Il Patto di bilancio europeo, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria (conosciuto anche con l'anglicismo fiscal compact, letteralmente "patto di bilancio"), è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea; per la precisione, non è stato sottoscritto da Regno Unito, CroaziaAl tempo della stipulazione del suddetto trattato, la Croazia non faceva ancora parte dell'UE, al contrario di Regno Unito e Repubblica Ceca. e Repubblica Ceca.
Entrato in vigore il 1º gennaio 2013, il patto contiene una serie di regole, chiamate "regole d'oro", che sono vincolanti nell'UE per il principio del pareggio di bilancio.
Storia Già nel 1997 i paesi aderenti all'UE avevano adottato regole (Patto di stabilità e crescita) che avrebbero regolato i criteri di bilancio pubblico all'indomani dell'introduzione dell'euro. Tale accordo era stato raggiunto con l'idea che la partecipazione all'unione monetaria avrebbe contenuto i costi di indebitamento e, di conseguenza, se non erano stati posti vincoli a tal proposito, la possibilità di finanziare i deficit, tuttavia, faceva emergere il problema di porre un limite ai disavanzi tra gli stati, che se eccessivi, avrebbero potuto compromettere la stabilità della zona euro. L'accordo poneva quindi limiti al deficit (entro un massimale del 3%) e alla percentuale di indebitamento sul Pil (che doveva rimanere nel limite del 60%), anche se quest'ultima non era imposta come vincolante al pari della prima.
Nella primavera 2010, a seguito dello scoppio della grande recessione e della crisi del debito sovrano europeo, la Germania chiese agli altri stati membri di inasprire le regole sul raggiungimento del pareggio di bilancio: questo avrebbe comportato una rigorosissima applicazione del requisito riguardante il rapporto deficit/PIL inferiore al 3%. Alla fine del 2010 furono avanzate proposte emendative del Patto di stabilità e crescita volte al rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio. Nel febbraio 2011 la Germania e la Francia proposero il Patto di competitività, volto a rafforzare il coordinamento economico nella zona euro; tale proposta è stata approvata anche dalla Spagna. La cancelliera tedesca Angela Merkel, diversi ministri delle finanze europei e il presidente della Banca centrale europea hanno sostenuto l'idea di un'unione di bilancio.
Nel marzo 2011 fu proposta una nuova riforma del Patto di stabilità e crescita, volta a rendere automatiche le sanzioni per chi viola i parametri riguardanti il 3% nel rapporto deficit/PIL e il 60% nel rapporto debito/PIL. Angela Merkel insistette affinché la Commissione europea e la Corte di giustizia dell'Unione europea svolgessero un ruolo importante di garanzia nel controllare il rispetto degli obblighi da parte dei paesi. Nel 2011 la Germania, la Francia e altri paesi più piccoli dell'Unione europea hanno fatto un altro passo verso l'unione di bilancio della zona euro, con regole molto rigorose e sanzioni automatiche per chi dovesse mancare di rispettare quei parametri.
Il 9 dicembre 2011, nel Consiglio europeo, tutti i 17 membri della zona euro hanno concordato le linee fondamentali del Trattato di stabilità di bilancio che irrigidisce i parametri riguardanti il rapporto deficit/PIL e quello debito/PIL, introducendo anche sanzioni automatiche per chi li violi. Dopo aver chiesto un parere ai rispettivi parlamenti, anche i paesi che non hanno adottato l'euro si sono detti pronti ad aderire, con l'eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca. Originariamente i leader europei volevano modificare i trattati vigenti, ma questa soluzione si è scontrata con il veto del Regno Unito, che ha chiesto che la City londinese fosse esclusa dalla regolamentazione dei mercati finanziari e dall'applicazione della tassa sulle transazioni finanziarie.
Dopo qualche mese di trattative, il 30 gennaio 2012 i rappresentanti degli esecutivi dei paesi dell'Unione, costituenti il Consiglio europeo, con l'eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca, hanno approvato il nuovo patto di bilancio, denominato fiscal compact. Tale patto non è mai passato al vaglio del Parlamento Europeo, né è stato proposto come direttiva dalla Commissione (deputata dai trattati di Maastricht e di Lisbona a implementare le politiche europee stabilite in sede di Consiglio europeo), che in quanto tale avrebbe dovuto essere approvata dal Parlamento europeo. Quest'ultimo, con una risoluzione approvata il 2 febbraio 2012 a larga maggioranza, ha criticato l'aggiramento del suo ruolo conseguito con la formula dell'accordo intergovernativo, osservando che “praticamente tutti gli elementi contenuti nel nuovo trattato possono essere realizzati, e in gran parte sono già stati realizzati, nel vigente quadro normativo unionale e attraverso la legislazione secondaria, fatta eccezione per la regola d’oro, il voto a maggioranza qualificata inversa e il coinvolgimento della Corte di giustizia”Senato della Repubblica XVI Legislatura Il trattato sul fiscal compact 94/DN 16 aprile 2012, pagina XX..
