I k.k. Landesschützen ("bersaglieri regionali") erano un corpo militare a reclutamento di leva appartenente alla k.k. Landwehr, l'esercito nazionale austriaco, che dal 1869 al 1918 è stato parte delle forze armate austro-ungariche (insieme al Gemeinsame Armee, l'esercito comune, e al Magyar királyi honvédség, l'esercito nazionale ungherese).

I k.k. Landesschützen erano reclutati nel Tirolo (che al tempo includeva anche il Trentino) e nel Vorarlberg. Dal 1906 costituivano assieme ai reggimenti fanteria n. 4 e 27 della k.k. Landwehr, utilizzati come Landwehrgebirgsregimenter, la k.k. Gebirgstruppe, le truppe da montagna delle forze armate dell'impero austro-ungarico.. Con la Reitende Tiroler Landesschützendivision esisteva anche un reparto a cavallo dei k.k. Landesschützen. Quest'ultimi furono reclutati dal 1910 anche nella zona di reclutamento di Praga..

A partire dal 16 gennaio 1917 vennero ribattezzati Kaiserschützen (lett.: "bersaglieri imperiali").

Storia

Nel 1867 l'Impero d'Austria adottò un nuovo assetto istituzionale e divenne "Impero austro-ungarico" (Oesterreichisches-Ungarisches Reich); di conseguenza vennero create, all'interno dell'Impero, due entità nazionali ciascuna con proprio Parlamento, e una propria autonomia amministrativa: l'Impero austriaco (Kaisertum Österreich) e il Regno d'Ungheria (Magyar Királyság). Monarca unico per l'uno e l'altro Regno era l'Imperatore Francesco Giuseppe I, Imperatore d'Austria e Re d'Ungheria.

All'Ungheria venne concesso un esercito nazionale, detto Magyar királyi honvédség (Regio Esercito Ungherese), composto di soldati ungheresi e incaricato della difesa territoriale dell'Ungheria, che si affiancava all'Esercito imperiale-regio (Kaiserliches und Konigliches Heer) già preesistente.

Nel 1869 anche il Parlamento austriaco reclamò lo stesso privilegio e venne autorizzata la creazione di una forza militare austriaca, la kaiserlich-königliche Landwehr (o k.k. Landwehr) dotata di cavalleria e artiglieria e servizi esattamente come l'Esercito imperiale e la Honvéd. L'Impero austro-ungarico si trovò così ad avere tre eserciti: l'Esercito comune, la Landwehr austriaca e la Honvéd ungherese. A differenza degli altri due eserciti, a reclutamento regionale, l'Esercito comune reclutava i soldati da tutte le province dell'Impero.

Nascita dei Landesschützen (1870) I Landesschützen nascono come evoluzione degli Schützen tirolesi, una milizia per la difesa territoriale di leva, fondata nel 1704. Questi non erano un corpo militare in senso stretto, ma una milizia a reclutamento volontario, disponibile in caso di necessità e i cui membri si esercitavano regolarmente all'uso delle armi da fuoco. Gli Schützen (in quanto milizia) non potevano essere impiegati al di fuori del territorio del Tirolo. Tale milizia era in parte basata sull'antico Landlibell del 1511, che regolava le questioni di carattere militare fra il Tirolo, il Principato Vescovile di Trento e di Bressanone, istituendo una difesa territoriale con regole comuni.

In seguito alla legge regionale del 1870 "Regola per la Difesa Territoriale del Tirolo" furono costituiti dal 1871 al 1893 nell'ambito della k.k. Landwehr dieci k.k. Landesschützen-Bataillone ("battaglioni dei difensori del paese" o "tiratori territoriali").Enrico Acerbi, Le truppe da montagna dell'esercito austro-ungarico nella Grande Guerra 1914-1918, Gino Rossato Editore, 1991.. Va tenuto presente che, dopo il 1815 e fino al 1918, per Tirolo si intendeva tutta la regione denominata Contea Principesca del Tirolo (Gefürstete Grafenschaft Tirol) che si estendeva da Kufstein fino a Borghetto sull'Adige ed era formata dal Tirolo settentrionale e occidentale austriaci, dall'Alto Adige e dal Trentino. Tre battaglioni prestavano servizio nell'attuale Trentino, a Mezzolombardo, Riva del Garda e Trento.

