La Marmolada (detta la Regina delle Dolomiti, Marmolèda in ladino e Marmolata in tedesco) è un gruppo montuosoQuando non diversamente specificato nella voce si segue la definizione gruppo della Marmolada prevista dalla SOIUSA. delle Alpi Orientali (Dolomiti di Fassa) al confine tra la provincia di Trento e la provincia di Belluno, il più alto delle Dolomiti stesse, raggiungendo la quota massima con la Punta Penia (3.343 m), delimitata ad oriente dalla Val Pettorina e ad occidente dalla Val di Fassa, con altre importanti vallate interne al gruppo (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò.

Non composta a rigore da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico, importante è anche la presenza al suo interno del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il ghiacciaio della Marmolada.

Toponimo Il nome Marmolada, qualora non fosse connesso con il latino marmor "marmo", potrebbe derivare da una radice indoeuropea attestata in greco marmar-, che significa "splendere", "scintillare". Il riferimento è al ghiacciaio sulla cui origine e formazione una leggenda narra che una vecchietta, invano sgridata dai suoi compaesani, raccolse il fieno nel giorno della festa votiva del 5 agosto ("Madonna della Neve"). La notte seguente cominciò a nevicare, e nevicò tanto sino a formare il ghiacciaio che tuttora esiste, e sotto il quale chi sa da quanti secoli, giace ancora la povera vecchietta col suo fieno nel tabiè (fienile).

Geo-morfologia Classificazione

La SOIUSA vede il Gruppo della Marmolada come un gruppo alpino e vi attribuisce la seguente classificazione: Grande parte = Alpi Orientali Grande settore = Alpi Sud-orientali Sezione = Dolomiti Sottosezione = Dolomiti di Gardena e di Fassa Supergruppo = Dolomiti di Fassa Gruppo = Gruppo della Marmolada Codice = II/C-31.III-B.9

Limiti geografici Il gruppo della Marmolada ha approssimativamente la forma di un trapezio, con la base maggiore a sud (Val San Pellegrino, Passo San Pellegrino, Valle del Biois) e la base minore a nord (Passo Pordoi). Nel dettaglio e ruotando in senso orario i limiti geografici restano: Passo Pordoi, torrente Cordevole, torrente Biois, Passo San Pellegrino, Val San Pellegrino, Val di Fassa, Passo Pordoi.

L'agenzia del territorio, applicando il decreto presidenziale firmato nel 1982 da Sandro Pertini, il 6 luglio 2018 ha stabilito che il confine passa sulla linea di displuvio; per cui la cima più alta (Punta Penia) è condivisa tra la Provincia di Trento e quella di Belluno. La strapiombante parete sud, la cosiddetta "parete d'argento", con le sue innumerevoli vie di arrampicata, ricade in territorio bellunese. Il ghiacciaio, posto sul versante nord ed oggetto di contese territoriali tra Trentino e Veneto è stato assegnato quasi interamente alla provincia di Trento, con esclusione degli accessi di Punta Penia e Punta Serauta.

Suddivisione

La SOIUSA suddivide il gruppo in sei sottogruppiTra parentesi sono indicati i codici SOIUSA dei vari sottogruppi. Si tenga presente che un sottogruppo è ulteriormente suddiviso ed è quindi stata introdotta una nuova lettera nel codice. Catena del Padon (9.a) Massiccio della Marmolada (9.b) Sottogruppo Ombretta-Ombrettola (9.c) Massiccio Sasso Vernale - Cime d'Ombretta (9.c/a) Cresta Ombrettola-Fop (9.c/b) Catena dell'Auta (9.d) Catena della Cima dell'Uomo (9.e) Sottogruppo Collac-Buffaure (9.f) Sottogruppo Monzoni-Vallaccia (9.g)

Descrizione Al suo interno spicca il massiccio della Marmolada, che presenta una lunga cresta con numerose elevazioni, tra le quali da ovest a est: Gran Vernel (3.205 m), Piccolo Vernèl (3.098 m), Punta Penia (3.343 m s.l.m.), Punta Rocca (3.309 m), Marmolada d'Ombretta (3.230 m), Marmolada di Serauta con Monte Serauta (3.069 m) e Piz Serauta (3.035 m). Sul versante nord del massiccio della Marmolada si estende il ghiacciaio omonimo, il più esteso delle Dolomiti. Mentre a sud, sopra la val Ombretta, si erge l'imponente parete d'argento, seconda solo alla nord ovest del monte Civetta. A sud del massiccio principale si ergono altre importanti cime quali: Cima Ombretta (3.011 m), Sasso Vernale (3.058 m), Sasso di Valfredda (3.009 m), Cima dell'Uomo (3.010 m), e le Cime d'Auta (2.622 m) sopra Falcade.

