Il corpus letterario della mitologia greca è costituito da un numero elevato di fonti, giunte a oggi in maniera estremamente frammentaria. Pochissime opere sono conservate in maniera integrale, mentre di un numero elevato di opere si ha conoscenza solo indiretta, attraverso le sintesi dei grammatici di tutte le epoche, o grazie a corpose citazioni di altri autori del mondo classico e medievale. Nell'elenco che segue sono raccolti gli autori più importanti di cui sono pervenuti dei frammenti significativi. Gli autori sono citati in ordine alfabetico, e suddivisi in tre categorie: fonti letterarie greche (senza distinzione tra età classica, alessandrina e tarda), latine e bizantine.
Tra le fonti importanti si deve ritenere anche la Suda, che non è annoverata nell'elenco in quanto non attribuibile ad alcun autore.
Fonti letterarie greche Agia di Trezene poeta epico greco (forse VII sec. a.C.). Gli si attribuisce il poema Nostoi (Νόστοι), cioè i "Ritorni", che narrava il rientro in patria dei maggiori eroi greci dopo la presa di Troia. Ci restano solo frammenti.
Antonino Liberale grammatico greco (II sec. d.C.). Conosciamo poco o nulla della sua vita, forse era un liberto. È stato autore de Le Metamorfosi, una raccolta di 41 racconti di argomento mitologico, pervenuta in un codice con un prezioso indice delle fonti.
Apollonio Rodio poeta epico greco (III sec. a.C.). Nato probabilmente ad Alessandria d'Egitto e morto a Rodi, dopo averci a lungo vissuto. Allievo di Callimaco, diresse per anni la Biblioteca di Alessandria, finché entrato in polemica con il maestro, che sosteneva la lirica pura, dovette lasciare l'Egitto. La sua opera maggiore infatti, Le Argonautiche (Τά Ἀργοναυτικά) in quattro libri che conserviamo quasi integralmente, ridiede vita alla poesia epica, da lungo tempo oramai abbandonata.
Archiloco poeta greco (VII sec. a.C.). Nato nell'isola di Paro, divenne soldato mercenario, visitando moltissimi paesi, tra cui forse anche la Magna Grecia. La tradizione vuole che sia morto in battaglia a Nasso. Aveva uno stile vivo e ricco di spunti polemici, spesso al limite dell'invettiva. Ci sono rimasti circa trecento frammenti, nei quali parla dei suoi due temi preferiti: la guerra e l'amore.
Arctino di Mileto poeta epico greco (VIII-VII sec. a.C.). Lo si ritiene il più antico cantore dello stile epico. Gli vengono attribuite diverse opere: l'Ethiopide (Αἰθιοπίς), in 5 libri, l'Iliupersis (Ἰλίου πέρσις) in 2 libri, entrambe sulla materie del Ciclo Troiano, e una Titanomachia. Ci restano solo pochi frammenti.
Bacchilide poeta lirico greco (Iuli, isola di Ceo, 516 ca. a.C. - 451 ca. a.C.). Era nipote di Simonide e contemporaneo di Pindaro, col quale si trovò spesso a competere. Nel 476 a.C. accompagnò lo zio Simonide in Sicilia, presso il tiranno Ierone; poi fu esiliato, per ragioni politiche, nella terra di Peloponneso. In vecchiaia tornò in patria, dove morì. Ci restano, oltre a qualche frammento, 14 epinici (Odi) e 5 ditirambi, in cui canta con stile chiaro i temi tradizionali della lirica greca, con occhio rivolto più verso l'elemento umano piuttosto che quello mitologico.
Callimaco poeta e filologo greco (305 ca. a.C. - 240 a.C.). Studiò ad Atene, ma visse ad Alessandria. Oltre che poeta ed erudito, fu chiamato alla carica di rettore della Biblioteca. Della sua produzione letteraria ci sono pervenuti integri solo 6 Inni alle divinità. Possediamo poi ampi stralci di un poema mitologico in 4 libri, gli Aitia (Αἴτια), cioè "le Cause", che narravano le origini di molte feste e tradizioni. Quest'ultima opera fu notissima e a lungo imitata anche da Catullo, che traspose in latino la Chioma di Berenice. Ci sono giunti anche frammenti dell'Ecale, un componimento poetico sul tema mitologico dell'incontro tra Teseo e la vecchia Ecale. Conosciamo però i sunti di tutti i suoi componimenti.
