È da molti ritenuto il più forte calciatore africano di sempre. È stato inserito per otto anni consecutivi, dal 2004 al 2011, tra i candidati alla vittoria del Pallone d'oro, classificandosi in quinta posizione nel 2009. È inoltre l'unico giocatore ad aver realizzato un treble (campionato, coppa nazionale e Champions League) in due stagioni consecutive e con due maglie diverse, con il nella stagione 2008-09 e con l' nel 2009-10. A livello individuale, è stato eletto per quattro volte calciatore africano dell'anno (record condiviso con Yaya Touré), mentre nel 2007 è stato eletto come il miglior calciatore africano del secolo dalla CAF. Nel 2005 si è classificato al terzo posto nella classifica del FIFA World Player of the Year e nel 2015 ha ricevuto il Golden Foot. Nell'edizione 2021 è entrato a far parte della Hall of Fame dell'Inter.

Nel corso della sua carriera ha vinto una Coppa Intercontinentale (1998), due Coppe del Re (2002-03 e 2008-09), tre campionati spagnoli (2004-05, 2005-06 e 2008-09), due Supercoppe spagnole (2005 e 2006), un campionato italiano (2009-10), due Coppe Italia (2009-10 e 2010-11), una Supercoppa italiana (2010), tre Champions League (2005-06, 2008-09 e 2009-10) e una Coppa del mondo per club (2010).

Con la nazionale camerunese ha partecipato a quattro Mondiali (1998, 2002, 2010 e 2014) e a sei Coppe d'Africa (2000, 2002, 2004, 2006, 2008 e 2010), di cui è capocannoniere storico e ha vinto le edizioni del 2000 e del 2002. Con 56 reti in 118 presenze, è il miglior realizzatore di tutti i tempi della sua nazionale. Nel 2000, inoltre, ha vinto la medaglia d'oro con la rappresentativa olimpica.

Biografia

È sposato con l'ivoriana Georgette dal 2016; dalla loro unione sono nati 4 figli. Ha inoltre una figlia nata nel 2002 da una precedente relazione. Nel 2004 un tribunale spagnolo ha accertato la paternità del calciatore e lo ha obbligato a versare 3.000 euro mensili per gli alimenti.

Il 18 ottobre 2007 ha acquisito la cittadinanza spagnola. Ha due fratelli entrambi calciatori professionisti, David ed Etienne Eto'o.

Sponsorizzazioni Testimonial della Puma, è stato protagonista di diversi spot pubblicitari apparsi in televisione in Italia e all'estero.

Impegno nel sociale È ambasciatore UNICEF. Insieme al suo agente e amico Josè Maria Mesalles ha creato la Fundación Privada Samuel Eto'o per aiutare i ragazzini e giovani del Camerun. Nel 2009 una giuria presieduta da Gianni Mura gli ha conferito il premio L'Altropallone, premio assegnato a chi più si distingue per l'impegno e la solidarietà fuori dal campo.

Lotta al razzismo Eto'o è stato più volte vittima di comportamenti razzisti in pubblico, ai quali ha sempre reagito con intransigenza e fermezza, denunciandoli allo scopo di combattere il fenomeno del razzismo nel calcio, fino a diventare uno degli atleti più attivi a questo riguardo. Ha anche affermato di non voler portare i propri figli allo stadio a causa del razzismo. Un primo episodio significativo risale al febbraio 2006, durante una partita -Barcellona, quando i tifosi del Real Saragozza cominciarono ad imitare il verso della scimmia e a lanciargli noccioline ogni volta che toccava la palla. Profondamente innervosito, il calciatore manifestò la volontà di abbandonare il campo a gara in corso, ma venne fermato da compagni di squadra, avversari e arbitro. In seguito alla vicenda il Real Saragozza venne multato di 9.000 euro, sanzione definita da Eto'o non sufficiente; il camerunese disse anche che a suo giudizio lo stadio sarebbe dovuto rimanere chiuso per almeno un anno.

