Di seguito viene trattata nel dettaglio la storia del Real Madrid Club de Fútbol.

I primi anni

Nel 1897 un gruppo di giovani della Institución Libre de Enseñanza fondò la prima squadra di calcio di Madrid, lo Sky Football, che iniziò ad allenarsi nel quartiere di Vallecas. Nel 1902 Julián Palacios e i fratelli Juan (primo presidente del club) e Carles Padrós ufficializzarono la nascita del club e decisero la divisa ufficiale: camicia e pantaloni bianchi e calze e cappello neri. Sempre nel 1902 giocò il primo clásico contro il Barcellona, in occasione della Coppa dell'Incoronazione, perdendo per 3-1.

Nel 1902-1903 ebbe luogo il primo Campeonato Regional Centro, il campionato delle squadre provenienti dalla Castiglia. Il Madrid prese parte a questa prima edizione e si classificò secondo alle spalle del Moderno FC in un girone da 4 squadre. Il torneo proseguì sino al 1940 salvo per l'interruzione del 1937-1939. I capitolini riuscirono ad imporsi più di chiunque altro in questo torneo, con un albo d'oro che vanta ben 23 affermazioni. Nel 1904 il club prese parte alla fondazione della FIFA.

Il primo trofeo in assoluto per i blancos risale al 1905, quando si aggiudicarono per la prima volta la Coppa del Re grazie alle vittorie per 3-0 sul e per 1-0 sull'. Dal 1905 al 1908 il Real vinse quattro Coppe del Re consecutive. Nel 1912 fu costruito il campo de O'Donnell, in cui la squadra del Real Madrid disputò le proprie partite casalinghe fino al 1923. La capacità dello stadio era di 5 000 spettatori. Nel 1910 Arthur Johnson, già giocatore del Madrid, divenne il primo allenatore nella storia del club, carica che ricoprì fino al 1920.

Anni dieci e venti: un periodo ricco di trofei Il decennio che va dal 1912 al 1922 fu per il Madrid ricco di vittorie, tra cui la Coppa del Re e il Campionato regionale nel 1913, in un torneo a 4 squadre, battendo in finale i rivali dell'Atlético per 3-2; disputa 5 finali consecutive di Campionato Regionale vincendone ben quattro, di cui 3 in finale con l'Atlético. Nel 1920 il re di Spagna Alfonso XIII diede al Madrid il titolo di "Real". Nel 1924, fu inaugurato il nuovo Stadio Chamartín, con una capienza di 15'000 posti a sedere. Nello stesso anno divenne presidente Luis Urquijo.Due anni dopo il club fece il suo primo acquisto di un giocatore in cambio di denaro: dall'Arenas, arrivò José María Peña per 18'000 pesetas. Poi, dal 1925-26 al 1935-36 (anno in cui fu interrotto per via della Guerra civile spagnola) disputò altre 11 finali consecutive del Campionato Regionale vincendone 10 (il torneo fu ripreso solo per un anno nel 1939-40, ma il Real fu sconfitto in finale dall'Atlético).

Anni trenta: le prime vittorie in Liga e la guerra civile spagnola Nel 1929-30 il Real fece il suo debutto in Liga, l'anno seguente viene tolto alla società il titolo di Real e la corona sullo stemma viene sostituita dalla frangia di porpora (coincidendo con i colori repubblicani). Nel 1931-32 il Madrid lottò per la conquista della sua prima liga. Il principale avversario dei blancos fu l'Athletic di Bilbao, dopo varie e difficili partite il Madrid vinse il suo primo titolo nazionale con 3 punti di vantaggio sul Bilbao. Il successo fu ripetuto l'anno dopo.

Tra il 1934 e il 1936 il Madrid centra tre secondi posti consecutivi, ma ottiene due Coppe della Repubblica sconfiggendo il Valencia nel 1934 e il Barcellona nel 1936, in entrambe le occasioni per 2-1. Nel 1936 scoppia la Guerra Civile e il calcio spagnolo si ferma per 3 anni.

Anni quaranta: il calcio spagnolo riprende dopo la guerra civile La Guerra civile spagnola si concluse nel 1939, dopo di che le attività sportive in Spagna ricominciarono negli ultimi mesi dell'anno. Nel campionato 1939-40 il Madrid giunse quarto a 4 punti dalla capolista Atlético, pur avendo la soddisfazione di battere i rivali cittadini per 2-1 e il Barcellona con lo stesso risultato.

