È stato procuratore dal 1995 al 2001, per poi entrare in politica nei ranghi del Partito Social Democratico su sprone dell'allora primo ministro Adrian Năstase, che ne è anche stato relatore della tesi di dottorato.
Capo del corpo di controllo del Governo su nomina del premier tra il 2001 e il 2004, è successivamente stato ministro con delega al controllo dell'implementazione dei programmi di finanziamento internazionale e alla verifica dell'applicazione dell'acquis comunitario del governo Năstase. Tra il 2008 e il 2009 è stato ministro per i rapporti con il Parlamento del governo Boc I.
Divenuto presidente del PSD, tra il 2011 e il 2014 ha condiviso con Crin Antonescu la leadership dell'Unione Social-Liberale, coalizione che lo ha sostenuto per l'incarico di primo ministro. Dal 2012 al 2015 ha quindi guidato quattro governi formati da diverse maggioranze costruite intorno al PSD. Ha rassegnato le proprie dimissioni a seguito dell'incendio del Colectiv e delle manifestazioni di protesta collegate.
Nel 2014 è giunto al ballottaggio delle elezioni presidenziali del mese di novembre, uscendo sconfitto dal candidato del PNL Klaus Iohannis. Si è candidato nuovamente alla presidenza della Romania nel 2025 in veste di indipendente.
A livello di partito è stato presidente dell'organizzazione giovanile del PSD (2002-2006), vicepresidente (2003-2004 e 2006-2010) e poi presidente del PSD (2010-2015).
Tra gli altri incarichi istituzionali è stato membro della Camera dei deputati della Romania in cinque legislature dal 2004 al 2020 e nuovamente a partire dal 2024.
Biografia Origini, formazione e carriera È nato a Bucarest da una famiglia di origini italo-albanesi. Secondo sue stesse dichiarazioni la famiglia del padre, Ninel Ponta (deceduto nel 1992), originariamente chiamata Ponte, proveniva da Trieste e avrebbe raggiunto la Transilvania verso la fine del XIX secolo, per aiutare a costruire una strada tra Pecica e Nădlac commissionata dalle autorità austro-ungariche. La madre Cornelia Naum, invece, discendeva da una famiglia albanese di etnia arumena del villaggio di Moscopoli.
Ha frequentato il liceo "Ion Neculce" di Bucarest e nel 1995 si è laureato in legge all'Università di Bucarest, iniziando ad esercitare la professione di procuratore presso il tribunale del Settore 1.
Nel 1998 è stato assunto dalla sezione anti-corruzione e procedimenti penali della procura dell'Alta corte di cassazione e giustizia con specializzazione in infrazioni economiche e finanziarie. Nel 2000 è diventato coordinatore dell'ufficio per la lotta al riciclaggio.
Nel 2003 ha conseguito un dottorato in giurisprudenza all'Università di Bucarest con una tesi sulla Corte penale internazionale, il cui relatore era il primo ministro Adrian Năstase.
Ha inoltre insegnato diritto presso l'Università Romena-Americana di Bucarest.
Ingresso in politica È entrato in politica nel 2001 come membro del Partito Social Democratico su invito di Adrian Năstase,. che gli ha dato il soprannome di "piccolo Titulescu".
Nel 2001 è stato incaricato dei ruoli di membro del consiglio di sorveglianza dell'Autorità nazionale per la valorizzazione degli attivi bancari e della Commissione speciale per fatti di natura penale commessi dai membri del Governo. Dal 2001 al 2004 è stato capo del corpo di controllo del Governo con il rango di segretario di Stato. In questa funzione ha contribuito a scoprire casi di uso fraudolento di fondi europei.
Nel marzo 2004 è stato nominato ministro con delega al controllo dell'implementazione dei programmi di finanziamento internazionale e alla verifica dell'applicazione dell'acquis comunitario del governo Năstase. Il mandato si è esaurito nel dicembre dello stesso anno.
