Il plessimetro è lo strumento utilizzato nella percussione mediata abitualmente praticata nel corso dell'esame obiettivo del paziente. Si tratta di una piastrina di avorio, di bachelite o di metallo che nella percussione indiretta viene interposta tra la superficie del corpo e il dito medio dell'altra mano piegato a uncino (o il martelletto) con cui si effettua la percussione. Il suono che ne deriva rifletterà la natura della zona sottostante.
In alternativa al plessimetro- ed è la tecnica attualmente usata- si possono utilizzare anche le dita della mano (percussione digitodigitale).Rumolo R., Vitolo E., Dizionario medico Dompé, Masson, Milano, Parigi, Barcellona, Bonn (1992), pag. 1350 Durante la percussione digitodigitale, generalmente viene usato il dito medio (o anche più dita) della mano dell'esaminatore come plessimetro: esso è saldamente applicato alla parete toracica e viene percosso all'altezza della falange media, dal dito (o dalle dita) plessore.Ibid., pag. 1396
Storia Il plessimetro fu inventato nel 1826 da Pierre Adolphe Piorry, il quale scoprì che interponendo una moneta tra il petto e le dita durante la percussione, si otteneva un suono amplificato, la cui intensità variava in base alle caratteristiche fisiche di densità ed elasticità degli organi sottostanti. Piorry sperimentò diversi materiali per il suo plessimetro, tra cui piombo, cuoio, legno di cedro e corno, decidendosi infine per una piastra d'avorio di 5 cm di diametro.
Note
Bibliografia Rumolo R., Vitolo E., Dizionario medico Dompé, Masson, Milano, Parigi, Barcellona, Bonn (1992), pag.1350, 1396
Voci correlate Percussione (medicina) Esame obiettivo Pierre Adolphe Piorry
Categoria:Strumenti diagnostici