Nel 1893 con i dieci battaglioni si formarono i reggimenti I, II e (nel 1903) III dei k.k. Landesschützen. Nel 1906 i reggimenti I e II furono dichiarati di “alta montagna”, inquadrate nelle k.k. Gebirgstruppe; in tal modo i Landesschützen tirolesi divennero le prime truppe alpine dell'area linguistica tedesca.

Nel 1872 fu costituita anche un reparto di cavalleria dei Landesschützen denominato Landesschützen zu Pferd in Tirol und Voralberg. Fu il primo reparto di cavalleria della k.k. Landwehr. Nel 1894 cambiò nome in Division Berittene Tiroler Landesschützen e nel 1910 in Reitende Tiroler Landesschützendivision con sede dello stato maggiore a Trento..

Mobilitazione

Nell'agosto 1914 i tre reggimenti k.k. Landesschützen furono inviati al fronte in Galizia e inquadrati nel XIV Corpo d'Armata (composto da truppe del Tirolo, del Vorarlberg, del Salisburghese e della Bassa Austria). Qui parteciparono a sanguinosi scontri contro l'esercito zarista che causarono forti perdite nelle unità (quasi 5000 uomini nei 3 reggimenti)H. von Lichem, Gebirgskrieg, Athesia 1989. sostenuti nelle battaglie di L'vov, Grodek, Plica, Horodek e altre. Ancora, la 44ª k.k. Schützendivision, di cui facevano parte, fu duramente impegnata nei cruenti combattimenti dell'offensiva di primavera del maggio 1915 contro l'esercito imperiale russo.

I k.k. Landesschützen furono rimpatriati nel Tirolo appena nell'autunno 1915 difatti, con l'entrata in guerra del Regno d'Italia, si realizzava la clausola difensiva dell'antica normativa tirolese e tutti i reparti furono impiegati su tutto il fronte tirolese, dall'Ortles all'Adamello e dal Lago di Garda all'altopiano di Asiago, al Pasubio, alle Dolomiti.

Durante il conflitto, la loro forza combattente aumentò vertiginosamente (un reggimento che nel 1914 aveva 6 mitragliatrici, nel 1916 ne aveva almeno 24) e i k.k. Landesschützen crearono delle unità speciali: analogamente alla fanteria della k.k. Landwehr e del K.u.K. Heer, vennero formate delle Sturmkompanien ("compagnie d'assalto") già nel settembre 1915, formate dagli elementi più audaci e sottoposte a un intenso addestramento a Pinzolo, Moena e Riva del Garda; si rivelarono molto spesso cruciali in molte azioni di guerra. Particolarmente si distinsero nella offensiva di primavera del 1916, nella battaglia dell'Ortigara, nella Operation Lawine ("Operazione Valanga") del 1918. La più celebre delle loro imprese di guerra è la conquista della Punta San Matteo nel gruppo del Cevedale il 3 settembre 1918, impresa memorabile per valore militare e abilità alpinistica, e la precedente conquista della cresta dei Monticelli sopra il Passo del Tonale nel giugno 1918.

In generale, i k.k. Landesschützen dovettero tenere un fronte di alta montagna, cosa già di per sé mai tentata in precedenza, in assetto da guerra per 12 mesi all'anno, un'impresa che metterebbe a dura prova i reparti alpini odierni: se si considerano i mezzi, i materiali e gli equipaggiamenti dell'epoca, l'assistenza medica sommaria, i trasporti e i rifornimenti pressoché inesistenti (tutto andava trasportato a spalla e solo nella buona stagione e solo durante la guerra fu realizzato un efficiente sistema di teleferiche che però non arrivava certo dovunque), le scarse risorse di un territorio (il Tirolo) stremato dalla guerra, e tutto ciò costituisce sicuramente un'impresa militare di rilevanza storica.

Come premio per il valore dimostrato nei combattimenti sostenuti, i tre reggimenti furono nominati Kaiserschützen dall'imperatore Carlo I d'Austria il 16 gennaio 1917 a Calliano durante una sua visita al fronte trentino.E. Acerbi, op. cit.

