Il Servizio delle attività informative della Confederazione (ted. Nachrichtendienst des Bundes, NDB; fr. Services de renseignement de la Confédération, SRC) o Servizio informazioni civile - SIC, è l'organizzazione della Confederazione svizzera che si occupa dell'analisi e della ricerca di informazioni sensibili (politiche, economiche, strategiche). Il servizio è nato il 1º gennaio 2010 in seguito alla fusione fra il Servizio di analisi e prevenzione (SAP, ted. Dienst für Analyse und Prävention, fr. Services d'analyse et prévention) e il Servizio di informazioni strategico (SIS, ted. Strategische Nachrichtendienst, fr. Services de renseignement stratégique) ed è sottoposto al Dipartimento federale della difesa, attualmente diretto da Martin Pfister.
Storia Gli inizi
Prima della nascita dello Stato federale moderno nel 1848, della raccolta delle informazioni sensibili si occupavano i singoli cantoni, appoggiandosi ai propri cittadini che soggiornavano all'estero, dove spesso lavoravano negli eserciti europei come mercenari.Opuscolo Srs 2004, p. 6 Le milizie cantonali compivano sporadiche osservazioni all'estero (avvalendosi in alcune occasioni di palloni aerostatici) oppure interrogavano gli stranieri che arrivavano in Svizzera (profughi o disertori). In alcuni casi i cantoni stipendiavano degli agenti permanenti incaricati di raccogliere informazioni sulle attività militari dei Paesi vicini e che riferivano poi alle autorità militari del cantone. Nel 1847, in occasione della formazione di un esercito federale per la Guerra del Sonderbund, la Guida per lo stato maggiore generale prescrisse la formazione di un servizio di raccolta informazioni, stanziando conseguentemente un credito per la retribuzione degli agenti e stabilendo un registro delle informazioni raccolte. Parallelamente, a partire dal 1848, il Consiglio federale istituì un servizio per la raccolta delle informazioni provenienti dai funzionari delle Ferrovie federali, delle Poste, delle Dogane e – non di rado – dai diplomatici elvetici distaccati all'estero. Le informazioni del Consiglio federale venivano in alcuni casi condivise con il servizio informazioni dello Stato maggiore dell'esercito, poiché questo disponeva di mezzi estremamente limitati. Per la raccolta di informazioni sensibili, l'esercito continuava a fare affidamento sugli ufficiali svizzeri che soggiornavano all'estero a titolo privato o seguivano oltre frontiera corsi di perfezionamento.
Se durante la Guerra franco-prussiana la principale preoccupazione elvetica era di natura esclusivamente militare (evitare un eventuale sconfinamento in territorio svizzero delle truppe francesi sconfitte), la prima guerra mondiale richiese un maggior impegno dei servizi di informazione elvetici.Opuscolo Srs 2004, p. 34 La Svizzera temeva infatti – dopo l'occupazione tedesca del neutrale Belgio – un'invasione sia da parte dell'Intesa sia da parte degli Imperi centrali.Binaghi e Sala 2008, p. 138 I Servizi furono quindi indirizzati a ricercare informazioni utili a prevenire un attacco contro la Confederazione.Binaghi e Sala 2008, p. 139 Nel gennaio 1916, tuttavia, il Servizio di informazioni dello stato maggiore generale subì un forte ridimensionamento in seguito all'Affare dei colonnelli, quando due alti ufficiali elvetici (Friedrich Moritz von Wattenwyl e Karl Egli) vennero sorpresi a rilasciare ai militari tedeschi e austro-ungarici importanti informazioni sulle operazioni militari dei belligeranti contenute nel Bollettino dello Stato maggiore.Binaghi e Sala 2008, p. 193 Terminato il conflitto, i mezzi a disposizione del Servizio vennero ulteriormente ridotti.Braunschweig 2004, p. 34
Dagli anni 1920 i Servizi (denominati Sezione 5 dello Stato maggiore generale) erano guidati da alti ufficiali formatisi all'École supérieure de guerre di Parigi: Gustave Combe (1921), Charles Dubois (1925) e Roger Masson (1936). In concomitanza con l'ascesa dei nazionalismi in Italia e Germania, ma in contrasto con il ridimensionamento dei Servizi di informazione deciso dal Consiglio federale e con un diffuso antimilitarismo, privatamente nacque la rete di informatori facente capo al pubblicista appenzellese Hans Hausamann. A partire dagli anni 1930 Hausamann creò un servizio stampa e una rete di agenti basata a Teufen (AR), che a partire dal 1935 mise a disposizione dell'esercito. Nel 1940 la rete creata da Hausamann (Büro Ha) venne integrata nel Servizio informazioni dell'esercito (mantenendo comunque la sua autonomia) e la sede venne trasferita nei pressi di Lucerna. Il Servizio di Hausamann non si limitò ai contatti con il MI6 e il GRU e alla raccolta delle informazioni, ma procedette all'analisi dei dati raccolti. Soprattutto non raccolse unicamente informazioni di carattere militare, ma estese il proprio raggio d'azione a notizie economiche e politiche esplorando i rapporti fra i comparti economici, quelli politici e quelli militari dei Paesi belligeranti.Rossé 2006, pp. 63-64
La Seconda guerra mondiale
