I Rus' (; , , "uomini che remano" negli antichi dialetti scandinavi) erano gli appartenenti a popolazioni medievali che vivevano nelle regioni che attualmente fanno parte di Ucraina, Bielorussia e Russia occidentale.

La natura, l'origine e l'identità dei Rus' sono ancora molto discusse. La maggior parte degli studiosi occidentali crede che i Rus' fossero in origine una sorta di aristocrazia guerriera di origini scandinave, e in particolare un gruppo di Variaghi norreni. Secondo la Cronaca degli anni passati, compilata nel 1113 circa, i Rus' si erano trasferiti "da oltre il mare", dapprima in una zona abbastanza prossima al mar Baltico, dove venne creata una prima comunità, che cadde sotto il comando di uno di loro, di nome Rjurik. Due parenti di Rjurik, Askold e Dir, scesero lungo il fiume Dnieper e presero il controllo della città di Kiev; con l'arrivo dei primi Variaghi, la regione degli slavi di Kiev sarebbe stata conosciuta come Terra di Rus'''.Orest Subtelnyi. "Ucraina. La Storia" (pp. 26-27)

In seguito il successore di Rjurik, Oleg, conquistò Kiev e rovesciò Askold e Dir, fondando la Rus' di Kiev.. I discendenti di Rjurik, i Rjurikidi, furono la dinastia dominante della Rus' (dopo l'882), e dei principati creati nell'area un tempo occupata dalla Rus' di Kiev, il Principato di Galizia-Volinia (dopo il 1199), il Principato di Černihiv, la Repubblica di Novgorod, il Regno di Rus' (1253-1349), il Principato di Vladimir-Suzdal', il Granducato di Mosca e i fondatori dello Zarato di Russia.

Etimologia

Secondo la teoria più accreditata, il termine rus', con cui le popolazioni slave e finniche indicavano alcune stirpi di variaghi (o vichinghi) dovrebbe derivare dalla radice norrena roðs o roths usata in ambito nautico con il significato di "gli uomini che remano", in quanto remare era il principale modo di navigare i fiumi dell'Europa orientale e poteva essere legato all'area costiera svedese di Roslagen (Rus-law) o Roden, come era noto nei tempi antichi.The Russian Primary Chronicle: Laurentian Text, tradotto da O. P. Sherbowitz-Wetzor, ISBN 0-910956-34-0. Il nome Rus' avrebbe allora la stessa origine dei nomi usati nelle lingue finlandese ed estone per indicare gli Svedesi, Ruotsi e Rootsi. In seguito la parola Rus' passò ad indicare non solamente più l'aristocrazia scandinava dell'Europa dell'Est ma tutte le popolazioni che risiedevano nei domini di questa.

Fonti principali Fonti slave Secondo la più antica cronaca slava orientale, la Cronaca degli anni passati, i Rus' erano un gruppo di Variaghi che vivevano, insieme ad altri gruppi come gli Svedesi e i Gotlandi, sull'altro lato del Mar Baltico, in Scandinavia e fino alle terre degli inglesi e di francesi. I Variaghi furono prima espulsi, poi invitati a governare le tribù slave e finniche di Novgorod, in guerra tra loro:

In seguito, ci dice la Cronaca degli anni passati, essi conquistarono Kiev e crearono lo stato della Rus' di Kiev (che, come concorda la maggior parte degli storici, fu preceduta dal Khaganato di Rus'). Il territorio che essi conquistarono prese il nome da loro come anche, alla fine, la popolazione locale (vedi la sezione precedente Etimologia per ulteriori dettagli).

Fonti islamiche

Ibn Hawqal e altre due antiche fonti islamiche come Muhammad al-Idrisi, che le avrebbe seguite più tardi, distinguono tre gruppi dei Rus': Kuyavia, Slavia e Arcania. Nella storiografia tradizionale russo-sovietica (come rappresentata da Boris Rybakov), questi furono identificati, con alcune incertezze, con i "centri tribali" di Kiev, Novgorod e Tmutarakan.

Il diplomatico e viaggiatore musulmano Ahmad ibn Fadlan, che visitò la Bulgaria del Volga nel 922, descrisse i Rus' (Rūsiyya) in termini che si dice ricordino i Norreni:

A parte il resoconto di Ibn Fadlan, la teoria normannista attinge fortemente dalle prove del viaggiatore persiano Ibn Rusta che visitò presumibilmente Novgorod (o Tmutarakan', secondo George Vernadsky) e descrisse come i Rus' sfruttavano gli Slavi.

