Generale di Squadra Aerea A.A.r.n., ingegnere aeronautico e pioniere dell'aeronautica, è stato un asso dell'aviazione italiana di bombardamentoSe il suo nome non figura nella graduatoria ufficiale degli assi per numero di aerei nemici abbattuti è solo perché in questa classifica venivano inclusi esclusivamente i piloti di caccia., Medaglia d'oro al valor militare nella prima guerra mondiale.

Biografia Nato a Roma in una famiglia di origini piemontesi, fin da giovanissimo mostra interesse per la nascente aeronautica ed i problemi tecnici ad essa connessi, arrivando a spiccare per la prima volta il volo il 4 aprile 1911 a bordo di un aliante monoplano da lui progettato e costruito, il Veleggiatore Zapelloni, nelle vicinanza del Forte BravettaCobianchi, Op.cit, pp. 376, 417. Secondo altri questa prima esperienza di volo sarebbe però da anticipare al 1909 (Scerrato Op.cit.) se non al 1908 (Federico Zapelloni in "Rivista Aeronautica", marzo 1959, articolo riportato da Pistono, Op. cit., pp 137-138) o addirittura al 1907 (così su un piatto dell'Associazione Pionieri dell'Aeronautica Italiana, v. apparato iconografico a questo articolo)..

Intrapresa la carriera militare come ufficiale del Regio Esercito, assegnato all'arma di fanteria prende parte alla Guerra italo-turca inquadrato nel 60º Reggimento dall'ottobre 1913 al febbraio 1914, rientrato in Italia fu trasferito all'82º Reggimento. Alla dichiarazione di guerra all'Austria, raggiunge il fronte col 2º parco automobilistico. Nel novembre del 1915 consegue il brevetto di pilota militare, venendo destinato alla scuola di pilotaggio di Pisa come istruttorePistono indica erroneamente la scuola di volo di Foggia e cita tra i suoi allievi anche Fiorello La Guardia (Op.cit., p. 49), il che non può essere visto che La Guardia raggiunse Foggia col contingente di allievi piloti americani solo nel marzo del 1917 (Lawson, Op.cit., pp. 170-171). È comunque certo che i due si conobbero al fronte dove divennero amici (Hallion, Op.cit., p. 391), insieme parteciparono a 13 azioni di guerra. e ottenendo, su domanda, di essere inviato nuovamente al fronte solo nel 1916.

Il tenente Zapelloni viene assegnato nell'agosto 1916 alla 13ª Squadriglia da Bombardamento di Comina (Friuli-Venezia Giulia), equipaggiata con i lenti e pesanti Caproni Ca.32, un facile bersaglio per i veloci ed agili caccia austriaciNegli ultimi mesi dell'anno e nei primi del 1917, in seguito ad una serie di sfortunate azioni in cui erano stati impiegati i Ca.33, non ultima quella che vide protagonista il capitano Oreste Salomone, nei rapporti quotidiani stilati dai comandanti delle squadriglie Caproni i bombardieri venivano frequentemente dichiarati "idonei al volo ma non a quello di guerra" (Federico Zapelloni,L'avion Caproni 300/450 dans la guerre 1914-18, Op.cit)., seppe letteralmente invertire le parti con una manovra consistente nel lasciarsi prendere in scia dall'avversario per poi impostare una rapida cabrata accompagnata dal blocco dei motori, la conseguente perdita di quota e di velocità del suo aereo, portato quasi in stallo, costringeva i caccia nemici, impossibilitati a cambiar di rotta e ridurre la velocità in tempo utile, a sorvolarlo portandosi così a tiro anche della mitragliatrice prodiera del bombardierePistono, Op.Cit., p. 51, Scerrato, Op.cit.. Nominato rapidamente capitano il 10 aprile 1917 assumerà il comando della 13ª che, ai suoi ordini, sarà l'unica squadriglia ad aver partecipato con tutti i suoi effettivi a tutte le missioni assegnatele senza subire perditePistono, Op.Cit., p. 50..

