L'espressione difesa del Reich (in tedesco Reichsverteidigung) indica la campagna strategica di difesa aerea combattuta dalla Luftwaffe nei cieli sopra i territori occupati dalla Germania nazista, oltre che sul suolo metropolitano della Germania stessa, nel corso della seconda guerra mondiale. Il suo scopo era quello di prevenire la distruzione delle infrastrutture militari e civili tedesche da parte dei bombardamenti degli Alleati.
I combattimenti aerei diurni e notturni sopra la Germania coinvolsero migliaia di aeroplani; la campagna di difesa del Terzo Reich fu una delle più lunghe in tutta la storia della guerra aerea, essendo – insieme alla battaglia dell'Atlantico e al blocco navale della Germania – la più lunga battaglia del periodo 1939-1945.
Il comando caccia dell'aeronautica militare tedesca, la Jagdwaffe, difese lo spazio aereo dei territori occupati dalla Germania contro gli attacchi prima del Bomber Command della Royal Air Force britannica, e poi del Bomber Command e dell'U.S. Army Air Forces statunitense insieme. Inizialmente la Luftwaffe riuscì a opporsi efficacemente alle forze aeree strategiche alleate, obbligando la RAF a operare di notte per ridurre le perdite a partire dal 1939 e costringendo l'USAAF a sospendere i bombardamenti diurni nel 1943. Gradualmente però gli Alleati introdussero innovazioni tecnologiche (come i radar di navigazione aeroportati) e tattiche (come la cosiddetta bomber stream), che consentirono di portare avanti attacchi sempre più massicci riducendo le perdite a livelli accettabili. Nel 1944 vennero introdotti aerei da caccia capaci di scortare i bombardieri statunitensi, che operavano di giorno, fino all'obiettivo e ritorno.
La Luftwaffe perse la superiorità aerea sulla Germania nella primavera del 1944; entro l'estate di quell'anno cominciò a soffrire di cronica scarsità di carburante e di piloti ben addestrati; entro il 1945 cessò di essere una forza di combattimento efficiente, nonostante l'introduzione dei nuovi, avanzatissimi caccia con motore a reazione. La campagna di bombardamenti alleata, che causò danni ingenti all'industria tedesca oltre che alla popolazione, cessò solo nell'aprile 1945 – pochi giorni prima della capitolazione definitiva della Germania.
La strategia difensiva della Germania Avendo avuto un ruolo prevalentemente incentrato sul supporto tattico delle forze di terra, all'inizio della guerra l'aeronautica militare tedesca – la Luftwaffe – era priva di una componente efficace e ben organizzata per la difesa aerea. Nel periodo 1939-1940, in effetti, le azioni diurne dei bombardieri alleati contro i territori sotto controllo tedesco furono sporadiche.
La responsabilità della difesa dello spazio aereo tedesco spettava ai Luftgaukommando, i comandi di distretto aereo; i sistemi di difesa facevano affidamento principalmente sull'artiglieria contraerea. In complesso le difese erano scarsamente coordinate, e le comunicazioni erano inefficienti: le incomprensioni tra le unità di contraerea e i reparti di volo avrebbero afflitto la Luftwaffe per tutto il corso della guerra.. Adolf Hitler in particolare voleva che la difesa aerea si basasse principalmente sull'artiglieria antiaerea perché dava alle popolazioni civili un «sostegno psicologico» nonostante la sua sostanziale inefficacia... La regione della Ruhr (che, trovandosi nella Germania nord-occidentale e presentando un'elevata concentrazione di industrie di notevole rilevanza bellica, fu tra i primi obiettivi degli attacchi alleati) era all'inizio della guerra quasi indifesa. Gli unici reparti ivi disponibili erano i Luftgaukommando, che erano assegnati a obiettivi specifici ed erano privi del coordinamento aria-suolo necessario a rendere possibile l'intercettazione dei velivoli nemici.