Il nuovo trattato è entrato in vigore a partire dal 1º gennaio 2013 essendo stato ratificato da almeno 12 dei paesi interessati. Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, ha avuto tempo fino al 1º gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che hanno introdotto tale regola entro il 1º marzo 2014 possono ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità.
L'obiettivo, dopo l'entrata in vigore, era quello di incorporare entro cinque anni il nuovo trattato nella vigente legislazione europea: l'obiettivo secondo la Commissione era già previsto nel testo del trattatoSeveral intergovernmental arrangements were created during the crisis. This was explained by the shortcomings of the EMU’s architecture but ultimately they need to be integrated into the legal framework of the European Union. This is already foreseen for the Treaty on Stability, Coordination and Governance, and should be done also for other cases, such as the Euro Plus Pact and the intergovernmental agreement on the Single Resolution Fund: Commissione europea, Completing Europe's Economic and Monetary Union: Report by Jean-Claude Juncker in close cooperation with Donald Tusk, Jeroen Dijsselbloem, Mario Draghi and Martin Schulz, 21 June 2015, p. 18., ma la proposta di direttiva a tal fine avanzata nel dicembre 2017 è ancora in itinereProposal for a COUNCIL DIRECTIVE laying down provisions for strengthening fiscal responsibility and the medium-term budgetary orientation in the Member States..
Finalità La maggioranza degli Stati membri dell'Unione europea partecipa all'unione economica e monetaria, basata sulla moneta unica, l'euro, ma la maggior parte delle decisioni riguardanti la spesa pubblica rimane di competenza dei governi nazionali. Il controllo sulla politica di bilancio è tradizionalmente considerato centrale per la sovranità nazionale e oggi, sostanzialmente, non esiste un'unione di bilancio tra stati indipendenti.
Proprio allo scopo di coordinare le politiche di bilancio degli stati membri della zona euro è in vigore il Patto di stabilità e crescita. Una maggiore integrazione in tema di politiche di bilancio, almeno tra i paesi della zona euro, è considerata, a livello europeo, precondizione del completamento del processo di integrazione europea e la necessaria strada per superare la crisi del debito sovrano. Assieme all'Unione economica e monetaria quella di bilancio porterebbe, nei piani dell'UE, ad una maggiore integrazione economica.
Contenuti L'accordo prevede per i paesi contraenti, secondo i parametri di Maastricht fissati dal Trattato CEAll'art. 121., l'inserimento, in ciascun ordinamento nazionale (con norme di rango costituzionale, o comunque nella legislazione nazionale ordinaria), di diverse clausole o vincoli tra le quali: obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio (art. 3, c. 1),La Costituzione è stata novellata all'art. 81 in data 18 aprile 2012 (Temi dell'attività Parlamentare - Il pareggio di bilancio in Costituzione), legge costituzionale n.1/2012, pubblicata nella G.U. del 23 aprile 2012 (LEGGE COSTITUZIONALE 20 aprile 2012, n. 1); il nuovo articolo reca al comma primo:Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico; il novellato secondo comma statuisce invece che:Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. obbligo di non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL (e superiore all'1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del PIL) significativa riduzione del rapporto fra debito pubblico e PIL, pari ogni anno a un ventesimo della parte eccedente il 60% del PIL impegno a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell'Unione e con la Commissione europea (art. 6).
Sebbene sia stato negoziato da 25 Paesi dell'Unione europea, l'accordo non fa formalmente parte del corpus normativo dell'Unione europea.
I principali punti contenuti nei 16 articoli del trattato sono:
l'impegno ad avere un deficit pubblico strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito pubblico è inferiore al 60% del PIL, l'1%; l'obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di ridurre ogni anno di un ventesimo dell'eccedenza; l'obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati; l'impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia; l'obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche; l'impegno a tenere almeno due volte all'anno un vertice dei leader dei paesi che adottano l'euro.
La ratifica negli Stati membri UE Al 14 gennaio 2014 il trattato è stato ratificato da 24 dei 25 firmatari, di cui 17 membri dell'eurozona.
Nella tabella in calce sono riportati i dati riguardanti l'iter di ratifica del Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria. Le liste sono ordinate in base alla data di deposito degli strumenti di ratifica presso il Segretariato generale dell'Unione europea. Se la data di deposito risulta inserita, e dunque la consegna degli atti è avvenuta, risulterà la data di approvazione parlamentare. In grassetto i firmatari membri dell'eurozona.