Albizia gummifera ((J.F.Gmel.) C.A.Sm., 1930) è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabacee ampiamente diffusa nell'Africa subsahariana.
Descrizione Si tratta di un grande albero deciduo con un'altezza compresa tra i 4,5 e i 30 m e rami ascendenti che formano una chioma piatta. La corteccia è liscia e grigia. Le foglie sono bipennate, composte da 5-7 paia di pinne. Le foglionine sono di colore erde scuro e di dimensioni approssimativamente simili.
Le pinne superiori contano da 9 a 16 paia di foglioline di forma rombica obliqua fino a subfalcata, con apice ottuso o acuto, che misurano 10 - 25 × 4 - 12 mm e possono essere pubescenti o glabre. I fiori sono riuniti in grappoli bianco-rosati, con stami lunghi e pendenti, sporgenti per 15 - 28 mm. I frutti sono lucidi, di colore bruno rossastro o violaceo, numerosi, glabri o quasi, piatti con margini rialzati e dimensioni che variano 10 - 21 × 2 - 3,4 cm.
Biologia È una pianta ermafrodita e si ritiene che si ibridi con A. grandibracteata dando origine ad un ibrido con caratteristiche intermedie.
Distribuzione e habitat La specie è presente in: Angola, Benin, Burundi, Camerun, Etiopia, Gabon, Gambia, Guinea, Kenya, Madagascar, Malawi, Mozambico, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sudan, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe.
È comune nelle foreste pluviali di pianura e di altitudine, nelle foreste fluviali e negli ambienti aperti prossimi alle aree boschive. Occasionalmente compare come specie pioniera in foreste e macchie. La si trova ad un'altitudine compresa tra i 600 e i 2.300 m s.l.m.
Tassonomia Sono riconosciute due varietà:
var. gummifera, con foglioline chiaramente auricolate sul lato prossimale della base var. ealaensis, priva di foglioline auricolate sul lato prossimale.
Usi Un decotto della corteccia viene utilizzato contro la malaria, e le sue proprietà antiprotozoarie sono state ulteriormente validate tramite test in vitro. Gli estratti lipofili hanno mostrato un’attività antitripanosomica molto promettente, con valori di IC₅₀ inferiori a 1 µg/ml. Quattro nuovi alcaloidi spermine macrociclici isolati si sono rivelati attivi contro due batteri Gram-positivi (B. subtilis e S. aureus) e due Gram-negativi (E. coli e P. aeruginosa). Nell’Africa orientale, gli estratti dei baccelli schiacciati vengono assunti per dolori addominali, mentre il decotto della corteccia è impiegato contro la malaria.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Caesalpinioideae Categoria:Alberi ornamentali Categoria:Taxa classificati da Johann Friedrich Gmelin Categoria:Taxa descritti nel 1930