Alla base del versante nord, alla quota di circa 2.030 metri, è situato il lago di Fedaia, lungo circa 2 km. Il lago è sbarrato ad ovest da una diga artificiale in calcestruzzo, dall'altezza massima di 60 metri e con uno sviluppo del coronamento di 620. La diga permette, a partire dal 1956, la produzione di circa 20 MW di energia idroelettrica. Nella parte est del lago i resti di uno sbarramento morenico segnano invece il luogo del preesistente lago naturale, lungo circa 180 metri, che segnava il confine tra il Principato vescovile di Bressanone (Impero d'Austria) e la Repubblica di Venezia. Dal lago di Fedaia ha origine il torrente Avisio.

Vette principali

Le vette principali del gruppo della Marmolada sono:

Punta Penia - 3.343 m Punta Rocca - 3.309 m Punta Ombretta - 3.230 m Gran Vernel - 3.210 m Piccolo Vernel - 3.098 m Sasso Vernale - 3.058 m Piz Serauta - 3.035 m Piz de Guda - 2.134 m Punta Cornates - 3.029 m Cima Ombretta - 3.011 m Cima dell'Uomo - 3.010 m Sas de Valfreda - 3.009 m Cima Ombrettòla - 2.931 m Monte Fop - 2.892 m Monte La Banca - 2.875 m Il Colac - 2.715 m Punta della Vallaccia - 2.637 m Cima d'Auta Orientale - 2.624 m Cima d'Auta Occidentale - 2.602 m Cima Barbacin - 2.524 m l'Auta - 2.545 m Padon - 2.512 m I Migogn - 2.389 m Sas Bianch - 2.407 m

Passi e valichi Nella tabella sottostante sono elencati i passi e valichi del gruppo montuoso in ordine di altezza.Sono elencati nella tabella solo i valichi attraversati da un'infrastruttura come strada o sentiero, che collegano tra loro due valli note.

Nome del valico Altezza Sottogruppo Valli collegate Infrastruttura Forcella della Marmolada 2896 m s.l.m. Massiccio della Marmolada Val di Fassa e Val Contrin sentiero 606 (Via Alpina-itinerario Giallo, Alta via delle Dolomiti nº 2 Passo di Ombrettola 2868 m s.l.m. Ombretta-Ombrettola Val Contrin e Valon de l'Ombretola sentiero 612 Passo di Ombretta 2702 m s.l.m. Ombretta-Ombrettola Val Contrin e Valon de l'Ombretola sentiero 610 (Sentiero Italia, Alta via delle Dolomiti nº 2) Passo delle Cirele 2683 m s.l.m. Catena Cima dell'Uomo Valle del Biois e Val Contrin sentiero 607 (Sentiero Italia, Alta via delle Dolomiti nº 2) Forcella del Ciadin 2664 m s.l.m. Catena Cima dell'Uomo Val San Pellegrino e Val San Nicolò sentieri 637 e 637b Passo delle Selle 2528 m s.l.m. Monzoni-Vallaccia Val San Pellegrino e Val San Nicolò (Val de Munciogn) sentiero 604 Forcia Neigra 2509 m s.l.m. Collac-Buffaure Ciampac e Val Contrin sentieri 613 e 646 (Via Alpina-itinerario Giallo) Passo Pasché 2502 m s.l.m. Catena Cima dell'Uomo Val San Nicolò e Val Contrin sentiero 609 Forcella Costela 2500 m s.l.m. Monzoni-Vallaccia Val San Pellegrino (Val de Pesmeda) e Val San Nicolò (Val di Munciogn) sentiero 551 Passo di Forca Rossa 2490 m s.l.m. Ombretta-Ombrettola Val Pettorina e Valle del Biois sentiero 689 (Alta via delle Dolomiti nº 2) Forcella Valaccia 2468 m s.l.m. Monzoni-Vallaccia Valacia e Val de Munciogn (Val San Nicolò) sentiero 615 Sella Brunéch 2428 m s.l.m. Collac-Buffaure Val Jumela (Val San Nicolò) e Ciampac sentiero 613 Passo Padon 2369 m s.l.m. Catena del Padon Val Pettorina e Livinallongo Sentiero 699 Pian delle Selle 2361 m s.l.m. Collac-Buffaure Val di Grepa e Ciampac sentiero 645 (Via Alpina- itinerario Giallo) Passo San Nicolò 2338 m s.l.m. Collac-Buffaure Val Contrin e Val San Nicolò sentiero 608 (Via Alpina- itinerario Giallo) Passo Col Becher 2312 m s.l.m. Catena dell'Auta Val Pettorina e Val di Biois sentiero 692 Forcella dei Negher 2286 m s.l.m. Catena dell'Auta Val Pettorina e Val di Biois sentiero 687 Passo Fedaia 2056 m s.l.m. Massiccio della Marmolada Val di Fassa e Val Pettorina Strada statale 641 del Passo Fedaia Passo San Pellegrino 1919 m s.l.m. Catena Cima dell'Uomo Val San Pellegrino e Val di Biois Strada statale 346 del Passo di San Pellegrino

