Dal 2009 al 2012 è stato europarlamentare. È stato inoltre sindaco di Gela dal 2003 al 2009.
Dal 2013 al 2017 è stato anche membro del Comitato delle regioni.
Biografia Figlio di un impiegato all'acquedotto e di una sarta, è fratello minore dell'ex senatore del PCI Salvatore Crocetta. Dopo aver conseguito il diploma ha lavorato con l'Eni a Gela. Ha collaborato dapprima con L'Unità, poi con il manifesto ed infine con Liberazione; nel 1987 ha pubblicato la raccolta di poesie Diario di una giostra. Si dichiara omosessuale.
Oltre all'italiano, Crocetta parla anche altre tre lingue: l'arabo, l'inglese e il francese.
Ha aderito prima al Partito Comunista Italiano e poi a Rifondazione Comunista, con cui è stato assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998. In quell'anno è stato eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi. Diviene consulente dell'assessore regionale ai beni culturali del PdCI Salvatore Morinello nella giunta del DS Angelo Capodicasa, fino al 2000, () e iscrivendosi al Partito dei Comunisti Italiani.
Sindaco di Gela Assessore comunale alla Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, nel maggio del 2002 si candida a sindaco della sua città per l'alleanza di centrosinistra. In un primo momento risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell'Ulivo. In seguito Crocetta fa ricorso e nel 2003 il giudice del TAR della Sicilia ordina un nuovo spoglio, concluso con un risultato di 307 voti di vantaggio a favore di Crocetta, che viene proclamato sindaco, accertando la presenza di irregolarità e illeciti nella tornata elettorale cittadina. In un'intercettazione telefonica è emerso che un boss mafioso intimava a un presidente di seggio di «far il possibile pur di non far vincere il "comunista finocchio"».
In campagna elettorale e durante l'intero mandato si è fatto portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra, autodefinendosi "sindaco antimafia". Tra le sue iniziative antimafia lo svolgimento delle gare per l'appalto delle opere pubbliche alla presenza dei carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia.
Al termine dei cinque anni di mandato, si ricandida nella carica di primo cittadino e viene riconfermato in occasione delle elezioni amministrative del 2007, in cui vince al primo turno con il 64,8% dei consensi.
Nella campagna per le elezioni regionali in Sicilia del 2008 è proposto come assessore ai lavori pubblici dalla candidata presidente del centrosinistra Anna Finocchiaro, che tuttavia non viene eletta.
Il 1º ottobre 2008 aderisce al Partito Democratico.
Gli attentati sventati Nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda, che aveva assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere Crocetta, allora primo cittadino gelese, durante la processione dell'Immacolata dell'8 dicembre. Da quel momento gli viene assegnata la scorta: è costretto a spostarsi su un'auto blindata mentre quattro uomini lo sorvegliano giorno e notte. rosariocrocetta.com
L'8 febbraio 2008 viene reso pubblico l'esito di un'indagine dei magistrati di Caltanissetta da cui emerge che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia. Da questo momento, Crocetta avrà rinforzata la propria scorta: gli agenti che lo proteggono diventano sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato.
Nel gennaio del 2010 la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un altro piano di Cosa Nostra per uccidere Rosario Crocetta ed arresta cinque affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela.
Europarlamentare Alle elezioni europee del 2009 è candidato nella circoscrizione Italia insulare nella lista del Partito Democratico e con 150.091 preferenze risulta eletto al Parlamento europeo assieme ad un altro simbolo dell'antimafia come Rita Borsellino e si dimette, quindi, da sindaco di Gela dopo due anni dalla riconferma.
Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell'Unione europea.
Il 16 dicembre 2012 si dimette da parlamentare europeo.
Presidente della Regione Siciliana Nell'agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a Presidente della Regione Siciliana per le elezioni regionali in Sicilia del 2012. I partiti che sostengono Crocetta sono il PD, l'UdC, l'ApI e il PSI.
