Casacanditella è un comune italiano di abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione delle Colline Teatine.

Geografia fisica Sorge su un colle della Val di Foro spartiacque tra il fiume Foro ed il torrente Dendalo. Il territorio del comune è esteso per 12,41 km² su un'area collinare ricca di case sparse e nuclei abitativi.

Origini del nome Il nome è di origine latino-medievale, e significa "casa bianca" (casa candidus) dall'abitudine di dipingere le pareti delle abitazioni di bianco per ragioni igieniche.

Storia Un nucleo esisteva in epoca romana come attestano scavi archeologici, tuttavia la prima menzione storica risale al IX secolo, successivamente, nel XVIII secolo risulta feudo dei De Letto e poi dei Valignani. È denominata in dialetto "Li Schiavunë", a testimonianza di insediamenti serbo-croati avvenuti nel XVI secolo al fine di ripopolare l'area e di coltivarne i terreni. Costoro edificarono alcune "pinciaie" in campagna, che richiamavano le abitazioni originarie: in particolare, si tratta di case costruite con la terra cruda, tuttora molto frequenti nelle campagne, specie in quelle del vicino comune di Casalincontrada. Qualsiasi vestigia di tradizione o lingua slava risulta tuttavia essere stata completamente assorbita in poco tempo dalla locale popolazione abruzzese, anche se sporadiche tracce permangono nei toponimi ed in alcuni cognomi locali.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Casacanditella sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 26 gennaio 1987.

Monumenti e luoghi d'interesse Vari elementi di architettura civile risalente all'Ottocento. La chiesa di San Rocco. Ha la facciata a coronamento orizzontale con terminazione a elementi barocchi. Il portale consta di un piccolo timpano. Sopra il portale, invece del classico rosone vi è una finestra ad oblò. Il campanile è posto sul retro ed è a vela. Chiesa parrocchiale di San Gregorio, in stile barocco. La facciata è suddivisa in due parti da una cornice marcapiano. Il portale è incorniciato da lastre in marmo con decorazioni barocche. Sul secondo livello vi è un finestrone anch'esso incorniciato. Ai lati dell'edificio vi sono due ordini di lesene. Su una lesena è posto un orologio. Il timpano, posto in cima alla facciata, è a forma di lunetta. Santuario della Madonna dell'Assunta. L'esterno è in stile romanico con, ai lati due colonne che sorreggono il frontone sormontato da una croce. Il portale è squadrato, con sopra un'epigrafe ed una finestra oblò. Castello Baronale di Semivicoli. Si trova nella frazione omonima, nel suo punto più elevato, a 365 metri di altitudine. Fu costruito tra il XVII e il XVIII secolo come residenza nobiliare della famiglia dei Duchi di Canosa Sannita, che ne mantenne la proprietà fino al 1790, quando fu ceduto a una famiglia di commercianti di Sulmona. La struttura è a pianta rettangolare, con un corpo quadrangolare a torre tozza alla sua estremità. Successivamente di proprietà della famiglia Valignani prima e Perticone poi, l'edificio ha subito un lungo periodo di abbandono prima di essere restaurato e destinato a struttura ricettiva e sede della cantina Masciarelli Tenute Agricole.

Società Evoluzione demografica

Tradizioni e folclore Il 17 gennaio si tiene la festa delle farchie di Sant'Antonio.

Amministrazione

Note

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