La coccarda italiana tricolore è l'ornamento nazionale dell'Italia, ottenuta pieghettando circolarmente un nastro costituito da strisce parallele verdi, bianche e rosse, ovvero i tre colori della bandiera italiana, con il verde al centro, il bianco subito all'esterno e il rosso sul bordo.
La coccarda tricolore, e con essa i tre colori nazionali italiani, comparve per la prima volta a Genova il 21 agosto 1789 poco dopo lo scoppio della Rivoluzione francese. anticipando di sette anni il primo stendardo militare tricolore, che venne scelto dalla Legione Lombarda a Milano l'11 ottobre 1796, e di otto anni l'adozione della bandiera d'Italia, di cui fu introdotto l'uso il 7 gennaio 1797, quando assunse per la prima volta il ruolo di vessillo nazionale di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana. Dato che i tre colori nazionali italiani fecero il loro debutto su una coccarda, la coccarda tricolore è considerata uno dei simboli patri italiani, e fu uno dei simboli rivoluzionari utilizzati durante i moti risorgimentali, venendo appuntata sulla giacca o sui cappelli nella sua forma tricolore dai patrioti che lottavano per la proclamazione del Regno d'Italia.. Il 14 giugno 1848 ha sostituito la coccarda azzurra sabauda sulle divise di alcuni reparti della Regia Armata Sarda, mentre il 1º gennaio 1948, con la nascita della Repubblica Italiana, ne ha preso il posto come ornamento nazionale.
La coccarda trova impiego nella simbologia istituzionale repubblicana, civile e militare. È tradizionalmente indossata dalle massime cariche dello Stato, appuntata sulla giacca, durante la parata militare della Festa della Repubblica Italiana, celebrata il 2 giugno. È uno dei simboli dell'Aeronautica Militare Italiana ed è utilizzata su tutti gli aeromobili statali italiani, sia civili, sia militari; funge da base nel fregio da parata dei bersaglieri, dei reggimenti di cavalleria, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Infine, è riprodotta sulle maglie delle squadre sportive detentrici delle Coppe Italia che si organizzano in diversi sport di squadra.
Posizione dei colori
La coccarda italiana, per convenzione, ha il verde al centro, il bianco in posizione intermedia e il rosso periferico: tale consuetudine deriva da una delle caratteristiche concettuali delle coccarde, che possono essere immaginate come delle bandiere arrotolate intorno all'asta viste dall'alto.. Nel caso della coccarda, il verde è situato al centro perché nella bandiera d'Italia questo colore è quello più vicino all'asta.
Esistono diverse altre coccarde con colori e disposizione identiche a quella italiana, sono gli ornamenti nazionali di Ungheria, Burundi, Messico, Libano, Seychelles, Algeria e Turkmenistan. Quelle di Iran e Suriname hanno invece il rosso e il verde invertiti di posizione. Sono sempre coccarde tricolori verdi, bianche e rosse, aventi però una differente disposizione dei colori, gli ornamenti nazionali di Bulgaria e Maldive (che sono entrambe, partendo dal centro, bianche, verdi e rosse) e del Madagascar (che è, iniziando dal centro, bianca, rossa e verde).
Le premesse
Le prime coccarde furono introdotte in Europa nel XV secolo... Gli eserciti degli Stati europei le utilizzavano per indicare la nazionalità dei loro soldati: questa era un'informazione importante, soprattutto nelle battaglie, durante le quali era fondamentale distinguere gli alleati dai nemici. Queste prime coccarde furono ispirate dalle fasce e dai nastri distintivi colorati che venivano usati nel tardo medioevo dai cavalieri, sia in guerra che nelle giostre, che avevano il medesimo scopo, ovvero di identificare visivamente avversari e commilitoni..
La coccarda divenne poi simbolo rivoluzionario per eccellenza durante i moti insurrezionali del XVIII e del XIX secolo perché facilmente realizzabile anche con scarsezza di mezzi. Come tale, nella versione tricolore, fu protagonista, indossata dai patrioti che vi parteciparono, dei moti risorgimentali che portarono, nel XIX secolo, all'unità politica e amministrativa della penisola italiana: per tale motivo è diventata uno dei simboli patri italiani.
