Lo gnu dalla coda bianca (Connochaetes gnou ()) è una delle due specie di gnu, strettamente imparentate tra loro. Appartenente al genere Connochaetes e alla famiglia dei Bovidi, venne descritto per la prima volta da Eberhard August Wilhelm von Zimmermann nel 1780.

Generalmente misura 170–220 cm di lunghezza testa-corpo e pesa 110–180 kg. I maschi misurano 111–121 cm al garrese, le femmine 106–116 cm. La sua caratteristica principale, alla quale deve anche il nome comune, è la lunga coda bianca simile a quella di un cavallo. Ha un manto di colore variabile dal marrone scuro al nero e presenta una serie di lunghi ciuffi di pelo scuro tra le zampe anteriori e sotto l'addome.

Lo gnu dalla coda bianca è erbivoro e la sua dieta è costituita quasi interamente da erba. L'acqua è un requisito fondamentale per la sua esistenza. Dal punto di vista sociale, vi sono tre tipi distinti di gruppi: branchi di femmine, branchi di maschi e maschi territoriali. Gli gnu sono corridori molto veloci e comunicano utilizzando un'ampia gamma di segnali visivi e sonori. La stagione degli amori principale va da febbraio ad aprile. Dopo una gestazione di circa otto mesi e mezzo nasce generalmente un unico piccolo, che rimane con la madre fino alla nascita del piccolo successivo, un anno dopo. Lo gnu dalla coda bianca abita le pianure aperte, le praterie e le boscaglie del Karoo.

Le popolazioni originarie di questa specie, endemica delle parti meridionali dell'Africa, vennero quasi completamente sterminate nel corso del XIX secolo, sia perché considerate nocive per le colture che per il valore delle pelli e della carne. Tuttavia, la specie è stata reintrodotta in gran parte dell'areale originario a partire da esemplari cresciuti in cattività, sia in terreni privati che in riserve naturali di Lesotho, eSwatini e Sudafrica, ma anche in aree dove non era mai stata presente, come la Namibia e il Kenya.

Tassonomia ed evoluzione Il nome scientifico dello gnu dalla coda bianca è Connochaetes gnou. Classificato nel genere Connochaetes e nella famiglia dei Bovidi, venne descritto per la prima volta dallo zoologo tedesco Eberhard August Wilhelm von Zimmermann nel 1780 sulla base della descrizione presente su un articolo scritto dal filosofo naturale Jean-Nicolas-Sébastien Allamand nel 1776. Il nome del genere, Connochaetes, deriva dal greco κόννος, kónnos, «barba», e χαίτη, khaítē, «capelli fluenti», «criniera». L'appellativo specifico, gnou, trae origine dal nome khoikhoi dato a questi animali, gnou. È probabile che anche il nome comune «gnu» derivi dal nome ottentotto t'gnu, che si riferisce al richiamo «ge-nu» ripetuto più volte dai maschi durante la stagione degli amori. Lo gnu dalla barba bianca venne scoperto per la prima volta nella parte settentrionale del Sudafrica nel primo decennio del XIX secolo.

Lo gnu dalla coda bianca viene oggi classificato nello stesso genere dello gnu striato (Connochaetes taurinus), ma non è sempre stato così: in passato, infatti, quest'ultimo veniva posto in un genere a sé, Gorgon. La linea evolutiva dello gnu dalla coda bianca sembra essersi separata da quella dello gnu striato tra il Pleistocene medio e superiore e divenne una specie distinta circa un milione di anni fa. Questa evoluzione è piuttosto recente, considerata la scala dei tempi geologici.

Negli antenati fossili dell'attuale gnu dalla coda bianca erano già presenti le caratteristiche necessarie alla difesa del territorio, come le corna e il cranio dalla base larga. I più antichi resti fossili conosciuti sono stati trovati nelle rocce sedimentarie di Cornelia, nello Stato libero, e risalgono a circa anni fa. Altri fossili sono stati scoperti nei depositi del fiume Vaal, ma non è chiaro se siano antichi quanto quelli trovati a Cornelia. Corna appartenute a gnu dalla coda bianca sono state trovate nelle dune di sabbia vicino a Hermanus, in Sudafrica, in una località molto distante dall'attuale areale della specie; gli studiosi hanno ipotizzato che questi animali potrebbero essere migrati in quella regione dal Karoo.