Il 17 ottobre 2010, durante la partita -Inter, Eto'o è stato nuovamente bersagliato da cori razzisti da parte dei tifosi di casa. L'arbitro Paolo Tagliavento ha interrotto il gioco ed ha chiesto al quarto uomo di far trasmettere, tramite l'impianto acustico dello stadio, un annuncio che avvertiva che la partita sarebbe stata sospesa in caso di ulteriori atteggiamenti razzisti, cosa che ha messo a tacere i supporters sardi. In seguito il Cagliari ha ricevuto dal giudice sportivo una multa di 25.000 euro. I cori prendevano di mira il fatto che il giocatore aveva avuto una relazione con una donna sarda, conosciuta ai tempi in cui militava nel Maiorca, con cui aveva avuto una figlia che non aveva mai riconosciuto, nemmeno dopo che il test del DNA aveva confermato la sua paternità, venendo quindi obbligato dal giudice a pagare gli alimenti alla ex compagna. Una vicenda totalmente analoga, con protagonisti sempre Eto'o ed i tifosi del Cagliari, era avvenuta anche l'anno precedente, in una gara arbitrata da Daniele Orsato, il quale non aveva preso alcun provvedimento; l'episodio del 17 ottobre 2010 è stato il primo in Italia in cui è stata minacciata la sospensione della gara per razzismo.

Il 23 maggio 2011 un gruppo di ultras milanisti ha incrociato Eto'o nei pressi di un locale sotto la sua abitazione a Milano ed ha intonato al suo indirizzo un coro di stampo razzista. Eto'o, infastidito, ha preferito restare in disparte evitando il confronto diretto, ed il tutto si è risolto quando i tifosi rossoneri, intimoriti dalle guardie del corpo dell'attaccante, hanno preferito allontanarsi.

Controversie

Nel giugno del 2022 viene condannato a 22 mesi di carcere con pena sospesa poiché avrebbe frodato il fisco spagnolo per 3.872.621 di euro nel periodo in cui militava nel Barcellona. Eto'o accetta di pagare una multa di 1,8 milioni di euro e 3,8 milioni di tasse dovute dai diritti di immagine tra il 2006 e il 2009 e dá la propria versione dei fatti: "Ammetto i fatti e pagherò quanto dovuto, ma si sappia che allora ero solo un bambino e che ho sempre fatto quello che il mio ex agente Jose Maria Mesalles, che consideravo come un padre, mi ha chiesto di fare in quel momento".

Caratteristiche tecniche Attaccante molto rapido e prolifico, giocava prevalentemente da centravanti; all', sotto la guida di José Mourinho, è stato adattato anche come esterno in un 4-2-3-1, ruolo in cui ha messo in mostra una buona propensione ai ripiegamenti difensivi. Dotato di un ottimo dribbling, era abile sia in fase realizzativa sia nel servire assist ai compagni di squadra.

Paolo Maldini, storico difensore e capitano del Milan, ha dichiarato di ritenere Eto'o uno dei tre attaccanti più pericolosi affrontati nella propria carriera, insieme a due leggende come Diego Armando Maradona e Ronaldo.

Carriera Giocatore Club Esordi, Real Madrid e Maiorca Comincia a giocare a calcio nell'UCB di Douala, squadra camerunese. Nel 1996, a 15 anni, entra nel settore giovanile del Real Madrid e nel 1996-1997 si allena con il non scendendo mai in campo e retrocede in Segunda División B dove però non possono giocare i calciatori non comunitari. Nella stagione 1997-1998 viene quindi girato in prestito al , club di Segunda División, con cui disputa 28 partite e segna 3 gol. Il 5 dicembre 1998 debutta nella Liga contro l' (0-0), club che poi lo prende in prestito per metà stagione, ma che non lo schiera mai in campo. Torna a Madrid la stagione successiva, dove gioca due gare di campionato e colleziona tre presenze in Champions League.

A gennaio 2000 lascia il Real Madrid per giocare nel Maiorca, squadra nella quale inizia a farsi conoscere nel calcio spagnolo. Nella stagione 2002-2003 è autore di due dei tre gol con cui il Maiorca batte il per 3-0 nella finale di Copa del Rey e li dedica a Marc-Vivien Foé,, amico e compagno di nazionale morto 48 ore prima, mentre stava giocando la semifinale di Confederations Cup a Parigi contro la . Rimane al Maiorca per cinque stagioni, durante le quali disputa 133 partite e mette a segno 54 reti, diventando così il miglior marcatore nella storia del club nella Liga.

