Ravenna fu una città della Repubblica e poi dell'Impero romano. La storia della Ravenna imperiale non può essere disgiunta da quella del Porto di Augusto, base della Classis RavennatisAnnales, IV, 5.. La città fu scelta come sede imperiale romana nel 402 da Onorio.

Toponimo Insediamento di epoca remota, il toponimo si ritiene derivi da un prelatino "*rava", probabilmente di origine umbra, che in origine designava un "dirupo prodotto da acqua che scorre" e successivamente "canale, palude, bassura, fanghiglia", unito ad un suffisso "-enna", di origine etrusca.

Territorio Nel corso del tempo il territorio del ravennate ha subito numerose trasformazioni dovute principalmente al deposito di detriti da parte del Po e dei fiumi appenninici, alla subsidenza e alle bonifiche realizzate in età moderna e contemporanea.. In età antica i primi insediamenti che diedero origine alla città di Ravenna sorsero su un cordone litorale situato tra il mare e un complesso sistema lagunare costituito da paludi e delta fluviali.. Attraversava Ravenna da nord a sud il fiume Padenna, un corso d'acqua che nasceva dal delta del Po; in epoca augustea fu affiancato dalla Fossa Augusta.. La città era attraversata anche dal fiume Lamone, di origine appenninica. Nei pressi della città si suddivideva nel Flumisellum Padennae (considerato affluente del Padenna) e nel Teguiriense, esterno alle mura.. Nell'Alto medioevo la costa progredì ulteriormente provocando l'insabbiamento del porto cittadino.

Storia Epoca repubblicana

Per quanto concerne le origini leggendarie della città, Strabone sostiene che Ravenna sarebbe stata fondata dai Tessali i quali, tuttavia, a causa degli affronti subiti dai Tirreni, avrebbero deciso di lasciarla agli Umbri e tornare in patria.. Zosimo, autore di lingua greca vissuto nel VI secolo, sostiene, citando come autorità Gaio Asinio Quadrato, che fosse stata una colonia tessala chiamata Rhene «per essere dovunque bagnata dalle acque e non per il fatto di essere stata fondata, come dice Olimpiodoro di Tebe, da Remo, il fratello di Romolo».. Lo storico goto Giordane nella Getica identifica gli antichi abitanti di Ravenna con gli ainetoi, riferendosi presumibilmente ai Veneti..

Abitata da genti umbre, la città fu risparmiata dalle invasioni galliche del IV secolo a.C. Nel secolo successivo entrò nella sfera d'influenza di Roma, non opponendosi all'avanzata del suo esercito nella campagna di conquista della Gallia Cisalpina. Dopo la vittoria definitiva sui Galli Boi (191 a.C.), i romani la accettarono come "città alleata latina" (civitas fœderata), condizione che le garantì a lungo una relativa autonomia dall'Urbe.

Nell'89 a.C. ottenne lo status di municipium all'interno della Repubblica romana. E se inizialmente durante la guerra civile degli inizi del I secolo a.C. Ravenna si schierò con Mario, in seguito fu occupata, insieme al suo porto dal generale di Lucio Cornelio Silla, Quinto Cecilio Metello Pio.Appiano di Alessandria, Guerra civile, I, 89. Durante l'inverno del 53-52 a.C., nel pieno della conquista della Gallia, Giulio Cesare fece una leva proprio a Ravenna, in vista dell'anno decisivo della sua campagna militare contro Vercingetorige.Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 45.22. Pochi anni più tardi, nel 49 a.C., ancora Ravenna fu il luogo dove Cesare riunì le sue forze prima di attraversare il Rubicone:Appiano di Alessandria, Guerra civile, II, 32-35.

Nel 44 a.C., all'inizio della guerra civile che si scatenò dopo il cesaricidio, Ottaviano procedette a raccogliere nuove risorse a Ravenna e nei suoi dintorni, inviando poi le nuove leve, appena reclutate, ad Arretium.Appiano di Alessandria, Guerra civile, III, 42. Nelle fasi successive, dopo la disfatta dei cesaricidi Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino a Filippi ad opera di Marco Antonio ed Ottaviano, quest'ultimo ebbe l'ingrato compito di trovare i fondi necessari per sistemare circa veterani, fornendo loro un appezzamento di terra,Cantarella e Guidorizzi (2002), pag. 386 dei quali ben avevano combattuto nella battaglia di Filippi. Le confische territoriali fatte in Italia nel 41 a.C., attuate principalmente in Etruria, crearono ulteriori inimicizie ad Ottaviano, e proprio su questo crescente malcontento fecero leva Fulvia e Lucio Antonio, fratello del triumviro Marco. Agendo però troppo di fretta, i due fornirono a Ottaviano il pretesto per muoversi nella piena legalità, assediando Lucio a Perusia (inverno del 41/40 a.C.). Il triumviro Marco Antonio, dal canto suo, cercò di rimanere neutrale nello scontro, e solo con molto ritardo i suoi generali Ventidio Basso e Asinio Pollione, intervennero nel combattimento, senza tuttavia incidere sulle sorti del conflitto, rimanendone esclusi, poiché Ventidio fu costretto a ritirarsi ad Ariminum ed Asinio a Ravenna.Appiano di Alessandria, Guerra civile, V, 33 e 50. Alla fine Lucio fu costretto ad arrendersi ad Ottaviano, per mancanza di cibo e perdonato, grazie al fratello Marco. Non invece fu perdonata la popolazione di Perusia che fu trattata assai duramente, per essersi ribellata ad Ottaviano.