Prima guerra mondiale Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, tutti e tre i reggimenti furono inquadrati nella 88ª Brigata Landesschützen, che a sua volta faceva parte della 44ª Divisione Landwehr. Secondo il regolamento vigente nella Landwehr austriaca, venne mobilitata la riserva (detta Landsturm) composta dai militari in congedo fino ai 42 anni; era previsto che con essi ogni battaglione in servizio attivo ne mobilitasse un altro, perciò ogni reggimento della Landwehr, in tempo di pace formato da tre battaglioni, in tempo di guerra ne aveva sei, più un settimo che fungeva da battaglione complementi e addestramento (Ersatzbataillon). La forza di un reggimento salì perciò da 1400 a più di 4200 uomini. Calcolando anche il battaglione complementi, gli effettivi salivano a oltre 5000 uomini.

k.k. Landesschützen-Regiment "Trient" N. I

comandante: (dal 1914 al 1918) Oberst Adolf Sloninka von Holodow - vicecomandante: Oberstleutnant Johann Nowak - aiutante maggiore: Major Karl Hochleitner (1914-1916), Major Rodolfo Florio (1917-1918)

Mobilitato il 1º agosto 1914, combatte a Dunajow, Leopoli e in ottobre nella disfatta di Przemyśl in Galizia, dove i suoi effettivi vennero in massima parte presi prigionieri dai russi.

Il ricostituito reggimento nel gennaio 1915, prende parte alle battaglie di Chrew e Horodek. Partecipa all'offensiva contro le armate zariste dell'8-17 maggio 1915, distinguendosi nelle battaglie di Krywe e Sokolowa Wola. Dall'agosto 1915 è trasferito in tradotta dalla Polonia al fronte dell'Isonzo dove combatte sul monte Sei Busi e sul M. S. Michele. Nel dicembre 1915 il reggimento viene trasferito in Trentino: i battaglioni I, II e III presidiano la linea d'alta quota Passo del Tonale-Albiolo-Cresta dei Monticelli-Passo Paradiso. Il IV battaglione invece è distaccato nelle Giudicarie.

Da gennaio a marzo 1916, il reggimento si trasferisce in Valsugana lasciando solo il II battaglione sul Tonale (dove resterà fino a fine 1917); il 24 aprile il IV battaglione viene sciolto e il reggimento combatte a Portella, sul monte Collo e su monte Carbone. A maggio, il reggimento non partecipa alla Strafexpedition restando invece in riserva, anche se si segnala per un brillante attacco a sorpresa con un plotone guide alpine che scalano le fiancate dell'altopiano di Vezzena. Attraverso la Vallarsa, il reggimento coi due battaglioni rimasti attacca il 30 maggio il Passo Buole (Pasubio), subendo una pesante disfatta in quella che passò alla storia come "le Termopili d'Italia". Lasciato il Pasubio ai Kaiserjäger, si ritira sul Coni Zugna-Monte Corno-Forte Pozzacchio. Il 10 luglio 1916, il III battaglione respinge un violento attacco del battaglione Alpini "Vicenza" al Monte Corno, catturando tra gli altri Cesare Battisti e Fabio Filzi.

Nel marzo 1917 viene trasferito in riposo a Trento e ribattezzato Kaiserschützen-Regiment n. I "Trient"; e a giugno è assegnato al 3º Corpo d'Armata, nel settore dell'Ortigara. Qui, il 19 giugno, viene fatta brillare la colossale mina sotto il Monte Zebio (Gallio), e il cratere viene occupato dai due battaglioni, i quali poi combatteranno a difesa dell'Ortigara fino a ottobre. Qui li attende la grande offensiva di Caporetto: trasferiti a Laives e poi a Tarvisio, con massacranti marce notturne il reggimento raggiunge la conca di Plezzo e il 24 ottobre si lancia all'attacco del monte Stol, e lo conquista il 26; Gemona cade nelle mani dei Kaiserschützen il 29, assieme a 1000 prigionieri; il 5 novembre il reggimento raggiunge e attraversa il Tagliamento e attraverso Farra d'Alpago, attraverso violenti scontri con unità italiane isolate, giunge il 21 novembre sul Grappa.