Biografia

Fu il secondo sindaco di Torino nell'epoca dei sindaci eletti dal popolo, dopo Luigi de Margherita. Durante il suo mandato, il 6 luglio 1849, l'amministrazione di Torino adottò provvisoriamente un "Regolamento per l'amministrazione internaCittà di Torino, Regolamento per l'amministrazione interna, Eredi Botta, Torino, 1849 che in realtà rimase in vigore fino al 1863AA. VV., Storia di Torino, Vol. 6, La città nel Risorgimento (1798-1864), a cura di Umberto Levra, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2000.

Nella sua breve amministrazione, si occupò di questioni come «l'educazione dei fanciulli», l'igiene pubblica, il riordinamento della «polizia municipale […] proporzionato all'ampiezza della città», oltre che di emergenze come la minaccia del colera e il ricevimento della salma del re Carlo Alberto.

Dopo il decreto Rattazzi del 1859 che riorganizzava l'amministrazione del Regno di Sardegna, fu rieletto consigliere comunale nelle elezioni amministrative del gennaio 1860.

La sua città gli ha intitolato una via nel quartiere Mirafiori Nord.

Note

Bibliografia AA. VV., Storia di Torino, Vol. 6, La città nel Risorgimento (1798-1864), a cura di Umberto Levra, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2000, pp. 446-448

Voci correlate Sindaci di Torino