Durante la seconda guerra mondiale la Confederazione divenne una piattaforma privilegiata per lo scambio delle informazioni militari.Kreis 1999, p. 106 Le attività dei servizi di informazione dei Paesi dell’Asse (Abwehr, SD e SIM) erano rivolte contro i servizi segreti Alleati attivi sul territorio elvetico e contro la stessa Svizzera. Accanto alla rete di spionaggio americana (in Svizzera guidata da Allen Dulles, futuro direttore della CIA) e sovietica (Alexander Rado e Rudolf Roessler), operava soprattutto il MI6 britannico, cui andavano – come durante la Prima guerra mondiale – i favori dell'opinione pubblica svizzera. I timori suscitati dalle spinte pangermaniste del Terzo Reich (Anschluss dell'Austria), così come la guerra nel Mare del Nord (→ Operazione Weserübung) e la disfatta francese (che avevano travolto ancora una volta Paesi neutrali: Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo) spinsero la Confederazione a dedicare maggiori energie ai Servizi. Gli uomini a disposizione della Sezione 5 crebbero così dai dieci del 1939 ai 120 del 1945Braunschweig 2004, pp. 34-35 e il budget crebbe da 47.942 franchi (1939) a 748.382 (1944), moltiplicandosi per quindici.Rossé 2006, p. 50 Della ricostruzione del servizio informativo si occupava dal 1936 Roger Masson che guiderà i servizi sino al 1946. Masson (colonnello e brigadiere dell'esercito, caporedattore della Revue militaire suisse e docente al Politecnico federale di Zurigo) autorizzò collaborazioni fra i servizi svizzeri e quelli degli Alleati (principalmente con l'OSS e il MI6) sia per motivi ideali (difesa della democrazia, liberalismo) sia per fini pratici, in particolare per prevedere un'eventuale invasione tedesca o italiana della Svizzera. Quest'ultimo obiettivo fu tuttavia mancato: il grosso delle truppe elvetiche venne infatti smobilitato dopo il crollo della Francia, proprio mentre la Germania approfondiva i piani per un'aggressione (→ Operazione Tannenbaum).Kreis 1999, p. 85 A partire dal 1942 il servizio informazioni allacciò contatti anche con il generale delle Schutzstaffel Walter Schellenberg e l'anno successivo Masson organizzò due incontri fra quest'ultimo e il comandante in capo dell'esercito svizzero, il generale Henri Guisan,Braunschweig 2004, pp. 121 ss nella convinzione che Schellenberg detenesse informazioni necessarie alla sicurezza svizzera (all'epoca era infatti a capo del Sicherheitsdienst, concorrente diretto dellAbwehr).De Santis 2001, pp. 18-19 A causa di questi contatti, nel 1945 il giudice federale Louis Couchepin avviò un'inchiesta amministrativa contro Masson (che tuttavia si concluse con la sua assoluzione). Parallelamente al servizio informazioni, sul piano interno, si organizzò il controspionaggio dominato dal Ministero pubblico della Confederazione (creato 1889) cui si sovrappose a partire dal 1935 la Polizia federale, agendo spesso in concorrenza con il servizio informativo.
Per tutta la durata del conflitto la Sezione 5 andò rafforzandosi; nel 1939 essa era divisa in due entità distinte: da una parte gli organi votati alla raccolta delle informazioni, dall'altra quelli che si dedicavano al loro trattamento e alla loro diffusione.Rossé 2006, p. 40 La prima parte comprendeva la centrale operativa, le stazioni di raccolta delle informazioni ripartite per fronti di guerra (nord, sud e ovest), gli agenti e gli ufficiali svizzeri attivi nei paesi vicini. La seconda parte era costituita da un ufficio per ciascun Paese confinante con la Svizzera (Reich, Francia e Italia), uno per gli altri Paesi, uno per gli studi specifici, un ufficio di cartografia e la direzione del Servizio (Roger Masson). L'''Ufficio F si occupava di raccogliere informazioni sulla Francia e sul Belgio ed era diretto da Bernard Cuénoud. Dopo l'occupazione tedesca di Parigi, l'ufficio venne riformato e costituita al suo posto la Sezione Alleati. Per la raccolta delle informazioni si avvaleva principalmente di ex agenti francesi.Rossé 2006, p. 41 L′Ufficio I sorvegliava da Lugano lo sviluppo della situazione politica italiana, avvalendosi delle informazioni dei profughi e tessendo contatti con le formazioni partigiane. L′Ufficio D era concentrato sulla situazione tedesca: guidato da Alfred Ernst, raccoglieva informazioni provenienti da tutta Europa e lavorava a stretto contatto con il Büro Ha di Hausamann e con la centrale operativa (ted. Nachrichtensammelstelle 1).Rossé 2006, p. 42 Quest'ultima era guidata da Max Waibel e raccoglieva tutte le informazioni riguardanti le forze dell'Asse.Halbroock 2002, p. 135 Disponeva inoltre di nove centrali esterne, distribuite su tutto il territorio nazionale: Basilea (guidata da Emil Häberli), Zurigo (Wilhelm Moser e successivamente Willy Häne), Sciaffusa (Hermann Strauss), Frauenfeld (Ernst Haudenschild), San Gallo (Konrad Lienert), Lugano (Guido Bustelli), Samedan (Gartmann), Briga (Bammatter) e Berna (Fritz Keller).
La Guerra fredda Pur mantenendo la sua neutralità, al termine della seconda guerra mondiale, con agli Accordi di Washington (25 maggio 1946), la Svizzera si trovò a stringere relazioni privilegiate con il blocco occidentale.Documenti diplomatici svizzeri, pp. 225-228 e 233-234 Per i Servizi di informazione elvetici il successivo cinquantennio fu segnato dalla Guerra fredda e dall'anticomunismo.