Ibridi Lo gnu dalla coda bianca può incrociarsi con lo gnu striato, suo parente stretto. Sono stati più volte riportati casi di maschi di gnu dalla coda bianca che si sono accoppiati con femmine di gnu striato e viceversa. Le differenze nel comportamento sociale e nella preferenza dell'habitat hanno storicamente impedito l'ibridazione interspecifica tra i due animali, ma essa può verificarsi quando entrambe sono confinate nella stessa area. La prole risultante è generalmente fertile. Uno studio condotto su questi ibridi presso la riserva naturale di Spioenkop Dam, in Sudafrica, ha rivelato che molti avevano anomalie svantaggiose relative a denti, corna e ossa wormiane del cranio. Un altro studio ha riportato l'aumento delle dimensioni degli ibridi rispetto a quelle di entrambi i genitori. In alcuni esemplari, le bolle uditive sono notevolmente deformate e in altri il radio e l'ulna sono fusi.

Descrizione

Lo gnu dalla coda bianca mostra un certo grado di dimorfismo sessuale, con le femmine più piccole e più snelle dei maschi. La lunghezza testa-corpo è generalmente di 170–220 cm. I maschi raggiungono circa 111–121 cm di altezza al garrese, le femmine 106–116 cm. Per quanto riguarda il peso, esso è di 140–157 kg nei primi e di 110–122 kg nelle seconde. Una caratteristica distintiva degli esemplari di entrambi i sessi è la coda, lunga e simile a quella di un cavallo. Il suo colore bianco brillante conferisce a questo animale il nome comune di «gnu dalla coda bianca» e lo distingue anche dallo gnu striato, che ha la coda nera. La coda misura 80–100 cm di lunghezza.

Lo gnu dalla coda bianca ha un mantello di colore marrone scuro o nero, leggermente più chiaro in estate e più ruvido e ispido in inverno. Alla nascita i piccoli sono ricoperti da un mantello ispido di colore fulvo. I maschi sono più scuri delle femmine. Entrambi i sessi hanno una criniera folta e scura che, come quella dello gnu striato, sporge dalla parte posteriore del collo. I peli che la compongono sono bianchi o color crema con la punta scura. Sul muso e sotto la mandibola vi sono degli ispidi peli neri; altri lunghi peli neri si trovano tra le zampe anteriori e sotto il ventre. Altre caratteristiche degne di nota sono il collo robusto, la linea diritta del dorso e gli occhi piuttosto piccoli e brillanti.

Maschi e femmine sono dotati di forti corna che si curvano in avanti, simili a ganci, lunghe fino a 78 cm. Nei maschi maturi esse presentano una base ampia e appiattita, a formare uno scudo protettivo. Nelle femmine esse sono più corte e sottili e raggiungono le massime dimensioni nel terzo anno, mentre nei maschi sono completamente sviluppate all'età di quattro o cinque anni. Di norma lo gnu dalla coda bianca ha 13 vertebre toraciche, ma sono stati segnalati anche esemplari che ne avevano 14, e questa specie mostra una certa tendenza all'allungamento della regione toracica. Le ghiandole odorifere poste davanti agli occhi, sotto i ciuffi di peli lunghi e sui piedi anteriori secernono una sostanza glutinosa. Le femmine hanno due capezzoli. Oltre che nella forma della coda, le due specie di gnu differiscono anche per le dimensioni e la colorazione: lo gnu dalla coda bianca, infatti, è più piccolo e più scuro di quello striato.