Barcellona

Nel 2004 decide di trasferirsi al . Già alla prima stagione in Catalogna si aggiudica il titolo di capocannoniere della Primera División in coabitazione con Diego Forlán del . In quella stagione conquista anche il campionato spagnolo. La vittoria del campionato si ripete anche nella stagione 2005-2006, al termine della quale Eto'o si laurea capocannoniere del torneo grazie al gol all'ultima giornata contro l'Athletic Bilbao.

Contemporaneamente vive il trionfo in Champions League nella finale di Parigi contro l': Eto'o realizza il gol del pareggio alla rete inglese di Sol Campbell (la rete decisiva del 2-1 sarà segnata da Juliano Belletti) e viene votato miglior giocatore della partita. Forma il trio d'attacco con Ronaldinho e Lionel Messi. Il 28 settembre 2006, durante la partita di Champions League contro il , il camerunese subisce la rottura del menisco esterno e resta inattivo per 5 mesi. A dicembre 2006 si classifica 6º nel Pallone d'oro e 5º nel FIFA World Player.

Nel Trofeo Gamper dell'agosto 2007 disputato contro l', tuttavia, Eto'o subisce un altro infortunio, il secondo in due anni, rimanendo fermo fino a dicembre 2007.

Durante il calciomercato dell'estate 2008 il neo allenatore del Barcellona Josep Guardiola mette Eto'o nella lista dei partenti; la sua cessione, tuttavia, non si concretizza, ed Eto'o resta al Barcellona anche per la stagione 2008-2009, una delle sue annate più brillanti in termini realizzativi. A fine campionato raggiungerà quota 30 gol (realizzando anche una quaterna contro il ), battuto da Diego Forlán, autore di 32 reti, nella corsa per il titolo di Pichichi. Il Barcellona vince la Liga, la Coppa del Re e la Champions League. In quest'ultima competizione Eto'o mette a segno 5 reti, di cui una a Roma nella finale contro il vinta per 2-0, dove il camerunese mette a segno il primo gol. Il 2008-2009 è anche la stagione del tridente da record, quello composto da Eto'o, Lionel Messi e Thierry Henry, autori in tre di 100 gol fra campionato e coppe: per Eto'o 36 gol, per Messi 38 e per Henry 26.

Inter

Il 27 luglio 2009 si trasferisce all' nell'ambito della trattativa che porta l'attaccante svedese Zlatan Ibrahimović al Barcellona. L'8 agosto seguente, a Pechino, in occasione della Supercoppa italiana persa contro la , fa il suo debutto ufficiale con l'Inter segnando subito il primo gol in maglia nerazzurra; il primo gol in campionato arriva invece su rigore alla prima giornata nel pareggio interno 1-1 con il . A dicembre, dopo essersi piazzato al quinto posto, dietro a Messi, Cristiano Ronaldo, Xavi e Andrés Iniesta, nella classifica per il Pallone d'oro 2009, realizza il primo gol in Champions League con l'Inter, nella vittoria per 2-0 sul Rubin Kazan. In Champions League è ancora decisivo il 16 marzo 2010, quando realizza il gol-vittoria (0-1 finale) nella gara di ritorno degli ottavi contro il giocata a Stamford Bridge. Va in rete per la prima volta anche in Coppa Italia, durante la semifinale di ritorno contro la vinta per 0-1.

Durante tutta la stagione si sacrifica molto in fase difensiva: infatti nella semifinale di ritorno di Champions League contro il , con la squadra in inferiorità numerica per l'espulsione di Thiago Motta, giocò per più di un'ora nel ruolo di terzino sinistro, riuscendo poi nell'impresa arrivando a giocare la finale contro il Bayern Monaco. Il 5 maggio 2010 conquista il suo primo titolo con la maglia nerazzurra: la Coppa Italia contro la . Undici giorni dopo, il 16 maggio, si aggiudica lo scudetto a Siena e il 22 maggio vince anche la Champions League, a Madrid diventando così il primo e tuttora l’unico calciatore a conquistare per due anni consecutivi campionato nazionale, coppa nazionale e Champions League, per di più con due squadre diverse, e facendo vincere la Champions League dopo 45 anni all'Inter, che diventa la prima, e finora unica, squadra italiana a vincere tre trofei in una stagione.