Biografia Figlio di Carmelo La Farina e della moglie Anna Muratori, seguì le orme del padre divenendo docente di aritmetica, geometria e geometria analitica all'Università di Messina.. Dapprima sostituto di "Geometria, trigonometria e sezioni coniche" all'Università di Messina, confermato nella ripristinata Università l'11 ottobre 1841, fu nominato professore ordinario il 13 gennaio 1849, succedendo nella cattedra a suo padre Carmelo.

Fu attivo politicamente insieme al padre e al fratello Giuseppe: i tre furono arrestati nel 1836 per avere diffuso una pubblicazione clandestina contro la polizia; successivamente parteciparono ai moti rivoluzionari siciliani del 1848-1849 e, trovandosi dalla parte degli sconfitti al termine dei combattimenti, furono esiliati (Giuseppe) o gli fu negata la possibilità di riprendere le attività professionali e di insegnamento (Silvestro e Carmelo), con gravi ripercussioni sulla stabilità economica familiare. Fu successivamente nuovamente arrestato dal governo borbonico. Il 7 gennaio 1850 fu dichiarato dimissionario dal Luogotenente generale di Sicilia per aver preso parte ai moti del 1848 e rimase fuori dall'insegnamento universitario fino al 2 novembre 1860 quando venne reintegrato con decreto prodittatoriale all'insegnamento di "Geometria e trigonometria".

Nell'anno accademico 1866-67 fu chiamato a insegnare "Algebra complementare e geometria analitica", pur rimanendo titolare di "Geometria e trigonometria"; ma quattro anni dopo, nell'anno accademico 1871-72, si ammalerà e di fatto non riprenderà più l'insegnamento attivo..

Fu direttore del Museo Peloritano e membro dell'Accademia Peloritana dei Pericolanti. Fu collaboratore assiduo in tutte le effemeridi letterarie di Messina.

Fu tumulato nel famedio del cimitero monumentale di Messina..

Note

Bibliografia

Categoria:Membri dell'Accademia Peloritana dei Pericolanti Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Messina