Biografia Brown nacque in Scozia a Kilmarnock, presso Glasgow, ma crebbe a Troon, nell'Ayrshite, primo di 10 fratelli. Suo padre, tornato dalla Grande Guerra, non seppe fronteggiare gli impegni familiari e lasciò la Scozia per gli Stati Uniti; il figlio James "Jim" si impiegò come rivettatore nel cantiere navale di Troon; a 18 anni partì anche lui oltreoceano per rintracciare il padre; trovatolo nel New Jersey rimase negli Stati Uniti e trovò lavoro a Westfield, dove viveva suo zio. Di lì a poco entrò nel locale club calcistico, che era uso ingaggiare giocatori britannici che sbarcavano lì durante il loro periodo di permanenza in America. Non passò molto tempo prima che il lo ingaggiasse ma anche lì la sua permanenza non durò molto, perché fu messo sotto contratto dal e da lì fece il grande salto verso New York con l'ingaggio da parte dei Nationals e poi dei Giants.

Nel 1930 fu selezionato per la formazione nazionale degli che prese parte alla prima edizione del campionato mondiale di calcio in Uruguay: partito per nave da Hoboken con il solo passaporto britannico, ricevette la notifica della cittadinanza statunitense appena prima di sbarcare a Montevideo. Gli americani giunsero fino alla semifinale, persa 1-6 contro l', e Brown, che marcò in tale incontro il goal della squadra a stelle e strisce, vanta la singolarità statistica di essere l'unico scozzese ad avere mai segnato in una semifinale mondiale o più in generale in una fase eliminatoria, non essendo mai riuscita la a superare la fase ai gironi nella storia del campionato del mondo di calcio.

Con gli Brown si piazzò terzo., miglior risultato di sempre dei nordamericani nel torneo.

Nel 1932 fu di nuovo in Gran Bretagna ingaggiato dagli inglesi del in cui rimase un biennio per essere ceduto al che lo relegò nella squadra riserve per tutta la stagione 1934-35 (in cui segnò più di 50 goal); un anno più tardi fu venduto al per sterline.

Proseguì la carriera tra Inghilterra (al per 750 sterline) e Scozia per interromperla durante la guerra, periodo in cui a lui e a suo fratello Jock, che giocava come portiere, fu offerta l'esenzione dagli obblighi bellici per via della sua esperienza come rivettatore, per la quale sarebbe stato pagato due volte e mezzo il salario base data la scarsità di operai. Si arruolò tuttavia come paracadutista e fu mandato in Cina a combattere contro il Giappone, ma fu forzosamente congedato per via della sopravvenuta sordità causata dal lavoro nei cantieri navali.

Tornò in New Jersey dopo la guerra svolgendo varie attività tra cui quella di allenatore, dopo avere smesso con il calcio giocato per via dell'incapacità respiratoria sopravvenuta con il suo tabagismo; suo figlio George ne seguì le orme e fu giocatore, allenatore e arbitro. Morì nel 1994 a Berkeley Heights, nel New Jersey, e George in seguito ricostruì tutto il ramo familiare, che vanta sportivi di rilievo di varie discipline e nazionalità: il fratello di James, Jock, infatti, fu portiere del con cui vinse la Coppa nazionale del 1939 e in un'occasione vestì la maglia della ; Jock, a sua volta, è padre di Peter e Gordon Brown, coppia di rugbisti internazionali per la , e l'ultimo anche per i .; suo zio Alex Lambie, capitano del , è inoltre il bisnonno del rugbista sudafricano Patrick Lambie.

Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale

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Categoria:Calciatori della nazionale statunitense Categoria:Scozzesi-americani