Il TKS è stato un tankette polacco derivato da un progetto similare britannico; prodotto in discrete quantità, formò il nucleo dell'arma carrista polacca. Di limitata utilità durante la campagna del settembre 1939, non riscosse molto successo presso i tedeschi.
Storia Nel 1928 la Vickers-Armstrongs mise un commercio un minuscolo mezzo corazzato operabile da due uomini, che come per molti altri progetti della ditta fu immediatamente richiesto da numerose nazioni, intenzionate a estrapolarne propri veicoli blindati. A metà del 1929 anche la Polonia ordinò un singolo esemplare del Carden-Loyd Mk VI tankette, che fu collaudato il 20 giugno a Rembertów, vicino a Varsavia. A seguito di altri test, il 29 giugno fu richiesto un secondo lotto di 10 unità, 5 rimorchi e parti sfuse; ad agosto il materiale arrivò a destinazione, fu numerato da 1143 a 1152 e il mese successivo iniziò un grande ciclo di prove, a seguito del quale i vertici militari decisero di motorizzare le unità di cavalleria con tankette di produzione nazionale: poco dopo fu infatti confermata la licenza, mentre i progettisti si erano messi all'opera per migliorare il corazzato.
Sviluppo TK-1 e TK-2 I lavori furono portati avanti dalla PZI e si concentrarono sulle approssimative sospensioni che rendevano particolarmente scomodi i lunghi viaggi o le marce fuoristrada. Perciò furono irrobustite basandosi su un progetto del tenente Stanisław Marczewski: oltre all'aggiunta di 4 rulli tendicingolo, tra lo scafo e i carrelli fu installata una sospensione a balestra semiellittica che era sostenuta da una intelaiatura a trave, posta sul lato esterno e fissata al fianco del mezzo. A questa struttura era imperniata anche la ruota di rinvio. Nel frattempo la produzione locale di Carden-Loyd era arrivata a due unità, ma fu deciso di non fabbricarlo su licenza, quanto di trarne un veicolo nazionale: tale compito fu assegnato all'Ufficio Costruzioni dell'Istituto di Ricerca e Ingegneria dell'Esercito (in polacco abbreviato come BK Br.Panc. WIBI), i cui principali membri erano il maggiore Władisław Trzeciak e il capitano Edward Karkoz. Nel tardo 1929 la PZI consegnò un prototipo denominato TK-1La sigla deriva probabilmente dalle iniziali degli ufficiali che si dedicarono al progetto., ma noto anche come Tek 1001 e TK wz. 30, con ruota motrice posteriore. Agli inizi del 1930 arrivò un secondo tankette sperimentale, il TK-2, con trasmissione anteriore. Dalla sagoma simile, avevano un equipaggio di due uomini ed erano armati di una mitragliatrice Hotchkiss wz. 25 o 30 da 7,92 mm raffreddata ad aria, utilizzabile contro bersagli sia terrestri sia aerei in virtù dell'assenza di coperture superiori. Con protezioni che andavano da 3 ai 7 millimetri, differivano per la posizione del pilota e delle prese d'aria, per le sospensioni e per il motore: il TK-1 montava un Ford Type A da 22,5 hp, l'altro mezzo un Type B da 40 hp, e tutt'e due si avviavano mediante accensione elettrica. I piccoli carri furono testati tra agosto e settembre del 1930 a Modlin, nei pressi della capitale, e le prove convinsero a continuare lo sviluppo di un blindato leggero migliorando i due veicoli collaudati.
