Nel Ciclo di Dune dello scrittore Frank Herbert, il Kwisatz Haderach è una figura messianica dotata di prescienza e capace di accedere alle memorie ancestrali di entrambi i sessi. La figura compare per la prima volta nel romanzo Dune, pubblicato nel 1965.
Con questo nome, che significa "colui che abbrevia la strada", la sorellanza del Bene Gesserit designa l'uomo che cerca di far nascere con un programma eugenetico condotto per generazioni. Il Kwisatz Haderach dovrebbe oltrepassare i limiti delle Reverende Madri e permettere alla sorellanza di indirizzare il futuro dell'umanità. La nascita attesa avviene però una generazione prima del previsto: Lady Jessica disobbedisce all'ordine di generare una figlia e dà alla luce Paul Atreides. Paul possiede le capacità ricercate, ma sfugge al controllo del Bene Gesserit. La sorellanza ottiene dunque l'individuo cercato senza riuscire a esercitare su di lui il controllo previsto.
La Encyclopedia of Science Fiction definisce la vicenda di Paul in Dune e nei suoi seguiti la più elaborata fantasia messianica della fantascienza del Novecento, seguendo il suo percorso come Kwisatz Haderach e l'influenza che continua a esercitare dopo la morte.
Origine del termine Nel lessico del ciclo, l'espressione Kwisatz Haderach significa tanto "colui che abbrevia la strada" quanto "colui che può essere in molti luoghi contemporaneamente". Il Kwisatz Haderach è descritto come un membro maschile del Bene Gesserit i cui poteri mentali organici sarebbero in grado di collegare spazio e tempo.
Il nome ricorda l'espressione ebraica kefitzat haderech, che indica un trasporto miracoloso o una forma di teletrasporto. Charles M. Stang segnala inoltre che il nome è stato messo in relazione con una figura della tradizione chassidica, il Kefitzat Haderach, richiamando uno studio di Susan L. Schwartz.
Concezione e sviluppo Herbert partì dall'idea che le società umane fossero periodicamente travolte da movimenti messianici e che i superuomini potessero avere conseguenze disastrose. Lavorò al progetto per circa otto anni, raccogliendo appunti e studiando la storia delle religioni per comprendere i motivi psicologici che spingono le persone a sottomettersi a un mito messianico.
La Missionaria Protectiva, ramo del Bene Gesserit incaricato di diffondere leggende su mondi considerati primitivi, prepara fra i Fremen una profezia imperniata sul Mahdi, predisponendoli a riconoscere una guida proveniente dall'esterno.
Con Paul, Herbert volle mostrare come si forma un capo messianico: nella sua ascesa confluiscono la struttura gerarchica dell'Impero, l'educazione ricevuta come erede degli Atreides, le leggende diffuse dal Bene Gesserit e il desiderio dei Fremen di affidarsi a una guida. Le capacità di Paul gli permettono di cogliere le motivazioni inconsce delle masse e, grazie al calcolo Mentat, di vedere il futuro. Le aspettative dei Fremen accrescono l'autorità di Paul, mentre la sua presenza dà corpo alla figura messianica che essi attendono.
Nella prima trilogia Herbert presenta Paul come un eroe e ne mostra poi il fallimento, facendo della sua vicenda un ammonimento contro il culto dell'eroe. Messia di Dune capovolge la prospettiva del primo romanzo: la prescienza si rivela una trappola, il governo di Paul riproduce pratiche repressive e la religione di Muad'Dib si trasforma in un'istituzione che Paul non riesce più a governare. Il tema dell'uomo divenuto quasi divino prosegue con Leto II, la cui trasformazione comincia in I figli di Dune e continua in L'imperatore-dio di Dune. La visione di Leto II riguarda un nuovo stadio nell'evoluzione dell'intera umanità.
