Il 225º Reggimento fanteria "Arezzo" è stata un'unità militare del Regio Esercito Italiano e dell'Esercito Italiano. Storia Le origini Il 18 maggio 1916 a Castelfranco Veneto viene costituita la Brigata "Arezzo" che inquadra il 225° Reggimento fanteria, il gemello 226°, in concorso dei depositi reggimentali: 7º, 42º, 68º e 77º Fanteria.
Il Reggimento neo-costituito partecipa con valore al primo conflitto mondiale e la sua Bandiera è decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Il 13 gennaio 1919 con la circolare n. 57440 il Comando Supremo dispone lo scioglimento del Reggimento.
Marzo 1919. Le 19 Brigate sciole nel mese di gennaio vengono ricostituite. Il 225 Reggimento viene assegnato al Deposito di Ascoli Piceno e stabilisce la sua sede, nella Caserma "Umberto I".
11 aprile 1935: si inizia la costituzione del Reggimento con organico di guerra.
23 settembre 1935-30 luglio 1936: il 225° è inquadrato nella "24ª Divisione Gran Sasso" e partecipa alla campagna italo-etiopica.
1 febbraio 1937: viene assegnato alla "63ª Divisione di Fanteria Cirene" e inizia il trasferimento il Libia.
Giugno 1938: viene inquadrato nell'ambito della "53ª Divisione di Fanteria Arezzo" e trasferito in Albania. La sede del deposito viene spostata da Ascoli Piceno a Monopoli.
Novembre 1940 - aprile 1941: partecipa alla campagna contro la Grecia.
Aprile 1941 - settembre 1943: resta in Albania con compiti di presidio.
8 settembre 1943: dopo la firma dell'armistizio viene disciolto.
Il 1 agosto 1975 si costituisce in Arezzo un Battaglione di Fanteria della Brigata "Friuli" che assumendo il 15 novembre 1975 la denominazione di 225° Battaglione Fanteria "Arezzo", e prende in consegna Bandiera e tradizioni del disciolto 225° Reggimento.
Il 14 settembre 1992 viene ricostituito il 225° Reggimento Fanteria "Arezzo" che ingloba al suo interno il I Battaglione , le tre Compagnie e la Compagnia Comando e Servizi.
Il 27 gennaio 1999 alle 9:30 con apposita cerimonia svolta in Roma presso il Vittoriano è stata consegnata la BANDIERA DI GUERRA del 225° Reggimento Fanteria "Arezzo" a seguito dello scioglimento disposto dallo Stato Maggiore dell'Esercito. La consegna del vessillo e delle relative decorazioni è stata effettuata dal Comandante di Reggimento Colonnello Antonio Radogna, riponendolo nella vetrina del Museo Sacrario delle Bandiere. la consegna è avvenuta alla presenza dell'Aitante Maggiore Tenente Colonnello David Serboli, dell'Alfiere Marino Lo Giudice e dai sottufficiali di scorta Aiutante Carlo Alberto Nardo e Aiutante Sergio Luccioli.
Con l'applicazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'esercito, prende il nome di 225º Reggimento Fanteria "Arezzo" ed a seguito della formazione delle Brigate su tre reggimenti viene assegnato alla XXIV Brigata di Fanteria unitamente al 13º e 14º Reggimento Fanteria "Pinerolo".
Nella prima guerra mondiale (1915-1918)
Nella guerra d'Etiopia (1935-1936) Partecipa alla campagna in Africa Orientale inquadrato nella Divisione di Fanteria "Gran Sasso" operando nella zona dello Scirè nel febbraio-marzo 1936.
A partire dal 1º marzo 1937 viene assegnato alla Divisione motorizzata "Cirene" dislocata in Cirenaica. Dal 1º marzo 1938 è trasformato in 158º Reggimento Fanteria "Liguria" con aliquote di personale del 53º Reggimento Fanteria e del deposito dello stesso 225º Reggimento Fanteria.
Con la formazione delle divisioni binarie nel 1939, viene inquadrato nella 53ª Divisione fanteria "Arezzo" con il 226º Reggimento Fanteria e il 53º Reggimento Artiglieria.
Nel 1939 il Reggimento segue la Divisione "Arezzo" e viene inviata in Albania.
Nella seconda guerra mondiale (1940-1941)
Il 10 giugno 1940 il reggimento ha in organico: comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81, batteria armi di accompagnamento da 65/17.
Opera sul fronte greco-albanese e combatte nella zona di Monte Ivanit, Guri Kamias, Pleu i Kieve, Alta Valle Skumini.
Dal 29 novembre al 3 dicembre, il II Battaglione comandato dal maggiore Vincenzo Giachery viene coinvolto nei fatti d'arme nella zona di Guri Regianit.
Mentre il Battaglione si trovava in secondo scaglione a breve distanza dalla linea, ebbe l'ordine di sostituire i reparti già provati dal fuoco.