TK-3
La realizzazione di un terzo prototipo (TK wz. 31) iniziò subito alla sede della PZI della Ursus, che a marzo del 1931 prese a essere collaudato assieme a un TK-2 parzialmente ricostruito; dopo la fine delle prove il 14 luglio esso fu accettato dal Capo di Stato Maggiore. Primo mezzo completamente cingolato a entrare in servizio nelle forze armate, il nuovo TK-3 era lungo 2,58 metri, largo 1,78 e alto solamente 1,32 metri. Presentava una corazzatura massima di 8 mm ed era completamente chiuso. L'armamento consisteva di una mitragliatrice Hotchkiss wz. 25 (con 1 800 cartucce disponibili in 120 nastri) montata su uno snodo a sfera nella parte anteriore destra dello scafo, con alzo pari a 50° e brandeggio di 40°. La propulsione si avvaleva di un Ford Type A da 4 cilindri erogante 40 hp che, grazie a un serbatoio capace di 60 litri, garantiva un'autonomia di 200 chilometri su strada e di 100 su terreni sconnessi. La trasmissione era anteriore e per la manutenzione erano presenti due portelli nella piastra frontale, mentre piccole feritoie erano state ricavate su quasi tutta la squadrata sovrastruttura. Il peso totale era di 2 460 chilogrammi. Del primo lotto di 100 unità solo 15 furono disponibili per il mese d'agosto e parteciparono alle manovre annuali, dopo le quali fu deciso di usarli in seconda linea o nelle scuole d'addestramento. Tra il 1931 e il maggio del 1932 furono completati i restanti TK del primo ordine, mentre ad agosto iniziò la produzione del secondo: gli scafi furono numerati da 1169 a 1353. L'ultimo ciclo di fabbricazione di 100 esemplari (scafi dal 1354 al 1461) si svolse tra il tardo 1933 e il 1934, portando il totale di unità completate a 300. Per i TK-3 furono realizzati in contemporanea piccoli rimorchi cingolati: a volte corazzati e a due assi, servivano per portare carburante, radio, munizioni e anche soldati.
Nel 1931 fu elaborato un particolare sistema di trasporto per il TK-3, volto a minimizzare l'usura del treno di rotolamento: montato sul telaio di un autocarro Ursus senza motore, il tankette veniva privato dei cingoli e le ruote motrici potevano essere collegate con una catena all'asse motore posteriore del camion; il mezzo così ottenuto era guidato dal pilota all'interno del TK-3. Prodotto in alcune dozzine, il curioso sistema d'arma fu distribuito alle formazioni meccanizzate assieme alla variante capace di viaggiare su ferrovia (circa 50 esemplari). Non esistono comunque dati riguardo a un suo impiego bellico, e anzi è probabile che verso la fine degli anni 1930 non fossero più in servizio. Gli autocarri necessitavano infatti di essere trainati perché privi di propulsione e si potevano usare solo nelle retrovie, privi com'erano di corazze o armi.
A partire dallo stesso anno, e fino a buona parte del 1933, i militari vollero sostituire la mitragliatrice wz. 25 o 30 con una Hotchkiss da 13,2 mm, ma il progetto rimase sulla carta per i poco elevati parametri di precisione e penetrazione dell'arma. Nel 1936 un singolo TK-3 fu riarmato con un fucile anticarro Solothurn S-18/100 da 20 mm che però non superò le prove; nel 1938 fu sostituito da un cannone automatico pari calibro FK-A wz. 38 da 73,5 calibri (L/73,5), per il quale fu aggiunta una nuova struttura squadrata nella parte frontale destra, rendendo il prototipo molto simile al TKS. Approvata nel gennaio del 1939, la trasformazione pare rimase unica nel suo genere, perché i successivi 16 TK-3 da equipaggiare non vennero mai completati; ignoto è inoltre il destino del tankette sperimentale.
Modello definitivo TKS Durante la prima metà del 1933 il TK-3 numero 1160 fu oggetto di studi per realizzare un nuovo tankette: guidato da Edward Harbich, che sostituiva il maggiore Trzeciak nel frattempo deceduto, lo staff tecnico dell'Ufficio Costruzioni completò un prototipo (STK, ovvero TK "speciale") il 1º aprile: il mezzo fu accettato a giugno con la dizione TKS ed entro agosto la PZI aveva fabbricato 20 unità in acciaio dolce (numerate 1492-1511), forse utilizzando degli stampi.
Produzione Il TKS cominciò a essere prodotto dal febbraio 1934; in totale la PZI fabbricò 282 unità fino all'aprile 1937, compresi i 20 modelli sperimentali. È possibile infine che altri 10 esemplari furono costruiti, utilizzando i salari dei dipendenti, e consegnati il 15 maggio del 1938 all'esercito.