Nel ciclo di Dune La sorellanza progetta il Kwisatz Haderach come l'equivalente maschile di una Reverenda Madre, dotato però di poteri superiori. Dovrebbe accedere alle memorie ancestrali di entrambi i sessi e possedere una prescienza superiore a quella delle Bene Gesserit. Mohiam spiega a Paul che le Veridiche possono ripercorrere nella memoria soltanto le vie femminili del passato, mentre sono respinte e terrorizzate dalla parte a loro preclusa; il Kwisatz Haderach dovrebbe invece poter guardare tanto nel passato femminile quanto in quello maschile. Riguardo agli scopi del Bene Gesserit, il risultato cercato è descritto da Herbert come un "super-Mentat", un essere umano capace di comprendere e usare dimensioni superiori e dotato di alcune delle capacità prescienti dei navigatori della Gilda. La sorellanza vuole servirsene per controllare meglio il futuro della specie. Alla fine di Dune, Paul afferma che il Bene Gesserit ha atteso novanta generazioni per ottenere la combinazione di geni e ambiente necessaria a produrre l'individuo previsto dal programma.
Secondo il piano, una figlia di Jessica e del duca Leto Atreides dovrebbe sposare Feyd-Rautha, nipote del barone Vladimir Harkonnen, a sua volta padre naturale di Jessica. Jessica, innamorata di Leto, disobbedisce all'ordine di generare una figlia e concepisce Paul. Paul è il Kwisatz Haderach previsto per la generazione successiva, ma non accetta l'autorità della sorellanza. Nel duello finale fra Paul e Feyd-Rautha, Mohiam teme che entrambi possano morire, poiché li considera due risultati del lungo programma genetico del Bene Gesserit; se accadesse, resterebbero soltanto la figlia neonata di Feyd-Rautha e Alia.
Il conte Hasimir Fenring è il candidato che si avvicina di più al risultato previsto senza raggiungerlo. Nel finale di Dune, Paul comprende di non avere mai visto Fenring nelle proprie visioni prescienti e lo riconosce come un "quasi Kwisatz Haderach", reso incompleto da un difetto genetico che lo ha fatto eunuco. In Messia di Dune il Bene Tleilax afferma di avere prodotto un proprio Kwisatz Haderach, che si sarebbe suicidato.
In Dune la prova del gom jabbar mostra fino a che punto Paul sappia controllare le risposte del proprio corpo. L'acqua della vita è l'equivalente fremen della droga usata dalle Veridiche: una Reverenda Madre deve trasformarne internamente il veleno in una sostanza innocua e, prima di Paul, nessun uomo era mai sopravvissuto a questo processo. Le facoltà ricercate dal Bene Gesserit emergono pienamente quando Paul beve l'acqua della vita; quando si risveglia dal coma provocato dall'acqua della vita, raggiunge la parte della coscienza che le Reverende Madri non possono esplorare e ottiene una prescienza più ampia della loro; da quel momento vede numerosi futuri possibili, ma non riesce a sottrarsi al jihad combattuto in suo nome, che tenta invano di impedire nel corso del primo romanzo.
In Messia di Dune Paul regna come imperatore dopo le guerre religiose scatenate dalla sua ascesa. Quando una congiura lo acceca, continua a muoversi e a riconoscere le persone affidandosi alla memoria di ciò che aveva già visto con la prescienza. Dopo la morte di Chani quella visione si esaurisce e Paul accetta l'usanza fremen che impone ai ciechi di inoltrarsi nel deserto.
Ne I figli di Dune i gemelli Leto II e Ghanima nascono con memorie ancestrali e capacità prescienti. Leto sceglie il Sentiero Dorato che Paul aveva rifiutato; costretto a bere l'acqua della vita, entra in simbiosi con le trote della sabbia e la trasformazione gli permette di vivere per millenni e di imporre il proprio progetto all'Impero. In L'imperatore-dio di Dune assume il controllo del programma genetico del Bene Gesserit e se ne serve per far nascere esseri umani invisibili alla prescienza, evitando che la specie resti prigioniera di un futuro già visibile. Il risultato finale del programma è Siona Atreides, discendente degli Atreides, che Leto non riesce a vedere nelle proprie visioni prescienti.
