Biografia Nato a Teramo il 6 giugno 1809 da Savino Tripoti ed Anna Maria Salvatore, apparteneva ad una famiglia di commercianti dalle idee politiche liberali.. Entrato appena diciannovenne negli ambienti della Carboneria locale, fu perseguitato e costretto ad emigrare in Francia, arruolandosi nel corpo dei Lancieri e partecipando così alla spedizione francese in Belgio nel 1831.
Da emigrato politico aderì all'associazione dei Veri Italiani operante in sintonia con la Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Rientrato in Italia nel 1832, si diede alla propaganda antiborbonica a Napoli, che l'anno seguente gli valse il confino a Chieti, quindi il nuovo espatrio in Francia, a seguito dell'arresto di diversi cospiratori tra i quali il padre. Egli stesso venne condannato in contumacia. Nel 1844 ottenne la grazia e poté quindi rientrare in Italia.
Nel 1848 fu uno dei primi ad organizzare la guardia nazionale, combattendo a Napoli, ma in seguito alla Restaurazione dovette nuovamente fuggire. Nel luglio 1849 fu a Roma in difesa della Repubblica romana, ma con la sconfitta dei garibaldini dovette nuovamente fuggire in Francia, spostandosi poi in Spagna. Nel maggio 1860 passò a Genova, recandosi da lì a Napoli per unirsi ai rivoluzionari, successivamente ritornò a Teramo col grado di maggiore della guardia nazionale, dove organizzò il governo provvisorio.
Nel mese di settembre fu in procinto di raggiungere Napoli in compagnia del patriota Clemente de Caesaris, ma i due vennero arrestati a Pescara e rinchiusi nella fortezza, con il rischio di fucilazione; tuttavia riuscirono a convincere il comandante borbonico di quel presidio a cedere la fortezza alla guardia nazionale di Chieti, essendo ormai Giuseppe Garibaldi già entrato a Napoli ed il re Ferdinando II rifugiatosi nella fortezza di Capua.
Libero, raggiunse la fortezza di Civitella del Tronto, che dopo una sanguinosa resistenza cadde il 20 marzo 1861. Antonio Tripoti venne così nominato comandante dei volontari Cacciatori del Gran Sasso, ripristinando l'ordine nei dintorni di Isernia, liberando le prigioni di Castel di Sangro, Rivisondoli e Roccaraso, e scontrandosi con le truppe borboniche sul Macerone. Con lo scioglimento dell'esercito meridionale dei volontari si dimise e nell'agosto 1862 venne nominato dal generale Enrico Cialdini ispettore della guardia nazionale mobile, liberando la provincia di Teramo dal brigantaggio.
Sempre nel 1862, quando ebbe termine la sua luogotenenza a Napoli, si ritirò a vita privata, dopo aver riservato le sue migliori energie nella lotta per l'Unità d'Italia. Per i servigi resi, Antonio Tripoti venne nominato ispettore forestale, ricoprendo tale ufficio fino alla morte, avvenuta a Teramo il 21 ottobre 1872. La sua città natale lo ha ricordato con un busto e con l'intitolazione di una strada..
Opere
Discendenza Durante il suo secondo esilio in Francia si unì in matrimonio con Giuseppina Thommasset, dalla quale ebbe più figli. Due di loro furono come il padre ferventi patrioti: Savino (1840-1882) nel 1859 fu volontario nella guerra dichiarata all'Austria; Luigi (1846-1931) nel 1860 si arruolò nei garibaldini.
Note
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