Napoleone Bonaparte, ricordandolo nelle sue Memorie, ebbe a dire di lui: «Quest'uomo mi ha fatto perdere la mia fortuna».

Proveniente da una famiglia di tradizioni militari, imparentata con William Pitt, I conte di Chatam, era il secondo figlio del capitano di fanteria John Smith.

Biografia Gli inizi Sidney Smith frequentò la Tonbridge School fin al 1772. Si arruolò poi nella Marina britannica e combatté nella guerra d'indipendenza americana, entrando in azione nel 1778 contro la fregata statunitense Raleigh.

Per il coraggio dimostrato sotto il comando dell'ammiraglio Rodney nella battaglia di Capo San Vincenzo nel gennaio 1780, William Sidney Smith, il 25 settembre venne nominato tenente del vascello da 74 cannoni di terza classe (Third-RateNella Royal Navy in quei tempi I vascelli erano suddivisi per Classe (Rate) nel seguente modo:Prima classe = Vascelli con un numero di bocche da fuoco fra 100 e 200Seconda classe: Vascelli con un numero di bocche da fuoco fra 90 e 98Terza classe: vascelli con un numero di bocche da fuoco fra 64 ed 80), la HMS Alcide e questo nonostante non avesse ancora l'età richiesta di diciannove anni.

Distintosi nelle battaglie di Chesapeake, sotto il comando dell'ammiraglio Thomas Graves, e delle Saintes sotto il comando dell'ammiraglio George Brydges Rodney, gli venne affidato il suo primo comando di una nave, lo sloop Fury, ma gli venne presto affidata una più grande fregata. Tuttavia, in seguito alla pace di Versailles del 1783, fu trasferito a terra con paga dimezzata.

Durante il periodo di pace, Smith decise di viaggiare in Francia e venne subito coinvolto nello spionaggio inglese, come osservatore della costruzione di un nuovo porto a Cherbourg. Con lo stesso compito, egli viaggiò anche in Spagna e Marocco, potenziali nemici della Gran Bretagna.

Il servizio nella marina di Svezia Nel 1790 William Sidney chiese l'autorizzazione a militare nella Marina militare svedese, impegnata nella Guerra russo-svedese del 1788/1790. Il re Gustavo III gli affidò il comando di una squadra leggera e l'incarico di suo consulente principale per la marina.

William Sidney condusse le navi al suo comando nello sgombero dalla baia di Vyborg della flotta russa, noto anche come battaglia di Svensksund (finlandese : Ruotsinsalmi, russo: Rochensalm). I russi persero sessantaquattro navi ed ebbero perdite per oltre mille marinai deceduti in battaglia, mentre gli svedesi persero quattro navi e solo pochi uomini. Per questo successo Smith venne nominato dal re di Svezia Cavaliere dell'Ordine svedese della Spada ed egli si fregiò di questo titolo con l'autorizzazione del re d'Inghilterra, Giorgio III.

Vi erano comunque numerosi ufficiali britannici che, essendo stati posti a terra a mezza paga come William Sidney Smith, si arruolarono nella marina russa e sei di loro morirono in combattimento. Il risultato fu che Smith, a causa del suo arruolamento in Svezia, s'inimicò numerosi ufficiali della Marina britannica.A questo proposito, la sua nomina a William Sidney gli valse lo sprezzante soprannom, da parte dei colleghi britannici, di "cavaliere svedese".

Il servizio nelle guerre della rivoluzione francese Nel 1792 il fratello minore di William Sidney, John Spencer Smith, fu impiegato nell'ambasciata britannica presso l'Impero ottomano ad Istanbul e William Sidney ottenne l'autorizzazione a recarsi in Turchia; durante questo viaggio, nel gennaio 1793, scoppiò in Francia la rivoluzione. Smith reclutò alcuni marinai britannici e salpò per raggiungere la flotta Britannica, al commando dell'ammiraglio Lord Samuel Hood, che aveva occupato Tolone, porto principale della Marina militare francese, su invito delle forze realiste francesi.