Con le elezioni del 28 ottobre viene eletto Presidente della Regione Siciliana, raccogliendo il 30,48% dei voti. La sua coalizione non ottiene però la maggioranza assoluta in assemblea regionale, arrivando a 39 seggi su 90.
Crocetta entra in carica il 10 novembre successivo, divenendo il secondo capo di un governo regionale dichiaratamente membro della comunità LGBT nella storia d'Italia, dopo il pugliese Nichi Vendola, e strappando il governo della Sicilia alla coalizione di centro-destra dopo 12 anni.
All'atto dell'insediamento, Crocetta annuncia una politica di rigore per i conti della Regione Siciliana In seguito al risultato della lista elettorale "Crocetta presidente" alle elezioni regionali, che ottiene il 6,17 % di voti e 5 parlamentari all'ARS, decide di trasformare la sua lista in un partito autonomo, che viene presentato il 22 novembre 2012 e ribattezzato "Il Megafono - Lista Crocetta", mantenendo come simbolo il disegno di un megafono che compariva già nel logo della lista elettorale.
Primi provvedimenti Tra i primi provvedimenti ci sono l'annuncio della chiusura di 13 società regionali, il licenziamento di 21 giornalisti nominati dai precedenti presidenti, il taglio degli stipendi dei dirigenti regionali e una drastica riduzione dei consulenti esterni.
Lotta alla mafia e alla corruzione Sul piano del contrasto alla mafia e alla corruzione, Crocetta e la sua giunta hanno ottenuto la costituzione di parte civile della Regione Siciliana nel processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo.
Ha poi disposto la rotazione di molti dirigenti ed impiegati pubblici in vari assessorati.
Taglio agli sprechi Il 3 marzo 2013 annuncia l'intenzione di abolire le province della Sicilia e sostituirle con consorzi tra comuni. Il 19 marzo seguente, la relativa norma viene approvata dall'Assemblea regionale siciliana con 53 voti a favore, 28 contrari e un astenuto. Vengono anche ridotte drasticamente le auto di rappresentanza.
Di converso però ha approvato una delibera che aumenta da 3 a 18 i dipendenti della Regione assegnati alla sede estera di Bruxelles.
Sviluppo economico Il 28 febbraio 2013 Crocetta, i ministri Fabrizio Barca e Corrado Passera, l'amministratore delegato di FS Mauro Moretti e l'amministratore delegato RFI Michele Mario Elia firmano un contratto per la realizzazione della direttrice Messina-Catania-Palermo con lo scopo di ridurre i tempi di percorrenza ferroviaria.
Nel giugno 2013 il presidente sigla alcuni accordi con Tunisair e Ryanair per avviare il funzionamento dell'aeroporto di Comiso.
Altri provvedimenti Nel giugno 2013 l'Ordine dei giornalisti e l'Assostampa Sicilia annunciano che presenteranno nei suoi confronti esposti alla Procura e alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri per violazione della legge sulla stampa e esercizio abusivo della professione.
Le giunte e i 59 assessori Crocetta ha assunto l'incarico di presidente della Regione Siciliana il 10 novembre 2012. L'articolo 9 dello Statuto speciale siciliano dal 2001 dà al presidente della Regione il potere di nominare e revocare gli assessori da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale. Quello di Crocetta è il 58º governo della Regione siciliana con Lucia Borsellino, figlia di Paolo, primo assessore a essere nominato il 12 novembre 2012, all'assessorato della Salute. Gli altri 11 assessori vengono nominati tra il 19 e il 29 novembre. Intanto il 28 novembre, dopo appena cinque giorni dalla sua nomina, Francesca Basilico D'Amelio viene sostituita all'Economia da Luca Bianchi. Il 30 il nuovo governo si riunisce per la prima volta. Tra gli assessori il professore Antonino Zichichi ai Beni Culturali, il pm della DDA Nicolò Marino all'Energia e Servizi pubblici e il cantautore Franco Battiato al Turismo-sport e spettacolo.
