I Bonacolsi (o Bonacossi), il cui nome potrebbe derivare da buona causa, furono i primi signori di Mantova, precedendo e creando le basi alla successiva dinastia Gonzaga. Governarono dal 1272 al 1328.

Storia Le origini Molto controverse sono le origini della famiglia. Erano forse originari del modenese o di FerraraCfr. voce e biografie di alcuni esponenti in F. Predari (a cura di), Dizionario biografico universale, vol. I, Milano 1865, p. 211. Il Litta si dice scettico sulle origini modenesi del casato, indicandone Berardo Bonacolsi come capostipitePompeo Litta, Bonacolsi di Mantova, Ferrario, 1824.. "Dai documenti Notizie Storiche di Mantova Libro XII a pag.211 viene citato un certo Azzo Bonacolsi che assieme a Rotario Casaloldi, Vulpio Agnelli e Uberto Avogadri furono inviati dalla città di Mantova al Bondeno, presso l'isola di San Benedetto a incontrare Matilde di Canossa per fare atto di sottomissione dopo oltre ventiquattro anni di libero comune, correva l'anno 1115. Ad Azzo definito "Nobile Mantovano" successe un figlio di cui non si sa il nome, che comunque sembrerebbe il padre di Ottobono, padre di Gandolfo".

Molti storici, soprattutto mantovani, hanno invece individuato in Ottobuono de Bonacosa il capostipite del casato.. La prima testimonianza della loro presenza nella città di Mantova risale al 1168: un documento lo citava dimorante, con il figlio Gandolfo, nel quartiere San Martino, in contrada Sant'Egidio. Circa il luogo preciso di origine, esso sarebbe da individuare in Carzédole, l'attuale Villa Garibaldi di Roncoferraro.. Gandolfo, che avrebbe ricoperto numerose cariche nel comune di Mantova, ebbe a sua volta "diversi eredi di cui" uno, Martino, che fu poi il padre di Pinamonte.

Nel periodo della lotte tra Ghibellini e GuelfiMantova, sino all'avvento di Pinamonte, era una potente roccaforte guelfa., il governo comunale entrò in crisi e Pinamonte seppe approfittarne, portando nel 1273 il suo casato al potere. In una situazione politica intricata, grazie ad alleanze mirate, una su tutte quella con i Casaloldi, riuscì in maniera praticamente indolore a trasportare la città dall'ordinamento comunale alla Signoria.

L'ascesa al potere Nel 1272 Pinamonte venne nominato rettore assieme a Federico di Marcaria, per poi raggiungere la carica di Capitano del popolo, grazie ad alcuni omicidi mirati. Nel 1291, poco prima della morte, divenne Capitano Generale. Dante traccia un quadro degli eventi, nel canto XX dell'Inferno: "Già fuor le genti sue dentro più spesse, / prima che la mattia da Casalodi / da Pinamonte inganno ricevesse" (vv. 95-96). In sostanza, il Bonacolsi sfruttò l'alleato per i suoi fini per poi eliminarlo senza grossi problemi.

I Bonacolsi ebbero il controllo di Mantova per poco tempo, circa mezzo secolo, ma del loro operato restano numerose testimonianze. Nella Piazza San Pietro (ora Piazza Sordello), centro assoluto del loro potere, sorsero, infatti, Palazzo Bonacolsi, la Magna Domus e il Palazzo del Capitano. Quest'ultimo sarebbe nel tempo diventato il Palazzo Ducale, cioè la residenza per quattro secoli dei Gonzaga. Il segno del potere della famiglia si concretizzò con l'acquisizione da parte di Pinamonte della Torre degli Zuccaro (acquistata nel 1273) e della Torre della Gabbia (acquistata nel 1281).

Per un breve periodo, da 1312 al 1327, con Rinaldo "Passerino" Bonacolsi, la famiglia fu anche padrona di Modena. Passerino in alleanza con le più potenti famiglie ghibelline (Visconti, Scaligeri ed Estensi, in quel momento in rotta col papa), ottenne nel novembre 1325 l'importante vittoria di Zappolino contro i guelfi di Malatestino Malatesta. Il trionfo che permise ai ghibellini di giungere quasi sotto le mura di Bologna, è all'origine anche del trofeo, La Secchia Rapita, che tuttora è conservato nel Palazzo Comunale di Modena. In seguito la coalizione ghibellina diede segni di logorio e nel gennaio 1326 Passerino dovette firmare una pace separata con Bologna, sotto la pressione di un esercito che scendeva da Piacenza. La pace fu sgradita ai suoi sudditi modenesi, che ambivano a diversi castelli sul confine, che lo cacciarono dalla città nel 1327Gabriele Sorrentino, I Tempi del Duca Passerino, Modena 2007.