Al suo arrivo, nel dicembre 1793, le forze rivoluzionarie, fra le quali militava il colonnello di artiglieria Napoleone Bonaparte, avevano già circondato il porto e lo stavano attaccando da terra. Gl'inglesi e i loro alleati non avevano un sufficiente numero di uomini per impostare un'efficace difesa e così il porto venne evacuato. A William Stanley, che in quel momento agiva come volontario, senza aver comando alcuno, fu affidato l'incarico di bruciare il numero maggiore possibile di navi e magazzini francesi, prima che finissero nelle mani dei rivoluzionari. Nonostante i suoi sforzi, privo di sostegno da parte delle forze spagnole inviate ad aiutarlo, rimasero intatte più della metà delle navi francesi, che furono recuperate dalle forze rivoluzionarie. Sebbene William Stanley avesse distrutto più navi francesi di quante ne avesse distrutte l'azione di maggior successo della flotta inglese fino a quel momento, Nelson e Collingwood, fra gli altri, lo biasimarono per non essere riuscito a distruggere l'intera flotta francese.

Al suo rientro a Londra gli venne affidato il commando della nave di quinta classe, l' HMS Diamond e nel 1795 entrò nello squadrone comandato da Sir John Borlase Warren, che annoverava alcuni dei più bravi e coraggiosi capitani, tra i quali Sir Edward Pellew, I visconte di Exmouth. Smith completò il gruppo ed in un'occasione condusse la sua nave quasi dentro il porto di Brest per osservare la flotta francese.

Nel luglio del 1795, il capitano Smith, al comando dello squadrone occidentale di fregate con la sua HMS Diamond, occupò le isole Saint-Marcouf, al largo della costa normanna. Egli sacrificò due navi, la HMS Badger e la HMS Sandfly per fornire materiale e mano d'opera allo scopo di fortificare le isole e porvi una guarnigione provvisoria. Ulteriori opere di difesa furono realizzate dal Regio Genio navale e dalla fanteria di marina britannici, e vi venne installato un distaccamento di artiglieria. Le isole avevano la funzione di base avanzata per bloccare il porto francese di Le Havre, di punto di lancio per le navi di intercettamento costiero ed infine come punto di transito degli émigré francesi, e furono tenute dalla marina britannica per quasi sette anni.

Il 19 aprile 1796 Smith tentò di intercettare una nave francese entrando nel porto di Le Havre, ma la caduta improvvisa del vento al momento in cui egli tentava di guadagnare il mare aperto lo bloccò, consentendo ai francesi la cattura sua, e quella della sua nave con tutto l'equipaggio. Anziché scambiarlo con prigionieri francesi, com'era uso in quei casi, egli venne tradotto al carcere del Tempio a Parigi per essere incriminato per l'incendio delle navi francesi nel porto di Tolone. Per il suo status di allora, quale ufficiale a mezza paga, i francesi non gli riconobbero quello di combattente.

Egli venne trattenuto a Parigi per due anni, nonostante i numerosi sforzi per uno scambio con prigionieri francesi e i frequenti contatti con agenti francesi realisti ed agenti inglesi. Le autorità francesi minacciarono più volte di processarlo come incendiario, ma alle minacce non fecero mai seguito con i relativi fatti. Finalmente, nel 1798, riuscì a fuggire con l'aiuto del realista francese Antoine de Phélippeaux, che finse di tradurlo in altra prigione, mentre invece lo portò a Le Havre, ove riuscì ad imbarcarsi su un peschereccio e venne raccolto il 5 maggio dallHMS Argo, che stava pattugliando il canale della Manica, e giunse a Londra il giorno 8 maggio.United service magazine, Vol. 1870, Issue 3, p. 520.