L'arrivo di Santiago Bernabéu (1943) Il 15 settembre 1943 Santiago Bernabéu venne eletto presidente del Real Madrid, carica che ricoprì per i successivi trentacinque anni, fino alla sua morte. Bernabéu ristrutturò il club a tutti i livelli, dando a ogni sezione e livello del club un team tecnico indipendente. Egli si impegnò inoltre nella costruzione del nuovo stadio a Chamartín, terminato nel 1947 e ribattezzato in suo onore il 4 gennaio 1955, all'epoca il più grande impianto calcistico d'Europa; nel far questo chiese e ricevette l'aiuto degli oltre 40.000 soci del club, che pagarono di tasca propria la realizzazione della struttura. Infine, intraprese l'ambiziosa strategia di acquistare giocatori di classe mondiale provenienti dall'estero.

Anni cinquanta: i Vichinghi delle cinque Coppe dei Campioni consecutive Tra il 1947 e il 1953 la squadra non mette a segno nessuna vittoria, anzi nella stagione 1947-48 il club arriva addirittura alle soglie della retrocessione, classificandosi 11º ed evitando lo spettro della Segunda División per soli 2 punti; ancora oggi, infatti, quello del 1948 rimane il peggior piazzamento di sempre in campionato nella storia dei blancos. Da quel momento in poi il presidente Bernabéu si impegnò seriamente nel costruire una grande squadra utilizzando i fondi a disposizione per acquistare i più grandi campioni dell'epoca, tra cui Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Raymond Kopa e il difensore Santamaria; questa politica portò i suoi frutti: nel 1953-54, a 21 anni dall'ultima volta, il Madrid conquista il suo terzo campionato spagnolo classificandosi primo con 4 punti di vantaggio sul Barcellona, mentre Di Stéfano conquista il Pichichi realizzando 27 reti. Nel frattempo la squadra tornò a chiamarsi Real Madrid. I blancos ripeterono il successo in liga l'anno dopo, terminando ancora davanti al Barcellona (questa volta a +5) e dimostrandosi la miglior difesa con 31 reti subite. Il successo si ripeté ancora nel 1957 e nel 1958.

Nel 1955, sviluppando l'idea proposta dal giornalista de L'Équipe Gabriel Hanot e nell'intento di ripensare la formula della Coppa Latina (torneo riservato a squadre di Francia, Spagna, Portogallo e Italia), Bernabéu incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi Bedrignan e Sebes e creò la Coppa dei Campioni, oggi nota come UEFA Champions League. Prima della sua abolizione, la Coppa Latina fu vinta dal Real Madrid per 2 volte: nel 1955 e nel 1957. In Coppa dei Campioni il Real iniziò un ciclo di vittorie sensazionale: la coppa fu vinta per ben 5 volte consecutive. La prima vittoria in Coppa dei Campioni coincise con la prima edizione del torneo, disputatasi nel 1955-56. Il Real corre rischi in semifinale dove se la vede con il Milan: a Madrid termina 4-2 per i padroni di casa, che poi difendono il vantaggio a San Siro uscendo sconfitti per 2-1.

Arriva così il giorno della finale, il 13 giugno del 1956. Al Parco dei Principi di Parigi il Real si trova di fronte lo Stade Reims, con una miracolosa rimonta sul 2-0 per gli avversari, il Real vince 4-3.

Nel 1956-57, dopo aver eliminato Rapid Vienna, Nizza e Manchester United, i madridisti si presentarono nuovamente in finale, questa volta contro la Fiorentina che l'anno prima era diventata Campione d'Italia. Il 30 maggio, al Bernabéu, il Madrid sconfisse i viola per 2-0 ottenendo il secondo successo consecutivo. Storico allenatore in questi anni d'oro del Real Madrid era José Villalonga, che in seguito allenò anche la nazionale spagnola campione d'Europa nel 1964.

La terza Coppa dei Campioni arrivò all'Heysel di Bruxelles, il 28 maggio 1958 in finale con il Milan allenato da Giuseppe Viani. In precedenza il Real, ora guidato dall'argentino Luis Carniglia, aveva eliminato Anversa, Siviglia e Budapest. La partita fu vinta 3-2 grazie a Di Stéfano, Gento e Rial.