Il 27 marzo 2013 vengono revocati Franco Battiato e Antonio Zichichi, nel primo caso per alcune frasi pronunciate a Bruxelles considerate lesive delle istituzioni (il cantautore aveva definito il parlamento come "un troiaio"), nel secondo caso per le molte assenze. . Il 3 aprile vengono sostituiti rispettivamente da Michela Stancheris (già sua segretaria) al Turismo, sport e spettacolo e l'archeologa Maria Rita Sgarlata ai Beni culturali e identità siciliana.
Il 23 settembre 2013 la direzione regionale del PD, su proposta del suo segretario Giuseppe Lupo, delibera l'uscita dei democratici dal governo Crocetta, invitando i suoi assessori a dimettersi, chiedendo un rimpasto di governo e criticando le scelte del governatore che escluderebbero la collegialità della coalizione. Senza il sostegno del PD Crocetta non ha più la maggioranza all'Ars. La crisi si fa più forte quando i quattro assessori tecnici di area PD (Bianchi, Bartolotta, Lo Bello e Scilabra) rifiutando di dimettersi e difendendo il loro lavoro in Giunta, vengono espulsi dal PD insieme a Crocetta. Tuttavia dopo pochi giorni la crisi rientra. In un incontro tra Crocetta e Lupo si stabilisce di agire con maggiore condivisioni nelle scelte con il Partito Democratico e per sancire ciò Crocetta abbandona il gruppo all'ARS de Il Megafono per aderire al gruppo del PD.
Il 25 marzo 2014 Luca Bianchi dà le dimissioni che Crocetta accetta due giorni dopo.
Tra il 14 e il 16 aprile 2014 Crocetta opera il suo primo ampio rimpasto di governo. Il 14 aprile cinque assessori vengono confermati e cinque sostituiti. Il 16 aprile è nominata una nuova assessora, mentre un'altra cambia assessorato.
Il 13 settembre 2014 scoppia il "caso Sgarlata" e si apre un nuovo fronte polemico con il PD siciliano guidato dal "cuperliano" Fausto Raciti. Il 15 settembre la Sgarlata si dimette e due giorni dopo è sostituita all'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente da Piergiorgio Gerratana. Dopo un incontro nella sede romana dei democratici con il segretario regionale Fausto Raciti, il vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, e i deputati Davide Faraone e Giuseppe Lupo, Crocetta il 22 ottobre azzera la Giunta assumendo temporaneamente tutte le funzioni assessoriali.
Il secondo rimpasto inizia il 3 novembre quando vengono nominati due nuovi assessori, una viene confermata e un'altra viene richiamata. Il 4 novembre la terza giunta Crocetta è completata con altre sette nuove nomine.
Il 31 dicembre Marcella Castronovo si dimette da assessore della funzione pubblica. Il 7 gennaio 2015 Crocetta accoglie le dimissioni e il 21 gennaio nomina Ettore Leotta all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica. Questi si dimette il successivo 23 giugno. Il 25 Crocetta accoglie le dimissioni e nomina contestualmente Giovanni Pistorio nuovo assessore. Il giorno dopo, 26 giugno, è Nino Caleca a dimettersi. Sarà sostituito il 27 da Rosaria Barresi.
Il 2 luglio, dopo una riflessione di due giorni, si dimette Lucia Borsellino e Crocetta nell'accettare le dimissioni assume le funzioni di assessore della salute ad interim. Il 16 luglio l'Assessorato della salute è affidato al deputato regionale PD Baldo Gucciardi.
Il 21 luglio Linda Vancheri lascia la guida dell'Assessorato regionale delle attività produttive e il 24 Crocetta ne assume l'interim. Il 1º ottobre l'Assessorato sarà affidato a Maria Lo Bello, già Assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale.
Il 27 ottobre Crocetta revoca nove assessori su 12. Si va così verso la formazione della quarta giunta in tre anni. Questa vedrà la luce il 4 novembre. Crocetta mantiene l'interim delle autonomie locali e della funzione pubblica per la rinuncia di Antonio Fiumefreddo.