La Società Sportiva Virtus Lanciano 1924, meglio nota come Virtus Lanciano, è stata una società calcistica italiana con sede nella città di Lanciano, in provincia di Chieti.
La prima formazione cittadina nacque ufficialmente il 7 marzo 1920, e a questa sono succedute diverse altre società a partire dagli anni trenta e quaranta per poi averne altre nel 1992 e nel 2008.
Il massimo livello raggiunto storicamente dal club è la Serie B, cui ha avuto accesso per la prima volta a seguito della vittoria nei play-off promozione del campionato di Lega Pro Prima Divisione 2011-2012: ha poi partecipato al campionato cadetto per le successive quattro stagioni consecutive (conseguendo quale miglior risultato il decimo posto nell'annata 2013-2014), risultando la seconda squadra abruzzese per numero di partecipazioni alla serie cadetta, dopo il Pescara. Nel suo palmarès annovera una vittoria nazionale con lo Scudetto di Serie D nel 1998-1999.
Il 21 luglio 2016, dopo essere retrocessa dalla Serie B, la Virtus Lanciano ha rinunciato all'iscrizione in Lega Pro ed avviato la procedura di liquidazione volontaria, proseguendo l'attività col solo settore giovanile attraverso un nuovo soggetto societario dilettantistico, la Virtus Anxanum S.S.D., che ha rilevato marchio e colori del club previgente.
Dal 2017 altre squadre si sono attribuite la denominazione "Lanciano" e i colori rossoneri, con l'intento di mantenere la presenza frentana nei campionati senior; nessuna di esse è tuttavia legata direttamente alla Virtus Lanciano o ai sodalizi previgenti, pertanto la tradizione sportiva della prima squadra è de facto quiescente.
Storia La fondazione La prima squadra di calcio fondata a Lanciano della quale si abbia notizia certa è la Polisportiva Virtus Lanciano, creata il 7 marzo 1920 su iniziativa di un gruppo di soci presieduto da Giuseppe Cotellessa. Il club, che inizialmente raccoglieva praticanti anche di altre discipline sportive, si affermò poi come squadra di calcio (assumendo nel 1924 la denominazione Unione Sportiva Virtus Lanciano) e alla fine degli anni '20 partecipò ai primi campionati interregionali.
Tra il 1928 e il 1930 la squadra si affermò come una delle principali della regione, tanto che nella stagione 1929-1930 era l'unico club abruzzese a prendere parte a competizioni interregionali. In particolare per il torneo di Prima divisione 1929-1930, all'epoca terzo livello del calcio italiano, fu allestita una formazione particolarmente competitivaAlcuni giocatori come Romolo Re e Arturo Policaro negli anni seguenti giocheranno in club di serie A e B quali Bologna, Modena e altri; Lino Ricciuti proveniva dall'Inter. Tuttavia la società non riuscì a terminare il campionato per mancanza di liquidità: i giocatori forestieri e l'allenatore straniero tornarono nelle proprie zone d'origine grazie a un contributo dell'amministrazione comunale., e il club fu radiato dai ruoli federali per le mancanze economiche. Una serie di squadre tentarono di raccogliere l'eredità della Virtus negli anni '30, ma con scarsa fortuna, fino a quando nella seconda metà del decennio, con la presidenza di Alberto D'Alessandro e la guida tecnica di Giuseppe Baccilieri, la squadra non riuscì a riconquistare la serie C, nata come terzo livello del calcio italiano nel 1935. Nel campionato 1940-1941 la società allestì una squadra ambiziosa, integrando il gruppo che aveva vinto il campionato con numerosi giocatori di club piemontesi e liguri. La squadra allenata da Enrico Migliavacca però si sfaldò nel corso della stagione, anche a causa delle vicende belliche che incombevano sull'Italia: molti giocatori lasciarono Lanciano, compreso lo stesso allenatore, e il campionato fu portato a termine con i giovani calciatori del posto..
