Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, rientra nella ristretta cerchia dei calciatori con almeno 1000 presenze in carriera. A livello individuale è stato nominato migliore giocatore del campionato europeo nel 2008 e si è piazzato per tre volte consecutive al terzo posto nella classifica del Pallone d'oro (2009, 2010 e 2011). È stato inserito dalla rivista francese France Football nel Dream Team del Pallone d'oro, come migliore centrocampista difensivo di sempre insieme a Lothar Matthäus. È stato nominato quattro volte miglior regista dell'anno secondo l'IFFHS (dal 2008 al 2011).
Ha legato il proprio nome a quello del , club di cui ha fatto parte per quasi tutta la propria carriera in campo e con cui ha vinto otto campionati spagnoli, sei Supercoppe spagnole, tre Coppe del Re, quattro UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA e due Coppe del mondo per club FIFA. Con il club catalano detiene inoltre il record di presenze nelle coppe europee (173). Dal 2015 al 2019 ha giocato invece nell', compagine qatariota con cui ha vinto altri quattro titoli.
Con la nazionale spagnola ha partecipato a quattro campionati mondiali (2002, 2006, 2010 e 2014), tre campionati europei (2004, 2008 e 2012) e due Confederations Cup (2009 e 2013), vincendo i campionati europei del 2008 e 2012 e il campionato mondiale del 2010.
Terminata la carriera da giocatore, ha intrapreso quella di allenatore con l'Al-Sadd, dove in due anni vince una Coppa dello Sceicco Jassem (2019), una Coppa delle Stelle del Qatar (2019-2020), due Coppe di Qatar (2019, 2020), due Coppe dell'Emiro del Qatar (2020, 2021) e un campionato qatariota (2020-2021). Dal 2021 al 2024 siede sulla panchina del Barcellona, con cui ha vinto una Supercoppa spagnola (2023) e un campionato spagnolo (2022-2023).
Biografia
Xavier Hernández i Creus è nato il 25 gennaio 1980 nella Clínica del Remeia, a Terrassa, nella provincia di Barcellona, in Catalogna. Quarto figlio di Joaquín Hernández e Maria Mercè i Creus, ha una sorella e due fratelli: Ariadna, Oscar e Alex. Sua madre è catalana, mentre il padre, originario di Almería, lasciò l'Andalusia per stabilirsi definitivamente in Catalogna; come il figlio, giocò a calcio nel club della città di Sabadell (curiosamente lo stesso comune nativo di Sergio Busquets, compagno di Xavi tra il 2008 e il 2015), all'epoca militante nella terza divisione spagnola. Spinto dal padre ad intraprendere un percorso calcistico, nel 1990, all'età di dieci anni, Xavi iniziò a praticare calcio in un club locale, chiedendo all'allenatore di essere impiegato a centrocampo, sorprendendo proprio quest'ultimo.
Sebbene fosse inizialmente ispirato dal connazionale Pep Guardiola, da bambino Xavi ha guardato molto calcio inglese, ammirando centrocampisti quali John Barnes, Paul Gascoigne e Matt Le Tessier.
Da luglio 2013 Xavi è sposato con la giornalista Nuria Cunillera, dalla quale ha avuto due figli: Asia, nata nel 2016, e Dan, nato nel 2018.
Caratteristiche tecniche
Ricopriva la posizione di regista di centrocampo: grazie alla notevole visione di gioco, alla precisione nei passaggi, all'abilità nel palleggio in spazi stretti, alla capacità di eseguire finte di corpo per anticipare i tentativi degli avversari di sottrargli il pallone, nonché all'abilità nel fornire assist ai compagni, è considerato tra i più forti centrocampisti di sempre.
Inseparabile dal suo amico Iniesta, come lui, è un giocatore molto tecnico con una piccola struttura fisica, per questo capace di dettare il ritmo delle partite sia del Barcellona che della nazionale spagnola. Xavi brilla inoltre per la sua qualità di passaggi profondi e per il suo tempismo perfetto che gli hanno permesso di essere il miglior assistman della Liga per due volte (20 assist nel 2009, 14 nel 2010); durante una gara con la nazionale contro la Colombia, Xavi ha conseguito una prestazione senza precedenti, eseguendo correttamente tutti i suoi 76 passaggi.
