Nell'ambito dei trasporti, la corsia è una porzione della carreggiata, od, in alcuni casi, della strada, con una destinazione specifica per cui prende il nome.

Corsia di marcia La corsia di marcia è una parte della carreggiata per consentire lo scorrimento di una fila di veicoli in viaggio. L'art. 3 del codice della strada italiano la definisce: corsia facente parte della carreggiata, normalmente delimitata da segnaletica orizzontale.

È generalmente progettata e realizzata con dimensioni in larghezza atte a garantire il transito anche dei veicoli pesanti (ad eccezione dei trasporti eccezionali) senza interferire con il flusso di traffico delle corsie contigue.

A seconda del tipo di strada, la larghezza della corsia di marcia è compresa tra i 3,75 m delle autostrade e i 2,50 m degli attestamenti delle intersezioni di strade locali urbane. ll decreto ministeriale 5 novembre 2001, concernente "Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade" prevede una larghezza minima della corsia di marcia delle strade di nuova costruzione di 3,50 m.

È espressamente prescritto dal codice della strada italiano, utilizzare il senso di marcia e di conseguenza la corsia più prossima al lato destro della carreggiata. Gli automobilisti che intendono spostarsi da una corsia di marcia a un'altra, per effettuare manovre di sorpasso, devono segnalare per tempo la loro intenzione usando gli indicatori di direzione).

Corsia di variazione di velocità La corsia di variazione di velocità si divide in corsia di accelerazione o corsia di decelerazione. È una corsia delle strade a più corsie (in particolare delle superstrade e delle autostrade) atta ad agevolare l'innesto o l'uscita dei veicoli sulle strade principali.

L'art. 3 del codice della strada definisce la prima come "corsia specializzata per consentire ed agevolare l'ingresso ai veicoli sulla carreggiata" e la seconda come "corsia specializzata per consentire l'uscita dei veicoli da una carreggiata in modo da non provocare rallentamenti ai veicoli non interessati a tale manovra". Sono generalmente progettata e realizzata con dimensioni in larghezza ed in lunghezza atte a consentire di accelerare o decelerare senza interferire con il normale flusso di traffico.

È buona norma di comportamento utilizzare la corsia di accelerazione per portare il veicolo ad una velocità sufficientemente elevata, in maniera da immettersi nel flusso di traffico, rispettando la precedenza se prescritto, senza intralciare il transito dei veicoli sulla strada principale.

Solitamente gli automobilisti che si trovano sulle corsie di marcia tendono a facilitare l'immissione nel flusso di traffico, cambiando corsia spostandosi il più possibile a sinistra allorché avvistino un veicolo in entrata. Nei modelli di simulazione del traffico, risulta che il rispetto delle distanze di sicurezza consentirebbe un ingresso dei veicoli senza decelerazione di quelli in entrata, e brusche frenate o sterzate in corsia di sorpasso di quelli già presenti in autostrada.

Talora si verifica l'immissione in autostrada in direzione opposta al senso di marcia. Viaggiare contromano comporta il ritiro della patente e sanzioni penali. Nelle autostrade e strade extraurbane principali si deve entrare in un verso di marcia che è sempre alla destra del guidatore in corsia di accelerazione.

Corsia di canalizzazione

Corsia preferenziale

La corsia preferenziale è, secondo il Codice della Strada, quella parte di carreggiata riservata al transito dei mezzi del trasporto pubblico (come per esempio autobus di linea, tram e taxi) e dei mezzi di emergenza.

Il boom del traffico automobilistico privato che ha caratterizzato il secondo dopoguerra ha indotto in numerose città di tutto il mondo la necessità di ricorrere a soluzioni per evitare l'imbottigliamento dei mezzi pubblici e la congestione di auto nei centri storici urbani. Alcune fra le prime corsie preferenziali derivavano dalla trasformazione di sedi tranviarie, situate spesso al centro dei viali delle città: tali sedi, originariamente in terra battuta, sono state asfaltate o selciate, delimitate da strisce gialle o da piccoli marciapiedi specialmente in corrispondenza delle fermate, e destinate al solo transito di mezzi pubblici (autobus, filobus, taxi e tram).

Gli anni settanta, quelli della crisi petrolifera e dell'austerity, sono stati caratterizzati dal proliferare di corsie preferenziali caratterizzate da segnaletica orizzontale specifica. Sono state dunque istituite corsie nello stesso senso di marcia veicolare della strada, così come corsie contromano rispetto al senso di marcia, per minimizzare le possibili interferenze longitudinali ed invasioni da parte di automobilisti indisciplinati. Successivamente sono arrivati i cordoli per delimitare le corsie preferenziali ed impedire anche il fenomeno del parcheggio lungo tali percorsi, che li renderebbe inefficaci.