Il 21 settembre 1939 il capo di stato maggiore della Luftwaffe Hans Jeschonnek chiarificò il ruolo che la caccia diurna avrebbe dovuto avere nella difesa del territorio tedesco. Le unità destinate alla protezione di aree o obiettivi specifici sarebbero rimaste sotto il controllo dei comandi di difesa aerea locali; tutti gli altri reparti da caccia, invece, sarebbero stati posti sotto l'autorità di una delle diverse Luftflotte esistenti, e avrebbero protetto gli obiettivi «in un modo direttamente collegato alle necessità dettate dalla strategia per la prosecuzione della guerra aerea». In altre parole, i caccia della Lufwaffe avrebbero rivestito un ruolo allo stesso tempo difensivo e offensivo, conservando la superiorità aerea sul territorio nemico in modo da prevenire gli attacchi ai territori sotto l'occupazione tedesca..
Questa strategia funzionò bene al fronte, dove la sovrapposizione di difesa e attacco rimase a livello tattico; a livello strategico, però, divenne presto chiaro che la mancanza di esperienza, di addestramento specifico e di coordinamento tra i reparti della contraerea e le Fliegerdivision ponevano serie difficoltà agli sforzi della difesa. Con l'artiglieria sostanzialmente inefficace e solo sette Gruppe a proteggere lo spazio aereo tedesco, gli obiettivi strategici erano coperti piuttosto male; tuttavia all'inizio della guerra gli Alleati non avevano a disposizione né un numero sufficiente di aeroplani e uomini, né i mezzi tecnologici adatti per approfittare a fondo di questa situazione; l'evoluzione della difesa quindi non progredì di molto.
La maggior parte delle battaglie combattute dalla Lufwaffe sul fronte occidentale nelle prime fasi della guerra furono quelle contro i raid Circus della RAF;I raid Circus erano missioni in cui un piccolo numero di bombardieri britannici volava su obiettivi tedeschi con un'imponente scorta di caccia; lo scopo di queste missioni, più che colpire gli obiettivi al suolo dei bombardieri, era quello di distruggere il maggior numero possibile di caccia nemici – i quali in genere attaccavano le formazioni Circus attirati dai bombardieri che agivano da esca. Si veda . solo occasionalmente ebbe luogo qualche scontro in occasione di attacchi in profondità nello spazio aereo tedesco. Dal punto di vista della Germania questa circostanza fu fortunata, perché consentì alla strategia "periferica" di Jeschonnek, che aveva portato la Luftwaffe a dislocare la grande maggioranza delle sue forze vicino ai confini dell'area dell'occupazione tedesca, di reggere finché nel 1942 non cominciarono a rovesciarsi le sorti del fronte orientale..
La preparazione tedesca Anche se la Luftwaffe finì per destinare alla campagna di difesa del Reich più risorse di quante la RAF ne avesse accumulate nel corso della battaglia d'Inghilterra nel 1940, non riuscì a impegnarle in combattimento in un momento in cui l'offensiva aerea alleata avrebbe ancora potuto essere arrestata. Nel 1940-1942 la Luftwaffe commise una serie di errori cruciali riguardanti le catene di comando, la produzione industriale e l'organizzazione dell'addestramento che avrebbero infine causato la sua sconfitta. In sostanza i comandanti tedeschi non riuscirono a mettere a punto una strategia a lungo termine coerente e, in particolare, l'inefficienza operativa e strategica della Luftwaffe fu aggravata dal fatto che la difesa aerea venne a lungo considerata un fatto non prioritario. La strategia del "culto dell'offensiva" fu efficace fino al 1941; tuttavia, quando iniziò la guerra di logoramento, fattori come la crescente potenza industriale degli alleati, l'incapacità di sviluppare dottrine e tattiche di combattimento, e la necessità di dividere le proprie forze su quattro fronti, avviarono la Luftwaffe (e la Germania stessa) verso la sconfitta..
