Biografia

Luigi Giuseppe nacque nella reggia di Versailles il 22 ottobre 1781, primo figlio maschio dopo Maria Teresa Carlotta, nata due anni prima, del re Luigi XVI e della regina Maria Antonietta. La nascita del bambino, avvenuta ben undici anni dopo le nozze della coppia reale, fu accolta dalla nazione con grandi festeggiamenti. L'evento inoltre rafforzò la posizione a corte di Maria Antonietta, che aveva finalmente adempiuto agli obblighi dinastici richiesti a una regina di FranciaÉ. Lever, Maria Antonietta - L'ultima regina, Milano 2007, p. 195.. La nascita tardiva di Luigi Giuseppe causò tuttavia scontento presso alcuni membri della famiglia reale, come il conte di Provenza che perdeva il suo status di erede al trono, ormai considerato acquisito, in favore del nipote. Al neonato vennero offerti innumerevoli doni, tra cui orologi musicali, automi meccanici e un prezioso baule donato dalla città di Parigi. Tuttavia, già poco dopo la nascita, furono diffusi numerosi libelli scandalistici che mettevano in dubbio l'effettiva paternità del bambinoIbid., p. 193..

Come erede designato al trono francese, fu subito insignito del titolo di cortesia di Delfino di Francia e dell'appannaggio sul Delfinato. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita, nella cappella della Reggia di Versailles da Louis René Édouard de Rohan, Gran Cappellano di Francia, alla presenza di Honoré Nicolas Brocquevielle, parroco di Notre-Dame di Versailles: padrino fu l'imperatore Giuseppe II d'Austria, rappresentato da Luigi Stanislao Saverio, il futuro Luigi XVIII, e madrina era Maria Clotilde, principessa del Piemonte, rappresentata da Madame Elisabetta, sorella di Luigi XVI. Fu organizzato uno spettacolo di fuochi pirotecnici cui il Re e l'intera Corte poterono assistere dal balcone della stanza reale.

Circa venti persone erano al servizio di Luigi Giuseppe: due primi domestici, otto-dieci domestici comuni, una lavandaia, due camerieri, due valletti, due facchini, un parrucchiere e un barbiere. Luigi Giuseppe fu allevato da diverse bambinaie, la più famosa delle quali fu senza dubbio Geneviève Poitrine, accusata di avergli trasmesso la tubercolosi. Il re Luigi XVI scelse di nominare un gentiluomo come suo primo servitore: Pierre-Jean de Bourcet, ex luogotenente dell'esercito reale, che gli sarà devoto fino alla morte. Come sua sorella Maria Teresa, Luigi era molto legato ai suoi genitori: suo padre, che seguiva molto attentamente i suoi studi, ordinò al geografo Mancelle un complesso mappamondo meccanico e una serie di dipinti educativi su pelle di bisonte. Il giovane principe fu descritto dai suoi contemporanei come un bambino intelligente e acuto; mostrava anche una certa autorevolezza e l'inclinazione a dare ordini. Maria Antonietta pensava di maritarlo con sua nipote Maria Amalia due Sicilie, nata nel 1782.

Il Delfino manifestò una salute precaria fin dalla tenera età, e nel 1784 le sue condizioni iniziarono a peggiorare. Ben presto comparvero i sintomi della tubercolosi ossea, che indebolirono il suo corpo e deformarono la sua colonna vertebrale: si ritenne che la malattia abbia cominciato a manifestarsi dopo un vaccino contro il vaiolo. Nonostante la sua malattia lo rendesse molto malinconico, il ragazzo amava la compagnia della sorella maggiore Maria Teresa, che trascorreva molto tempo con lui. Il principe sembrava affezionato anche a suo fratello minore, il duca di Normandia, la cui nascita parve renderlo molto felice. Luigi Giuseppe si lamentava raramente, si mostrava sempre educato verso i genitori e i membri della corte. Nel tentativo di migliorare le sue condizioni, fu trasferito nel castello di Meudon, dove si riteneva che ci fosse un'aria più salubre rispetto a Versailles.

All'inizio del 1789, Luigi Giuseppe perse la capacità di flettere braccia e gambe, e fu costretto a rimanere allettato e a indossare un corsetto di cuoio; per le sue rare uscite in giardino doveva fare uso di una rudimentale sedia a rotelle. Maria Antonietta, che accudiva con amore suo figlio, comprese presto che la malattia non gli avrebbe lasciato scampo. Le sue condizioni di salute peggiorarono sensibilmente poco dopo l'apertura degli Stati Generali del 1789: nonostante gli impegni di Stato, Luigi XVI e sua moglie continuarono ad occuparsi il più possibile del figlio morente, che, ormai stremato dalla malattia, si spense a Meudon sotto gli occhi di Maria AntoniettaJ. Haslip, Maria Antonietta, Milano 1999, p. 234., all'età di sette anni e mezzo, il 4 giugno 1789. Le regole dell'etichetta reale, nonché la difficile situazione politica, non permisero ai genitori di assistere ai funerali, celebrati nella basilica di Saint-Denis. La morte del Delfino, che di norma sarebbe stata pianta a livello nazionale, fu praticamente ignorata dal popolo francese, che pensava alle successive riunioni degli Stati generali, con la speranza di un miglioramento sociale. A proposito di ciò, Maria Antonietta esclamò: «Mio figlio è morto e pare che non importi a nessuno!Ivi.».

Con la morte di Luigi Giuseppe, il titolo di delfino passò a suo fratello minore Luigi Carlo, che sopravvisse a suo padre e morì in prigione nel 1795, all'età di dieci anni. Durante la rivoluzione francese, anche la tomba di Luigi Giuseppe fu profanata; i suoi resti furono poi trasferiti nell'ossario reale della basilica di Saint-Denis.

Eredità La contea di Dauphin, in Pennsylvania, prende il nome da Luigi Giuseppe. L'assemblea legislativa, riunita a Filadelfia nel 1785, ringraziò la Francia per l'aiuto nella vittoria americana per la sua indipendenza dalla Gran Bretagna, chiamando "Dauphin" la nuova contea formatasi a nord-ovest di Lancaster e a nord di York, il cui capoluogo è Harrisburg.

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