Garbatella è la denominazione dell'abitato fondato il 18 febbraio del 1920 e che ad oggi coincide con la zona urbanistica 11C del Municipio Roma VIII di Roma Capitale. La zona è compresa nel quartiere decimo (Q. X) Ostiense.
Storia
Nel Parco di Commodilla (ex vigna Serafini) si trova l'ingresso delle catacombe di Commodilla, con una piccola basilica ipogea databile alla fine del IV secolo, un cimitero adornato con scene bibliche dipinte (tra cui una curiosa immagine del Cristo orientale) e le effigi dei santi Felice e Adautto.
Sin dal Medioevo il territorio su cui sorge il nucleo originario della Garbatella era interessato dalla presenza di terreni appartenenti a diversi proprietari laici ed ecclesiastici. Tra questi ultimi probabilmente il più importante era il monastero di Sant'Alessio all'AventinoFelice Maria Nerini, De templo et coenobio sanctorum Bonifacii et Alexii historica monumenta, Roma 1752. in part. p.402 e 466. che sin dal XII secolo possedeva beni nelle contrade della Bagnaia, che, secondo Antonio Nibby, prenderebbe nome dai bagni fatti costruire da papa Simmaco verso l'anno 500 tra l'abside della basilica di San Paolo e la rupe omonimaAntonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, vol. 2, p. 545., Formello e valle Cupula, nell'area racchiusa dall'alveo del fiume Almone o Acquataccio, dalla via Ostiense e dalla via delle Sette Chiese. A questi si aggiunsero nel tempo altri proprietari terreni come Nicola Maria NicolaiEnrico Recchi, Monsignor Nicolò Maria Nicolai: un precursore della Garbatella, in Cara Garbatella Anno 9 - Aprile 2013..
Agli inizi del XX secolo, quando iniziarono gli espropri per la costruzione di un'area residenziale, le maggiori proprietà terriere risultavano essere quelle della famiglia Torlonia, proprietaria della tenuta di Monte Bagnaia, e quelle degli eredi di Mariano Armellini, oltre alle vigne delle famiglie Roselli, Belardi e BelliniFlavio Conia, Gli archivi raccontano la genesi di un quartiere: Garbatella, la Tenuta di Monte Bagnaia e le proprietà Armellini; Il mondo degli archivi, 2015..
La Garbatella fu fondata negli anni 1920, su questi territori, posti sui colli che dominano la basilica papale di San Paolo fuori le mura e che da questa avevano preso il nome di Colli di San Paolo.
Dopo la prima guerra mondiale Roma visse una fase di grande sviluppo edilizio, paragonabile per alcuni versi a quella del secondo dopoguerra. Il settore sud della capitale, nelle intenzioni degli urbanisti umbertini guidati da Paolo Orlando, doveva essere connesso al lido di Ostia tramite un canale navigabile parallelo al Tevere, che non fu però mai realizzato. Tale canale avrebbe dovuto dotare Roma di un porto commerciale vicino al centro della città (distante meno di 200 metri dalle Mura aureliane), nei pressi dell'odierna via del Porto Fluviale, situata al confine tra Garbatella e Testaccio, inoltre, nella zona a ridosso del canale, avrebbero dovuto sorgere una serie di lotti abitativi destinati ad ospitare i futuri lavoratori portuali.
Fu con questa idea che il re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra a piazza Benedetto Brin, il 18 febbraio 1920: era allora sindaco Adolfo Apolloni che aveva seguito attentamente i progetti e si era adoperato affinché fosse incrementato e valorizzato il verde nella città, promuovendo, inoltre, il criterio di inserire dei giardini nell'edilizia popolare.
Nell'iscrizione che commemora quel giorno, murata nell'edificio centrale della piazza, si legge:
Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III l'Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l'Istituto delle Case popolari di Roma con la collaborazione delle Cooperative di lavoro ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della Capitale questo aprico quartiere fondato oggi XVIII Febbraio MCMXX
Il medesimo progetto portuale fu condizione dell'odonomastica della nascente zona che è prettamente a riferimento marinaro, essendo gran parte delle sue strade e piazze intitolate a persone e soggetti del mondo marittimo.
