La lampada rossa (titolo originale: Round the Red Lamp) è una raccolta che racchiude alcuni racconti medici scritti da Arthur Conan Doyle che egli pubblicò, con scarso successo, nel 1894. Questi racconti rappresentano un omaggio alla medicina in sé, ma soprattutto a ciò che la figura del medico rappresentava nell'Inghilterra vittorianaA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p. 12. Ne La lampada rossa l'autore privilegia due particolari aspetti dell'esperienza medica: le frequenti occasioni di incontro con una gran varietà di persone e la sapienza nel saper affrontare problemi che rendevano il medico un esperto conoscitore della vita umana. I racconti più interessanti hanno come soggetto la vita di un medico o una situazione di emergenza medica. In altri racconti, invece, il medico o lo studente di medicina compaiono unicamente come pretesto narrativo. Nonostante l'utilizzo di un'accurata terminologia tecnica per la descrizione dei casi clinici, dal quale emerge la formazione medica di Doyle, lo stile dei racconti rimane fresco e leggero.

I racconti

La prima operazione Il racconto è ambientato nell'università della città natale di Doyle, Edimburgo, ed i protagonisti sono uno studente del primo anno di medicina ed uno del terzo anno. Quest'ultimo ha il compito di incoraggiare la matricola che quel giorno assisterà per la prima volta ad un'operazione chirurgica.

L'illustre dottor Archer sta per eseguire l'operazione su una giovane donna afflitta da cancro della parotide, la cui asportazione richiede grande perizia medica. Il dottore è un uomo dotato di una gran fermezza di nervi, mentre l'agitazione del giovane ragazzo alla vista del bisturi lo distoglie completamente dalla realtà facendolo svenire al solo pensiero dell'incisione.

Al suo risveglio la matricola è oggetto delle risate dello studente del terzo anno che lo informa che l'operazione non ha avuto luogo poiché la paziente non sopportava il cloroformioA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p. 27.

Falsa partenza Protagonista del racconto è il dottor Horace Wilkinson, medico alle prime armi proprietario di uno studio medico a Sutton, Londra, la cui soglia non è ancora stata varcata da alcun paziente. Una sera egli riceve una visita da parte di un uomo che reputa essere senza dubbio il suo primo paziente, e per questo motivo tenta di impressionarlo positivamente diagnosticando a colpo d'occhio la supposta malattia dell'uomo. All'inizio l'estremo rossore delle gote gli suggerisce che egli abbia un problema con l'alcool, ma poi un improvviso attacco di tosse nervosa lo orienta verso una tosse bronchiale. L'uomo in realtà è sano come un pesce e non si trova lì in qualità di paziente, ma di esattore della società del gas.

La seconda, ma non più fortunata visita, è quella di una zingara che porta con sé una bambina affetta da morbillo. L'intenzione della donna non è quella di farla curare, ma solo di informare un medico della malattia in caso ci fosse bisogno di segnalarla una volta deceduta. Ma Wilkinson insiste per darle una cura, chiedendo inizialmente una lauta ricompensa di mezza corona, ma finendo per farle addirittura l'elemosina. Riceve infine un'ulteriore visita: è stato mandato a chiamare per curare Lady Millbank, moglie di John Millbank, magnate del commercio londinese. Tra lo stupore e l'incredibilità per l'incarico arriva alle Towers, loro principesca dimora, e riesce a guadagnarsi immediatamente l'ammirazione di Sir John.

