I mondi infiniti di H. G. Wells (The Infinite Worlds of H. G. Wells) è una miniserie televisiva di fantascienza del 2001 ideata da Nick Willing e diretta da Robert Young, ispirata ad alcuni racconti dello scrittore H. G. Wells.

Trama La storia è ambientata in due epoche distinte, la fine della seconda metà dell'Ottocento (in cui H. G. Wells scrisse i racconti raccolti in diverse opere) e la prima metà del Novecento, periodo della vecchiaia dello scrittore. Primo episodio Ellen McGillvray, giovane e promettente giornalista americana, incontra il celebre scrittore di fantascienza H. G. Wells, per intervistarlo.

Dopo un approccio iniziale freddo e seccato, causato dal ritardo della giornalista, inviata da un suo conoscente, Arthur, direttore del Sunday Chronicle, il famoso scrittore si concede ad un'intervista, narrando le avventure del suo passato, affiancato dal famoso prof. Cedric Gibberne, da poco deceduto. Ellen spera che l'intervista a Wells, ne dia un ritratto completo, inclusi i suoi primi anni accademici.

Incomincia così il racconto dello scrittore, che, attraverso diversi flashback, viene riportato nel suo passato, tra allucinanti teorie, ricordi dimenticati e emozioni vissute. Le sue memorie si riassumono in sei storie incredibili, dove la realtà e l'impossibile si incontrano generando dei veri e propri "mondi impossibili".

Il nuovo acceleratore

Londra 1893. La scena si apre mostrando un piacevole battibecco tra Wells e la Dottoressa Jane Robbins, un'"addetta" dell'università come lei stessa si definisce. Questo battibecco, proseguito per gli atrii dell'Imperial College London, porta Wells, guidato da Jane, in un'aula dove alcuni docenti e alcuni studenti si sono riuniti per assistere a una dimostrazione del prof. Gibberne sul rapporto tra sistema nervoso e elettricità, attraverso l'uso di uno spettrografo elettrovoltaico.

Nel momento dell'attivazione però, uno spaventoso boato fa letteralmente volare Gibberne e l'assistente Whittaker a qualche metro dalla cattedra dove era in corso l'esperimento. Contemporaneamente, le porte si aprono venendo letteralmente scardinate.

Ripresosi dall'incidente, Gibberne si accorge della sparizione dello spettrografo. A questo mistero si aggiunge il fatto che le porte sono scardinate nei sensi d'apertura, e non come dovrebbero essere nel caso di un'esplosione o di un'implosione (teoria scartata grazie all'osservazione di Wells); inoltre, le finestre non hanno subito alcun danno.

Wells e Jane cominciano così a indagare, trovando indizi che li portano a una scoperta sorprendente: l'esistenza di un "farmaco accelerante", ideato da Mark Radcliffe, anch'egli docente dell'università, che permette alle persone, per un breve periodo di tempo, di essere più veloci del suono.

Trovato quindi il responsabile dell'incidente avvenuto al prof. Gibberne, Wells e Jane si recano nel laboratorio di Radcliffe, vedendolo scomparire sotto i loro occhi. Toccherà a Wells e a Gibberne scoprire dove è sparito Radcliffe con il suo farmaco, trovandosi di fronte ad una triste realtà: forse il farmaco accelerante non rappresenta soltanto un passo avanti per l'umanità, ma anche un sacrificio della propria esistenza.

Terminato il racconto, Wells si alza dalla poltrona, convinto che l'intervista di Ellen sia conclusa. A quel punto la giornalista estrae dalla borsa un'agenda, la porge allo scrittore, che non solo la riconosce, ma incomincia a sfogliarla, cominciando a narrare un'altra straordinaria storia.

Storia Dello Strano Giornale di Brownlow

Wells comincia a raccontare, e il suo flashback ci porta in una galleria sotterranea, dove Arthur Brownlow, controllore delle linee elettriche della metropolitana, sta per svolgere il suo lavoro su un generatore. Una svista di Arthur lo porta ad entrare in contatto con dei cavi, dai quali riceve una scarica elettrica che lo tramortisce.

