La prima battaglia di Novi, svoltasi il 15 agosto 1799, vide affrontarsi i francesi dell'Armata d'Italia, comandati inizialmente dal generale Barthélemy Joubert (che morì in principio di scontro) e poi dal generale Jean Victor Moreau contro l'esercito austro-russo guidato dal feldmaresciallo russo Aleksandr Suvorov durante la sua campagna in Italia.

Conclusasi con la vittoria di questi ultimi, determinò la ritirata generale delle forze francesi presenti in Italia dalla pianura Padana. Inoltre, la battaglia segna sostanzialmente la fine della campagna russa in Italia: dopo la capitolazione della città di Tortona, le forze russe abbandonarono la penisola in direzione della Svizzera.

Contesto storico

Dopo la spedizione di Napoleone in Egitto e la conquista del Regno di Napoli da parte di Macdonald e Championnet, le principali potenze europee si mossero nuovamente per coalizzarsi contro la giovane repubblica transalpina. Venuti a sapere della macchinazioni di Austria, Russia ed Inghilterra, i membri del Direttorio dichiararono guerra alla corte asburgica, dando inizio ad un nuovo periodo di guerra.

La guerra non iniziò nel modo migliore per i francesi, almeno sul fronte italiano: il generale Schérer non riuscì a sfruttare l'occasione per impossessarsi di Verona e fu respinto poche settimane dopo a Magnano, venendo costretto ad abbandonare il Veneto per la Lombardia.. Nel frattempo, dalla Russia stavano giungendo i rinforzi del generale Suvorov, temuto e brillante comandante, tra i migliori in tutta Europa.. Tanto era celebre la sua fama che, nonostante fosse caduto in disgrazia agli occhi dello zar, fu esplicitamente richiesta la sua presenza al comando della coalizione dalle altre nazioni coinvolte.. In particolare fu l'Austria a volerlo come comandante dell'esercito alleato in Italia.Suvorov arrivò il 15 aprile a Verona. e nel giro di sole due settimane stravolse gli equilibri della guerra in Italia: prese Brescia in nemmeno due giorni,. portò le sue truppe in profondità nel territorio lombardo ed inflisse, in tre battaglie consecutive, altrettante sconfitte all'esercito di Moreau, appena subentrato a Schérer, riuscendo persino a catturare per intero la divisione di Sérurier a Verderio.. Essendo impossibile mantenere quel che restava della Lombardia, i francesi si ritirarono in Piemonte..

Antefatti La guerra in Piemonte

Mentre in Consiglio aulico di Vienna chiedeva al generalissimo Suvorov di prendere Mantova e le altre fortezze lombarde ancora in mano alle guarnigioni francesi, il formidabile stratega russo, di natura assai energica, stava già pianificando il modo in cui spingere ancora più indietro l'esercito di Moreau.. Inizialmente, considerò di attraversare il Po nei pressi di Valenza: la notizia che la città fosse occupata dai francesi lo convinse a desistere. Nonostante ciò, il messaggio da lui inviato ad alcuni reparti giunse in ritardo e questi ingaggiarono i francesi a Bassignana, venendo sonoramente sconfitti. Procedette con il secondo piano, di attraversare a Voghera ed attaccare lungo la direttiva di Tortona e Alessandria: la prima città fu catturata, con l'eccezione della propria cittadella, il 14 maggio, mentre la seconda fu occupata dai francesi. Pochi giorni dopo, nelle vicinanze di Alessandria da un primo incontro fortuito, si giunse ad una ben più ampia battaglia nei pressi di Marengo: i francesi inizialmente trovarono un vantaggio, ma l'arrivo dei rinforzi austro-russi quasi capovolse l'esito dello scontro, terminato con un sostanziale pareggio, causa la ritirata preventiva dei repubblicani..

Mentre Moreau con i suoi uomini si diresse a sud, al riparo tra le montagne delle Alpi e degli Appennini e la costiera ligure, Suvorov approfittò dell'abbandono del Piemonte da parte dei repubblicani per conquistare la città di Torino.. Questa non era solo importante per il suo ruolo di capitale del regno sabaudo, ma la sua presa avrebbe segnato un punto di svolta agli occhi della popolazione italiana: le forze imperiali avrebbero piegato ogni tentativo di resistenza francese, liberando l'Italia dall'occupazione repubblicana.. Raggruppate le proprie forze, gli austro-russi si mossero verso Torino ed iniziarono ad assediarla gli ultimi giorni di maggio..

Trionfo su Macdonald e la presa di Mantova

Oltre all'esercito di Moreau, ve ne era un altro in Italia e stava giungendo al nord, attraversando l'intera penisola, in soccorso dei loro commilitoni. Il generale Macdonald, che solo qualche mese prima aveva guidato con successo l'occupazione del Meridione, aveva ricevuto ordini dal Direttorio di dirigersi verso le posizioni occupate da Moreau. Insieme, i due avrebbero avuto sufficienti uomini per poter sconfiggere Suvorov una volta per tutte raddrizzare le sorti del conflitto in favore della causa francese.

