La Durella (o Durello) è un vitigno autoctono a bacca bianca tra i più antichi del Veneto, originario dell’area collinare e montuosa dei Monti Lessini, al confine tra le province di Verona e Vicenza, in un territorio segnato dai vulcani spenti della Lessinia orientale. Le prime citazioni risalgono al Medioevo, mentre tra XVIII e XIX secolo compaiono riferimenti più chiari negli scritti agronomici veneti, dove viene descritta come uva “asprigna”, “ruvida” e particolarmente resistente.

Storia

Storia del Vitigno La Durella (o Durello) è un vitigno autoctono a bacca bianca tra i più antichi del Veneto. Le prime testimonianze risalgono probabilmente al Medioevo; tra XVIII e XIX secolo compaiono riferimenti più precisi negli scritti agronomici veneti, dove viene descritta come uva “asprigna” e “ruvida”, apprezzata per la sua resistenza e per l’elevata acidità.

Secondo il naturalista lombardo Giuseppe Acerbi (1825), una Durasena della Valle Policella era presente nel Veronese e sembrava uguale al “Duron della Valle d’Illasi e d’altri luoghi”. A buccia dura, è descritta come pochissimo feconda: “dà poco mosto, ma vino eletto. L’uva è ottima a serbarsi pel verno e la primavera”.

Per secoli è stata considerata una varietà rustica, utilizzata spesso come uva da taglio nei vini bianchi locali.

Il vitigno era coltivato in piccola scala già dal 1700, conosciuto con il nome di Durasena fino alla prima metà del '900. In questo periodo nacquero infatti diverse cantine che producevano il vitigno commercializzandolo in Europa e in piccole quantità in America. Nel 2007 la fusione della cantina di Soave con quella di Montecchia di Crosara rilanciò il mercato del Durello in America e nei continenti extraeuropei.

Zone di coltivazione La Durella è coltivata principalmente nell’area dei Monti Lessini, al confine tra le province di Verona e Vicenza, in un territorio caratterizzato da suoli basaltici di origine vulcanica, altitudini medie e costante ventilazione.

L’ambiente pedoclimatico è severo ma ideale per il vitigno: buone esposizioni, ricambio d’aria e precipitazioni regolari favoriscono una maturazione lenta, preservando acidità e struttura.

Caratteristiche morfologiche

Germogliamento: medio-precoce. Fioritura: generalmente regolare, favorita da esposizioni ben ventilate. Invaiatura: medio-tardiva. Maturazione dell'uva: tardiva, verso la seconda decade di ottobre

Caratteristiche varietali

Foglia: trilobata, con margine intero Grappolo: di media grandezza, talvolta corto, forma piramidale, compatto e spesso alato. Acino: ovoidale, di medie dimensioni; buccia spessa, coriacea e ricca di tannini; colore bianco-dorato; sapore tipicamente acidulo.

Dal punto di vista ampelografico, la Durella presenta foglia trilobata con margine intero. Il grappolo è di media grandezza, talvolta corto, con forma piramidale, compatto e spesso alato. Gli acini, ovoidali e di medie dimensioni, maturano verso la seconda decade di ottobre, mantenendo il colore bianco-dorato. La buccia è spessa, coriacea e ricca di tannini, caratteristiche che spiegano l’origine del nome, legato sia alla compattezza dell’acino sia alla marcata acidità totale che contraddistingue il vino.

Il gusto dell’uva è tipicamente acidulo. L’elevata acidità, insieme alla struttura fenolica della buccia, favorisce una straordinaria attitudine alla spumantizzazione e garantisce vini di grande freschezza e longevità. Non è un caso che per secoli sia stata considerata un’uva rustica, spesso utilizzata come varietà da taglio nei bianchi locali.

Dal punto di vista agronomico è una varietà vigorosa e costante nella produzione, dotata di buona resistenza alle malattie. Predilige buone esposizioni e richiede soprattutto un adeguato ricambio d’aria in vigneto, condizione che le colline orientali veronesi e vicentine, ventilate e caratterizzate da precipitazioni regolari, sanno offrire. L’ambiente pedoclimatico severo — altitudini medie, venti freschi, suoli basaltici — ha plasmato nel tempo un vitigno forte, capace di affrontare condizioni anche estreme e di tradurre nel vino una marcata impronta minerale..

Attitudini enologiche La Durella è un vitigno dotato di elevata acidità naturale, buona struttura fenolica e ottima longevità. Queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta alla spumantizzazione, sia con Metodo Classico sia con Metodo Martinotti.

I vini esprimono freschezza marcata, tensione acida e una riconoscibile mineralità vulcanica. La buccia ricca di polifenoli contribuisce a conferire personalità e capacità evolutiva nel tempo.

Tipologie che ne ottimizzano le qualità:

Spumanti metodo classico Spumanti metodo martinotti Vini bianchi fermi strutturati Versioni passite (più rare ma possibili)

Vini ricavati

Solo in purezza (100% uve Durella): Monti Lessini Durello DOC (Durello, Durello Superiore, Durello Spumante, Durello Passito). Anche con aggiunta di altre uve: alcune versioni spumante possono prevedere minime percentuali di altre varietà autorizzate dal disciplinare. Solo con aggiunta di altre uve: non rappresenta la forma tipica di valorizzazione del vitigno.

Sinonimi

Durello Rabiosa / Rabbiosa nelle colline di Asolo (Treviso) Cagnina nella parte più elevata delle colline a ponente di Schio Nosiola

Note

Categoria:Vitigni a bacca bianca Categoria:Vitigni italiani Categoria:Vitigni del Veneto