Il progetto edilizio fu intrapreso in un'area allora semi disabitata e coperta da vigne e pascoli per pecore. Significativa eccezione costituiva la basilica papale di San Paolo fuori le mura, dalla quale si dipartiva la via delle Sette Chiese, una strada di raccordo ortogonale alle vie consolari Ardeatina ed Appia, della quale si servivano i pellegrini diretti alla basilica di San Sebastiano, e che tuttora viene percorsa per il pellegrinaggio al santuario della Madonna del Divino Amore.
Nella zona sorgeva inoltre la chiesetta dedicata ai santi Isidoro ed Eurosia, già nota al popolo come ChiesolettaCirca ad un chilometro e mezzo di distanza da S. Paolo agli inizi del XIX secolo venne eretta una piccola chiesa donde il locale appellativo di Chiesoletta dedicata ai Santi Isidoro ed Eurosia dal fondatore Nicola Maria Nicolai, della cui costruzione ne fu interessato Giuseppe Valadier che ne rappresentava uno schizzo nei suoi appunti conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Sala Romana Manoscritti e rari, Misc, Roma, Ms. VE 408), recante all'esterno questa epigrafe: "Divis Isidoro et Erosiae dicatum ruralis vicinae et Sanctas Basilicas obeuntium commoditate Nicolaus Maria De Nicolais fecit Anno MDCCCXVIII". (trad. Dedicato ai santi Isidoro ed Eurosia, per la comodità dei viandanti ai luoghi vicini e alle sante basiliche. Nicola Maria Nicolai fece Anno 1818) e dove, secondo una leggenda, sarebbe avvenuto un incontro tra Filippo Neri, ideatore del pellegrinaggio delle Sette Chiese, e Carlo Borromeo.
Fino al 1930 circa il nome del quartiere fu a lungo dibattuto: le possibili alternative prese in considerazione furono, oltre al nome attuale, Concordia, come richiamo ed auspicio di pace sociale, o Remuria: quest'ultimo nome basato sulla leggenda secondo la quale Romolo avrebbe fondato su questo colle la sua città e non, come afferma la più nota tradizione tratta dallAb Urbe condita libri CXLII di Tito Livio, sul Palatino. Negli anni di poco successivi il nuovo quartiere fu anche destinato ad accogliere numerose famiglie sfollate a seguito dell'abbattimento della Spina di Borgo per la realizzazione di via della Conciliazione e della demolizione delle abitazioni per la realizzazione di via dei Fori Imperiali, dando così al quartiere la notorietà di ospitare persone e famiglie di antica romanità.
Dal punto di vista politico la Garbatella era, ed è tuttora, una zona storicamente "rossa" ed operaia: la Resistenza partigiana trovò qui un appoggio incondizionato, al pari dei quartieri Ostiense e Portuense e del rione Testaccio. Tuttavia anche da questo quartiere nelle elezioni politiche del 1994 provenne un largo consenso alla nuova formazione politica Forza Italia (1994) che consentì al candidato Luigi Muratori di raccogliere il 55% dei suffragi nel collegio di Roma Ostiense; così come un forte consenso è stato tributato ai candidati del Movimento 5 Stelle nelle elezioni amministrative del giugno 2016.
Il toponimo "Garbatella" L'origine del nome Garbatella è tuttora oggetto di discussione: secondo un'ipotesi molto diffusa, il quartiere prenderebbe il nome dall'appellativo dato alla proprietaria di un'osteria che sarebbe sorta sullo sperone roccioso sovrastante la basilica di San Paolo (sul lato sinistro dell'odierna via Ostiense, provenendo dalla Porta San Paolo) all'altezza del sepolcreto ostiense; la zona, infatti, è stata per secoli luogo di passaggio dei pellegrini che percorrevano la via delle Sette Chiese, collegante la basilica paolina alla basilica di San Sebastiano fuori le mura (dal XVI secolo inclusa nel pellegrinaggio per la visita alle sette chiese di Roma).
