Il termine latino fanum (al plurale fana) nelle fonti anticheAd esempio in Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, VI, 54. Lo stesso in Vitruvio e in generale nelle fonti epigrafiche: Pierre Gros, "I fana o templi di tradizione celtica", in L'architettura romana dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell'Alto Impero. I monumenti pubblici, Milano 1996, p.218. indica generalmente un luogo sacro genericoFanum Fortunae, ovvero "santuario della Fortuna", è l'antico nome della città di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino. Il fanum Volumnae, santuario di Vertumna, era il santuario federale etrusco conosciuto dalle fonti antiche., oppure un piccolo edificio di culto quasi sinonimo di sacellum. CiceroneMarco Tullio Cicerone, De divinatione, I,90. impiega il termine per indicare santuari estranei alla tradizione classica, mentre SvetonioGaio Svetonio Tranquillo, De vita Caesarum, I (Vita divi Iulii), 54-2. riferisce che Cesare aveva distrutto nel corso della guerra gallica fana templaque (fana e templi).
Archeologia Nella letteratura archeologica moderna, a partire dallo studio dell'archeologo normanno Léon de Vesly, degli inizi del NovecentoLéon de Vesly, Les fana ou petits temples gallo-romains de la région normande, Rouen, 1909., il termine fanum indica per convenzione un edificio templare tipico delle aree di tradizione celtica, costituito da un'altissima cella a pianta centrale (circolare, quadrata o poligonale), circondata da una galleria coperta, diverso dal modello del tempio romano. Questa tipologia di edificio è a volte indicata anche con la denominazione di "tempio gallo-romano" o di "tempio di tradizione celtica".
Si trovano in tutta la Gallia, nelle province germaniche (Germania superiore e inferiore) e in Britannia, tra la fine del I secolo a.C. e il IV secolo d.C. (quindi solo successivamente alla conquista romana). Spesso più edifici templari sono raggruppati tra loro
Negli anni novanta ne erano stati recensiti 650Pierre Gros, "I fana o templi di tradizione celtica", in L'architettura romana dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell'Alto Impero. I monumenti pubblici, Milano 1996, p.218., sia in ambiente urbano che in zone rurali, per circa metà individuati tramite prospezione aerea. Spesso sorgono su più antiche aree sacre pre-romane (costituite generalmente da aree sacre recintate con palizzate e fossati).
A partire dall'epoca augustea compaiono nelle aree sacre pre-romane, piccoli edifici costruiti con tecniche edilizie più avanzate (laterizio). A partire dal I secolo d.C. gli edifici templari sono a volte dotati di un pronao classico, che introduce un forte elemento di assialità, secondo il modello del tempio romano. In quest'epoca probabilmente le attività sacrificali si svolgevano all'esterno, mentre la cella templare ospitava solo la statua di culto. Tra l'epoca di Claudio e la metà del II secolo le strutture templari vengono monumentalizzate, con templi su alti podi, altari e sculture, mentre l'area del santuario è delimitata da portici.
Gli alzati degli edifici di culto, tuttavia, continuano ad essere differenti rispetto al modello del tempio classico, con cella fortemente sviluppata in altezza e spesso dotata di finestre per l'illuminazione interna, circondata da una più bassa galleria periferica. La galleria poteva essere aperta con un colonnato, oppure parzialmente chiusa da un parapetto, ovvero del tutto chiusa all'esterno ad eccezione delle porte di accesso.
L'ipotesi tradizionale, che questa particolare conformazione dell'edificio templare rappresenti una persistenza della forma celtica originaria dei santuari, sembra attualmente superataVedi sintesi citate in bibliografia. Il più antico tempio di questo genere, datato alla metà del I secolo a.C., si trova a Vieille-Toulouse, in una regione, la Francia meridionale, che già a partire dal II secolo a.C. era influenzata da RomaMarco Cavalieri, "Aedes (romano-provinciali delle Gallie)", in Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum, IV, Cult Places / Representation of Cult Places, 2006, p.156..
La cella in quanto tale, che ospita la statua di culto, assente nei santuari celtici preromani, è comunque derivata dalla tradizione classica. La galleria intorno alla cella potrebbe invece riferirsi all'influsso di tradizioni di culto locali.
Esempi
Santuario extraurbano di Bennecourt (Veliocassi): fase celtica e più fasi di fana fino al IV secoloMarco Cavalieri, "Aedes (romano-provinciali delle Gallie)", in Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum, IV, Cult Places / Representation of Cult Places", 2006, p.157.. Santuario extraurbano di Gournay-sur-Aronde (Bellovaci): santuario celtico, piccolo fanum di epoca augustea con sviluppo di insediamento sopravvissuto fino al IV secoloSantuario gallo-romano di Gournay-sur-Aronde sul sito GournaySurAronde.com.. Santuario extraurbano di Champlieu a Orrouy (Suessioni): santuario celtico, fanum in materiali deperibili in epoca augustea, monumentalizzato alla metà del I secolo. Santuario di La Grange-des-Dîmes presso Aventicum, oggi Avenches (Elvezi: santuario celtico, fanum A con fase lignea sotto Claudio, monumentalizzato in epoca flavia e fanum B e portico degli inizi del II secoloSantuario di La Grange-des-Dîmes sul sito Aventicum.org.. Santuario extraurbano di Sanxay (Pictoni): luogo di culto precedente e tempio in epoca augustea, monumentalizzato sotto Claudio, con portici. Santuario extraurbano di Calès a Mézin (Nitiobrogi): santuario celtico ancora in epoca di Claudio, tempio in epoca neroniana, con successiva fase di metà del II secoloScheda sulla statua di Giove di Calès sul sito del Ministero della cultura francese].. Santuario extraurbano di Gué-de-Sceaux, Antigny (Pictoni): santuario celtico, fanum sotto Claudio, monumentalizzato all'inizio del II secoloAntiquarium del sito archeologico di Gué-de-Sciaux .. Santuario extraurbano di Ribemont-sur-Ancre (Ambiani): santuario celtico, fanum nel 40-30 a.C., monumentalizzato nel II secolo; teatro e terme in epoca augusteaIl santuario celtico e gallo-romano di Ribemont-sur-Ancre sul sito del Ministero della cultura francese. Santuario extraurbano di Allonnes (Aulerci cenomani): santuario celtico, fanum nella seconda metà del I secolo d.C. con portico e monumentalizzazione nel II secoloMarco Cavalieri, "Aedes (romano-provinciali delle Gallie)", in Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum, IV, Cult Places / Representation of Cult Places", 2006, p.158.Scheda del sito archeologico sul sito del Ministero della cultura francese.. "Tempio di Giano" ad Autun (Augustodunum) "Torre di Vésone" a Périgueux (Vesumna).
Note
Bibliografia I. Faudet, Atlas des sanctuaires romano-celtiques de Gaule. Les fanums, Paris 1993. Pierre Gros, "I fana o templi di tradizione celtica", in L'architettura romana dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell'Alto Impero. I monumenti pubblici, Milano 1996. Marco Cavalieri, "Aedes (romano-provinciali delle Gallie)", in Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum, IV, Cult Places / Representation of Cult Places, 2006, pp. 155–159.
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