Diodoro Siculo storico greco (Agirio, Sicilia, 90 a.C. - 27 a.C.). Vissuto al tempo di Giulio Cesare, soggiornò forse a Roma e certamente ad Alessandria, come si ricava dalla sua opera in 40 libri, la Bibliotheca historica (Βιβλιοθήκη ἱστορική), una storia universale dei Greci, Romani e barbari, dalle origini mitiche al tempo di Cesare. A noi rimangono solo i primi 5 libri, sulla preistoria di Europa, Asia ed Africa e i libri XI-XX, che contengono notizie sul V-IV sec. a.C., oltre a numerosi frammenti. Gran parte dell'opera è costituita da parafrasi o citazione di altri autori, altrimenti perduti.
Dionigi di Alicarnasso storico e retore greco (I sec. a.C.). Si trasferì a Roma durante il regno di Augusto, dedicandosi però solo allo studio e all'insegnamento. Scrisse moltissime opere di retorica e di erudizione. Lo ricordiamo per la voluminosa opera storica Antichità Romane (Ῥωμαική ἀρχαιολογία), in cui si raccontava la storia del mondo antico dalle origini alla Prima Guerra Punica. Dell'opera ci sono rimasti solo 11 dei 20 libri.
Esichio di Alessandria grammatico greco (forse Alessandria d'Egitto, V sec. d.C.). Autore del Lexicon, un enorme glossario di parole ed espressioni greche, molte delle quali rare od oscure. L'opera, costituita da circa 51.000 voci in ordine alfabetico, è importante nella ricostruzione del testo degli autori classici in generale, e particolarmente di scrittori che usavano parole ricercate, e riporta anche molti fatti meno noti riguardo alla religione della Grecia antica. L'opera è derivata da altri glossarii più antichi, ed è giunta a noi in forma probabilmente interpolata.
Eschilo poeta tragico greco (Eleusi 525 a.C.- Gela 456 a.C.). Le notizie biografiche sono in massima parte leggendarie. Partecipò alle battaglie di Maratona, di Salamina e forse di Platea. Fu accusato di aver svelato i misteri eleusini, ma poi, non essendovi stato iniziato, riuscì a scagionarsi. Nel 484 a.C. andò a Siracura presso il tiranno Ierone, che ospitava in quel periodo anche Simonide, Bacchilide e Pindaro, dopo 16 anni tornò ad Atene. Sconfitto nel 468 a.C. In un concorso da Sofocle, l'anno successivo vinse con la Trilogia tebana, e nel 458 con l'Orestea (Ὀρέστεια). Nel 457 a.C. tornò in Sicilia, dove morì. Scrisse circa 90 drammi, di cui ne conserviamo per intero solo sette: I Persiani, I Sette contro Tebe, le Supplici, Prometeo incatenato, e la trilogia nota come l'Orestea, comprendente Agamennone, le Coefore e le Eumenidi. Della rimanente opera ci rimangono circa 700 frammenti.
Esiodo poeta greco (VIII-VII sec. a.C.). Visse ad Ascra, in Beozia, dove fece il rapsodo. Vinse una gara poetica a Calcide, ma non si sa dove morì. Le sue opere ci sono giunte certamente con interpolazioni successive. La Teogonia (Θεογονία) è un poema di 1022 versi (ma gli ultimi 50 non sono sicuramente autentici), che elenca le generazioni degli dei, dal regno di Urano a quello di Crono, per giungere, dopo il racconto del mito di Prometeo e della Titanomachia, a quello di Zeus, che è visto come il regno dell'ordine e della giustizia. Le Opere e i Giorni (Ἔργα καὶ Ἡμέραι) sostengono, attraverso il racconto della decadenza umana seguita all'Età dell'Oro, che solo l'operosità riscatta la vita. Dubbia invece la paternità dello Scudo di Eracle e dell'Eoie (o Catalogo delle donne).
Eugammone di Cirene poeta greco (VI sec. a.C.). Gli viene generalmente attribuita la Telegonia (Τηλεγόνεια), un poema del Ciclo Troiano, che raccontava le vicende di Ulisse e del figlio Telegono, a partire dalla strage dei Proci. Telegono arrivava ad Itaca, dove non riconoscendo il padre lo uccideva. L'opera si concludeva con il matrimonio di Telegono e Penelope.
