Karma è un album discografico del sassofonista jazz Pharoah Sanders pubblicato dalla Impulse! Records nel 1969.
Si tratta dell'album di maggior successo nella carriera di Sanders,Kahn, Ashley. The House that Trane Built - la storia della Impulse Records, Il Saggiatore, Milano, 2007, pag. 206-207, ISBN 978-88-428-1309-5 grazie al lungo brano The Creator Has a Master Plan, impregnato del misticismo e delle sonorità psichedeliche dell'epoca, che riscosse particolari favori presso il pubblico. Nello stesso brano è anche possibile sentire la curiosa tecnica di canto in stile "jodel" del percussionista e cantante Leon Thomas.
Descrizione Karma è il terzo album di Sanders come leader e si inserisce nella serie di dischi a tema spirituale pubblicati dall'etichetta Impulse! tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Sebbene sia seguito dal breve brano Colors, il pezzo principale dell'album è The Creator Has a Master Plan, della durata di 32 minuti, composto da Sanders insieme al cantante Leon Thomas. Alcuni considerano questo brano una sorta di sequel del leggendario album del 1965 del mentore di Sanders, John Coltrane, intitolato A Love Supreme (la cui apertura riecheggia in un "preludio" iniziale energico ma lirico, con Sanders che suona su uno sfondo sospeso e non ritmico, prima dell'ingresso di una linea di basso che sostiene gran parte del pezzo).
Nel complesso, tuttavia, questo disco risultava piuttosto rilassato e accessibile per essere un album free-jazz (se paragonato, ad esempio, all'album Ascension di Coltrane del 1966), con il suo canto/melodia simile a un mantra, il suo ritmo cadenzato e accessibile (che da allora è stato campionato e reinterpretato da altri artisti – lo stesso Sanders lo riutilizza in Heart Is a Melody of Time (Hikoro's Song) dal suo album Heart is a Melody) e i testi ottimistici e spirituali. Le sonorità insolite conferiscono anche un'impressione di esotismo, con l'impiego di un corno inglese e di un flauto, che aggiungono una sfumatura quasi orchestrale non comune nel jazz, così come il caratteristico jodel di Leon Thomas e una varietà di strumenti a percussione. Nonostante la sua lunghezza, ottenne passaggi radiofonici nelle principali emittenti FM, sicuramente il risultato più vicino a una "hit" raggiunto dal movimento d'avanguardia, a parte il classico di culto A Love Supreme, e la sua popolarità tra gli artisti acid jazz e hip hop testimonia il suo continuo successo.
Registrazione All'inizio del 1969, due anni dopo il suo primo album per la Impulse!, Sanders ebbe l'opportunità di registrarne un secondo. Per il nuovo album convocò in studio i musicisti James Spaulding, Julius Watkins, Lonnie Liston Smith, Reggie Workman (già collaboratore di John Coltrane), Ron Carter, Richard Davis, Billy Hart, Freddie Waits, Nathaniel Bettis, e Leon Thomas (che in seguito sarebbe entrato a far parte della band di Carlos Santana). Fu proprio Thomas che si occupò della stesura dei testi dei brani per il disco. A tal proposito Sanders ricorda: «Leon arrivò con i testi per l'album. Gli avevo chiesto di scrivere qualche verso e lui li portò da casa, ma non mi piacevano. Erano assurdi. Gli dissi soltanto: "No, amico, questi non li possiamo fare". Non era qualcosa che poteva illuminare la gente, che potesse ispirare. Gli dissi: "Leon, voglio una cosa più spirituale", e solo allora lui capì cosa intendevo. Andò a casa e dopo un paio di sere portò The Creator Has a Master Plan. Gli dissi: "È esattamente quello che volevo!"». Durante le sessioni in studio vennero incisi i due brani che poi finirono sul disco e anche un terzo, che venne scartato all'ultimo, intitolato Light of Love..
Accoglienza
In particolare The Creator Has a Master Plan si rivelò un notevole successo per Sanders e per la Impulse! Records; il brano fece vendere molte copie dell'album e divenne oggetto di numerose cover da parte di jazzisti rinomati come Louis Armstrong e Don Cherry, decine di gruppi funky, ska, latinoamericani e africani. Nonostante la sua popolarità, Sanders era però scontento del modo nel quale era stato registrato il brano: «Non sono mai stato soddisfatto del lavoro dei tecnici del suono su quel pezzo. Io e il bassista eravamo sullo stesso canale e non hanno potuto alzare il volume della mia parte [separatamente]. All'epoca, per me fu una cosa orribile». Il critico Piero Scaruffi così descrisse la traccia The Creator Has a Master Plan: «Un'escursione sonora che spaziava dall'esplorazione timbrica microscopica al baccanale gigantesco e incontrollato».
Tracce
Formazione Pharoah Sanders - sassofono tenore Leon Thomas - percussioni / Voce Julius Watkins - corno inglese James Spaulding - flauto (traccia 1) Lonnie Liston Smith - pianoforte Reggie Workman - contrabbasso Richard Davis - contrabbasso (traccia 1) Ron Carter - contrabbasso (traccia 2) Billy Hart - batteria (traccia 1) Freddie Waits - batteria (traccia 2) Nathaniel Bettis - percussioni (traccia 1)
Note
Bibliografia Kahn, Ashley. The House that Trane Built - La storia della Impulse Records, Il Saggiatore, Milano, 2007, ISBN 978-88-428-1309-5
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