Negli anni della Seconda guerra mondiale una squadra di Lanciano partecipò ad alcuni tornei regionali con il nome di Frentana. La Virtus rinacque ufficialmente nel 1946-1947, sotto la presidenza di Alberto Giovannelli. Di nuovo con Giuseppe Baccilieri in panchina, grazie alla vittoria nel campionato di Prima divisione, che all'epoca era il quarto livello del calcio italiano oltre che competizione di respiro regionale, i rossoneri furono promosso in Serie C. Il club restò però solo una stagione nel terzo livello del calcio italiano, che nel 1947-1948 era strutturato in tre leghe indipendenti che raccoglievano complessivamente quasi 300 squadre. La ristrutturazione dei campionati permetteva infatti solo alle prime due classificate di conservare la categoria.
Dopo alcuni anni di permanenza nel campionato di Promozione interregionale, quinto livello del calcio italiano, la Virtus retrocede al termine del torneo 1950-1951, in seguito a un contestatoLe contestazioni derivarono dal fatto che entrambe le squadre erano salve grazie alla retrocessione del Chieti capolista all'ultimo posto per un presunto tentativo di corruzione. La delibera della Lega viene però annullata a campionato finito dalla Commissione di appello federale doppio spareggio contro la Vastese giocato al campo Rampigna di Pescara: la prima partita finisce 3-3, e nella ripetizione si impongono i biancorossi 1-0. I rossoneri risalgono in IV Serie al termine del campionato di Promozione regionale 1955-1956, vinto con buon margine su alcune delle principali rivali dell'epoca, quali Ortona, Vasto e Termoli che, nell'ordine, seguivano la Virtus in classifica. La fine degli anni '50 segna però un periodo di crisi per il club rossonero, che culmina con la retrocessione e il fallimento nel 1959, anno in cui la Virtus cessa di esistere.
Dalla Virtus alla Pro Lanciano Dal campionato 1959-1960, grazie alla fusione con un'altra squadra cittadina, il BorgoBorgo è il nome di uno dei quattro quartieri storici di Lanciano. La squadra era attiva fin dai primi anni del Dopoguerra.., nasce la Pro Lanciano. Il club per qualche anno conserverà i colori sociali giallo e azzurro utilizzati dal Borgo e mutuati dallo stemma della città, e solo nel campionato 1962-1963 tornerà a indossare esclusivamente le maglie rossonere. a strisce verticali che hanno contraddistinto la Virtus Lanciano fin dai primi anni di attività. La Pro Lanciano milita per diversi anni nel torneo di Prima Categoria, campionato regionale e quinto livello del calcio italiano: la squadra è composta da un nucleo consolidato di giocatori locali, integrato da altri elementi comunque sempre di origine abruzzese. Nel 1963-1964 il club sfiora la Promozione in serie D, mancata a causa della sconfitta nello spareggio contro il : 1-1 a Ortona e 2-0 per i molisani nella ripetizione a Pescara. Il tanto agognato salto di categoria arriva al termine della stagione 1967-1968, quando la squadra che il presidente Mimì Di Lallo affida al tecnico Rinaldo Olivieri prima si impone nel proprio girone con ben dieci punti di distacco sul Roseto secondo in classifica, e in seguito batte nello spareggio il , vincendo 1-0 in casa e 0-2 in trasferta. Negli anni seguenti la Pro Lanciano partecipa con buoni risultati ai vari campionati di Serie D, raggiungendo sempre la salvezza. Tra gli eventi rilevanti per il calcio rossonero in questo periodo è da ricordare la costruzione del nuovo stadio nel quartiere Cappuccini, che sostituisce l'impianto di Villa delle Rose, oggi intitolato a Enrico EspositoEnrico Esposito è stato un calciatore della Pro Lanciano tra il 1962 e il 1974: di ruolo attaccante, è realizzatore più prolifico di sempre con la maglia rossonera. L'intitolazione ufficiale del campo risale al luglio 2008 e faceva seguito a una richiesta ufficiale dell'ottobre 2006 avanzata dai colleghi di Esposito : lo stadio è stato inaugurato il 21 settembre 1969, e dal 2001 è intitolato a Guido Biondi, ex calciatore di serie A nato a Lanciano.