Lo gnu dalla coda bianca è in grado di mantenere più o meno costante la sua temperatura corporea nonostante le grandi escursioni della temperatura esterna. Presenta uno spiccato adattamento alla radiazione solare, che gli consente di prosperare in habitat caldi, dove spesso l'ombra è del tutto assente. La conta eritrocitaria è alta alla nascita e aumenta fino all'età di 2-3 mesi, mentre la conta leucocitaria è bassa alla nascita e continua a diminuire per tutta la vita dell'animale. La conta dei neutrofili è alta in qualsiasi età. Il contenuto di ematocrito ed emoglobina diminuisce fino a 20-30 giorni dopo la nascita. Un picco nel numero di tutti questi parametri ematologici si riscontra all'età di 2-3 mesi, dopodiché tutti i valori diminuiscono gradualmente, raggiungendo il minimo negli individui più anziani. La presenza di fibre a contrazione rapida e la capacità dei muscoli di utilizzare grandi quantità di ossigeno possono spiegare la rapida velocità nella corsa raggiunta dallo gnu dalla coda bianca e la sua elevata resistenza alla fatica. Gli gnu dalla coda bianca possono vivere per circa 20 anni.

Malattie e parassiti Lo gnu dalla coda bianca è particolarmente suscettibile all'antrace e presso le sue popolazioni sono stati segnalati focolai, rari ma ampiamente diffusi, che si sono rivelati mortali. In esemplari di questa specie sono stati osservati anche casi di atassia correlati a mielopatia e basse concentrazioni di rame nel fegato. Lo gnu dalla coda bianca può essere colpito dall'ehrlichiosi, una malattia provocata da una rickettsia (Ehrlichia ruminantium) trasmessa dalle zecche, e forse anche dalla peste bovina e dall'afta epizootica, due malattie che colpiscono fatalmente lo gnu striato. La febbre catarrale maligna è una malattia mortale dei bovini domestici causata da un gammaherpesvirus. Come lo gnu striato, lo gnu dalla coda bianca sembra fungere da serbatoio per il virus e tutti gli animali risultano portatori, essendo costantemente infettati, ma non mostrano sintomi. Il virus viene trasmesso dalla madre al piccolo durante il periodo di gestazione o subito dopo la nascita.

Gli gnu dalla coda bianca fungono da ospiti per numerosi parassiti esterni e interni. Uno studio effettuato negli esemplari del Karroid Mountainveld (Provincia del Capo Orientale, Sudafrica) ha rivelato la presenza di tutti gli stadi larvali delle mosche Oestrus variolosus e Gedoelstia hässleri. Larve del primo stadio di G. hässleri sono state trovate in gran numero sulla dura madre dei piccoli di gnu, specialmente tra giugno e agosto, da dove successivamente migrano verso le fosse nasali. Ripetuti focolai di rogna (scabbia) hanno portato alla scomparsa di intere popolazioni da vaste zone. Il primo studio dei protozoi presenti nello gnu striato e in quello dalla coda bianca ha rivelato la presenza di 23 specie di protozoi nel rumine, delle quali Diplodinium bubalidis e Ostracodinium damaliscus erano presenti in tutti gli esemplari esaminati.

Biologia

Gli gnu dalla coda bianca sono attivi soprattutto al mattino presto e nel tardo pomeriggio, in quanto preferiscono riposare durante le ore più calde della giornata. Possono correre fino a una velocità di 80 km/h. Quando una persona si avvicina a poche centinaia di metri da un branco, gli gnu sbuffano e corrono per una breve distanza prima di fermarsi e guardare indietro, ripetendo questo comportamento se l'estraneo si avvicina ulteriormente. Comunicano tra loro rilasciando feromoni rilevati con il flehmen o producendo segnali sonori. Uno di questi è uno sbuffo metallico, una sorta di «singhiozzo» echeggiante, che può essere udito fino a un chilometro e mezzo di distanza. Gli gnu possono cadere vittima di leoni, iene macchiate, licaoni, leopardi, ghepardi e coccodrilli: le iene prendono principalmente di mira i piccoli, mentre i leoni attaccano gli adulti.