Nel 1958-59 arrivò la quarta affermazione di nuovo in finale contro i francesi del Reims, battuti questa volta 2-0.

All'inizio della stagione 1959-60 sulla panchina del Real non c'è più Carniglia, sostituito brevemente da Fleitas Solich poi, definitivamente, da Miguel Muñoz. In questa stagione il Real raggiunse l'apice del suo ciclo europeo: ormai paragonati a dei Vichinghi per la loro egemonia incontrastata sul calcio europeo, i madrileni conquistando la loro quinta Coppa dei Campioni consecutiva, eliminando anche i rivali del Barcellona in semifinale con un doppio 3-1, e vincendo la finale per 7-3 contro l'Eintracht Francoforte all'Hampden Park. In virtù delle cinque vittorie consecutive nel torneo, al Real Madrid fu conferito il trofeo originale e fu dato il diritto di vestire la coccarda d'onore dell'UEFA. A conclusione di questo ciclo, in settembre i blancos si aggiudicarono la loro prima Coppa Intercontinentale in una doppia finale contro il Peñarol.

Anni sessanta: il predominio nazionale, la sesta Coppa e la generazione degli Yé-yé

Dopo due anni di digiuno a livello nazionale, nel 1960-1961 il Real Madrid tornò ad aggiudicarsi la Liga, dominata e vinta con 12 punti di vantaggio rispetto ai rivali dell'Atlético Madrid. Si segnalarono, in questa annata, due vittorie in entrambe le sfide di campionato contro il Barcellona: quella di andata fu vinta in Catalogna per 5-3, mentre al ritorno il Madrid si impose con un 3-2. Anche l'Atlético fu sconfitto nella gara di ritorno con il risultato di 3-1. Puskás vinse il titolo di Pichichi con 28 reti messe a segno. Sul fronte europeo, fece clamore la prima eliminazione del Real Madrid dalla Coppa dei Campioni, per mano dei rivali del Barcellona agli ottavi di finale.

Nel 1961-62 il Madrid fu ancora protagonista della scena nazionale e continentale. In campionato dominò il girone d'andata realizzando una serie impressionante di vittorie, a fronte di due sole sconfitte. Nel girone di ritorno il Real ebbe una fase più irregolare, pareggiando e perdendo qualche partita di troppo, ma il vantaggio accumulato in precedenza permise di conquistare il titolo con 3 punti di vantaggio rispetto al Barça. Anche in Coppa del Re la squadra della capitale riuscì ad ottenere la vittoria: raggiunse la finale eliminando tra le altre il Barcellona ai quarti di finale (sconfitta 1-0 e vittoria 3-1) e il Saragozza in semifinale (vittorie per 2-1 e 4-1). Nell'ultimo atto vinse 2-1 il Siviglia grazie a una doppietta di Puskás. Anche in Coppa dei Campioni i merengues riuscirono a conquistare la finale, eliminando il Vasas Budapest, quindi il B1913, la Juventus e in semifinale lo Standard Liegi. La prospettiva di una clamorosa tripletta si infranse però contro il Benfica guidato da Eusebio, che vinse una finale spettacolare per 5-3.

Nella stagione 1962-1963 il Madrid rivinse il campionato, mai in discussione, per la terza volta consecutiva: fin dalle prime giornate i blancos imposero una ferrea egemonia conquistando ben 23 vittorie in 30 partite e ottenendo una storica vittoria per 5-1 in casa del Barcellona (che fu sconfitto anche a Madrid per 2-0). In Coppa dei Campioni subì una precoce eliminazione al primo turno per mano dell'Anderlecht.

Il 1963-64 fu un altro anno in cui la squadra della capitale si dimostrò una delle più forti a livello internazionale. Il campionato fu caratterizzato da un lungo e appassionante testa a testa con il Barcellona. La sfida decisiva si svolse al Camp Nou alla 27ª giornata: i capitolini riuscirono a espugnare il campo avversario con un 2-1. Nelle restanti 3 giornate un pareggio e due vittorie furono sufficienti per proclamare il Real Madrid campione di Spagna con 4 punti di vantaggio sul Barcellona. In Coppa dei Campioni raggiunse la finale dopo due anni eliminando squadre importanti come i Rangers di Glasgow e il Milan. Tuttavia, la finale fu persa il 27 maggio contro l'Inter, vittoriosa per 3-1.