Ripresosi dall'incidente Arthur si reca al pub che frequenta regolarmente. Una volta sedutosi ordina da bere e, in quel momento, prova una sensazione che lui stesso definisce come quando accade qualcosa e ti sembra che sia già accaduta, una sensazione di déjà vu, tanto che riesce ad anticipare avvenimenti e frasi prima che accadano. Sentendosi vittima di uno scherzo, Brownlow si allontana dal pub infastidito, prendendo la strada di casa.

Ritornato al pub il giorno seguente, e scusatosi del comportamento avuto nei confronti degli amici, si rivolge a loro, spiegando che, a parer suo l'incidente della metropolitana l'abbia fatto andare nel futuro per poi riportarlo nel passato. Deriso dagli amici, Arthur promette di dar loro una prova, ricordandosi di un giornale di scommesse che aveva in tasca nel momento dell'incidente, che effettivamente porta la data della settimana che sarebbe dovuta venire. Il giorno seguente Arthur porta i suoi amici all'ippodromo, vincendo e facendo vincere ingenti somme di denaro.

Intanto la scena si sposta su Wells, abbattuto per la mancanza di ispirazione, e su Jane, preoccupata per lui, dato l'evolversi del rapporto tra i due. Jane cerca di aiutarlo portandogli dei giornali, sperando che qualche articolo particolare dia lo spunto allo scrittore per ritrovare l'ispirazione. Sfogliando i giornali Jane trova finalmente un articolo degno di merito, il quale narra delle vincite di Arthur e dai suoi amici.

Intanto Arthur continua con le sue scommesse e le sue vincite, seguito dagli amici. La sera tornati al pub, festeggiano; tra i volti nuovi nel pub, scorgiamo Wells e Jane. In quel momento, un amico di Brownlow ha un incidente, finendo schiacciato da una carrozza. Sconvolto dall'accaduto, Brownlow si confida con Wells, raccontando dell'incidente e della settimana fortunata.

Wells capisce così che Brownlow non vive il futuro, ma la scarica elettrica l'ha portato nel passato, e che, modificandone l'andamento, lo ha irrimediabilmente cambiato. L'unico modo che ha Arthur di rimettere a posto le cose, è rivivere l'incidente nella stessa maniera della settimana prima, in modo da ritornare nel passato.

Il giorno seguente Wells e Jane accompagnano Brownlow, pronto a ripetere l'incidente della settimana prima, e dopo avergli augurato buona fortuna, si allontanano, ma non prima che Jane, metta nella tasca di Arthur il libro degli appunti di Wells su questa fantastica storia. Rimarrà ad Arthur la scelta se ripetere l'incidente allo scopo di tornare nel passato, o proseguire nel presente.

A quel punto Wells termina il suo racconto, e chiede a Ellen di spiegargli il motivo della sua visita, nonché la sua reale identità, visto che lo scrittore reputa l'intera intervista e la giornalista una farsa. Alla presunta giornalista, sorpresa dall'intuizione di Wells, non resta che dire la verità circa la sua identità e la sua visita. Si scopre quindi che Ellen in realtà è una funzionaria governativa, inviata da Wells per raccogliere il maggior numero di informazioni su Gibberne. Incuriosito da tale storia, lo scrittore domanda a Ellen il motivo.

Ellen informa Wells che, dopo la morte di Gibberne, le cui ricerche erano osservate e ritenute di grandissima importanza dal Ministero della Guerra, tra i suoi effetti personali venne rinvenuto un baule blindato, contenente l'agenda dello scrittore e altri oggetti molto particolari di evidente importanza scientifica per il professore. Scoperte finalmente le carte, Ellen e Wells si recano in un edificio all'apparenza disabitato e, passata la porta, lo scrittore si trova all'interno di una sorta di base militare. Ellen accompagna Wells fin davanti al famoso baule misterioso. Una volta aperto lo scrittore esclama: "Uh! Accidenti Gibberne... Santo Cielo!"

Secondo episodio

Wells prende dall'interno del baule un oggetto di forma ovale somigliante ad una pietra; a detta di Ellen, è una sostanza cristallina di origine sconosciuta del peso di 13 once e 3/4, resistente ad ogni acido ed a ogni tentativo di incisione con diamante. Wells afferma che la pietra, tempo prima, era di rara bellezza, e non nera e opaca come ora appare.