Gli anni settanta Negli anni '70 la Pro Lanciano tenta ripetutamente il salto verso l'allora serie C unica, terzo livello del calcio italiano dove aveva militato l'ultima volta nell'immediato Dopoguerra. Leonardo PetruzziLeonardo Petruzzi, pur essendo nativo di Lanciano, in Abruzzo è diventato celebre soprattutto per la casa di cura Villa Serena fondata nel 1964 a Città Sant'Angelo. Tra l'altro proprio a lui è intitolato stadio di Città Sant'Angelo, essendo stato anche presidente dell'Angolana, presidente dal 1972-1973 tenta con convinzione la scalata alla Serie C allestendo formazioni rinforzate con diversi giocatori di categoria superiore, alcuni provenienti anche dalla serie B. La squadra di Petruzzi si contende la promozione con alcuni tra i principali club abruzzesi e delle regioni vicine: nel 1972-1973 ad esempio la Pro Lanciano si classifica terza alle spalle di Pescara e . Negli anni successivi alla presidenza del club c'è Luciano Pozzolini, e per due volte la rincorsa dei rossoneri alla Serie C si ferma al secondo posto: nel 1974-1975 alle spalle del Campobasso, e nel campionato successivo del . Dopo la mancata promozione in Serie C, il presidente Pozzolini passa la mano. Le ambizioni del club vengono leggermente ridimensionate, ma viene comunque sempre allestita una squadra competitiva. Nel frattempo cambia la denominazione della società, che dalla stagione 1976-1977 non è più Unione Sportiva Pro Lanciano bensì Unione Sportiva Lanciano e dalla stagione successiva diventa Associazione Calcio Lanciano. L'appellativo "Pro Lanciano" resterà tuttavia a lungo nell'uso comune degli sportivi e dei tifosi lancianesi.
Dalla stagione 1978-1979 viene riformata la Serie C: non ci saranno più tre gironi di Serie C, ma due di Serie C1 e quattro di Serie C2. Alla nuova categoria saranno ammesse le prime quattro classificate di ogni girone di Serie D. La formazione di Manlio Mauri, allenata da Felicano Orazi, alla fine del torneo conquisterà il primo posto a pari punti con il Gallipoli.
Gli anni ottanta Nei primi anni di Serie C2 il Lanciano raccoglie buoni risultati. Dopo una prima stagione conclusa a metà classifica, i rossoneri arrivano sempre a ridosso delle prime posizioni, tra il quarto e il settimo posto. Nel 1982-1983 la squadra crolla, e alla fine del campionato si ritrova all'ultimo posto che costa la retrocessione nel Campionato Interregionale. Il 1983 è anche l'anno in cui alla presidenza del club arriva uno dei principali personaggi della storia calcistica lancianese: Ezio Angelucci. Nei primi due anni alla guida del Lanciano, Angelucci raccoglie un settimo e un quinto posto. Alla terza stagione conquista il ritorno in Serie C2, grazie a una lunga rincorsa sul nella stagione 1985-1986, culminata con la vittoria ai calci di rigore nello spareggio giocato sul neutro di Latina.
La prima esperienza di Ezio Angelucci alla guida del Lanciano si conclude durante il campionato successivo, quando il club viene ceduto a Felice Paolucci, esponente della DC locale, che guiderà il Lanciano per diversi anni. I rossoneri anche nei primi anni di Serie C2 confermano comunque l'attitudine a lottare nelle posizioni di vertice, almeno per un paio di campionati. Negli anni '90 alla presidenza della squadra è arrivato Oliviero Mazziotti, imprenditore nel settore del turismo e dell'autonoleggio. Il Lanciano termina la permanenza in Serie C2 con il fallimento del 1991-1992: la stagione si conclude con la squadra che retrocede tra i dilettanti e con la successiva mancata iscrizione al campionato di competenza.
Gli anni novanta