Più avanti nel ciclo, il Bene Gesserit non concentra più il proprio programma genetico sulla creazione di un unico individuo sovrumano. Il programma genetico prosegue, ma l'obiettivo diventa la conservazione di determinate caratteristiche umane nelle generazioni future.
Nel ciclo ampliato scritto da Brian Herbert e Kevin J. Anderson compare inoltre il titolo di Kwisatz Mother, attribuito a una Reverenda Madre incaricata di seguire le diverse linee del programma genetico; in Dune: The Lady of Caladan Lethea è indicata come una precedente Kwisatz Mother e Jessica ricorda che anche Anirul aveva ricoperto segretamente lo stesso ruolo.
Accoglienza e critica Il rovesciamento dell'immagine eroica del personaggio di Paul incontrò l'opposizione di John W. Campbell. Campbell, che aveva pubblicato a puntate Dune su Analog, rifiutò il manoscritto di Messia di Dune perché nel seguito Paul non era più l'eroe capace di prevalere sul destino, ma una pedina incapace di sottrarvisi. Timothy O'Reilly osserva che Herbert passa dall'epica alla tragedia, mostrando non più il trionfo di Paul, ma il suo fallimento e le conseguenze delle sue scelte.
Stephanie Semler individua nell'eugenetica del ciclo i pericoli legati alla ricerca di obiettivi assoluti: il Bene Gesserit mira a un unico individuo, Leto II a un solo risultato, la sopravvivenza della specie, mentre il Bene Tleilax segue una sola concezione religiosa ed etica. Andrew J. Mongue e Caitlin E. McDonough-Goldstein richiamano inoltre i problemi etici dell'eugenetica in Dune e vedono nella nascita di Paul la prova dei limiti del piano: il Bene Gesserit crede di poter controllare i fattori genetici e ambientali che influiscono sullo sviluppo umano, ma Paul nasce una generazione prima del previsto e sfugge al suo controllo. In seguito la sorellanza cambia obiettivo: non cerca più di creare un unico individuo sovrumano, ma di conservare determinate caratteristiche umane nelle generazioni future.
Charles M. Stang colloca il Kwisatz Haderach al confine fra le ambizioni della scienza e della religione: il Bene Gesserit cerca di produrlo attraverso il proprio programma genetico e, nello stesso tempo, prepara le popolazioni della galassia ad attendere una figura salvifica che vorrebbe presentare al momento prescelto e mantenere sotto il proprio controllo.
Timothy O'Reilly non considera Paul un'eccezione al programma, bensì il suo risultato inevitabile. La prescienza, a suo giudizio, imprigiona il profeta nelle proprie scelte: guardando il futuro, egli modifica le possibilità e rende più probabili gli esiti che preferisce, fino a restare prigioniero del futuro che ha scelto. Paul recupera una parte della propria libertà soltanto quando rinuncia alla profezia e accetta di nuovo che il futuro resti aperto al caso e al cambiamento.
Christine M. E. Hansen esamina il Kwisatz Haderach rispetto al binarismo di genere, ossia alla divisione tra maschile e femminile. Pur essendo concepito come uomo, il personaggio accede alle memorie di entrambi i sessi e a conoscenze riservate alle Bene Gesserit. A suo giudizio, questa caratteristica mette in dubbio l'idea, presente nel ciclo, che maschile e femminile siano categorie naturali e immutabili e permette una lettura queer del personaggio. La studiosa precisa però che Herbert non aveva voluto questa lettura né l'aveva approvata esplicitamente.
Jeffery Nicholas vede nel Kwisatz Haderach un'espressione del sacrificio individuale proprio della famiglia Atreides: grazie alla prescienza, Paul e Leto II comprendono il rischio dell'estinzione umana e sacrificano la propria libertà e parte della propria umanità nel tentativo di salvare la specie.
Yeonjin Choi descrive il Kwisatz Haderach come un computer umano creato dal Bene Gesserit e mette la sua esistenza in rapporto con il destino di Arrakis; a partire da questa figura, propone di considerare anche l'intelligenza artificiale contemporanea come qualcosa che dipende da un corpo e da risorse materiali, collegandola all'esaurimento delle risorse e alla crisi climatica.