Verso le ore 22 del 28/11, dopo una breve sosta al terzo cantiere per rifornimento di bombe a mano, il Battaglione ascende le posizioni ove assume formazione di combattimento.
La 7a compagnia di sinistra. si schiera a cavallo della rotabile, la 5a compagnia alla sua destra, occupa il fianco della montagna fino a mezzacosta; la 6a compagnia a destra, fino alla vetta ove una selletta divide le nostre posizioni da quelle nemiche.
L8a compagnia decentra i suoi plotoni come segue:
- alla 6a compagnia: un plotone mitra e un plotone mortai;
- alla 7a compagnia: un plotone mitra e un plotone mortai;
- il Comando di Battaglione. dietro la 5a compagnia.
Alle ore 1,30 del 29/11 il Btg. è completamente schierato. Le armi sono in postazione e gli uomini ai loro posti.
Verso le ore 9, pattuglie nemiche sondano il nostro schieramento per conoscere l'entità delle forze che hanno di fronte. Durante il resto della giornata non si hanno a segnalare che azioni di pattuglie da ambo le parti senza conseguenze. Alle ore 8,30 circa del giorno dopo, 30 novembre,profittando di una densa nebbia che ha accompagnato una discreta nevicata della notte, pattuglie nemiche tentano, ma inutilmente, di impadronirsi di sorpresadi nostri elementi avanzati. Verso le ore 11,30 il nemico, con violenta azione di artiglieria di medio calibro e di mortai, prepara l'attacco che sferrerà alle ore 12. Assalti e contrassalti si susseguono per 4 o 5 volte su tutto il fronte del Btg. e in particolare nel settore della 6a cp. la quale, inoltre, è fatta bersaglio dei tiri dei mortai che causano al reparto lievi perdite. Verso sera il nemico ripiega sulle sue posizioni lasciando sul terreno un notevole numero di morti e feriti. Il giorno 1° dicembre l'avversario, verso le ore 11 e verso le ore 17, ripete nuovi e più violenti attacchi preceduti e accompagnati da intenso tiro di mortai che causano ai reparti lievi perdite. Ma nonostante il rimarchevole sacrificio di uomini, gli attacchi nemici non approdono ad alcun successo perché vengono inesorabilmente stroncati dal valore dei nostri soldati.
Il giorno 2 il nemico insiste nell'attaccare le nostre posizioni, cercando di forzare la selletta occupata da elementi della 6a cp.; attacchi preceduti e accompagnati dal consueto ed efficace tiro dei mortai. Anche in questo caso è nettamente respinto e costretto a ripiegare sulle posizioni di partenza. Nuovi ma meno efficaci attacchi su tutto il fronte del Btg. verso le ore 14. Circa le ore 21 loro pattuglie riescono, col favore della notte e della nebbia, ad avvicinarsi ad un plotone avanzato della 5a cp. che immediatamente va al contrassalto e costringe il nemico a darsi precipitosamente alla fuga. Le nostre perdite della giornata sono sensibili.
Alle prime luci del giorno 3 dicembre hanno inizio azioni di pattuglie nemiche che preludono ad un nuovo attacco.
Infatti, verso le ore 10, i mortai nemici iniziano la loro preparazione e non la cessano che verso le ore 12,30, ora in cui il nemico si slancia con nuovo ardimento verso le nostre posizioni. Malgrado che i reparti del Btg. abbiano subito gravissime perdite durante la preparazione, continuano a respingere il nemico che tenta senza posa di travolgere le nostre linee, con forze infinitamente superiori a quelle dei giorni precedenti. Tre assalti consecutivi che prolungano i combattimenti sino alle ore 16 circa, vengono stroncati dall'indomito valore e dallo spirito di sacrificio delle nostre truppe. Durante questo periodo il Btg., superando notevoli difficoltà , disagi e di avverse condizioni atmossferiche, con encomiabile valore ed eroismo è riuscito a contenere lo slancio del nemico infinitamente superiore per numero e per mezzi, scrivendo una nuova e bellissima pagina di gloria nella storia dei "Diavoli Gialli". Comandava il Btg. il maggiore Giachery Cav. Vincenzo.
Nella seconda guerra mondiale (1942-1943) Al termine della campagna balcanica, il Reggimento rimane in Albania assolvendo a compiti di presidio e controguerriglia e viene sciolto il 12 settembre a seguito degli eventi che determinarono l'armistizio.