Nel 39 a.C. alcune navi da guerra (in particolare triremi) di Ottaviano, partirono dal porto di Ravenna e si recarono a Brundisium, in vista di un accordo con l'altro triumviro, Marco Antonio, alla vigilia della guerra contro Sesto Pompeo,Appiano di Alessandria, Guerra civile, V, 78 e 80. terminata tre anni più tardi nel 36 a.C. con la vittoria di Ottaviano su Sesto nella battaglia di Nauloco.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 129.1-4.

Archeologia della Ravenna repubblicana

Ravenna è al centro di una laguna costiera che si prolunga per alcuni km a nord e a sud. Dista solo 17 km dalla foce del ramo meridionale del Po, cui è collegata tramite il fiume Padenna, suo affluente (i Romani lo chiamano Padus Messanicus). Il Padenna, prima di gettarsi in laguna, riceve, a sua volta, le acque del Lamone. Il castrum militare romano fu impiantato nell'isola centrale.

La città è a base rettangolare, con lati di poche centinaia di metri di lunghezza. Come ogni oppidum romano, era attraversato da due vie principali: il decumano, in senso nord-sud, e il kardo che congiungeva le porte est ed ovest della città. La via principale terminava alla confluenza dei due fiumi cittadini. I romani denominarono il tratto cittadino del Lamone flumisellum Padennae, considerandolo un affluente del Padenna. Il Foro non è stato individuato con sicurezza, ma è probabile che coincidesse all'area delimitata dalle attuali vie D'Azeglio, Garatoni, Oberdan e Agnello. Il confine sud dell'abitato corrisponde alle attuali vie Ercolana-Guidarelli. La città è circondata da mura solo su tre lati (ovest-sud-est): a nord è lambita dal flumisellum e dal fiume Padenna, che segue il tratto di mura est scorrendogli a fianco. Le mura si sviluppano per una lunghezza di 2,5 km. Oltre la cinta muraria, qualche centinaio di metri più a sud vi erano l'anfiteatro e il tempio di Apollo. Più a sud scorreva il canale Candiano antico, collettore tra la valle omonima e il mare. Era attraversato dal Pons Candidanus. Nei pressi è emersa una necropoli romana.

Tra l'abitato e la linea di costa correva la via Popilia, strada consolare che iniziava a Rimini e terminava ad Adria. La strada che collegava Ravenna alla via Popilia era detta Via Caesaris; fu costruita nel I secolo a.C.

Sono poche le vestigia della Ravenna repubblicana venute alla luce: la più antica testimonianza è un muro risalente alla fine del III secolo a.C., eretto sull'isola centrale probabilmente per resistere ad un eventuale attacco del generale cartaginese Annibale. Sono stati rinvenuti i resti di due strade basolate che si incrociano sotto le attuali via Morigia e via D'Azeglio (fine del III-inizio del II secolo a.C.). Qui sono emersi i resti della più antica abitazione di Ravenna, risalente al II secolo a.C.

Epoca alto-imperiale

Intorno al 27 a.C. l'imperatore AugustoSvetonio, Vita di Augusto, 49.1. decise di realizzare, 5 km a sud di Ravenna, un porto militare, che spesso visitò negli anni del suo imperoSvetonio, Vita di Augusto, 20. Vi stanziò la flotta militare (la Classis RavennatisIl termine latino per "flotta" è Classis: tale nome rimase nei secoli e indica ancora oggi una frazione di Ravenna.), di pattugliamento dell'Adriatico e del Mediterraneo orientale.Vi erano due basi della marina militare in Italia: l'altra fu insediata a Miseno, porto naturale nel golfo di Napoli (Tacito, Annales, IV.5).. Augustò nominò governatore della città lo stesso Prefetto della flotta (praefectus classis). Il porto militare avviò lo sviluppo di stretti ed intensi rapporti fra Ravenna e l'Oriente.

Il porto militare fu edificato in un'ampia baia vicina al punto in cui il Padenna sfocia in mare. Contestualmente fu realizzato il collegamento fluviale tra Classe e Ravenna.Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 119. Dato che il Padenna non era più adatto alla navigazione, Augusto fece costruire un ampio canale artificiale parallelo al fiume (e alla via Popilia). Dallo scalo portuale, le due vie d'acqua procedevano verso Ravenna. La Fossa Augusta, una volta entrata in città (dove ora c'è via di Roma), la attraversava parallelamente al Padenna (il cui letto corrisponde alle attuali via Mazzini e Corrado Ricci). Fu poi realizzato il collegamento verso il ramo meridionale del Po. La Fossa Augusta percorreva un tratto rettilineo (corrispondente all'attuale SP 1 "Sant'Alberto") che la conduceva alla laguna veneta e di qui al sistema portuale di Aquileia, rimanendo sempre all'interno di lagune e percorrendo canali artificialiI canali artificiali, oltre alla fossa Augusta, erano le fosse Clodia, Filistina, Flavia, Messanicia e Neronia.. Divenne così possibile navigare ininterrottamente da Classe ad Aquileia (circa 250 km) in acque calme e a regime costantePlinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 127.. Ravenna si trovò così ad essere referente urbano della base navale di Classe, la quale favorì un grande sviluppo della città e di tutta la zona.

Nel 238, quando Massimino Trace, marciando contro l'Italia, giunse in vista di Aquileia, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dell'equipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte all'imperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo.Historia Augusta - I due Massimini, 21.6. Massimino prese allora una decisione fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerraHistoria Augusta - I due Massimini, 20.4-5. (mentre Balbino era preposto alla difesa di Roma, dovendo fronteggiare a dei disordini, sorti dietro istigazione di due senatori, Gallicano e Mecenate, contro la stessa guardia pretorianaHistoria Augusta - I due Massimini, 20.6.), raggiunse infatti Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata.Eutropio, Breviarium Historiae romanae, 9.1.Aurelio Vittore, De Caesaribus, 27.4.Historia Augusta - I due Massimini, 24.5; Historia Augusta - I due Massimini, 33.3.