L'uovo di cristallo

La scena si sposta in una limpida notte, un barbone ubriaco di nome Skinner con il suo cane si aggira per quello che sembra essere un campo. All'improvviso, una palla di fuoco precipita poco distante da lui; nel momento dell'impatto Skinner cade a terra picchiando la testa e perdendo i sensi.

La mattina, una volta svegliato, Skinner, attirato dall'abbaiare del cane, si avvicina ad un enorme cratere, notando sul fondo un grosso meteorite. Nello scendere nel cratere, sente il suo cane guaire, seguito da diversi eco; Skinner continua a chiamare il proprio cane che sembra svanito nel nulla. Avvicinatosi al meteorite, nota al suo interno una pietra che sprigiona una forte luce dorata intermittente, e che nel momento in cui si avvicina ulteriormente, sembra spegnersi, diventando di colore bianco cristallino.

La scena si sposta all'università, dove Jane conosce il bizzarro William Cave, a sua detta naturalista, in cerca del vivaio. Jane lo accompagna, e, dopo aver venduto delle rane che aveva con sé per una misera somma, si accorge di essere in ritardo; lasciato il suo biglietto da visita a Jane, scappa, terrorizzato di arrivare tardi dalla moglie Rosa.

Spostata nuovamente la scena su Skinner, lo si vede entrare in un negozio di antiquariato, speranzoso di vendere la strana pietra trovata nel cratere. Entrato nel negozio Skinner si trova a dover trattare il prezzo con la spregevole signora Cave, l'avida e meschina moglie di William, che ottiene la pietra per una misera somma.

La notte William, svegliato dal gatto di Rosa, che irrompe terrorizzato nella camera da letto dei coniugi, si reca nella bottega, situata al piano di sotto e nota con stupore che l'uovo emana una strana luce biancastra. Nota inoltre che quella luce sembra stimolata dalla Luna, il cui bagliore penetra nella stanza attraverso una finestra.

Il giorno seguente si presenta al negozio il sig. Jacoby Wace, abituale cliente in cerca di gioielli d'occasione, al quale Rosa mostra la pietra portata da Skinner. Analizzandola con un monocolo e dopo aver scartato diverse teorie (Quarzo, Cristallo di Rocca, Vetro cristallo, Tormalina ecc.), chiede all'avida proprietaria di prenderne un campione con un bisturi. Tuttavia, appena l'uomo sfiora l'uovo di cristallo, questo si illumina ed emana un suono simile a un lamento, come se dotato di volontà propria, e successivamente respinge il bisturi verso Jacoby, graffiandolo sulla guancia e conficcandosi nella parete dietro di lui.

La scena si sposta per un attimo su Ellen e Wells, dove veniamo a conoscenza che Gibberne, circa 5 anni dopo i fatti successi (a detta di Ellen non appena furono disponibili gli apparecchi), ha eseguito delle radiografie a raggi x all'uovo, scoprendo che la sua struttura interna ricorda in tutte le sue caratteristiche un cervello umano.

Tornati nella bottega di antiquariato, la scena si concentra su William, attratto in maniera maniacale dal misterioso oggetto. Nel frattempo Wells si reca alla bottega, seguendo il consiglio di Jane di non restare rintanato in casa; tuttavia, in procinto di entrare nel negozio, trova la porta chiusa e scorge William afferrare l'uovo dalla vetrina e scomparire nella penombra.

Rinchiusosi in una stanza, William cerca di ricreare la situazione della notte precedente, facendo sfiorare l'uovo da un barlume di luce. Accortosi che l'uovo reagisce ad una qualsiasi fonte luminosa, purché la riceva in una precisa angolazione, l'uomo riattiva lo strano oggetto, rimanendone incantato. Scrutando più attentamente nota che in quel bagliore si nasconde una sorta di mondo, una distesa sabbiosa dal colore rossastro, dove qualche attimo dopo compare una strana creatura, le cui caratteristiche ricordano quelle di un insetto. L'arrivo inatteso della signora Rosa risveglia William dall'incanto che l'uovo stava esercitando su di lui, portando quest'ultimo al suo stato naturale.