La coccarda italiana, così come tutti gli analoghi ornamenti realizzati in quel periodo negli altri Paesi, aveva come caratteristica principale quella di poter essere ben visibile, dando così modo di identificare inequivocabilmente le idee politiche della persona che la indossava, nonché quella di essere, in caso di necessità, più facilmente nascondibile di una bandiera.
L'ornamento italiano fu ispirato dalla coccarda francese tricolore, che la precedette di qualche settimana, così come anche la bandiera d'Italia si ispira al tricolore francese, introdotto durante la Rivoluzione nell'autunno del 1790 sulle navi da guerra della Marine nationale.. Altri vessilli nazionali tricolori adottati da varie nazioni europee in quel periodo ebbero la medesima origine, pur introducendo delle differenze: furono ispirati al vessillo francese per manifestare la condivisione degli ideali della rivoluzione.
La coccarda francese fu introdotta durante la Rivoluzione, diventando con il tempo uno dei simboli del cambiamento. La consuetudine di utilizzare coccarde durante i moti di protesta valicò presto le Alpi, giungendo in Italia insieme a tutto il bagaglio di valori e di ideali della Rivoluzione francese, che furono veicolati dal giacobinismo delle origini, tra cui la volontà di rinnovamento sociale – sulla scorta dell'elaborazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 – e in seguito anche politico, con la nascita dei primi fermenti patriottici indirizzati all'autodeterminazione dei popoli che portarono poi, nella penisola italiana, al Risorgimento...
Nell specifico, l'uso della coccarda francese tricolore fu introdotto il 12 luglio 1789, due giorni prima della presa della Bastiglia. Il giornalista rivoluzionario Camille Desmoulins, rivolgendosi alla folla parigina in subbuglio, chiese quale colore adottare come simbolo della Rivoluzione, suggerendo il verde speranza oppure il blu della rivoluzione americana, simbolo di libertà e democrazia: i rivoltosi risposero "Il verde! Il verde! Vogliamo delle coccarde verdi!".. Desmoulins colse quindi una foglia verde da terra e se l'appuntò al cappello come segno distintivo, invitando gli altri a fare altrettanto.
Il verde della primigenia coccarda francese fu abbandonato il giorno seguente, il 13 luglio 1789, in favore del blu e del rosso, ovvero dei colori di Parigi. Il verde fu sostituito perché era il colore del fratello del re, il reazionario conte d'Artois, che sarebbe diventato monarca dopo la Restaurazione con il nome di Carlo X. La coccarda francese si completò poi il 17 luglio 1789 con l'aggiunta del bianco, colore dei Borbone, in ossequio al re Luigi XVI, che era ancora regnante nonostante le violente rivolte che imperversavano nel Paese: la monarchia francese fu abolita infatti tre anni dopo, il 10 agosto 1792.
La nascita dei colori nazionali italiani Le foglie usate come prime coccarde
Le prime sporadiche dimostrazioni di sostegno agli ideali della Rivoluzione francese in Italia avvennero nell'agosto del 1789 con l'organizzazione di manifestazioni di protesta in vari luoghi della penisola, in particolar modo nello Stato Pontificio.. In questi primi moti, i rivoltosi appuntarono sui vestiti dei distintivi di semplice realizzazione, costituiti da foglie verdi a imitazione di quanto avvenuto in Francia agli albori della rivoluzione.
In questo periodo, le coccarde erano in uso come elemento identificativo nei moti di protesta in Europa.. È infatti documentato che il 12 novembre 1789 il governo prussiano vietò alla popolazione della Vestfalia l'utilizzo di coccarde perché viste con sospetto dato il loro significato strettamente legato ai moti di protesta che stavano divampando in Francia: il loro uso travalicò quindi i confini francesi diffondendosi gradualmente nell'intera Europa. Ciò accadde anche grazie alle gazzette che diedero ampio risalto nei vari Paesi al fatto che la coccarda fosse diventata, in Francia, uno dei simboli più importanti dei moti insurrezionali e della lotta del popolo contro il regime assolutistico al governo nel Paese..
