Paolo Andreani viene ricordato per essere stato il primo ad effettuare un volo in mongolfiera in Italia, dopo la celebre impresa compiuta dai fratelli Montgolfier in Francia.
Biografia
Famiglia Il conte Paolo Andreani nacque a Milano il 27 maggio del 1763 da Giovanni Pietro Paolo Andreani (1705-1772) e da Clementina Sormani (1733-1763), ultimogenito della nidiata: infatti, dopo un figlio morto a vent'anni, seguirono prima due figlie femmine, poi Gian Mario Andreani (1760-1830), ed infine Paolo. Gian Mario ebbe per il fratello sempre un affetto paterno: Paolo e Gian Mario rimasero orfani di padre in tenera età (a 9 anni Paolo, 12 Gian Mario) e furono posti sotto l'affidamento di un tutore. Personaggio complesso e irrequieto"Interessi scientifici a parte, Paolo non tarda a palesarne altri più terreni, per le donne e il gioco, tanto da divenire già in giovane età un personaggio da cronache rosa" (G. Dicorato, Paolo Andreani aeronauta, esploratore, scienziato nella Milano dei Lumi (1763 - 1823), cit., p. 21), spaziò i suoi interessi dalla poesia (a 15 anni fu membro dell'Accademia letteraria dell'Arcadia) a quelli scientifici. Presto prevalsero questi ultimi sui primi, e l'intraprendente giovine iniziò a fare i suoi sperimenti nella Villa Sormani di Moncucco, oggi frazione di Brugherio, comprata nel 1779 dal fratello Gian Mario come villa di residenza estiva.
Il volo in mongolfiera
I fratelli Gerli e la loro improvvisa defezione Rimasto colpito dall'impresa dei fratelli MontgolfierI fratelli Montgolfier si elevarono in cielo nel 1783, a Versailles, davanti ai reali di Francia, Luigi XVI e Maria Antonietta., Paolo Andreani si propose anch'egli di ripetere l'esperimento sul suolo italiano. Avvalendosi della collaborazione dei fratelli Gerli, abili costruttori ed ingegneri, il ventenne Paolo Andreani tentò un primo volo nell'appena acquistata Villa di Moncucco il 25 febbraio del 1784, elevandosi dal suolo per qualche decina di metri. La mongolfiera realizzata dai fratelli Gerli fu progettata nei minimi dettagli:
Visto il buon esito dell'esperimento, l'Andreani annunciò pubblicamente che avrebbe effettuato un esperimento pubblico nella sua residenza estiva di Moncucco, in data 13 marzo. L'Andreani approfittò della presenza in città dell'imperatore Giuseppe II, che ricevette l'invito da parte del giovane nobiluomo. L'imperatore, però, preferì declinare l'invito, ritenendo che fosse sconveniente per un monarca assistere al suicidio di un proprio suddito; per ciò, a detta di Pietro Verri, incaricò il Conte di Wilzeck di corrompere i fratelli Gerli con una forte somma di denaro, perché non aiutassero l'imprudente conte nel volo.