Nel suo Trattato sulle Regioni dell'891, il geografo musulmano Ya'qubi menziona il sacco di Siviglia dell'844 da parte dei Vichinghi, notando che la città era stata penetrata da "al-Majūs [Vichinghi] che sono chiamati al-Rūs, che massacrarono, bruciarono e depredarono i prigionieri"..

Fonti bizantine

Quando i Variaghi apparvero per la prima volta a Costantinopoli (la spedizione dei Rus' in Paflagonia intorno all'820 e l'assedio di Costantinopoli nell'860), sembra che i Bizantini avessero percepito i Rhós (greco: Ῥώς) come un popolo diverso dagli Slavi. Almeno nessuna fonte dice che siano parte della etnia slava. Caratteristicamente, pseudo-Symeon Magister si riferisce ai Rhos come Δρομῖται (traslitterato Dromîtai), che in greco richiama la parola "corsa", per suggerire la rapidità dei loro spostamenti sulle vie d'acqua.

Nel suo trattato De Administrando Imperio, Costantino VII descrive i Rhos come i vicini dei Peceneghi che comprano da questi ultimi mucche, cavalli e pecore "perché nessuno di questi animali si può trovare in Rhosia". La sua descrizione rappresenta i Rus' come una tribù guerriera settentrionale. Costantino enumera anche i nomi delle cateratte del Dnepr sia nella lingua rhos che in quella "slava". I nomi rhos hanno una distinta etimologia germanica:H.R. Ellis Davidson, The Viking Road to Byzantium, Allen & Unwin, 1976, p. 83. Essoupi (norreno vesuppi, "non dormono") Oulvorsi (norreno holmfors, "rapida dell'isola") Gelandri (norreno gjallandi, "urlante, squillante forte") Aeifor (norreno eiforr, "sempre feroce") Varouforos (norreno varufors, "rapida della scogliera" o barufors, "rapida dell'onda") Leanti (norreno leandi, "ribollente", o hlæjandi, "ridente") Stroukoun (norreno strukum, "corrente rapida").

I trattati Rus'-bizantini offrono una preziosa comprensione dei nomi dei Rus'. Dei quattordici Rus' firmatari del trattato Rus'-bizantino nel 907, tutti avevano nomi norreni.. In occasione del trattato Rus'-bizantino del 945, alcuni firmatari dei Rus' avevano nomi slavi, mentre la grande maggioranza aveva nomi norreni.

Fonti europee occidentali Il primo documento storico dell'Europa occidentale in cui viene citato un popolo chiamato Rus' sono gli Annales Bertiniani, una raccolta di cronache scritta da vari autori franchi e riferita agli anni fra l'830 e l'882. Gli Annali raccontano che la corte dell'imperatore Ludovico il Pio a Ingelheim, nell'839, fu visitata da una delegazione dell'imperatore bizantino. In questa delegazione vi erano due uomini che si chiamavano Rhos (Rhos vocari dicebant). Luigi indagò sulle loro origini e apprese che erano svedesi. Temendo che fossero spie dei loro fratelli germanici, i Dani, li incarcerò. Successivamente, nel X e XI secolo, le fonti latine confusero abitualmente i Rus' con la tribù germanica orientale estinta dei Rugi. Olga di Kiev, per esempio, era designata in un manoscritto come una regina rugia.

Un'altra fonte viene da Liutprando di Cremona, un monaco di famiglia longobarda del X secolo che, in un rapporto da Costantinopoli al sacro romano imperatore Ottone I, scrisse che aveva incontrato "i Rus, che noi conosciamo con il nome di Norreni".

Storia

Avendo colonizzato Aldeigja (Ladoga) negli anni 750, i coloni scandinavi svolsero un importante ruolo nella prima etnogenesi del popolo rus' e nella formazione del Khaganato di Rus'. I Varangiani (Variaghi, in antico slavo orientale) sono menzionati per la prima volta nella Cronaca degli anni passati che avevano riscosso tributo dalle tribù slave e finniche nell'859. Era il tempo della rapida espansione dei Vichinghi nell'Europa settentrionale; l'Inghilterra cominciò a pagare il Danegeld (ossia il tributo ai Danesi) nell'859, e i Curi di Grobin affrontarono un'invasione da parte degli Svedesi all'incirca nello stesso periodo.