Organizzazione e pianificazione Le difese tedesche facenti capo alla Jagdwaffe, una sorta di "comando caccia", non erano considerate parte del complesso offensivo della Luftwaffe e quindi – data la strategia tedesca di concentrarsi sull'aviazione da attacco per ottenere la superiorità aerea sul territorio nemico – esse erano considerate di secondo piano e scarsamente importanti. La Jagdwaffe non fu oggetto di adeguati investimenti nel corso degli anni trenta, rimase sottosviluppata rispetto alle altre componenti dell'aeronautica militare tedesca e, perciò, non riuscì a espandersi a sufficienza a ostilità iniziate. Essa era stata costituita molto in fretta poco prima dell'inizio della guerra, del che la sua coesione e la sua organizzazione avevano sofferto; solo nove stormi (Geschwader, con al massimo un centinaio di aeroplani ciascuno) erano operativi nel 1939, e nessun altro venne formato fino al 1942..
Un'altra conseguenza del ruolo subalterno affidato alla Jagdwaffe fu che essa non ebbe mai alcun rappresentante presso l'alto comando; non venne affidata ad un comando unificato, ma la sua amministrazione rimase divisa tra le varie Luftflotte. Quando finalmente vennero creati nuovi reparti difensivi di caccia gli effettivi a disposizione della Jagdwaffe aumentarono solo di un terzo; inoltre, la pianificazione della difesa avvenne sempre in ritardo, solo in risposta alle attività degli Alleati.
Sviluppi tecnologici ed equipaggiamento Né presso il ministero dell'aviazione tedesca (il Reichsluftfahrtministerium, RLM) né presso l'alto comando della Luftwaffe (l'Oberkommando der Luftwaffe, OKL) esistevano sezioni preposte allo sviluppo di nuove tattiche o tecnologie. A partire dal 1940 la pianificazione fu caratterizzata da una certa miopia e la necessità di migliorare il livello tecnico degli aeroplani a disposizione della Jagdwaffe fu trascurata, perché ogni avanzamento qualitativo avrebbe in parte compromesso a livello quantitativo la produzione di aerei "standard".. Questo implicò che modelli anziani, o versioni obsolete di modelli correnti, vennero tenuti in produzione troppo a lungo. Inoltre l'OKL, che non riusciva a produrre caccia in numero sufficiente, rifiutò di compensare questa deficienza riducendo la produzione di bombardieri fino alla metà del 1944. Anche allora, comunque, gli effetti furono limitati: la nuova generazione di caccia con propulsione a reazione (rappresentata principalmente dal Messerschmitt Me 262) entrò in servizio in ritardo a causa di incomprensioni sul ruolo tattico-strategico da attribuire a questi aerei e di difficoltà oggettive nel loro sviluppo; quando infine i caccia a getto entrarono in azione ottennero considerevoli successi, che però non furono sufficienti a mettere in crisi l'offensiva alleata.. La responsabilità di questi fallimenti fu attribuita ad Adolf Galland, che aveva ricoperto la carica di General der Jagdflieger tra il novembre 1941 e il gennaio 1945.
Selezione e addestramento dei piloti Un altro aspetto della predilezione della Luftwaffe per le forze da bombardamento, che la portò a trascurare i caccia, riguardò la preparazione dei piloti. Le scuole di volo avevano maggior interesse a produrre buoni piloti di bombardieri piuttosto che di caccia. La Luftwaffe non fu in grado di garantirsi personale di alto livello e ingegneri competenti come la marina (Kriegsmarine) e la componente armata delle SS (Waffen-SS). L'organizzazione soffriva per la scarsità di buoni piloti da caccia e di validi comandanti di unità; Galland notò che il numero di ore di volo previste dall'addestramento era troppo ridotto, e che in particolare la preparazione dei piloti da caccia aveva delle mancanze per quanto riguardava il volo su velivoli non da addestramento, il volo in formazione, l'impiego delle armi di bordo, il combattimento ravvicinato; inoltre l'addestramento al volo strumentale era quasi nullo..