Dopo averla visitata ed essere uscito dalla sua camera, trova nel salone il medico di famiglia, il dottor Mason, accompagnato dal dottor Adam Wilkinson, professore di malattie polmonari al Regent's College di Londra. Era quest'ultimo, in realtà, il dottor Wilkinson che la famiglia Millbank aveva mandato a chiamare. Il malinteso si risolve in modo fortunato per Horace, al quale viene offerto da Sir John il posto come nuovo medico di famiglia. Ma egli, uomo d'onore, rifiuta, trovandolo ingiusto nei confronti del collega più anziano. La sua condotta gli fa così guadagnare l'ammirazione anche del dottor Mason, con il quale egli fonderà il famoso studio Mason&Wilkinson. Falsa Partenza si ispira, con molte probabilità, all'esperienza vissuta da Arthur Conan Doyle a Portsmouth dove, malgrado le iniziali difficoltà economiche, egli riuscì ad aprire un suo studio che, dopo qualche anno di sacrifici, lo portò alla tranquillità economica. Senza altrettanta fortuna nel 1891 aprì a Londra, nell'elegante Wimpole Street, uno studio medico la cui soglia, secondo la testimonianza dello stesso Doyle, non fu mai varcata da alcun pazienteA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p.9.

La maledizione di Eva Il racconto ha come protagonista il piccolo borghese Robert Johnson, negoziante di abbigliamento maschile a Londra. Robert, nell'arco di una notte, riscopre tutta la dignità e la profondità dell'esistenza umana in seguito al difficile parto di sua moglie. Nel corso della sua vita, l'uomo ha condotto un'esistenza anonima, non è mai stato scosso né da grandi gioie né da ambiziosi ideali, e sua moglie Lucy è una donna altrettanto tranquilla. L'improvvisa gravidanza di quest'ultima rappresenta la grande svolta nella vita della coppia.

I preparativi per il parto sono stati curati da Robert con largo anticipo e nei minimi dettagli, tuttavia l'idea che qualcosa possa andare per il verso sbagliato preoccupa molto l'ansioso negoziante. Il giorno in cui le condizioni di salute di Lucy peggiorano in modo preoccupante, Robert perde la compostezza e la tranquillità che lo hanno caratterizzato per tutti quegli anni, ritrovandosi a girare l'intera città in cerca del dottor Miles, medico scelto per assistere sua moglie durante il parto. Una volta trovato, appare chiaro che i loro stati d'animo contrastano fortemente: il medico, esausto dopo una lunga giornata di lavoro, ha come priorità la cena rispetto alla visita di Lucy, mentre Robert è invaso dal terrore per le sorti della donna. Quando finalmente il dottore arriva a casa Johnson e visita la donna, la tragicità della situazione è palese anche agli occhi del medico, che chiede il consulto di un collega, il dottor Pritchard. Dopo una lunga notte di travaglio viene comunicata a Robert la notizia della buona riuscita del parto.

In una notte, il mito e composto negoziante di Londra comprende l'esistenza di fonti di gioia mai sperimentate prima, e grazie a quella esperienza diviene un uomo più forte e profondoA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p. 63-4.

La terza generazione Come per la maggior parte dei racconti de La lampada rossa, la vicenda è ambientata a Londra, a Scudamore lane, nella casa di un medico specialista di reputazione europea, il dottor Horace Selby. L'autore lo descrive come un uomo dall'apparenza rassicurante e dal volto consolatorio, capace di ottenere facilmente la fiducia dei pazienti.

Una sera, durante la cena, egli riceve inaspettatamente la visita di un paziente, il baronetto sir Francis Norton. Dopo un'accurata visita il dottore gli diagnostica una tara innata da cheratite interstiziale, un'infiammazione della cornea che nella maggioranza dei casi è causata dal Treponema pallidum, agente eziologico della sifilide.

Il baronetto, come suo padre prima di lui, aveva ereditato la malattia dal nonno, un personaggio sinistro e famoso nella Londra degli anni trenta del XIX secolo per la sua vita da dandy dedita all'alcool e al gioco d'azzardo. Una volta appresa la terribile notizia, il giovane baronetto si interroga su quale mai possa essere la giustizia di tutta quella faccenda. La sua vita, dedita al bello e al gentile, si discosta molto da quella del nonno, ed egli non comprende per quale motivo debba ricevere la sua stessa punizioneA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p. 75.