Tipologie Le corsie monodirezionali generalmente sono le più efficaci poiché consentono ai mezzi pubblici (e, in generale, a tutti gli autorizzati a percorrerla) di viaggiare su una carreggiata contromano rispetto al resto del traffico veicolare. Questo aspetto è fondamentale perché permette, in particolare ad autobus, taxi ed N.C.C., di raggiungere le proprie destinazioni più rapidamente. Come tutte le corsie preferenziali, possono essere separate dalle altre corsie da elementi fisici posti sulla pavimentazione stradale oppure mediante il tracciamento di due strisce continue affiancate; quella più interna alla corsia preferenziale deve essere di colore giallo e spessa mentre quella più esterna deve essere di colore bianco e di spessore .art. 140, comma 6, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 All'interno delle corsie preferenziali possono inoltre essere tracciate le iscrizioni "BUS", "TAXI" e "TRAM", in colore giallo.art. 148, comma 4, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495

Le corsie bidirezionali, nella maggior parte dei casi, si trovano nelle carreggiate centrali dei viali delle città, spesso ricavate dalle sedi tramviarie preesistenti. Solitamente, queste preferenziali sono separate dalle altre corsie da marciapiedi rialzati o filari alberati, che ne impediscono l'indebita invasione. L'accesso a queste corsie, come pure quelle monodirezionali, è spesso regolato da varchi elettronici: apparecchiature che sfruttano telecamere per leggere le targhe dei veicoli in transito e, qualora non fossero autorizzati, inviano tali informazioni all'autorità competente affinché possa emettere il verbale di contestazione, che sarà recapitato alla residenza del trasgressore.art. 201, comma 1-bis, lett. g) del D.Lgs. 285/1992

Esiste infine, una terza tipologia di corsie preferenziali, ossia quelle poste sui lati delle sedi stradali. Spesso non sono protette da elementi fisici, ma dalla sola segnaletica orizzontale, fatto che aumenta il rischio di invasione da parte di veicoli non autorizzati. All'interno di queste corsie è piuttosto diffuso il fenomeno della sosta irregolare, che rende tuttavia inefficace l'uso della corsia preferenziale stessa. La conformazione di tali corsie impedisce infine la collocazione di telecamere per il controllo delle infrazioni, in quanto non esistono dei veri e propri varchi di accesso.

Nella quasi totalità delle corsie preferenziali, l'accesso è consentito agli autobus urbani, molto spesso ai taxi e talvolta ai tram. In alcune città, col passare del tempo, l'elenco dei veicoli che possono transitare nelle corsie riservate è stato ampliato anche a mezzi quali N.C.C., ciclomotori, motocicli e pullman turistici (i quali sono però nella maggior parte dei casi soggetti al pagamento di tagliandi per il permesso di transito). In alcuni comuni il transito nelle corsie preferenziali è concesso anche a privati cittadini muniti di auto elettriche o alle auto del car sharing. A seconda della conformazione della strada e del tipo di corsia preferenziale, l'accesso può essere infine concesso ai proprietari dei passi carrabili il cui sbocco è proprio sulla corsia preferenziale.

Le corsie preferenziali possono essere percorse anche dai veicoli a servizio di persone invalide che espongano l'apposito contrassegno, purché l'accesso sia consentito sia ai mezzi di trasporto pubblico collettivo, sia ai taxi.art. 11, comma 4 D.P.R. 503/1996 Dal 2020, gli enti proprietari delle strade possono estendere l'accesso alle corsie preferenziali anche ai velocipedi, a condizione che non vi siano binari tramviari a raso e che la carreggiata abbia larghezza non inferiore a 4,30 mart. 7, comma 1, lett. i-ter) Codice della Strada.

Corsia ciclabile La corsia ciclabile è, secondo il codice della strada italiano, quella porzione longitudinale della carreggiata, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi e che può essere impiegata per brevi tratti, anche da altri veicoli se le dimensioni della carreggiata non consentono la circolazione esclusivamente ciclabile.In tal caso, la corsia ciclabile viene delimitata da una striscia discontinuaart. 3, comma 1, n. 12-bis, 12-ter Codice della Strada Non va confusa con la pista ciclabile su corsia riservata, che è identificata da una segnaletica differente ed è ad uso esclusivo dei velocipedi. La definizione stradale di corsia ciclabile è stata introdotta dal decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 120 del 11 settembre 2020.

Il codice della strada identifica due differenti tipi di corsie ciclabili. La corsia ciclabile: è posta nelle carreggiate a senso unico, sulla destra, e consente la circolazione dei velocipedi nello stesso senso di marcia del resto del traffico veicolare,art. 3, comma 1, n. 12-bis Codice della Strada mentre la corsia ciclabile per doppio senso ciclabile: è posta in una carreggiata urbana a senso unico, sulla sinistra, e consente la circolazione dei velocipedi nel senso di marcia opposto rispetto al resto del traffico veicolare.art. 3, comma 1, n. 12-ter Codice della Strada

Diversamente dalle piste ciclabili, le corsie ciclabili sono delimitate da singole strisce di colore bianco, che possono essere continue o discontinue, e dal simbolo del velocipede, impresso in vernice spartitraffico. Alle volte è importante tracciare, oltre alla striscia di sinistra, anche quella di destra poiché da questo lato potrebbe trovarsi una fila di stalli di sosta. Non è corretto utilizzare i segnali verticali di pista ciclabile poiché, di fatto, la corsia ciclabile è distinta dalla pista ciclabile.

Le corsie ciclabili possono essere percorse, in caso di necessità, anche dal resto dei veicoli. Ad esempio, un veicolo diverso dai velocipedi può impegnare la corsia ciclabile se le dimensioni non consentono la circolazione dei soli velocipedi, per l'ingresso o l'uscita da un passo carrabile, per consentire ai mezzi di trasporto pubblico l'accesso alle fermate,In tal caso, la segnaletica della corsia ciclabile risulta sovrapposta a quella prescritta per segnalare lo spazio riservato alla fermata. o per parcheggiare in uno stallo al di là della corsia ciclabile. Per compiere queste operazioni, è comunque necessario dare la precedenza ai velocipedi in transito sulla corsia ciclabile. Sulle strade urbane ciclabili, i ciclisti hanno inoltre la precedenza sul resto dei veicoli quando viaggiano sulle corsie ciclabili.art. 145, comma 4-ter Codice della Strada