Biografia Nacque a Napoli nel 1732, da una famiglia che probabilmente non aveva nulla a che far con l'illustre casata dei Galeota. Dal 1779 al 1798 scrisse una serie di opuscoli; per dare un'idea della loro qualità, trascriviamo l'intestazione di uno di essi:
Opuscolo contro i Pescivendoli.
Opera appoggiata sotto il titolo dell'educazione medicinale per affrenare gl'iniqui porci mali costumi. La broglia e latrocinio dei primi ladri, porci, scostumati dei Pescivendoli, che svergognano la città di Napoli, che gli forastieri si scandalizzano e dicono che noi Cittadini dovemo mettere l'assisa secondo com'è il pesce, e il Pescivendolo non lo vogliono sentire, e vogliono vendere a gusto loro, e maltrattano i loro prossimi cittadini con loro opere bestialmente appoggiate sopra queste due legge di Natura, iure defentio est Naturae, quod tibi non vis alteri ne feceris, errorQuesta citazione, come il resto dell'articolo, è tratta dal saggio su Onofrio Galeota di Benedetto Croce, Aneddoti e profili settecenteschi, Sandron, 1912.
. Un lettore finì per esclamare: "Grazie', scinn'a salera", che in italiano sarebbe come dire: "Graziella, portami la saliera". Per un breve periodo, a Napoli fu di moda comporre opuscoli nello stile del Galeota; alcuni di questi sono attribuiti persino all'abate Galiani.
Ebbe l'ardire di presentarsi all'Accademia reale, dove gli fu detto (è lui stesso a raccontarcelo): "Non te pigli scuorno, vieni persino qua a dire che voi essere accademico, noi non ammettiamo ciucci all'accademia".
Verso i sessant'anni si sposò, con una donna analfabeta e senza dote. Fu coinvolto nella repressione che seguì alla rivoluzione del 1799, tant'è vero che Vincenzo Cuoco, nella prima edizione del suo Saggio Storico sulla Rivoluzione Napoletana, ebbe a scrivere: "Fu arrestato Onofrio Galeota. Chi è questo Galeota? È un pazzo, il quale non è ai mattarelli perché la sua pazzia, invece di disgustare, diverte."
Note
Voci correlate Accademia ercolanese
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