Smile (a volte reso graficamente come SMiLE) è un album discografico del gruppo musicale statunitense Beach Boys registrato tra il 1966 e il 1967 ma rimasto incompiuto ed inedito fino al novembre 2011, quando venne pubblicato all'interno del cofanetto antologico The Smile Sessions, ipoteticamente ricostruito filologicamente quasi del tutto a partire dai nastri originari.

Il progetto dell'album era stato inteso dal suo ideatore Brian Wilson per essere il seguito di Pet Sounds, ma l'opera non venne mai portata a termine nella sua forma originaria. Con il passare degli anni la statura mitica di Smile crebbe sempre più, acquisendo uno "status leggendario" fino a diventare il più celebre caso di "album perduto" nella storia della musica popolare.

Wilson rimise mano al progetto nel 2003, e nel 2004 ne fece uscire una versione ri-registrata ex novo con la sua tour band, riscuotendo un buon successo di critica e vendite. Durante i 37 anni trascorsi dall'idea originaria alla pubblicazione della nuova versione di Wilson, Smile aveva acquisito una reputazione leggendaria di opera incompiuta, e diverse tracce dell'album originale da anni circolavano su bootleg tra i collezionisti. Molte delle tracce che erano state originariamente registrate per Smile, dopo la cancellazione del disco, trovarono posto nei successivi album dei Beach Boys pubblicati nel corso degli anni.

Nel 2011 è stato pubblicato il box set intitolato The Smile Sessions, un cofanetto contenente diverse versioni dell'album ricostruite per mezzo delle registrazioni originali dell'epoca, insieme a molti provini e brani scartati; ricevendo un clamoroso successo di pubblico e critica.

Il disco Origine e storia Nel corso di un'intervista datata ottobre 1966, Brian Wilson affermò che il prossimo disco dei Beach Boys sarebbe stato "una sinfonia adolescenziale diretta a Dio". Il piano originario dell'opera che Wilson aveva in mente, era portare il lavoro svolto su Pet Sounds a un livello superiore, per mezzo di un album in forma di lunga suite con canzoni scritte appositamente legate tra loro tematicamente e musicalmente, registrato con tecniche di studio innovative e con l'impiego di suoni inusuali, sulla falsariga di quanto fatto nel loro ultimo successo Good Vibrations, brano ampiamente ben accolto da pubblico e critica. Pet Sounds, con i suoi arrangiamenti complessi e sofisticati, infarciti di trucchi tecnologici e i brani dai risvolti malinconici e nascosti, aveva parzialmente offuscato l'immagine da spensierato gruppo musicale di "surf music" della band, e con il prossimo lavoro Wilson aveva deciso di rendere ancora più complessa e sfaccettata l'immagine dei Beach Boys, avvicinandoli, in questo senso, ai rivali Beatles.

La genesi di Smile è da collocarsi durante le sedute di registrazione per l'album Pet Sounds. Il 17 febbraio 1966, nel corso della sessioni per quell'album, Brian Wilson iniziò a lavorare a un nuovo singolo del gruppo, la canzone Good Vibrations, che si rivelerà essere la più costosa e complessa produzione di musica pop dell'epoca. Good Vibrations venne creata impiegando una tecnica di registrazione mai sperimentata in precedenza: furono incisi circa 30 minuti di sezioni musicali sparse, successivamente unite insieme e ridotte al formato classico della canzone pop da 3 minuti di durata. Molti nell'entourage dei Beach Boys erano scettici circa un così complesso e dispendioso processo creativo, ma la canzone spazzò via velocemente qualsiasi dubbio quando diventò il maggior successo commerciale della band, raggiungendo la vetta delle classifiche sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Quindi, l'intenzione di Wilson era quella di rendere Smile un'intera opera prodotta con le stesse modalità.