Partito da Napoli,. il generale francese arrivò a Roma il 21 maggio e programmò di giungere nei pressi della Trebbia, luogo in cui aveva in mente di affrontare Suvorov, circa un mese dopo.. La risalita non fu facile: gli uomini di Macdonald dovettero marciare per quasi 40 km al giorno, spesso sotto il sole cocente, e in qualche occasione, come a Rigutino, furono attaccati da alcuni milizie di cittadini locali.. Nonostante ciò, Macdonald giunse ai confini settentrionali della Toscana nei primi giorni di giugno. Rafforzato dalla divisione di Victor,. riuscì a farsi largo nella pianura dell'Emilia Romagna, occupata da alcuni gruppi di soldati imperiali, sconfiggendo gli austriaci a Modena.. A questo punto, la minaccia rappresentata dall'Armata di Napoli non poteva più essere ignorata.

Alla notizia dell'arrivo di Macdonald in Toscana, Suvorov si preparò a scendere in battaglia con il proprio esercito per sconfiggere la nuova armata francese.. Il russo era perfettamente conscio che se i due eserciti repubblicani fosse riusciti ad attaccarlo insieme o semplicemente a congiungersi, l'esito della sua campagna in Italia sarebbe stato compromesso.. Chiamati i rinforzi di Bellegarde ad impedire che Moreau potesse raggiungere l'Emilia passando dal Piemonte,. Suvorov si mise rapidamente in marcia per intercettare Macdonald. I due eserciti si incontrarono presso il fiume Trebbia. In una difficile battaglia, gli uomini del generale Suvorov riuscirono a sconfiggere definitivamente l'Armata di Napoli. I resti del suo esercito fuggirono verso gli Appennini.. Nel frattempo, Moreau era sceso in pianura, aveva scacciato gli austriaci da Tortona ed aveva inflitto loro una sconfitta a Marengo ma, saputo della recente vittoria del maresciallo russo, si affrettò a tornare sui suoi passi..

Scacciate le preoccupazioni, Suvorov poté investire i propri uomini e le proprie risorse per portare a termine i due assedi di Mantova e Torino.. La città piemontese cadde il 20 giugno.. Mantova, invece, resistette più a lungo: a causa dell'avvicinamento di Macdonald da sud, l'artiglieria più pesante era stata portata a Verona e l'assedio vero e proprio non era potuto nemmeno iniziare. Cessato questo pericolo, Kray, generale incaricato di prendere la città, decise di passare alle maniere forti: radunati quasi uomini ed oltre 600 cannoni, bombardò le mura della città incessantemente per giorni interi, fino a che di queste non rimasero brandelli. Prima toccò alla Cittadella, poi a San Giorgio, infine alla città vera e propria. Demoralizzati e terrorizzati dal continuo fuoco, i francesi rinchiusi nella città si arresero.. Eliminata ogni fonte di possibile resistenza francese nella pianura alle sue spalle, a Suvorov rimaneva un solo bersaglio: raccolse di nuovo le sue forze ed andò incontro all'esercito di Moreau.

Il comandante Joubert Visto il pessimo andamento della guerra in Italia, il Direttorio pensò di sostituire il generale Moreau. Questi non era in minima parte colpevole dell'andamento della campagna, ma fu comunque ritenuto responsabile per non essere riuscito ad ottenere alcun progresso contro i russi. La scelta del suo successore ricadde su due nomi, entrambi noti ed apprezzati per le rispettive imprese in Italia: Championnet e Joubert. Entrambi avevano avuto, tra la fine dell'anno precedente e i primi mesi del 1799 degli screzi con il Direttorio, ma la loro fede repubblicana era sincera e le loro capacità militari erano più che mai necessarie.. Alla fine fu Joubert a spuntarla e ad ottenere il comando della nuova armata: a determinare la sua scelta furono la popolarità che godeva tra le truppe e la popolazione italiana,. anche se il suo contributo nel colpo di Stato del 30 pratile probabilmente influì nella sua nomina.

Championnet fu incaricato di raccogliere un esercito nei pressi di Grenoble, la cosiddetta Armata della Alpi, e di attaccare le forze austro-russe passando tra i valichi alpini, attaccando quindi la parte settentrionale del Piemonte, mentre Joubert avrebbe raggiunto Moreau passando dalla Provenza e avrebbe preso da lui il comando dell'esercito dell'Armata d'Italia, che nel frattempo si era fusa con i resti dell'Armata di Napoli. Considerando i rinforzi appena giunti dalla Francia, in particolare dalla Vandea, e le truppe già presenti sul posto, l'esercito di Joubert contava circa uomini. Joubert ebbe il buon senso di sfruttare l'autorità a lui concessa per tenere con sé Moreau come vice-comandante, nonostante gli fosse stata affidato un ruolo di comando sul Reno, mentre Macdonald tornava in Francia per riprendersi dalle ferite subite nella battaglia della Trebbia..

La preoccupazione principale di Joubert era la cittadella di Tortona, ancora in mano francese, ma assediata da tempo dalle forze alleate. Dopo la caduta di Torino, Mantova ed Alessandria, questa era una delle poche fortezza rimaste in possesso dei repubblicani ed avrebbe potuto contribuire ad una rapida avanzata delle forze francesi verso Milano, assicurando la stabilità delle vie di comunicazione tra Liguria e Lombardia. Sebbene l'esercito di Championnet non fosse ancora pronto per entrare in azione e colpire le retrovie dell'esercito di Suvorov, Joubert passò all'azione: valicò le montagne al passo della Bocchetta e scese con le sue truppe verso Acqui, dove scacciò Bellegarde, che aveva tentato di porre un timida resistenza. In parte, questo fu dovuto agli ordini di Suvorov: la cavalleria russa era molto più forte di quella repubblicana ed il temibile maresciallo voleva sfruttare a pieno il vantaggio combattendo in pianura.