Storia

Durante la prima guerra mondiale, la Marmolada segnava un tratto del fronte italo-austriaco, e la montagna fu teatro di scontri, come confermano le postazioni ancora visibili sui versanti est e nord.Luciano Viazzi - Arturo Andreoletti Con gli alpini sulla Marmolada: 1915-1917 Edizioni Mursia ISBN 978-88-425-0868-7 Gli austriaci per difendersi scavarono addirittura un labirinto di gallerie all'interno del ghiacciaio chiamate "La città di ghiaccio" (ora scomparse a causa del naturale movimento della calotta verso valle). Il 13 dicembre 1916, giorno ricordato come la Santa Lucia nera, un'enorme valanga di un milione di metri cubi di neve e ghiaccio uccise circa 300 soldati austro-ungarici.

Oggi, la Marmolada è meta di sciatori ed alpinisti, e le località circostanti (come Canazei e Malga Ciapela) sono dei rinomati centri turistici attivi tutto l'anno.

Attualmente la vetta della Marmolada è contesa tra il Veneto e il Trentino-Alto Adige.

Sport

Alpinismo

La prima salita alla vetta più alta del gruppo, la Punta Penia, risale al 28 settembre 1864. Il primo salitore fu il viennese Paul Grohmann, il pioniere dell'alpinismo dolomitico, con le guide ampezzane Angelo Dimai e Fulgenzio Dimai, lungo l'attuale via normale o "del ghiacciaio". Due anni prima lo stesso Grohmann con P. Pellegrini aveva raggiunto la Punta di Rocca, di pochi metri più bassa. Entrambe le salite si svolsero lungo il versante settentrionale, occupato dal ghiacciaio, il più esteso delle Dolomiti. Le difficoltà lungo queste vie di salita sono poco più che escursionistiche, anche se l'ambiente in cui si svolgono richiede sempre e comunque prudenza ed un po' di esperienza.

Alpinisticamente, il versante più importante è quello meridionale, che precipita con una lunga parete (chiamata "la parete d'argento") di altezza compresa fra i 600 ed i 1.000 m sulle valli di Ombretta e Contrin. Molte delle numerose vie che la percorrono hanno segnato dei punti fermi nell'evoluzione alpinistica e nella progressione delle difficoltà.

La prima ascensione della Marmolada è del 1862, a Punta Rocca, da parte di Pellegrino Pellegrini con il grande pioniere Paul Grohmann e nel 1864 quest'ultimo con Angelo e Fulgenzio Dimai sale Punta Penia. La parete invece, se si esclude una via indiretta trovata dall'agordino Tomè, fu effettuata nel 1901 dalla cordata guidata da Michele Bettega e Bortolo Zagonel, con la cliente inglese Beatrice Tomasson. Al tempo la via, che sbuca quasi direttamente sulla vetta principale, rappresentava il massimo della difficoltà su roccia. Sebbene oggi si collochi nelle ascensioni di quarto grado, è una via ancora rispettabile ed impegnativa.

Essa attacca nel centro della parete sud di Punta Penia e passa attraverso una serie di camini per raggiungere la "Prima Terrazza", poi per rampe oltrepassa la "Seconda Terrazza" per attaccare i camini finali tra Punta Penia ed il Pilastro Nino. Le difficoltà sono piuttosto continue fino alla seconda terrazza, anche se non elevate (il passo più duro è di IV+ UIAA), l'itinerario non banale da ritrovare e molto lungo.

Un altro momento importante è rappresentato dalla prima ascensione del pilastro sud della Punta Penia nel 1929 ad opera della cordata di Luigi Micheluzzi, una delle prime ascensioni di VI grado. Gli anni trenta rappresentarono uno dei periodi d'oro dell'alpinismo dell'epoca "eroica" del sesto grado. Sulla Marmolada nel 1936 furono tracciate due vie che subito acquisirono una meritata fama di impegno e bellezza: la Soldà-Conforto sulla parete sud-ovest della Punta Penia e la Vinatzer-Castiglioni sul versante sud della Punta di Rocca. Quest'ultima fu considerata per lungo tempo l'ascensione più difficile delle Dolomiti.