Episodio cruciale nella creazione di Smile fu l'incontro creativo che Wilson ebbe con il cantante, musicista, compositore e paroliere Van Dyke Parks. Presentatogli da David Crosby, il ventiduenne cantautore si era trasferito a Los Angeles qualche anno prima per immergersi nella scena musicale folk locale. Attraverso Parks o Bruce Johnston, Wilson conobbe l'ex addetto stampa dei Beatles Derek Taylor, subito assunto come pubblicista dei Beach Boys. Wilson aveva invitato Parks a scrivere i testi dei brani per il prossimo album della band nella primavera del 1966, quando il progetto si chiamava provvisoriamente ancora Dumb Angel. I due musicisti diedero velocemente vita ad un sodalizio artistico fruttuoso, e tra l'aprile e il settembre del '66, il duo compose insieme un gran numero di canzoni, incluse Surf's Up, Heroes and Villains, Wonderful, Cabin Essence e Wind Chimes, tutte scritte nella celebre vasca piena di sabbia che Brian aveva fatto eccentricamente installare in casa sua, perché così, componendo al pianoforte, avrebbe potuto affondarci i piedi dentro per trarne ispirazione. Dalla loro prima collaborazione scaturì il brano Heroes and Villains. Mentre la loro canzone più acclamata, Surf's Up, venne scritta nel corso di una sola nottata. Il paroliere di Pet Sounds, Tony Asher, aveva già scritto un testo per Good Vibrations, ma la versione poi effettivamente pubblicata su singolo nell'ottobre '66 conteneva un nuovo testo ad opera di Brian Wilson e Mike Love. Infatti Wilson, a cui il testo di Asher non piaceva, aveva chiesto a Parks di scriverne uno nuovo per Good Vibrations, ma Parks aveva declinato l'offerta, preferendo non essere coinvolto in un progetto già avviato. Incassato il rifiuto, Wilson aveva così deciso di scriverne uno insieme a Love.

Anche se il preciso momento dell'ideazione dell'opera è ancora oggi oggetto di dibattito presso critici ed appassionati, alcuni "punti fermi" nella genesi di Smile sono generalmente accettati: sia musicalmente che liricalmente, Wilson e Parks volevano che Smile fosse esplicitamente americano nello stile e nelle tematiche trattate, come diretta reazione al dominio britannico nella musica popolare dell'epoca. L'opera era stata presumibilmente concepita per essere un viaggio musicale attraverso l'America dalla costa est alla costa ovest, iniziando dalla Roccia di Plymouth e terminando alle Hawaii, ripercorrendo alcuni dei grandi temi culturali della storia americana moderna, inclusi l'impatto della civiltà dei bianchi sui nativi americani, l'influenza dei latinoamericani, il selvaggio West, e l'ampliamento delle frontiere del Paese grazie alla costruzione delle grandi ferrovie e delle autostrade.

Altro ingrediente importante del disco avrebbe dovuto essere un particolare senso dell'umorismo, e le canzoni di Smile sono infatti infarcite di nonsense, giochi di parole, e complessi significati multipli. Un esempio a proposito è il brano Vega-Tables, che include la strofa: «I'm gonna do well, my vegetables, cart off and sell my vegetables»; la frase «...cart off and...» è un gioco di parole bilingue sull'assonanza fonetica in lingua inglese con il termine "Kartoffeln", che in tedesco significa "patate".

È risaputo quanto Wilson sia stato influenzato in gioventù dalla musica di George Gershwin (specialmente da Rhapsody in Blue), e Smile emula sia l'enfatico "americanismo" di Gershwin, sia le caratteristiche episodiche e programmatiche dell'opera del compositore. Una breve scena dove Brian siede al pianoforte componendo, presente nel DVD del documentario del making of di Smile del 2003, suggerisce che Wilson possa aver direttamente basato il riff principale di Heroes and Villains su una variazione o una riscrittura di un frammento della Rapsodia in blu.

Altre influenze classiche in Smile si ricollegano direttamente alla tradizione della musica popolare americana del passato; le composizioni a firma di Wilson si alternano infatti con frammenti di vecchie canzoni, come The Old Master Painter (resa celebre da Peggy Lee), il brano folk You Are My Sunshine, lo standard jazz composto da Johnny Mercer intitolato I Wanna Be Around (inciso da Tony Bennett), Gee del gruppo doo-wop anni cinquanta The Crows, e altri diversi ammiccamenti e riferimenti alla cultura pop statunitense, come, per esempio, la sigla musicale del personaggio dei cartoni animati Woody Woodpecker.