Per quanto riguarda i moti italiani, degne di nota furono le rivolte che ebbero luogo a Fano e Velletri poco prima del 16 agosto, a Roma tra il 16 e il 28 agosto e a Frascati poco prima del 30 agosto, tutte avvenute nello Stato Pontificio.. A Roma, in particolare, i manifestanti appuntarono sui propri cappelli delle coccarde composte da foglie di alloro. I rivoltosi chiedevano l'abbassamento del prezzo dei beni di prima necessità con la minaccia di scatenare sommosse paragonabili alle violente proteste parigine in caso di rifiuto delle autorità.
La gazzetta milanese Staffetta di Sciaffusa definì le proteste nello Stato Pontificio «[un] ballo delle coccarde verdi» in un articolo apparso il 16 agosto 1789. Già nel settembre 1789 ornamenti in stoffa di colore verde sostituirono definitivamente quelli composti da foglie nelle sommosse in Italia.
La prima coccarda italiana tricolore Nelle prime settimane della stagione rivoluzionaria restò credenza comune, in Italia, che quello verde, bianco e rosso fosse il tricolore sventolato dai rivoltosi francesi: gli insorti italiani utilizzarono inizialmente questi colori come semplice imitazione delle proteste che stavano prendendo piede in Francia e che erano finalizzatein entrambe le nazioniai medesimi obiettivi, ovvero al raggiungimento di migliori condizioni di vita e all'ottenimento dei diritti politici, da sempre negati dai regimi assolutistici. Le gazzette italiane avevano riportato delle inesattezze sugli eventi delle sommosse francesi, in particolar modo omettendo che il blu e il rosso fossero stati sostituiti al verde e riportando la notizia che il tricolore francese fosse verde, bianco e rosso..
I giornali in Italia diedero ampio risalto alla composizione cromatica della coccarda utilizzata dai francesi, che divenne un elemento distintivo ben radicato tra i manifestanti. La notizia raggiunse in effetti un'ampia eco, se si considera che all'epoca in Italia si stampavano circa una ottantina di testate, cinque delle quali nella sola Milano.. Nei primi tempi della rivoluzione, furono riportate anche notizie contraddittorie. Ad esempio La Staffetta di Sciaffusa diede la notizia che in Francia la coccarda composta da foglie verdi fosse stata sostituita, il giorno successivo, da una coccarda bianca e rossa (invece che blu e rossa).
Anche a riguardo della successiva e definitiva coccarda blu, bianca e rossa, che venne adottata a Parigi il 17 luglio, i giornali riportarono informazioni confuse, come nel caso de Il Corriere di Gabinetto, che la descrisse come rossa e blu oppure, secondo altre testate, come La Gazzetta Enciclopedica di Milano, che fosse bianca e rosa. Tutte le testate italiane riportarono successivamente la notizia che i rivoluzionari francesi avessero adottato ornamenti tricolori quali elementi identificativi, ma sbagliarono nell'indicare il verde come uno dei tre colori, al posto del blu..
La prima traccia documentata dell'utilizzo in Italia della coccarda verde, bianca e rossa, che non specifica però la disposizione dei colori sull'ornamento, è datata 21 agosto 1789. Negli archivi storici della Repubblica di Genova è riportato che testimoni oculari avessero visto aggirarsi per la città alcuni manifestanti con apposta sui vestiti «la nuova coccarda francese bianca, rossa e verde introdotta da poco tempo a Parigi». È indicativo l'utilizzo del termine "nuova coccarda": evidentemente in questa città si era già a conoscenza dell'avvenuto passaggio, in Francia, dagli elementi identificativi composti da foglie, a coccarde in stoffa a due e successivamente a tre colori, nonostante s'ignorasse la reale composizione cromatica..