A questo periodo risalgono le sue prime esperienze di volo notturno, in principio da solo e quindi in gruppo, che culmineranno la notte tra il 26 ed il 27 giugno 1917 in un «volo notturno di esercitazione, istruzione e impiego», durante il quale comandando una formazione di 3 Caproni Ca.33 bombarderà Nabresina (oggi Aurisina) e il campo di Prosecco (Trieste). I piloti che parteciparono all'azione vennero insigniti di medaglia d'argento al valor militare«Volo notturno di esercitazione, istruzione e impiego» sono le esatte parole usate dal maggiore Luigi Falchi informando l'ingegner Gianni Caproni sull'esito della missione e sulle difficoltà riscontrate dai piloti nel portarla a termine, gli equipaggi suggerivano infatti l'adozione di un sistema di illuminazione per la carlinga o ancor meglio di strumentazione fosforescente, la lettera concludeva dando notizia che i sei ufficiali piloti che avevano preso parte all'azione erano stati insigniti di medaglia d'argento al valor militare (Camurati, Op.cit., p. 135). Per quanto riguarda Zapelloni, è probabile che l'argento in questione sia quello successivamente commutato in oro (cfr. v. oltre)..

Successivamente collaborerà alla pianificazione, preparazione ed esecuzione delle missioni di bombardamento ideate da Gabriele D'Annunzio del porto e dell'arsenale di Pola, la più importante base navale austriaca sull'AdriaticoL'11 maggio 1917, l'allora capitano Gabriele D'Annunzio presentava al generale Luigi Cadorna il Memoriale all'uso delle Squadriglie da Bombardamento nelle prossime azioni, in cui si propugnava l'impiego massiccio dell'aviazione pesante in operazioni notturne a largo raggio., cui prenderà poi parte lo stesso Vate. La notte tra il 2 ed il 3 agosto 1917 dagli aeroporti di Comina, Campoformido e di Aviano decollarono 36 Caproni, con un carico di 8 tonnellate di esplosivo, 12 apparecchi saranno costretti a rientrare per avarie tecniche prima di raggiungere l'obiettivo, gli altri 20 porteranno a termine la missione senza subire perdite. La stessa azione sarà ripetuta la notte successiva e poi ancora la notte tra l'8 ed il 9 agosto. La prua - cioè il muso e la fusoliera - del Caproni Ca.33 matricola 2380, il velivolo pilotato da Zapelloni, riporterà, come per ogni missione, memoria degli eventi con l'iscrizione di luoghi e datePer Gabriele D'annunzio e il bombardamento di Pola, Camurati, Op.cit. e Ludovico, Op.Cit.; per foto leggibili del dettaglio della fusoliera del Ca.33 matricola 2380, Pistono Op.cit, p.68.. Zapelloni cederà il comando della squadriglia il 20 febbraio 1918.