Carriera Giocatore Club Gli inizi, Barcellona B Xavi si è formato a La Masia, il centro di allenamento dell'FC Barcelona, il club in cui ha esordito nell'estate del 1991 all'età di undici anni. Gioca in tutte le categorie inferiori del club, dall'Alevin alla squadra C. Poi è arrivato nella squadra di riserva nel 1997 e ha permesso all'FC Barcelona B di vincere la Segunda División B e ottenere la promozione in Segunda División (39 partite e 3 gol).
Entra nel settore giovanile del all'età di 11 anni. Dal 1997 al 1999 gioca nel .
Barcellona 1998-2008
Il 18 agosto 1998 esordisce con la prima squadra, nella finale di andata della Supercoppa spagnola contro il ; nella stessa partita segna anche il suo primo gol con i catalani, sebbene a conquistare il trofeo siano gli avversari, che si impongono in entrambe le sfide (2-1 a Maiorca e 1-0 nel ritorno disputato al Camp Nou). In quella stagione il Barcellona vince il campionato e Xavi colleziona 17 gettoni segnando un gol determinante contro il . Ben presto riesce a competere per un posto da titolare con centrocampisti più quotati di lui, tra cui Sergi e Pep Guardiola, suo futuro allenatore qualche anno dopo. Sempre più spesso parte titolare e nella stagione 2001-2002 gioca 14 partite nel percorso fino alle semifinali di UEFA Champions League, in cui il Barcellona viene eliminato dal che poi sarebbe andato a vincere il torneo.
Nella stagione 2002-2003, divenuto titolare fisso in squadra, sotto la guida tecnica di tre allenatori alternatisi conclude il campionato al sesto posto, con la conseguente mancata qualificazione alla Champions League e l'esonero dell'allenatore Radomir Antić. In Champions League si fa strada fino ai quarti di finale dove la sua squadra viene eliminata dalla .
Nella stagione successiva, ancora una volta e nonostante il nuovo allenatore Frank Rijkaard, il Barcellona non vince la Liga. Nell'aprile del 2004, nel finale di partita, segna il gol vincente che interrompe il digiuno di vittorie del Barcellona sul Real Madrid in campionato al Bernabéu che durava dal 1998. La formazione catalana giunge, poi, seconda in campionato, alle spalle del . Ancora una volta Xavi è protagonista in Spagna e in Europa. Salta solo due gare nel campionato 2004-2005 vinto dal Barcellona e segna tre gol, inclusa la rete con cui il Barça batte l' l'11 dicembre 2004. In Champions League il Barcellona viene eliminato agli ottavi dal : nonostante la vittoria per 2-1 al Camp Nou, la squadra di Mourinho si impone per 4-2 a Stamford Bridge, nonostante una rete di pregevole fattura di Ronaldinho. Nel giugno 2005 prolunga il suo contratto di tre anni, portando la scadenza al 2010.
La stagione 2005-2006 parte bene con la vittoria nella Supercoppa di Spagna contro il , ma nel dicembre del 2005 subisce un grave infortunio in allenamento, rompendosi i legamenti del ginocchio destro. Resta fuori per quattro mesi, fino al ritorno in campo avvenuto il 29 aprile 2006, proprio nella partita in cui il Barça può celebrare la vittoria del campionato 2005-2006. Pochi giorni dopo la squadra vince la sua seconda Champions League trionfando a Parigi sull' con il risultato di 2-1: Xavi era però rimasto in panchina non essendosi ancora del tutto ristabilito.
Fatta eccezione per la vittoria della Supercoppa di Spagna nel derby contro l', la stagione successiva al doblete risulta avara di successi per lui, come per tutto il Barcellona, sconfitto nelle finali della Supercoppa UEFA e del Mondiale per club, eliminato negli ottavi di Champions League dal e secondo in campionato dopo un testa a testa con il Real Madrid.