Impiego operativo Allo scoppio della seconda guerra mondiale, il 1º settembre 1939, la Polonia poteva mettere in campo quasi 300 TK-3 per lo più in cattive condizioni e circa 270 TKS, inclusi i modelli sperimentali. Non formarono grandi unità corazzate indipendenti, bensì vennero suddivisi in piccoli reparti d'appoggio tattico: una compagnia o squadrone (a seconda che fossero assegnate alla fanteria o alla cavalleria) si componeva di un veicolo comando e due plotoni da 5 carri l'uno, più un terzo di due mezzi con rimorchi per il supporto in battaglia; in totale furono costituite venticinque formazioni di TK-3 e TKS così distribuiti: le armate "Pomorze" e "Marew" ne ebbero due ciascuna, le armate "Cracovia" e "Modlin" quattro ciascuna, l'armata "Poznań" sei e l'armata "Łódź" sette.. Riguardo ai TKS dotati di cannone da 20 mm, otto andarono alla 10ª Brigata meccanizzata e altri quattro furono assegnati alla Brigata motocorazzata "Varsavia"; quattro infine vennero inseriti nella 71ª Unità corazzata, che faceva parte della Brigata di cavalleria "Wielkopolska".
Quest'ultima unità combatté il 14 settembre sul fiume Bzura e i suoi piccoli carri riuscirono a immobilizzare due-tre Panzer sulla riva opposta. Il 18 si ebbe un combattimento contro le forze corazzate tedesche nella Polonia centrale, vicino a Pociecha (a est di Varsavia): un TKS armato del cannone FK-A da 20 mm condusse un'imboscata con due altri TKS dotati di mitragliatrici. Guidato dall'ufficiale cadetto Roman Orlik per appoggiare le truppe della brigata di cavalleria "Volinia", distrusse tre Panzer 35(t) dell'11. Panzer-Regiment in forza alla 6. Panzer-Division. Lo stesso Orlik, il giorno successivo, condusse un tentativo di sfondamento sul fianco di forze corazzate tedesche che avanzavano sul villaggio di Sierakòw, immobilizzando alcuni blindati (forse sette, forse meno), poi la sua unità si ritirò a Varsavia partecipando alla difesa della capitale. La 10ª Brigata impiegò con successo i TKS con cannoni tra i monti Beskidy, subendo però perdite: il 19 settembre la formazione fuggì in Ungheria. La Brigata motocorazzata combatté ferocemente a Tomaszòw Lubelski dove perse la totalità dei tankette. Tutti questi isolati successi furono eccezionali, perché i TKS e i TK-3 con gli equipaggiamenti standard erano impotenti di fronte ai più grandi e meglio armati Panzer, i quali non ebbero difficoltà alcuna a spazzarli via. Solo quegli esemplari che i polacchi avevano tardivamente riarmati poterono opporre una qualche resistenza, inficiata dalla sottile corazzatura.
Caratteristiche
Sebbene molto simile nella forma al suo predecessore TK-3, il TKS non poteva interscambiare molte parti meccaniche. Era mosso da un Fiat 122 AC a 6 cilindri prodotto su licenza e montato posteriormente: erogante 42 hp e con un serbatoio da 70 litri, dava un'autonomia di 180 chilometri e una velocità massima di 40 km/h. Il treno di rotolamento era stato mantenuto quasi identico, tranne per i cingoli ora larghi 170 mm a doppia guida dentata centrale. Nella parte frontale e sul retro le corazze erano spesse dai 6 ai 10 mm, sui fianchi 8 e sul cielo tra i 3 e i 5 mm. L'armamento del prototipo consisteva in una mitragliatrice Browning wz. 30 raffreddata ad aria da 7,92 mm (2 000 cartucce), fissata su un supporto universale e con un mirino telescopico; l'alzo andava da -15° a +20° e il brandeggio era pari a 48°. L'equipaggio di due uomini accedeva al mezzo da due portelli superiori composti da tre sezioni: il guidatore seduto a sinistra aveva una piccola feritoia con periscopio per la visuale; il comandante era posizionato accanto e poteva usufruire di un interessante telescopio girevole, sistemato all'esterno, che gli garantiva una visuale a 360° (l'invenzione fu di Rudolf Gundlach, che poi la vendette anche all'Inghilterra). Era infine presente sul tetto un aggancio per usare la mitragliatrice come arma antiaerea quando il veicolo era fermo. Il TKS era in grado di gestire guadi profondi 0,50 metri e fossati larghi fino a 1,20 metri.