrestato in maniera cautelare insieme al sindaco di Quartu Sant'Elena Mauro Contini e all'assessore allo sport dello stesso comune Stefano Lilliu, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cagliari sui lavori di adeguamento dello stadio. Le accuse a carico del presidente del Cagliari Calcio, del primo cittadino di Quartu e dell'assessore della sua Giunta erano le stesse a carico dei dirigenti del comune Pierpaolo Gessa e Andrea Masala, già arrestati il 29 novembre 2012, ovvero tentato peculato e falso ideologico. Nei giorni seguenti anche il progettista Jaime Manca di Villahermosa venne accusato di abuso edilizio. Di conseguenza, senza più la possibilità di ottenere deroghe per l'utilizzo dell'impianto, il 25 febbraio 2013, lo stadio venne definito inagibile dalla Commissione di Vigilanza, con la possibilità di ottenere un nuovo parere solamente alla completa realizzazione dei lavori previsti. Tra questi ultimi, il più importante consisteva nella realizzazione di un'adeguata zona di prefiltraggio nel Settore ospiti. Per questo motivo le restanti partite contro Torino, Sampdoria e furono disputate a porte chiuse, mentre quelle contro , Udinese, e Lazio al Rocco di Trieste.

Smantellamento e abbandono

Il presidente Cellino tornò in libertà il 14 maggio 2013 e, nell'incontro tenutosi il 25 giugno 2013 con le autorità della Regione Sardegna e della Lega Calcio, comunicò la decisione di abbandonare definitivamente lo stadio Is Arenas, permanentemente inagibile dal 25 febbraio 2013. Il 29 giugno, il presidente della Regione Ugo Cappellacci dichiarò che di comune accordo con la società calcistica, il Cagliari sarebbe tornato al Sant'Elia entro fine settembre. Nel frattempo l'impianto quartese venne smantellato: l'impalcato delle tribune venne quindi in gran parte riportato al Sant'Elia e successivamente utilizzato per costruire il nuovo stadio temporaneo del Cagliari, la Sardegna Arena.

Secondo gli accordi originari, a fine convenzione il si sarebbe dovuto fare carico del ripristino dell'impianto (campo e pista di atletica leggera) alle condizioni iniziali, ma i dissidi burocratici generarono un contenzioso legale tra il club e l'amministrazione comunale ancora in corso. La società sportiva chiede indietro al Comune le spese sostenute per trasferirsi in altra struttura mentre l’amministrazione contesta delle cartelle Tari non saldate. In attesa di una conciliazione tra le parti, l'impianto versa in stato di abbandono con il campo da gioco ricoperto di erbacce, qualche pianta d'alto fusto e cespugli.

Prima partita ufficiale

Struttura e caratteristiche

Lo stadio poteva ospitare circa 16 500 posti, ma con l'eventualità di espandere la capienza fino a 18 000 posti.

L'impianto, interamente in acciaio e moduli prefabbricati, si articolava in due blocchi. Il blocco Curve-Distinti, costituito da tribune Dalmine ereditate da quelle già montate negli anni 2000 al Sant'Elia di Cagliari, e il blocco chiamato Main Stand formato dai moduli della tribuna centrale dello stadio modulare Karalis Arena in progetto da diversi anni e mai costruito.

Tribune Main Stand La Main Stand era dotata di una copertura realizzata con lastre isolanti in acciaio a protezione multistrato, e a differenza del progetto originario che prevedeva gradoni sandwich in acciaio, era costituita da 16 gradoni in legno lamellare, con circa 3 400 posti a sedere.

Le 16 file erano dotate di sedili a ribaltina, di colore rosso per il settore “Tribuna Sardegna”, blu per la “Tribuna centrale”. Sopra il tunnel degli spogliatoi, erano presenti i banchi per la radiocronaca e per i giornalisti. La copertura, con pendenza del 3%, aveva un'altezza di all'esterno dello stadio ed ha anche la funzione di supportare l'illuminazione (lungo tutto il bordo). Lunga 120 m e profonda 20 ospitava al piano terra gli spogliatoi delle due squadre, quelli di arbitri ed allenatori, la zona per le interviste, i locali per il controllo antidoping, le infermerie e il pronto soccorso, servizi igienici per il pubblico e la cucina e al primo piano un punto ristoro. Aveva nel punto più basso una distanza dalla linea laterale di appena 7,50 m. L'esterno era dotato di una copertura composta da pannelli isolanti in lamiera e anima isolante in poliuretano espanso e fibra minerale. Infine nella Main Stand, era prevista l'installazione di 11 Sky Box, in grado di ospitare aziende e tifosi VIP.

Curve e tribuna distinti