La fine

Il 16 agosto 1328 i Corradi-Gonzaga, forti del sostegno di Cangrande della Scala, Signore di Verona, presero il controllo della città. Luigi I Gonzaga eliminò Rinaldo Bonacolsi detto il Passerino con i famigliari e alcuni sostenitori, dando inizio alla dominazione gonzaghesca, come peraltro immortalato nel dipinto Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone.

Una lapideLa lapide recita: "QUI TRATTI IN CATENE NEL 1321 SPEGNEVA LA FAME FRANCESCO PICO E I FIGLIUOLI - NEL 1328 LA PROLE E I NEPOTI DI PASSERINO BONACOLSI - DALL'ORRIDA MUDA CHE NE HA RISPETTATO I CEPPI E LE OSSA RIECHEGGI CON VINDICE PIETÀ PER LE VITTIME UN GRIDO DI ESECRAZIONE AI TIRANNI". posta sopra l'ingresso del Castello di Castel d'Ario, nei pressi di Mantova, riferisce che il figlio di Passerino, Francesco e i suoi nipoti vennero incatenati e lasciati morire di fame nella torre, che prese il nome di "Torre della fame".In questo quadro storico s'inserisce anche un elemento al tempo stesso leggendario e macabro: Passerino, infatti, stando ad un racconto di un viaggiatore e naturalista tedesco vissuto due secoli dopo, Joseph Furttenbach, sarebbe stato mummificato ed esposto come talismano - assieme ad un armadillo, un unicorno, un vitello, a coccodrilli scorticati, alla testa imbalsamata di un uomo e ad un drago a sette teste - nelle sale del Palazzo Ducale. La leggenda vuole che a disfarsi della mummia di Passerino fu l'ultima duchessa di Mantova, Susanna Enrichetta di Lorena la quale, stanca dell'inquietante spoglia, fece gettare il corpo nelle acque del lago. Si avverò così la profezia di una maga che previde la perdita del potere a chi si fosse sbarazzato della mummia: i Gonzaga caddero alcuni anni dopo, nel 1707.

La famiglia Bonacolsi si estinse nel 1349, con la morte dell'ultima discendente, Ziliola Bonacolsi, figlia di Bonaventura detto Butirone, la quale, in seguito all'uccisione e alla cacciata dei famigliari da parte dei Gonzaga, si era rifugiata a CremonaR. Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde, Baldini&Castoldi, Milano 1995, p. 180, .

Un esponente minore della famiglia fu Pier Jacopo Alari Bonacolsi (1460-1528) detto l'Antico, famoso orafo e scultore.

I Bonacossi di Ferrara L'origine della famiglia Bonacossi di Ferrara potrebbe derivare da Tagino dei Bonacolsi, esponente della famiglia Bonacolsi di Mantova, che ivi si rifugiò e morì nel 1302.. Appartenne a questo ramo Elena Bonaccorsi, madre di Girolamo Savonarola.

Il legame tra le due famiglie è stato oggetto di diversi studi e ricerche, che hanno portato a tesi divergenti. Nel 1685 l'imperatore Leopoldo I d'Asburgo concesse a Giacomo Poleni ed ai nipoti Angelo e Alessandro Bozza i titoli di marchese e conte di San Michele Arcangelo e di cavaliere del Sacro Romano Impero. Tali titoli furono poi trasmessi ai Bonacossi tramite Eugenia Bozza, moglie di Anton Maria Bonacossi, che non avendo discendenti diretti li lasciò in eredità ai nipoti del marito. Il ramo tuttora esistente dei Bonacossi discende da uno dei nipoti di Anton Maria, Pinamonte. Giovanni, figlio di Pinamonte, ebbe un figlio Taino (1883), che a sua volta ebbe le figlie Bonacolsa (1921) e Franca (1926), moglie di Filippo Orsini.

Arma Di rosso a tre fasce d'oro..

Discendenza

Da un non ben identificato Bonacolso (Bonacolsa) forse vassallo dei Canossa Marchesi di Toscana

A1.Azzo citato 1115 Nobile mantovano . Barone Longobardo

Figlio di Azzo ??????

B1. Ottobono citato 1168

C1. Gandolfo citato 1200 +1233

D1.Astolfo detto Leccagallo citato 1282 Massaro di Modena +1286

E.1Enrico citato 1290 +1306 = Amelia di Giliolo Conte di Mosio

F1. Mantovana = Antonio Gonzaga

F2. Lovato

G1. Bonaventura G1. Franceschino G1. Giovannino

D2.Ziliolo detto Rontano +1243

E.1Gandolfino citato 1281

D3.Gandolfa = Bonaventura de Oculo

D4.Pietrobono +1241

E.1Petrino citato 1286

F1. Bertolino citato 1314

F2. Oliviero citato 1308 = Nicolini di Dovaria di Cremona

G1. Petrino

D5..Martino citato 1233 +1265

E.1Fiordalice citata 1271

E2. Giovannino citato 1295

E3. Pinamonte (+ Mantova 7-10-1293), Anziano del Popolo di Mantova nel 1259,Rettore di Mantova dal 1272 (dal 1274 Rettore unico), Capitano Generale dal 1274, Capitano Generale Perpetuo di Mantova dal 15-2-1276 (di fatto signore sovrano), abdica nel 1-1291; nel 1275 investito di Castellaro dal Vescovo di Trento e nel 1287 aggregato all’Ordine Teutonico con i figli.

