In carriera ha spaziato fra teatro, cinema e televisione. Esordisce a teatro e al cinema nel 1966, ma acquisisce celebrità soprattutto negli anni settanta quando partecipa come imitatore e cabarettista a diversi programmi televisivi della Rai tra i quali il varietà Quantunque io (1977) che gli vale la "rosa d'oro" al Festival di Montreux". L'anno successivo Montesano interpreta Rugantino, prima di una serie di commedie musicali longeve e di successo che comprende anche Bravo! (1981) e Se il tempo fosse un gambero (1986).
Al cinema, dopo la prova da co-protagonista nel film Febbre da cavallo di Steno (1976), nel decennio successivo prende parte ad altre commedie con largo successo di pubblico, tra cui Aragosta a colazione, Qua la mano, Il ladrone, I due carabinieri, Il conte Tacchia, Grandi magazzini e Anche i commercialisti hanno un'anima. Nel 1988 è chiamato a condurre, insieme ad Anna Oxa, Fantastico, il varietà del sabato sera di Rai 1 che fra le trasmissioni abbinate alla Lotteria Italia, segna un record tuttora imbattuto per ascolti e numero di biglietti venduti. Con quel successo televisivo Montesano raggiunge l'acme della popolarità, che nei decenni successivi non riesce più ad avvicinare.
Attivo anche come cantante e in seguito come scrittore, Montesano negli anni novanta ha fatto esperienza politica diretta con il Partito Democratico della Sinistra, dapprima come consigliere comunale a Roma e dal 1994 come deputato al Parlamento europeo, che abbandonerà due anni dopo prendendo le distanze dall'istituzione e dal partito.
Biografia Gli inizi
Nasce nel quartiere Garbatella di Roma, da una famiglia di artisti teatrali romani: il trisnonno Nicola, nato nel 1851, era un attore comico, il bisnonno Michele Montesano, con il fratello Achille, creò a Roma una compagnia di operette, il nonno Enrico fu direttore d'orchestra, la nonna Bianca Castagnetta era un'attrice. I suoi genitori si chiamavano Armando Montesano e Iolanda Braconi, morta nel 1953, quando aveva otto anni.
Da subito interessato alla recitazione, dopo il diploma di geometra Montesano esordisce a teatro nel 1966 nello spettacolo Humor nero di Vittorio Metz nel Piccolo Teatro Goldoni, come imitatore. Nella stagione successiva (1967-1968), con la collaborazione di Leone Mancini, inizia la sua attività di cabaret al Puff, noto locale romano. Nel 1967 prende parte al film Nel sole, insieme a Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Albano Carrisi e Romina Power.
L'esordio in televisione porta la firma di Castellano e Pipolo e si intitola Che domenica amici, varietà che va in onda nel 1968 per la regia di Vito Molinari, condotto da Raffaele Pisu, e nella trasmissione Quelli della domenica, condotta da Paolo Villaggio. L'attività teatrale prosegue parallelamente a quella televisiva, con la stagione de Il Bagaglino, insieme a Gabriella Ferri nello spettacolo Tiette la cica, verso la fine degli anni sessanta. È proprio qui che inizia un sodalizio artistico con Castellacci e Pingitore, che lo porterà nel 1970 a essere una presenza fissa nel programma Dove sta Zazà e Mazzabubù, sempre in coppia con Gabriella Ferri.
Approda alla radio e partecipa al programma Gran varietà per quattro stagioni, tra il 1972 e il 1976, per la regia di Federico Sanguigni. I suoi personaggi di Torquato il pensionato, Dudù il gagà e Cocò e la Romantica donna inglese ottengono grande successo, diventando in seguito anche televisivi. Collabora per la stesura dei testi con Antonio Amurri e Ferruccio Fantone.
Nel 1972 incide anche il suo primo 45 giri, Fortuna sì, fortuna no, grazie a Guido e Maurizio De Angelis, che riscuote discreto successo, seguito poi dal più fortunato A me tu piaci te della Cinevox; tuttavia l'esperienza canora rimarrà un'attività marginale della sua lunga carriera.
Il successo tra cinema e TV
Da lì in poi la sua carriera si sviluppa tra il piccolo schermo e il teatro. Per quanto riguarda la carriera cinematografica, appare nei film Stasera mi butto, Io non protesto, io amo, Nel sole e I quattro del pater noster, con Paolo Villaggio e Oreste Lionello.