Sulla base di considerazioni in gran parte di tipo geografico, si è spesso sostenuto che la maggior parte dei Variaghi che viaggiarono e si stabilirono nelle terre del Baltico orientale, della moderna Federazione Russa e nelle terre del sud venissero dall'area della moderna Svezia.

I Variaghi lasciarono numerose pietre runiche nella loro nativa Svezia che raccontano dei loro viaggi in quelle che sono oggi la Russia, l'Ucraina, la Grecia e la Bielorussia. La maggior parte di queste pietre runiche si possono vedere ancora oggi, e sono un'eloquente testimonianza storica. Le pietre runiche variaghe raccontano di molte notevoli spedizioni di quel popolo, e danno perfino conto del fato di singolo guerrieri e viaggiatori.

I Norreni ebbero presumibilmente una qualche influenza duratura sui Rus', come testimoniato dai prestiti linguistici (questi persistono dall'alfabeto glagolitico presso l'Adriatico anteriormente e al di fuori di qualsiasi norreno), quali yabeda "persona lamentosa" (da æmbætti, embætti "ufficio"), skotQuesto legame "vichingo" di skot è molto forzato, perché lo stesso skot (= qualsiasi mammifero, animale in generale) + il relativo verbo skotît (= generare) è frequente senza i Vichinghi nel ciacavo arcaico delle isole adriatiche, e qui perfino annotato nel primo alfabeto glacolitico anteriore all'arrivo dei Vichinghi in Russia: perciò può essere protoslavo o protoindoeuropeo? "bestiame" (? da skattr "tassa") e knut (da knútr, "un legno nodoso"). Inoltre, anche tre nomi nordici dei primi sovrani Variaghi divennero popolari tra i Rjurikidi posteriori e poi tra i popoli slavi orientali in generale: Oleg (Helgi), Olga (Helga) e Igor (Ingvar).

Studi accademici Normannismo Il resoconto occidentale dell'insediamento dei Norreni fu presentato ai Russi dallo storico tedesco Gerhard Friedrich Müller (1705-1783), che fu invitato a lavorare all'Accademia russa delle scienze nel 1748. All'inizio di un importante discorso nel 1749, Müller dichiarò che i "gloriosi Scandinavi conquistarono tutte le terre russe con le loro vittoriose armi". Questa affermazione suscitò molta collera nei cuori del suo pubblico russo e gli procurò molta animosità durante la sua carriera professionale in Russia. Il resto del discorso rappresentava un lungo elenco delle sconfitte russe da parte dei Germani e degli Svedesi, e Müller fu costretto a troncare la sua conferenza dalle grida di collera provenienti dal pubblico. Le critiche sferzanti da Lomonosov, Krašeninnikov e altri storici russi fecero sì che Müller fosse costretto a sospendere il suo lavoro sul tema fino alla morte di Lomonosov. Sebbene il testo stampato della conferenza originale fosse distrutto, Müller riuscì a ricostruirlo e lo fece ristampare come Origines Rossicae nel 1768.

Vi furono, tuttavia, alcuni storici russi che accettarono questo resoconto storico — inclusi Nikolaj Karamzin (1766-1826) e il suo allievo Michail Pogodin (1800-75) — dando credito alle asserzioni della Cronaca degli anni passati che i Variaghi fossero stati invitati dagli Slavi orientali per governarli e portare ordine. La teoria non era priva di implicazioni politiche. Secondo Karamzin la migrazione norrena formava la base e la giustificazione dell'autocrazia russa (contrapposta all'anarchia del periodo prerjurikide), e Pogodin usò la teoria per avanzare la sua visione che la Russia fosse immune alle rivolte sociali e alle rivoluzioni, perché lo stato russo aveva avuto origine da un trattato volontario tra il popolo di Novgorod e i sovrani variaghi.

Gli studi genetici nel "Family Tree DNA - Rurikid Dynasty Project" ("Progetto Dinastia rjurikide - DNA dell'albero genealogico") supportano la teoria norrena, accertando che l'origine del DNA del ramo monomaco (i discendenti di Vladimir II Monomaco) dei discendenti rjiurikidi è coerente con gli abitanti scandinavi dell'Uppland, a nord di Stoccolma in Svezia.

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