A livello di partito dal novembre 2002 al novembre 2006 è stato presidente della sezione giovanile del Partito Social Democratico, la TSD, mentre il 9 luglio 2003 è stato nominato vicepresidente del PSD.. Ha mantenuto il ruolo fino alla sospensione della delegazione permanente del PSD da parte di Năstase nel luglio 2004. Dal 2005 al 2007 è stato anche vicepresidente dei Giovani Socialisti Europei.
Nel corso del congresso del 21 aprile 2005 si è candidato alla funzione di segretario generale del partito, ma con 469 voti è arrivato secondo alle spalle di Miron Mitrea, indicato da 576 colleghi.
È tornato a rivestire l'incarico di vicepresidente del PSD dopo il congresso del 10 dicembre 2006. In tale occasione ha ricevuto i voti di 887 delegati e gli è stato assegnato il ruolo di responsabile per lo stato di diritto, la giustizia e i diritti del cittadino..
Elezione a deputato
Eletto deputato nel 2004, nel corso della legislatura è stato segretario (dicembre 2004-settembre 2006) e vicepresidente (settembre 2006-febbraio 2007) dell'ufficio di presidenza della camera dei deputati, oltre che membro della commissione giuridica, di quella per la riforma della legge elettorale e della commissione d'inchiesta per l'analisi delle attività del ministero dell'economia. Nel 2007 ha gestito a nome del PSD le negoziazioni per l'introduzione di una legge elettorale basata sul voto maggioritario uninominale.
Nel 2008 ha fatto parte di una commissione congiunta tra il PSD e gli alleati del Partito Conservatore per la preparazione di un programma settoriale per le elezioni parlamentari di dicembre sui temi di pubblica amministrazione e decentramento, cui partecipavano anche Liviu Dragnea, Ilie Sârbu, Ion Toma e Nicolae Bănicioiu.
Rieletto deputato nel 2008 è quindi stato membro della commissione per i diritti umani (dicembre 2008-ottobre 2009), di quella giuridica (ottobre 2009-marzo 2011) e di quella per la politica estera (marzo 2011-dicembre 2012). Ha inoltre partecipato alla commissione per la revisione della Costituzione e a quella per l'analisi del funzionamento della giustizia.
Durante la legislatura 2008-2012 ha rivestito anche il ruolo di presidente della sottocommissione per il procedimento penale, costituita in seno alla commissione per la riforma del codice civile e del codice penale, di cui era vicepresidente. In tale veste ha promosso due disposizioni che hanno suscitato polemiche; una che presumeva che qualsiasi atto difensivo compiuto di notte in casa sarebbe stato considerato legittima difesa, e una che proibiva gli aborti terapeutici dopo la ventiquattresima settimana di gravidanza, che ha ricevuto forti critiche da diverse ONG.
Tra il dicembre 2008 e l'ottobre 2009 è stato ministro con delega ai rapporti con il Parlamento del governo Boc I, dimettendosi in conseguenza della decisione del PSD di passare all'opposizione.
In questo periodo si è distinto per le critiche tanto agli alleati di coalizione del Partito Democratico Liberale (PDL), quanto ad alcuni colleghi del suo partito, quali Marian Vanghelie, oltre che per vari posizionamenti non sempre fedeli alla linea ufficiale del PSD, per i quali è stato richiamato dalla dirigenza.
Nel corso della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2009 Ponta è stato portavoce del candidato e leader del PSD Mircea Geoană, che è stato sconfitto al ballottaggio da Traian Băsescu.
Presidente del Partito Social Democratico
Candidatosi alla presidenza del PSD al congresso del 20 e 21 febbraio 2010, Ponta ha ricevuto il sostegno di Ion Iliescu e Adrian Năstase, riuscendo a superare il leader uscente Mircea Geoană per 856 voti a 781.. Alla successiva convention del partito del 16 ottobre 2010 è stato approvato il programma politico «Romania corretta, Romania sociale» (România corecta, România socială), che fungeva da base per un eventuale governo condotto dal PSD..