I primi ruoli da protagonista li ottiene in coppia con Alighiero Noschese, con Io non scappo... fuggo, Io non spezzo... rompo e Il furto è l'anima del commercio!?..., tutti prodotti da Dino De Laurentiis. La felice stagione prosegue con Boccaccio e Il prode Anselmo e il suo scudiero, entrambi diretti da Bruno Corbucci, e Io non vedo, tu non parli, lui non sente di Mario Camerini. Importante è anche la collaborazione con Steno nel film Il terrore con gli occhi storti (sempre con Alighiero Noschese), regista col quale collaborerà in altri importanti film successivi. Insieme a Barbara Bouchet recita nel film Amore vuol dir gelosia, ambientato a Procida e diretto da Mauro Severino.
Incide del suo primo 33 giri Tabaret, sempre a cura della Cinevox, successo replicato con i successivi Dudu e Cocò e Tabaret Vol.2.
Nel 1977 vince un David di Donatello speciale per il suo passaggio dal piccolo al grande schermo e nello stesso anno torna in televisione sulla Rete 2 col varietà Quantunque io, di cui è mattatore assoluto, presentando i suoi personaggi e le sue imitazioni più riuscite. Grazie al programma, del quale è coautore dei testi insieme a Ferruccio Fantone, Montesano vince, insieme alla neonata seconda rete, il premio internazionale per la televisione la Rosa d'oro di Montreux. Durante gli anni settanta recita in pellicole, come Tutto suo padre, L'Italia s'è rotta, Il marito in collegio e Febbre da cavallo, divenuto un cult movie.
Con Rugantino di Garinei e Giovannini, nel 1978 Montesano coglie uno dei suoi successi teatrali più importanti, al fianco di Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori.
L'anno successivo Garinei e Giovannini gli affidano anche il musical Bravo!, del quale è coautore e che gli frutterà nel 1980 la "Maschera dell'Istituto del Dramma Italiano". Lo spettacolo andrà in scena per tre stagioni consecutive e verrà ripreso dalla Rete 1 e trasmesso in quattro puntate con grandi indici di ascolto. Tra il 1979 e il 1980 i ruoli di Aragosta a colazione, diretto da Giorgio Capitani, de Il ladrone e di Qua la mano, diretti da Pasquale Festa Campanile, gli fruttano un secondo David di Donatello speciale nel 1980. È del 1982 il ruolo de Il conte Tacchia di Sergio Corbucci, accanto a Vittorio Gassman e Paolo Panelli. Nel 1982 è protagonista di Più bello di così si muore, per la regia di Pasquale Festa Campanile, tratto dal romanzo di Antonio Amurri, dove Montesano viene trasformato in donna dal grande costumista Piero Tosi.
Nel 1984 recita nel film Mi faccia causa di Steno e l'anno successivo, grazie al film A me mi piace, con le musiche di Fabio Concato e Mike Francis, vince, nel 1986, un David di Donatello e il Nastro d'argento come miglior regista esordiente. Dello stesso anno è Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione, con la regia di Lina Wertmüller. Nel 1984 è protagonista in I due carabinieri, accanto a Carlo Verdone, film che diviene campione d'incasso e vincitore del Biglietto d'oro AGIS. L'anno successivo è nel cast di Grandi magazzini, diretto nuovamente da Castellano e Pipolo. A seguire, Il tenente dei carabinieri (1986), con Nino Manfredi, Noi uomini duri (1987), con Renato Pozzetto, e Il volpone, insieme a Paolo Villaggio, Enrico Maria Salerno e Renzo Montagnani. Tutti e tre i film sono diretti da Maurizio Ponzi. Sempre nel 1987, torna con Mario Monicelli ne I picari, con Giancarlo Giannini.
In televisione, partecipò nel 1968 alla trasmissione Quelli della domenica, condotta da Paolo Villaggio e fece numerose apparizioni in varie trasmissioni televisive, ottenendo poi il successo più grande nel 1988 conducendo la nona edizione del varietà del sabato sera Fantastico, accanto ad Anna Oxa; considerata la migliore dal punto di vista coreografico, l'edizione di quell'anno detiene il record di audience (12 milioni di spettatori di media, con punte di oltre 14) e di vendita di biglietti della Lotteria Italia,Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione, Garzanti, Milano, 1996 risultato rimasto ancora oggi insuperato. Collegato alla trasmissione esce l'album Non mi lasciate solo, con le musiche di Claudio Mattone.