Euripide poeta tragico greco (Atene 484 ca. a.C. - Pella 406 a.C.). Abbiamo notizie in gran parte leggendarie, che lo volevano erroneamente nato nell'anno della battaglia di Maratona (490 a.C.) e figlio di un'erbivendola. In realtà ebbe un'accurata istruzione, impegnandosi in gare sportive e frequentando eminenti intellettuali tra cui Anassagora, i sofisti e lo stesso Socrate. Visse appartato a Salamina, dove la leggenda mostrava una caverna nella quale il poeta si ritirava per comporre e dove si diceva tenesse una grande collezione di libri. Nel 408 a.C. si recò in Macedonia presso il re Archelao, dove morì, secondo un'altra leggenda, sbranato da un cane da caccia. Scrisse circa novanta drammi, dei quali ne conserviamo interamente diciotto: Alcesti, Medea, Eraclidi, Ippolito coronato, Andromaca, Ecuba, Supplici, Eracle furente, Troadi, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride (o Taurica), Ione, Fenicie, Oreste, le postume Baccanti e Ifigenia in Aulide, e infine il dramma satiresco il Ciclope. A questi alcuni aggiungono Reso, di incerta attribuzione. Dei drammi perduti rimangono inoltre circa 1200 frammenti, alcuni dei quali molto lunghi, che ci permettono di ricostruire anche tragedie come Antiope, Cresfonte, Eretteo, I Cretesi, Melanippe la saggia, Melanippe incatenata, Telefo, Stenebea, Issipile, Fetonte.
Eutichio Proclo grammatico greco (Costantinopoli 412 d.C. - Atene 485 d.C.). Fece opera di sistemazione sia nel campo filosofico che nel campo letterario greco. A questo proposito ricordiamo la Crestomazia (Χρηστομάθεια θεια γραμματιχῄ), una raccolta antologica della produzione letteraria ellenica, divisa per stili (poesia, tragedia, commedia, epica, etc.). È utilissima perché ci fornisce dei riassunti, a volte anche estesi, di opere altrimenti perdute. È la fonte più autorevole per la conoscenza delle principali opere perdute del Ciclo Troiano (Ciprya, Iliupersis, Ethiopide, Piccola Iliade, Nostoi, Telegonia).
Filostrato il Vecchio scrittore e retore greco (Lemno, III sec. d.C.). Autore delle Immagini (Εἰκόνες), opera in forma di dialogo tra un sofista e alcuni allievi durante una visita guidata in una villa vicino a Napoli, in cui si descrivono le 64 pitture esposte nelle stanze.
Ione di Chio poeta e storico greco (V sec. a.C.). Scrisse drammi satireschi, inni, elegie e ditirambi; inoltre opere in prosa quali le Memorie e i Racconti di viaggio (Ἐπιδημίαι), in cui descriveva i suoi incontri con personaggi celebri, quali Eschilo e Sofocle. Lo ricordiamo per nove tragedie (tra cui Agamennone, Argivi, Fenice, Laerte, Teucro). Ci sono giunti solo frammenti.
Lesche poeta epico greco (VII-VI sec. a.C.). Forse nato a Mitilene. Gli si attribuisce il poema Piccola Iliade (Ἰλιὰς μικρά), ma qualcuno gli attribuisce anche l'Iliupersis, che i più assegnano invece al suo rivale Arctino. Restano solo dei frammenti.
Licofrone poeta tragico greco (IV-III sec. a.C.). Nacque a Calcide, ma soggiornò a lungo nella Magna Grecia, a Reggio. Fu poi chiamato ad Alessandria dove diresse la Biblioteca. I titoli della sua produzione rivelano una predilezione per Euripide. Conserviamo per intero la cosiddetta Alessandra di Licofrone, una tragedia in forma di monologo in cui si narra di un nunzio che riferisce a Priamo i presagi di Cassandra. Il testo è, secondo la moda alessandrina dell'epoca, pieno di arcaismi e artifici da risultare a tratti oscuro.
Luciano di Samosata scrittore greco (Samosata, Siria, II sec. d.C.). Scrittore fecondissimo e versatile. Ci restano un'ottantina di opere, tra le quali ricordiamo i Dialoghi degli Dei, un'opera parodica sullo stile menippeo, e due opere su argomento mitologico: Prometeo o il Caucaso, e il Concilio degli Dei.
Mnasea di Patrasso scrittore e storiografo greco (Patrasso o Patara, Cappadocia, III-II sec. a.C.). Di lui si conservano pochi frammenti sparsi (circa 60). Si ritiene esser stato allievo di Eratostene. Nonostante la scarsità del materiale tramandato, Mnasea, che è citato anche da Plinio il Vecchio«Mnàsea ‹-ʃ-› (alla greca Mnasèa; gr. )», Enciclopedia biografica universale, dal sito dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, è degno di nota per aver svelato alcune notizie e alcuni dettagli sui culti esoterici.