Il volo del 13 marzo e la reazione degli spettatori L'improvvisa defezione non scoraggiò Paolo, tanto che decise di sostituire i due ingegneri con due contadini brugheresi, Giuseppe Rossi e Gaetano Barzago, fatti ubriacare per superare il terrore di ascendere al cielo. Davanti ad una folla eterogenea (da gente del luogo ad aristocratici curiosi; da intellettuali del calibro di Pietro Verri al parroco e memorialista di Brugherio, Don Paolo Antonio De Petro), il conte Andreani ascese a quota 1537 metri d'altezza, percorrendo ben otto chilometri fino alla Cascina Seregna di Caponago. Il poco più che ventenne conte ottenne un trionfo degno di un eroe: il 28 marzo fu oggetto di una standing ovation al Teatro alla Scala di Milano, mentre poeti e cronachisti vari inneggiarono alla sua prodezza: Giuseppe Parini gli dedicò i due sonetti Per la salita fatta fin oltre le nubi col globo di Mongolfier e per felice ritorno dell'intrepidissimo signor Don Paolo Andreani nobile milaneseEdito a Milano dalla Stamperia Sittori, il sonetto è citato in Brugherio: i suoi luoghi, la sua storia :225º anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, Comune di Brugherio, Brugherio 2009, p. 15. e Per la macchina aerostatica, mentre il canonico e scienziato Carlo Castelli ricordò così quel fausto giorno:
Con tono altrettanto aulico, il Parroco Don Antonio De Petro (1778-1819) rimarcava non soltanto la grandiosità dell'evento, ma anche la magnificenza del banchetto preparato da Gian Mario Andreani per gli ospiti accorsi per vedere la prodezza del fratello:
L'esploratore (1785-1815) Invitato a Parigi dall'Accademia Reale della città, "l'aeronauta di Moncucco" decise, improvvisamente, di smettere di dedicarsi all'aerostatica per avventurarsi in una serie di attività esplorative. Nel 1784, accolta la proposta da parte degli scienziati francesi di condurre una spedizione scientifica in Scozia insieme a Barthélemy Faujas de Saint-Fod, cinque anni dopo decise di avventurarsi nel continente americano, con l'intento di studiare gli usi e costumi dei nativi americani e l'organizzazione sociopolitica della neonata repubblica degli Stati Uniti (1789-1793). Qui realizzò (a piedi e in canoa) un avventuroso tour dei Grandi Laghi, ai confini tra le due nazioni, percorrendo quasi 5000 chilometri. Nel corso di esso visitò e studiò sei popoli nativi americani ("indiani") stanziati nella grande regione. Il frutto di tali relazioni consisteranno in vari resoconti di viaggio, arricchiti da numerose osservazioni di carattere storico, sociale, geografico, geologico ed etnografico di grande importanza.
L'esilio e la morte (1815-1823) Ormai cinquantenne, Paolo decise di abbandonare la sua vita raminga per ritrovare quiete nella sua patria lombarda. Partito dagli Stati Uniti, tra il 1810 e il 1812 attraversa i Caraibi per poi dirigersi nel Vecchio Continente. Il ritorno in patria, da lui desiderato per l'avanzare della malattia che lo porterà a perdere l'uso delle gambe, gli fu impedito da una serie di fattori: i numerosi creditori che attendevano da Paolo il rimborso dei prestiti da loro concessi e i sospetti degli austriaci nei suoi confronti, per via delle simpatie verso gli ideali illuministi e gli Stati Uniti. Morì a Nizza (dove si era trasferito nel 1817), l'11 maggio 1823, ormai totalmente inabile e in condizioni indigenti.
Il legame tra Brugherio e Paolo Andreani La città di Brugherio ha da sempre dimostrato ammirazione nei confronti della figura di Paolo Andreani e del suo volo in mongolfiera. Nel 1984, per commemorare il bicentenario dell'ascesa in mongolfiera, la cultrice della memoria brugherese e prima bibliotecaria Tina Magni ha scritto un libro per rievocare la figura dell'Andreani. Sempre in tale occasione, l'allora ministro della difesa Giovanni Spadolini presenziò all'ascensione della mongolfiera. Nel 2005 le associazioni "Lion's Club" e i "Tre Re" si sono fatte promotrici della ristampa del libro della signora Magni. A partire dal 2011, l'associazione "Compagnia della Mongolfiera" si propone "di valorizzare un evento storico e unico come il primo volo in Italia di una mongolfiera con persone a bordo, nel lontano 1784, frutto di una visione illuminista lombarda del conte Paolo Andreani". Ogni 13 marzo, pertanto, si commemora l'anniversario del primo volo in mongolfiera con persone a bordo.
Note
Bibliografia Dell'autore
Studi vari
, libro ricavato dalla tesi di laurea omonima del 2013-2014
Voci correlate Villa Sormani Brugherio Mongolfiera Grand Tour
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