Negli anni novanta dirige e interpreta per due stagioni la serie Pazza famiglia, andata in onda con grandi ascolti su Rai Uno. Con Una prova di innocenza (1991), miniserie sempre per Rai Uno, con la regia di Tonino Valerii, si cimenta in un insolito ruolo drammatico nei panni di un sacerdote testimone di un omicidio, in un tipico intreccio giallo, con Claudio Gora, Corinne Dacla, Luigi Pistilli, Angiola Baggi, Victor Cavallo. Nello stesso anno, torna al cinema con Renato Pozzetto in Piedipiatti.
Nel 1997 la Rai decise di reintrodurre sui propri palinsesti il programma Fantastico, la cui conduzione venne affidata nuovamente a Montesano – per l'occasione, la trasmissione venne chiamata Fantastico Enrico – affiancato da Milly Carlucci. A differenza di quanto accaduto nove anni prima, però, gli ascolti non furono buoni: se si esclude la prima puntata, Fantastico Enrico venne sempre battuto dal suo diretto concorrente, La Corrida di Corrado;Nadia Tarantini, Fantastico divorzio. Montesano getta la spugna, Magalli la raccoglie, L'Unità, 4 novembre 1997, p. 8. dopo cinque puntate, tra l'azienda di viale Mazzini e lo showman romano si arrivò a un divorzio consensuale e le redini del programma passarono a Giancarlo Magalli.
Record di incassi al Teatro Sistina nella stagione 1999-2000 con lo spettacolo E menomale che c'è Maria!, per la regia di Pietro Garinei, replicando il successo con Malgrado tutto beati voi.
Inizialmente escluso dal progetto, nel 2002 torna a interpretare 'Er Pomata' in Febbre da cavallo - La mandrakata, sequel del celebre cult movie di Steno, diretto da suo figlio Carlo Vanzina.
Nel 2004 è mattatore del sabato sera di Rai 1 con lo spettacolo Trash - Non si butta via niente, tratto da un suo omonimo show teatrale di successo, andato in onda il 24 e il 31 gennaio con ospiti: Tiziano Ferro, Renato Pozzetto, Nancy Brilli, Nino D'Angelo, Mino Reitano, Gabriella Ferri, Richard Galliano e Luciano Gaucci. Il programma è ideato da Montesano ed Enrico Vaime, scritto con Francesco Signor, Davide Lubrano, Adriano Vianello, per la regia di Maurizio Pagnussat. Il varietà ottiene importanti risultati d'ascolto con più di 6 milioni di telespettatori.
Nel 2005 torna in televisione con il film Il mondo è meraviglioso, mentre nel 2006 partecipa nel ruolo di se stesso al documentario Adolfo Celi, un uomo per due culture, diretto dal figlio Leonardo Celi, e nel 2009 è nel cast di Ex e nel 2010 di Tutto l'amore del mondo, per la regia di Fausto Brizzi. Nel 2013 torna in teatro con la commedia musicale C'è qualche cosa in te, riproposto in più occasioni grazie al successo ottenuto. Lo spettacolo è stato trasmesso anche in TV su Rai Uno il 21 agosto 2015 con ottimi ascolti.
Dal 2016 al 2017 fa parte della giuria del programma di Rai 1 Tale e quale show, condotto da Carlo Conti: è affiancato nello stesso ruolo da Loretta Goggi e Claudio Amendola nell'edizione 2016 e da Loretta Goggi e Christian De Sica nell'edizione successiva. Il 22 novembre 2018 compare in veste di ospite nella trasmissione Alla lavagna! in onda su Rai 3. Il 21 maggio 2021 partecipa come concorrente alla seconda edizione del nuovo programma Top Dieci, condotto da Carlo Conti. Nel settembre 2022 prende parte alla 17ª edizione di Ballando con le stelle, dove fa il suo ritorno in televisione dopo un anno e mezzo di assenza. Il 13 aprile 2024 è ospite ufficiale nella seconda puntata de I migliori anni. Poche settimane dopo, il 4 maggio 2024 sempre su Rai 1 viene intervistato da Nunzia De Girolamo all'interno del programma Ciao maschio. Pochi mesi dopo, il 29 settembre 2024 torna anche negli studi di Domenica in, sempre in veste di ospite.