Pensiero e opere Vissuto intorno al 150 a.C., fu allievo di Diogene di Seleucia. Fonte primaria: Guido Calogero, Enciclopedia italiana (1929) alla voce "Apollodoro di Seleucia sul Tigri" Fu autore di numerosi manuali () sullo stoicismo, tra cui uno sull'etica e uno sulla fisica frequentemente citati da Diogene LaerzioDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII.

Apollodoro è noto per aver definito il cinismo «la via breve per la virtù» e potrebbe essere stato il primo stoico dopo l'epoca di Zenone a tentare una conciliazione sistematica dello stoicismo con il cinismo. La lunga descrizione del cinismo fatta da Diogene LaerzioDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VI, presentata dal punto di vista stoico, potrebbe derivare da Apollodoro ed è possibile che fosse il primo stoico a proporre una "linea" di successione cinica da Socrate a Zenone Vale a dire: Socrate, Antistene, Diogene di Sinope, Cratete di Tebe, Zenone).

Il suo libro sulla fisica era ben noto nell'antichità: è riportato varie volte negli scritti di Diogene Laerzio e lo stoico Teone di Alessandria ne scrisse un commento nel I secolo d.C.

Note

Bibliografia Fonti secondarie AA. VV., Stoici antichi, Utet Libri, 2013 passim

E. Zeller, Philos. d. Griech., 3ª ed., III, I, p. 47, n. 1 Von Arnim, in Pauly-Wissowa, Real-Encycl. d. class. Altertumswiss., I, col. 2894 seg.

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