Anche nella stagione 2007-2008 il si impone in campionato e il Barcellona è eliminato dalla Champions League in semifinale dal , quindi per lui questa è la prima stagione dal 2004 in assoluto priva di trionfi con il club. Il Barça arriva terzo, dietro a un sorprendente .
2008-2015
La stagione successiva è segnata inizialmente dall'arrivo sulla panchina blaugrana del suo ex compagno di squadra Pep Guardiola. Anche grazie alle doti di regista di Xavi e alla sua precisione nei passaggi (mette a segno ben 33 assist vincenti), nella stagione 2008-2009 il Barcellona realizza il triplete, con la vittoria di campionato, Coppa del Re e Champions League. Lo stesso Xavi viene nominato dalla UEFA "migliore in campo" della finale di Champions League che può finalmente giocare dopo quella persa per infortunio tre anni prima.
Nella stagione 2009-2010 conquista la Supercoppa UEFA, la Supercoppa di Spagna e la Coppa del mondo per club; in particolare a dicembre viene eletto dalla FIFA terzo miglior giocatore del Mondiale per club. Nello stesso mese si classifica al terzo posto per il premio del Pallone d'oro. Nel maggio 2010, con la vittoria per 4-0 sul Valladolid, vince per la quinta volta il campionato spagnolo. In agosto si aggiudica la sua quarta Supercoppa nazionale. Il 29 novembre 2010 segna, su assist di Andrés Iniesta il gol che sblocca il Clásico contro il Real Madrid, partita poi terminata con la cosiddetta manita, ovvero la vittoria per 5-0 della formazione catalana su quella madrilena. Il 5 gennaio 2011, disputando la gara di Coppa del Re contro l'Athletic Bilbao, diventa, con 550 partite all'attivo, il calciatore che più volte ha vestito la maglia del Barcellona in competizioni ufficiali, superando il precedente record di Migueli. L'11 maggio 2011 si aggiudica, grazie al pareggio contro il la sua sesta Liga Spagnola. Il 28 maggio 2011, contro il , conquista la terza Champions League della sua carriera, la quarta della storia del Barça.
La stagione 2011-2012 comincia con la vittoria della Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid (2-2 al Bernabéu e 3-2 al Camp Nou) e della Supercoppa UEFA contro il (2-0). Con questi due successi, diventa il giocatore più vincente della storia blaugrana superando, con 18 trofei conquistati, il precedente record di Guillermo Amor. Il 10 dicembre 2011, in occasione della sua presenza numero 600 con la maglia blaugrana, segna ne El Clásico contro il Real Madrid il gol del 2-1, partita che terminerà con il risultato di 3-1 per il Barcellona. Successivamente vince il Mondiale per club per 4-0 contro il Santos, segnando la rete del momentaneo 2-0. Il 15 gennaio durante la sua presenza numero 400 nella Liga con la maglia del nella partita disputata contro il , sigla la rete che permette ai catalani di sboccare il risultato, la partita finisce 4-2 per il . L'8 febbraio 2012 sigla il secondo gol nella semifinale di Coppa del Re 2011-2012 vinta per 2-0 contro il e permette al di qualificarsi per la finale di Coppa del Re 2011-2012 al Vicente Calderón contro l'Athletic Bilbao.
Il 18 dicembre 2012 rinnova il suo contratto col Barcellona fino al 2016 con una clausola rescissoria pari a 80 milioni di euro. Il 12 maggio 2013 conquista il 21º titolo con il aggiudicandosi la Liga grazie al pareggio del . In questa stagione dimostra un lieve cedimento nella qualità delle prestazioni.
Comincia la stagione 2013-2014 vincendo la sua sesta Supercoppa spagnola nel doppio confronto con l'. Il 16 gennaio, nella partita di ritorno degli ottavi di finale della Coppa del Re 2013-2014, raggiunge il traguardo delle 700 partite in maglia blaugrana.