Servizio nel Mediterraneo Dopo la strepitosa vittoria dell'ammiraglio Nelson nella Battaglia del Nilo del 1798, Smith venne inviato nel Mediterraneo come comandante dellHMS Tigre, un vascello francese da 80 cannoni catturato dagl'inglesi e riallestito come nave da combattimento della Marina britannica. Sebbene gli fosse stato ordinato di porsi sotto il comando del comandante in capo della Marina britannica per le operazioni nel Mediterraneo, Lord John Jervis, non si trattò di un incarico puramente navale. John Jervis gli dava ordini come commodoro, con l'autorizzazione di prendere navi britanniche al suo comando come richiesto nel Levante. Egli condusse anche missioni diplomatiche e militari ad Istanbul, ove il fratello era diventato ora ministro plenipotenziario presso la Sublime porta. La sua missione era quella di rafforzare l'opposizione turca a Napoleone e fornire assistenza ai turchi nel distruggere l'armata francese in Egitto. Questo doppio incarico provocò il risentimento di Nelson, che era ufficiale superiore nel Mediterraneo agli ordini di John Jervis nel Levante. L'antipatia di Nelson nei suoi confronti condizionò negativamente la reputazione di Smith nei circoli marittimi inglesi.

Napoleone, con 13.000 uomini sconfisse le forze ottomane in Egitto, marciò verso nord lungo la costa mediterranea attraverso la provincia di Siria (che comprendeva allora i territori attuali d'Israele, della Palestina, della Siria e del Libano). Egli occupò Gaza e Giaffa e poi si diresse verso Acri.

Insieme a Phélippeaux, Smith salpò per Acri ed aiutò il comandante turco, Jezzar Pasha, a rafforzarne le difese e le antiche mura e gli fornì cannoni con relativi artiglieri inglesi e fanti di marina, presi dalla sua nave. Egli impiegò anche la sua supremazia sul mare per catturare l'artiglieria degli assedianti francesi, inviata dall'Egitto via mare, e per impedire a questi ultimi l'utilizzo della strada costiera da Jaffa, bombardando dal mare le truppe di Napoleone che vi transitavano.

Una volta che l'assedio ebbe inizio verso fine marzo 1799, Smith ancorò le sue navi HMS Theseus e HMS Tigre cosicché le loro bordate potevano contribuire alla difesa della città. Molti assalti francesi furono respinti così come vennero frustrati i tentativi di aprire brecce nelle mura con l'impiego di mine. All'inizio di maggio gli assedianti ricevettero finalmente, via terra, l'artiglieria e riuscirono ad aprire una breccia nelle mura, ma i successivi assalti furono respinti e, grazie alla presenza delle navi di Smith, fu possibile anche fare sbarcare i rinforzi ottomani giunti da Rodi. L'ultimo assalto francese, il 9 maggio, venne anch'esso respinto e poco dopo quest'insuccesso, nel medesimo mese, Napoleone compì una rovinosa ritirata delle sue truppe fino in Egitto. Qui, dopo la vittoria contro gli ottomani sbarcati dalle navi inglesi ad Abukir, in agosto salpò per rientrare in Francia, riuscendo ad eludere il pattugliamento marittimo britannico del Mediterraneo, e lasciando le sue truppe al comando del generale Jean-Baptiste Kléber.

Smith cercò quindi di negoziare la resa ed il rimpatrio delle truppe francesi con il nuovo comandante e riuscì a giungere con questi ad un accordo, la Convenzione di El-Arish. Tuttavia, a causa dell'influenza sui comandi navali inglesi dell'ammiraglio Nelson, secondo il quale le truppe francesi rimaste avrebbero dovuto essere annientate invece che aiutate a rimpatriare, l'accordo di El-Arish venne disconosciuto da lord Keith, che era subentrato nel comando supremo della flotta inglese nel Mediterraneo all'ammiraglio Lord John Jervis.

Gl'inglesi decisero quindi di sbarcare un esercito al comando di sir Ralph Abercromby nella baia di Aboukir, per affrontare quel che rimaneva del corpo di spedizione francese, ora comandato dal generale Menou.

Smith e la sua nave Tigre furono coinvolti nel trasporto delle forze da sbarco e come collegamento con i turchi, ma la perdita delle credenziali diplomatiche e del titolo di Commodoro nel Mediterraneo orientale, ne causarono l'impopolarità. Lo sbarco delle truppe di Abercromby fu un successo e i francesi di Menou vennero sconfitti, mentre Abercromby morì pochi giorni dopo, a causa delle ferite subite in battaglia. Le truppe francesi vennero infine rimpatriate con navi inglesi in termini del tutto simili a quelli ottenuti da Smith con la Convenzione di El-Arish.

Il servizio nelle acque britanniche