Tale ostessa, una donna di nome Carlotta (o Maria, secondo altri)La storia di Ostiense. Dalla preistoria ai giorni nostri, a cura di Marco Eusepi, Typimedia editore 2021, pp.109-110, sarebbe stata tanto benvoluta dai viaggiatori che chiedevano ostello presso la sua locanda, da meritare il nome di "Garbata Ostella", successivamente sincopato in "Garbatella"Il bassorilievo in piazza Geremia Bonomelli raffigurerebbe proprio l'ostessa Garbatella.. Le ragioni del favore concessole si riferirebbero alla sua caritatevole attitudine verso i bisognosi, anche se un'interpretazione più maliziosa andava ben oltre questa bonaria ricostruzione. Una seconda ipotesi sul nome "Garbatella" vuole, invece, che derivi dall'amenità del luogo. Un'ultima interpretazione, con qualche fondamento scientifico, fa riferimento al tipo di coltivazione della vite detto "a barbata" o "a garbata" (nella quale le viti vengono appoggiate ad alberi di acero od olmo), in uso nei terreni detti "Tenuta dei 12 cancelli" (comprendenti l'attuale via delle Sette Chiese), posseduti nel XIX secolo da monsignor Alessandro Nicolai, ministro dell'agricoltura di papa Gregorio XVI.
Una nuova ipotesi sulla nascita del toponimo Garbatella è stata pubblicata sul volume Garbatella 100, il racconto di un secolo, edito per i tipi di Iacobelli a novembre del 2019. Lo studio, curato da Giorgio Guidoni, rivela che il nome Garbatella, appellativo di Clementina Eusebi, l'ostessa che nel periodo 1835-1850 gestì la famosa osteria che darà il nome alla zona, deriva probabilmente dal cognome della madre di Clementina, Maddalena Garbata, vedova Eusebi. Per riconoscere la madre dalla figlia probabilmente venivano appellate Garbata (la madre) e Garbatella (la figlia). Tale osteria, inoltre, si collocava sulla via Ostiense, a metà strada tra la piramide e la basilica di San Paolo, dove oggi ha inizio via degli Argonauti.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili
Nel quartiere, a ridosso della via Cristoforo Colombo, sorge l'imponente palazzo della Regione Lazio, dove risiede la giunta regionale.
Ai confini del quartiere, sul lato opposto della stazione di Roma Ostiense, in occasione dei Mondiali di Calcio Italia '90, sorse lo scalo Air Terminal, con l'annesso centro commerciale, ed un'area attrezzata per autocaravan e camper. Nel 2012 all'interno dell'Air Terminal è stata aperta la sede di Roma di Eataly, divenendo il più grande luogo al mondo dedicato alle eccellenze agroalimentari italianeEataly Roma Ostiense compie 5 anni, torta e brindisi per festeggiare, Il Sole24ore, 21 giugno 2017 e una sede della società NTV a supporto delle partenze da Ostiense del treno Italo dismessa nel 2015.
Sulla Circonvallazione Ostiense si trova un edificio di chiara matrice razionalista, sede della Polizia Municipale di Roma Capitale e di altri uffici del Comune, sulla cui facciata campeggia un bassorilievo in stile Futurista.
Architetture religiose
Le principali chiese della Garbatella sono la già citata cosiddetta "Chiesoletta" dei santi Isidoro (agricoltore) ed Eurosia (Vergine e Martire) in via delle Sette Chiese, unita attraverso l'oratorioNell'oratorio filippino della Garbatella Alberto Sordi girò alcune sequenze del film Mamma mia, che impressione!. Inoltre nel campo di calcio dell'oratorio iniziarono a giocare i calciatori Agostino Di Bartolomei e, successivamente, Aleandro Rosi., alla chiesa di San Filippo Neri in Eurosia, edificata nel 1952 ed eletta parrocchia nel 1967 per volere di papa Paolo VI e la chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, in piazza Damiano Sauli, dove papa Giovanni Paolo II iniziò le sue visite ufficiali il 3 dicembre 1978, come riconoscenza all'aiuto avuto dagli abitanti, perché nel 1946 era stato confessore in questa chiesa. In via Pomponia Grecina, nei pressi del Largo delle Sette Chiese, sorge un convento delle Suore Clarisse Cappuccine (Corpus Christi).
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