Dittatura Nel 408 a.C., dopo che il Senato aveva deciso che la campagna militare contro i Volsci ed Equi, radunatisi davanti ad Anzio, avrebbe dovuto essere condotta da un dittatore, nonostante la contrarietà dei tribuni consolari Gaio Giulio Iullo e Publio Cornelio Cosso, che avrebbero voluto condurre personalmente la guerra, fu nominato dittatore dal terzo tribuno consolare dell'anno, Gaio Servilio Strutto AhalaTito Livio, "Ab Urbe Condita", IV, 4, 57..

Nominato Magister equitum proprio Gaio Servilio Strutto Ahala, Publio Cornelio condusse l'esercito romano ad una facile vittoria contro i nemici.

Tribunato consolare Nel 406 a.C. fu eletto tribuno consolare con Numerio Fabio Ambusto, Gneo Cornelio Cosso e Lucio Valerio Potito, al suo secondo tribunatoTito Livio, "Ab Urbe Condita", IV, 4, 58..

Il senato decise di dichiarare a Veio

Ma nonostante questo non si riuscì ad organizzare una leva militare per questa guerra, sia per il protrarsi delle operazioni militari contro i Volsci, sia per l'opposizione dei tribuni della plebe, che vedevano nelle campagne militari, il mezzo attraverso il quale i patrizi evitavano di discutere delle riforme chieste dalla plebe.

Si decise comunque di continuare la guerra contro i Volsci; mentre Gneo Cornelio rimaneva a presidio di Roma, Lucio Valerio e Publio Cornelio operavano azioni diversive, dirigendosi rispettivamente verso Anzio ed Ecetra, mentre Numerio Fabio si dirigeva verso Anxur, che conquistava e dava al saccheggio, vero obiettivo dei tribuni.

Fu anche l'anno in cui il Senato emanò una legge a favore dei soldati.

Note

Cornelio Rutilio Cosso, Publio Cornelio Rutilio Cosso, Publio Rutilio Cosso, Publio