Molte di queste brevi tracce, e molti altri brevissimi pezzi strumentali e vocali rimasti incompiuti, dovevano evidentemente servire come collegamenti tra i brani principali dell'album. La struttura a cut-up dell'opera, e la forte post-produzione alla quale venivano costantemente sottoposti i provini dei brani di Smile, erano certamente elementi insoliti per i tempi nella musica popolare di massa, e suggeriscono l'idea che Brian fosse a conoscenza delle tecniche della "musique concrète" e che le utilizzasse per creare dell'arte in musica, esercitando in questo approccio, come affermato dal musicologo Ian MacDonald, una grossa influenza anche sul modo di comporre dei Beatles all'epoca.

Gli esperimenti di Wilson con LSD furono senza dubbio una significativa influenza nella struttura e tematica dei suoi lavori di fine anni sessanta, e una delle figure che più influenzarono il suo modo di pensare all'epoca, fu l'amico Loren Schwartz, che si dice avesse introdotto Brian all'uso di marijuana e LSD.

Lo scrittore Bill Tobelman arriva anche a suggerire che Smile sia pieno di riferimenti in codice alla vita di Brian e alle sue recenti esperienze con l'acido lisergico.

Cerchia di "amici" di Wilson ed ambiente circostante «All'improvviso non eravamo più solo io e Brian nella stanza; eravamo io, Brian, David Anderle, Michael Vosse, Loren Schwartz, Terry Sachen e un sacco di gente interessata che lo trascinava in varie direzioni.» — Van Dyke Parks

Il biografo Steven Gaines ha caratterizzato la cerchia di gente che circondava Brian Wilson all'epoca, come un mix sia di sfruttatori sia di individui che erano "talentuosi" e "industriosi". Questo gruppo includeva il talent scout della MGM David Anderle e il suo cliente, il cantante Danny Hutton, che si era esibito con Parks; in seguito Hutton presentò Parks a Anderle, che divenne il suo manager. In maniera simile, Hutton e Wilson si erano incontrati per la prima volta alla fine del 1964 e si conobbero meglio dopo che Anderle li reintrodusse alla fine del 1965. Il cantante dei Turtles Mark Volman, presentato a Wilson da Hutton, in seguito osservò che la sua associazione con il Beach Boy era stata per lui come essere una "groupie di Brian". Molti di questi individui, in seguito soprannominati "Vosse Posse" dai fan dei Beach Boys, divennero frequentatori abituali di casa Wilson e durante le sessioni in studio di Smile.

Anche alcuni giornalisti facevano parte del suo ambiente. Michael Vosse, un reporter di una rivista e amico del college di Anderle, fu presentato a Wilson da Parks e in seguito Taylor gli chiese di intervistarlo per l'imminente uscita di Good Vibrations. Il giorno dopo il loro incontro, Wilson chiamò Vosse e gli offrì un lavoro come "registratore di suoni naturali". Paul Jay Robbins, del Los Angeles Free Press e un attivista di sinistra coinvolto nei disordini del 1966 sul Sunset Strip, conobbero Parks a un concerto dei Byrds, cosa che li portò nella cerchia di Wilson. Paul Williams, diciottenne fondatore e giornalista di Crawdaddy!, aveva espresso ammirazione per Pet Sounds e Good Vibrations, e successivamente andò a trovare Wilson a casa sua nel Natale 1966 prima di tornare a New York. Jules Siegel, del The Saturday Evening Post, fu presentato a Wilson da Anderle e lo accompagnò a casa sua e in studio per due mesi. Anche Richard Goldstein, il primo critico rock del The Village Voice, e Lawrence Dietz, della rivista New York, erano parte del gruppo di persone che circondavano Wilson all'epoca.