= Nipote di Guido e Matteo da Correggio.

F1. Corrado, investito di 1/2 del feudo di Pozzuolo dal Vescovo di Mantova.

G1. (Naturale)Filippino detto Rivazzuolo, nel 1315 vende col fratello la sua parte di Castellaro.

G2. (Naturale) Martino (+ post 1315).

H1. Giovannino citato 1306.

G3. Franceschina.

G2. Saracino citato 1308

F2. Tomo (+ Ferrara 1302), Podestà di Verona nel 1283; designato alla successione dal padre

ma venne cacciato dal colpo di stato del fratello Bardellone. Visse in esilio.

G1. Obizzo nato 24.2.1336

G2. Filippone.

H1. Filippo

G3. Montino.

H1. Giovanna

H2. Obizzo ( Obizzone)

G4. Saraceno, venne imprigionato nel 1317 dai cugini. = Cecilia dei Cattani di Saviola

H1. Filippo o Alberto

I1. Tomo

I2. Alberto

I3. Caleffo

I4. Federico

H2. Tagino

H3. Manfredo detto Caleffo

H4 . Corradino (+ Ferrara post 1328).

I1. Pinamonte Bonaccossi (+ ante 1425) Notaio. Sposa Beatrice, figlia di Pietro Munari.

L1. Federico (+ post 1406) = Caterina, figlia di Maso da Lojano

M1. Ugo

N1. Ettore (+ post 1448)

O1. Lodovico (+ post 1506).

P1. Ettore (+ post 1522), dal quale discese Ercole (+1650) ultimo del suo ramo.

L2. Alberto, creato Conte Palatino del Sacro Palazzo Lateranense da Papa Niccolò V nel 1447, Fattore Ducale. = Bartolomea, del Nobile Bartolomeo Barbalunga Giudice dei XII Savi diFerrara e Consigliere del Marchese Nicolo III d’Este

M1. Conte Palatino Giacomo Maria

N1. Conte Palatino Girolamo (+ post 1530)

O1. Conte Palatino Giovanni Battista (+ post 1560).

P1. Conte Palatino Scipione (+ post 1590).

Q1. Conte Palatino Alberto, creato Consigliere Patrizio del 1º Ordine di Ferrara nel 1604, Giudice dei XII Savi di Ferrara. = 1597 Chiara, figlia di Giovanni Battista Sacrati, Patrizio di Ferrara (v.)

R1. Conte Palatino Francesco, Conte del S.R.I. dal 1641, Consigliere Patrizio di Ferrara 1634/1646, Coppiere dell’Imperatore Ferdinando III.

R2. Conte Palatino Scipione, creato Conte del S.R.I. nel 1641, con facolà di aggiungere di l’aquila imperiale allo stemma e di accollarlo all’aquila bicipite;Consigliere Patrizio Ferrara 1646/1664, Siniscalco dell’Imperatore Ferdinando III. Giudice dei XII Savi di Ferrara nel 1656.

S1. Conte Palatino Ercole, Conte del S.R.I., Consigliere Patrizio di Ferrara 1664/1673. S2. Conte Palatino Antonio, Conte del S.R.I., Consigliere Patrizio di Ferrara 1673/1712.

T1 Conte Palatino Scipione, Conte del S.R.I. Consigliere Patrizio di Ferrara 1712/1742.

U1. Conte Palatino Ascanio (+ 1778), Conte del S.R.I., Consigliere Patrizio di Ferrara 1742/1757, poeta e letterato. U2. Conte Palatino Antonio (+ 1785), Conte del S.R.I., Consigliere Patrizio di Ferrara 1757/1785,

V.1 Marcellina 1815 = Cesare Stringa

Z1. Stinga Elena Elvira 20.03.1861 +1.07.1940 = Mario Bormioli 6.03.1862 +12.08.1918

X1. Bormioli Domenico 17.09.1882 +14.11.1962 = Morteo Lena 9.11.1890+2.08.1941

W1. Bormioli Cersare 1921 +.1966 Casablanca

W2. Bormioli Adriana

X2. Bormioli Eglina n.1886

X3. Bormioli Clementina 1888

X4. Bormioli Edmea 6.09.1890+21.10.1869

X5. Bormioli Algiso 12.12.1884 +3.4.1962 = Toscani Decisa 2 9.10.1884+11.12.1957

W1. Bormioli Mario 15.09.1921 +5.11.1997 = Massari Anna 5.9.1923

J1. Marcello Bormioli Bonacolsi 11.08.1945