Da presidente del PSD Ponta ha sostenuto l'espulsione di Geoană, malgrado questi fosse presidente del Senato, e ha rafforzato i rapporti con il Partito Nazionale Liberale di Crin Antonescu, con cui condivideva l'opposizione al presidente della Romania Traian Băsescu. Nel 2011 Ponta è stato tra i fautori dell'Unione Social-Liberale (USL), coalizione che riuniva i partiti contrari alle politiche del governo. Il congresso del PSD del 7 aprile 2012 ha adottato diverse risoluzioni riguardanti la partecipazione alle elezioni locali e legislative nel quadro dell'USL. È stata quindi stabilita, in caso di successo, l'assegnazione della funzione di primo ministro a Ponta e quella di presidente della Romania ad Antonescu.
Il 27 aprile 2012 l'USL è riuscita a far passare una mozione di sfiducia contro il governo Ungureanu, che è stato costretto alle dimissioni. Il presidente della Romania ha quindi incaricato Ponta di formare il governo. Il governo Ponta I, formato da PSD, PNL e PC, è entrato in carica il 7 maggio 2012 dopo il voto di fiducia (284 voti favorevoli e 92 contrari).
Nell'agosto 2012 Ponta è stato eletto vicepresidente dell'Internazionale socialista.
Conflitto istituzionale con Traian Băsescu
Il primo ministro è entrato più volte in diretto conflitto con Băsescu, in un contesto che ha portato a numerosi ricorsi alla Corte costituzionale. L'USL ha fatto fronte comune contro il presidente della Romania che, dal canto suo, ha avuto parte attiva nel sostenere gli attacchi contro i leader della coalizione e ad appoggiare le accuse di plagio della tesi dottorale lanciate pubblicamente all'indirizzo di Ponta tra giugno e luglio 2012..
Il premier è entrato ulteriormente in polemica con Băsescu in relazione alla partecipazione al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012. Mentre uno sosteneva che rappresentare la Romania a tale evento fosse una competenza del primo ministro, l'altro la considerava una prerogativa presidenziale. Nonostante alla fine vi avesse preso parte Ponta, i giudici costituzionali però lo avevano ritenuto un diritto del presidente della Romania..
La nuova maggioranza USL ha revocato i presidenti delle due camere in area PDL e ha poi avviato le procedure per la sospensione del presidente Băsescu, che hanno avuto apice nel referendum celebratosi il 29 luglio 2012 e che ha decretato il ritorno in carica del capo di Stato a causa del mancato raggiungimento del quorum. A tal riguardo, il 12 luglio 2012 Ponta era stato invitato a Bruxelles dai vertici dell'Unione europea, che avevano trasmesso al premier le proprie preoccupazioni in merito alla crisi istituzionale in atto in Romania.
Il governo Ponta II, sostenuto da PSD, PNL, PC e UNPR, risultante dallo scrutinio del 9 dicembre 2012 largamente vinto dall'USL con circa il 60% delle preferenze, ha ricevuto la fiducia del parlamento il 21 dicembre con 402 voti favorevoli e 120 contrari.
Dopo le elezioni parlamentari, al fine di limitare ulteriori scontri con il capo di Stato, il 12 dicembre 2012 Ponta e Băsescu hanno messo la firma su un accordo di collaborazione istituzionale che, pur non avendo valore legale, provava a rassicurare i partner internazionali sulla stabilità della Romania..
Nel 2012 Ponta è stato altresì eletto per il suo terzo mandato alla camera dei deputati, in cui ha partecipato alle commissioni per gli affari europei (dicembre 2012-giugno 2014), per la politica estera (giugno 2014-marzo 2016) e per la difesa (marzo 2016-dicembre 2016).
Dopo le elezioni, tra il 19 e il 20 aprile 2013 il PSD ha organizzato un nuovo congresso che ha confermato la presidenza di Ponta con 3.851 voti su 3.932..
Primo ministro
Sorretto da diverse maggioranze, frutto soprattutto del fenomeno della migrazione parlamentare,. Victor Ponta ha condotto quattro governi tra il 2012 e il 2015, facendo fronte a continui scandali riguardanti i membri del governo e del partito.