Il medico, dall'alto della sua professione, gli consiglia di accettare sulla fiducia queste grandi domande della vita, e di far passare molti anni prima di pensare ad un eventuale matrimonio: è infatti l'unico modo per non rischiare di trasmettere la malattia anche ad una quarta generazione. Quel consiglio appare inaccettabile agli occhi di Sir Francis, che sta per sposarsi in meno di una settimana. Il medico riesce però con innata fermezza a convincerlo ad annullare le nozze, invitandolo a trovare il prima possibile un modo per comunicarlo alla fidanzata. I due si salutano con la promessa da parte di Sir Francis di risolvere al più presto la faccenda e di fare avere al dottore sue notizie già il giorno dopo. Sir Francis mantiene la sua promessa, poiché il medico apprende notizie su di lui da un articolo del Daily news che annuncia che il baronetto è deceduto falciato dalle ruote di una carrozza mentre faceva ritorno a casa.

La moglie del fisiologo Il professor John Ainslie Grey è un uomo dalla carriera brillante. A soli quarantatré anni ha posto le basi della sua grande notorietà nell'ambito della fisiologia e della zoologia. Considerato una delle maggiori autorità viventi, ottiene la cattedra di fisiologia a Birchespool.

Il professor Grey prova ribrezzo per ogni interpretazione metafisica del mondo, consacrando la sua fede unicamente alla fisicità e alla natura. Un giorno a colazione comunica alla sorella di voler prendere come moglie la signora O'James, vedova australiana, e alla stesso tempo cerca di convincere Miss Grey a prendere in considerazione le attenzioni a lei riservate dal dottor James M'Murdo O'Brien, allievo brillante di Grey.

Una volta celebrato il matrimonio con Jeanette O'James, il professore si trova a discutere con il suo allievo sulla reale possibilità di chiedere la mano di sua sorella. James è obbligato a raccontare al professore di essere anch'egli vedovo: quando viveva in Australia, sua moglie Jinny (Jeanette) aveva deciso di lasciarlo e di partire con il suo amante, ma il brigantino su cui viaggiavano aveva fatto naufragio, e non vi erano stati sopravvissuti.

È una vera sorpresa scoprire che Jinny, che egli crede scomparsa per sempre, è in realtà l'attuale moglie del professor Grey. Jinny infatti in Australia, all'ultimo momento, non era partita con il suo amante e per la vergogna aveva iniziato una nuova vita in Inghilterra. L'amore ancora vivo tra i due spinge Jinny a tornare insieme al suo vecchio marito e ad abbandonare Grey, secondo lei incapace di soffrire perché senza cuoreA.C. Doyle, La lampada rossa, Bagno a Ripoli: Passigli editori, 2011, p. 103. Grey, imperturbabile, sembra addirittura incoraggiare in modo distaccato la scelta della donna. È difficile anche per i suoi medici curanti, mesi dopo, credere che la causa della morte dell'insensibile professore possa essere legata ad un crepacuore, come i sintomi lasciano immaginare.

Il caso di Lady Sannox Il protagonista di questo racconto è il famoso chirurgo londinese Douglas Stone, all'apice della sua brillante carriera. Egli viene descritto come uno degli uomini più belli di Londra, i cui vizi sono alla pari delle sue virtù e infinitamente più pittoreschi. Egli conduce una relazione di dominio pubblico nei circoli alla moda della città con la seducente Lady Sannox, sposata con Lord Sannox, uomo tranquillo e piuttosto anonimo.

Una sera, mentre Stone si appresta a recarsi ad un appuntamento con Lady Sannox, riceve a casa la visita di un misterioso paziente proveniente dall'Asia minore, Hamil Ali. Quest'ultimo lo implora di correre in soccorso della moglie, la quale si è accidentalmente ferita il labbro con un almohadi, un pugnale orientale avvelenato. L'uomo insiste che l'unico modo per salvarle la vita sia quello di amputare la zona colpita dal veleno. Spinto dalla gentile ricompensa di cento sterline ed impaziente di incontrare Lady Sannox più tardi quella sera, Stone respinge i suoi dubbi professionali e si reca a casa della coppia.