Campagne di Guerra e fatti d'arme
Prima Mondiale (1915-18)
1916: Monte Zebio (luglio) - Monfalcone (ottobre) 1917: Monfalcone: quota 77 e 57, Viadotto di Duino, Flondar, Hermada (maggio-agosto) 1918: Basso Piave - Capo Sile (giugno-ottobre)
Affrica Occidentale (1935-36)
1936: Scirè (febbraio-marzo)
Seconda Mondiale (1940-43)
1940-41: fronte greco-albanese: M. Ivanit, Guri Kamias, Pleu i Kieve, Alta Valle Skumini 1942-43: Albania: compiti di presidio
La storia recente Le prime notizie di una riattivazione del Reggimento nel dopoguerra sono del 18.1.1962 il XII battaglione da posizione assume la denominazione di XII battaglione fanteria d’arresto ed il 1° giugno 1963 cambia denominazione in CCXXV battaglione d’arresto.
Adottando le insegna storiche del reparto.
Il 22 settembre 1964 il CCXXV btg. d’arresto diventa III battaglione del 52° Reggimento Fanteria d'Arresto “Alpi”.
Comandanti (1916-1943) - (225º Reggimento fanteria Arezzo) 18.05.1916 - 19.06.1916 - Col. Antonino Sterio 20.06.1916 - 27.06.1916 - Ten.Col. Giovanni Brolis (interinale) 28.06.1916 - 29.06.1916 - Col. Antonino Sterio (ferito) 04.07.1916 - 06.07.1916 - Ten.Col. Achille Miravalle 11.12.1916 - 25.05.1917 - Col. Francesco Cuoco (caduto sul campo a Monfalcone q. 75) 26.05.1917 - 05.09.1917 - Ten.Col. Salvatore Bellacasa 13.09.1917 - Fine Guerra- Ten.Col. Gabriele Vallo 01.01.1919 - 15.02.1919 - Col. Enrico Roppi 01.01.1920 - 08.02.1920 - Col. Giovanni Bonino 09.02.1920 - 31.08.1920 - Col. Arturo Botteri 01.09.1920 - 01.02.1921 - Col. Raffaele Prandoni 02.02.1921 - 06.06.1921 - Col. Leandro Deambrogis 07.06.1921 - 24.12.1921 - Col. Romeo Rosetti 01.01.1922 - 31.01.1922 - Ten.Col. Giovanni Del Boca 01.02.1922 - 01.08.1924 - Col. Gabriele Vallo 02.08.1924 - 01.04.1928 - Col. Giuseppe Dallosta 01.10.1928 - 18.01.1931 - Col. Letterio Basile 19.01.1931 - 16.04.1933 - Col. Giuseppe Giuliano 17.04.1933 - 01.10.1936 - Col. Egisto Conti 02.10.1936 - 01.10.1937 - Col. Gustavo Sforzi 02.10.1937 - 01.04.1938 - Col. Niccolò Berlotto 02.04.1938 - 30.09.1938 - Col. Guido Terracina 01.10.1938 - 06.11.1940 - Col. Enrico Lugli 07.11.1940 - 10.07.1941 - Col. Pietro Tantillo 11.07.1941 - 30.08.1941 - Ten. Col. Giuseppe Morici 01.09.1941 - 02.1942 - Col. Oliviero Prunas 03.1942 - 20.04.1942 - Col. Giovanni D'andrea 21.04.1942 - 09.1942 - Ten. Col. Alberto Bianco Crista 09.1942 - 12.12.1942 - Col. Eduardo Rumbolo 13.12.1942 - 12.03.1943 - Col. Contrada Darwin 13.03.1943 - 25.08.1943 - Col. Giuliano Travaglini 26.08.1943 - 18.09.1943 - Col. Enrico Filippo 19.09.1943 - 12 settembre 1943 - Col. Vittorio Vasco (scioglimento a seguito degli eventi determinati dall' armistizio)
(1975-1992) - (225º Battaglione fanteria Arezzo) 16.11.1975 - 31.08.1977 - Col. Enzo Pecchi 01.09.1977 - 19.06.1979 - Ten.Col. Camillo Brialdi 20.06.1979 - 07.08.1981 - Ten.Col. Mario Savini 08.08.1981 - 28.07.1983 - Ten.Col. Carmine Barone 29.07.1983 - 17.05.1984 - Ten.Col. Emilio Punturo 18.05.1984 - 28.07.1985 - Ten.Col. Mario Sessa 29.07.1985 - 03.08.1987 - Ten.Col. Franco La Noce 04.08.1987 - 24.07.1988 - Ten.Col. F.Saverio Mondelli 25.07.1988 - 30.07.1990 - Ten.Col. Giuseppe Oddo 31.07.1990 - 13.09.1992 - Ten.Col. Giovanni Fantini
(1992-1999) - (225º Reggimento Fanteria Arezzo) 14.09.1992 - 13.09.1993 - Col. Giovanni Di Rauso 14.09.1993 - 04.09.1995 - Col. Biagio Scalia 05.09.1995 - 27.01.1999 - Col. Antonio Radogna
Stemma araldico Decreto Decreto 19 gennaio 1977 (aggiornato in base a quanto disposto dallo SME con circ. 121 in data 09.02.1987 - Giornale Ufficiale del 14.02.1987.)