Alla fine della guerra, in qualità di aiutante del colonnello Ernesto La Polla e di comandante un gruppo misto di Caproni e SVA, il capitano Zapelloni fu membro della Missione Militare Italiana per l'Armistizio con l'Austria che ebbe la sua sede a Vienna dal 28 dicembre 1918 al 19 gennaio 1920. Qui, sul campo di volo di Aspern, incontrerà l'asso della caccia austriaca Godwin Brumowski che riconosciuto il Ca.33 dalla livrea azzurra che Zapelloni aveva adottata nell'ultimo periodo bellico - un primitivo e sperimentale tentativo di camuffamento militare - gli dirà di averlo attaccato il 22 giugno 1918 nel cielo di Conegliano e di essere stato costretto ad un atterraggio di fortuna per i danni subiti durante lo scontroI mitraglieri del Ca.33 matricola 2380 nel corso dello stesso combattimento avevano abbattuto altri 3 caccia austroungarici (Pistono, Op.Cit., pp. 85-87, Scerrato, Op.cit.). Altrove lo Zapelloni anticipa lo scontro con Brumowski al 23 maggio 1917 (Federico Zapelloni, L'avion Caproni 300/450 dans la guerre 1914-18, Op.cit).. Sempre a Vienna, intrattenendosi con altri piloti austriaci, domandando come mai dopo un suo bombardamento notturno e in solitaria sulla base aerea di Aviano, all'epoca in mani nemiche, non venisse più effettuato alcun bombardamento su Venezia e Padova, scopre di essere riuscito da solo a mettere fuori combattimento tutta la forza aerea ivi schierataLa base aerea e la città di Padova - dove la XIII squadriglia si era rischierata dopo Caporetto - insieme a Venezia, erano fatte oggetto di continui attacchi aerei quasi sempre all'imbrunire; all'ennesimo segnale di allarme Zapelloni, che aveva fatto preparare segretamente il proprio velivolo, decollò senza autorizzazione puntando sull'aeroporto di Aviano, da cui riteneva partissero gli avversari; giunto sull'obiettivo ebbe conferma dei propri sospetti: infatti, credendolo un apparecchio austriaco rientrante dalla missione, un riflettore illuminò la pista per favorirne l'atterraggio; sceso di quota, Zapelloni colpì prima la fotoelettrica proseguendo poi a bombardare l'infilata degli hangar a volo radente, quindi si dispose in attesa degli apparecchi austriaci di ritorno da Padova; al loro arrivo si accese un secondo proiettore e Zapelloni, distruttolo, ne approfittò questa volta per danneggiare la pista d'atterraggio; all'accensione del terzo proiettore ripeté l'azione. Tutti gli apparecchi austriaci andarono perduti, distrutti a terra o durante l'atterraggio al buio sulla pista danneggiata (Federico Zapelloni, Un generale in gamba racconta, Op.cit). Lo stesso racconto è riportato senza varianti di rilievo dallo Zapelloni nella memoria pubblicata in francese su "Vieilles Tiges", dove però aggiunge che il fatto d'armi per il quale avrebbe meritato la medaglia di bronzo al valor militare si sarebbe svolto la notte di plenilunio tra il 30 ed il 31 dicembre 1917 (Federico Zapelloni, L'avion Caproni 300/450 dans la guerre 1914-18).. Durante questo periodo è inviato in Cecoslovacchia a presiedere la commissione italiana d'inchiesta istituita in seguito all'incidente aereo in cui trovarono la morte Milan Rastislav Štefánik e tre aviatori italiani a poca distanza da BratislavaBiagini e Miroslav, Op.cit, menzionando l'accordo diplomatico mediato da Štefánik tra francesi e italiani per le competenze dei rispettivi eserciti in Cecoslovacchia, riferiscono anche della serrata concorrenza italo-francese per la fornitura di aerei all'aviazione cecoslovacca, adombrando il sospetto che il rapporto del capitano Zapelloni fosse viziato dalla volontà di non compromettere la reputazione degli aerei Caproni (l'aereo caduto era infatti un Ca.33). Leggendo la relazione stilata da Zapelloni ed anche i rapporti immediatamente successivi all'incidente, la ricostruzione dei fatti risulta quantomeno azzardata se non addirittura fantapolitica..

Nel 1923 cessa di appartenere ai ruoli del Regio Esercito e come comandante di squadriglia, denominazione successivamente mutata in quella di capitano, passa alla Regia Aeronautica.

Col grado di comandante di gruppo (maggiore)Zapelloni venne nominato comandante di gruppo della R.A., grado corrispondente all'attuale maggiore, nel 1926 (Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 24-9-1926 , n° 222). è addetto militare aeronautico a Madrid dal 1925 al 1927; durante il soggiorno spagnolo avrà modo di collaborare con la Escuadrilla Elcano all'organizzazione del raid Madrid-Manila (1926) agevolandone il sorvolo di Tripolitania e CirenaicaIl 5 aprile 1926 i piloti Joaquín Loriga, Eduardo Gallarza e Ramon Estevez partirono dall'aeroporto di Cuatro Vientos a bordo di tre biplani Breguet XIX per un volo in venti tappe diretto a Manila; in riconoscimento dell'aiuto prestato, Zapelloni sarà nominato membro onorario dell'aviazione spagnola il 16 novembre 1927, insieme a Francesco De Pinedo e Ruth Elder., in particolare stringerà amicizia con uno dei suoi membri, Joaquín Loriga, il pilota del volo inaugurale dell'autogiro di Juan de la CiervaAl suo rientro in Italia Zapelloni, intuendone l'estrema flessibilità operativa, si adopererà a far acquisire dalla Regia Aeronautica due esemplari dell'autogiro a scopo di valutazione (uno è oggi conservato al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, Pistono, Op. cit., p. 139; non si tratta però di un prototipo come ivi sostenuto ma del terzo modello di produzione, costruito in Gran Bretagna nel 1929 dall'A.V. Roe Ltd, l'Avro 671 o Cierva C.30)..