Il governo Andreotti II è stato il ventottesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della VI legislatura.
Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 26 giugno 1972 all'8 luglio 1973 (sebbene già dimissionario dal precedente 12 giugno), per un totale di 377 giorni, ovvero 1 anno e 12 giorni.
Ottenne la fiducia dalla Camera dei Deputati il 7 luglio 1972, con 329 voti a favore e 288 contrari.
Ottenne la fiducia anche al Senato della Repubblica il 13 luglio 1972, con 163 voti a favore e 155 contrari.
Il governo si dimise il 12 giugno 1973.
Storia Salvo precisazioni la ricostruzione che segue è dedotta dai capitoli IV e V de I partiti politici italiani di Giorgio Galli
Le elezioni politiche del 1972 rappresentano uno spartiacque nella storia della prima repubblica. Sono le prime a svolgersi in anticipo sulla fine di una legislatura caratterizzata da gravi problemi di ordine pubblico, da scandali politici e dall'introduzione nell'ordinamento italiano del divorzio, e sono precedute da una campagna elettorale che è stata tra cupa e allo stesso appassionante. Anche se con interessi diversi si può dire che la fine anticipata della legislatura l'abbiano voluta tutti, e per diversi buoni motivi:
la convocazione dei comizi elettorali rinvia almeno di un anno lo svolgimento del referendum per l'abrogazione del divorzio, e dà ai partiti il tempo di trovare un'intesa con i cattolici del comitato promotore per evitarlo; la campagna elettorale distoglie l'attenzione della pubblica opinione dalla profonda crisi in cui il Paese si trova dal punto di vista economico, con un reddito nazionale lordo in diminuzione, il deficit di bilancio ritenuto incontrollabile ed il PIL al penultimo posto tra i Paesi europei, e i numerosi scandali (l'OMNI, il fallimento Marzollo, i fondi neri della Edison) che hanno travolto quasi esclusivamente la DC; la crisi della formula di centro-sinistra a dieci anni dalla sua prima apparizione col secondo governo di Amintore Fanfani.
In questa situazione la DC si presenta agli elettori con un significativo "avanti al centro", additandosi quale autirevole garante della democrazia contro comunismo e fascismo; la contestazione studentesca, l'autunno caldo e le prime azioni del terrorismo favoriscono però il MSI di Giorgio Almirante a danno dei tradizionali alleati di governo. Tornato alla guida del partito nel 1969, Almirante prospetta una destra conservatrice rispettabile, aperta ai moderati e invitando a prenderne parte i liberali di Giovanni Malagodi, che rifiutano, e i monarchici di Alfredo Covelli, che invece accettano per l'azzeramento dei consensi elettorali. Al voto dei moderati, andato nel 1963 e nel 1968 ai liberali, il MSI assomma anche quello dei fautori dell'ordine aumentando del 4,23% alla Camera e del 4,63% al Senato per la contemporanea presenza nelle sue liste di personalità quali Achille Lauro, Gino Birindelli, Vito Miceli e Giovanni De Lorenzo.
Il secondo governo Andreotti, detto l'Andreotti-Malagodi, nasce in considerazione del categorico rifiuto dei socialisti a sedere ad un tavolo di trattativa che comprendesse anche i liberali. È un esecutivo che vede anche l'insoddisfazione di ampi settori della sinistra interna al partito di maggioranza, che per un anno deve affrontare l'insidia dei franchi tiratori, che lo mandano ripetutamente sotto, ed essenzilmente prosegue per la mancanza di un'alternativa credibile che emerge solo alla vigilia del congresso democristiano.Giulio Andreotti: Visti da vicino, vol. III - Pag. 117-118 Il patto di Palazzo Giustiniani tra Moro, Rumor e Fanfani e il ritiro dell'appoggio repubblicano all'esecutivo aprono la strada ad una rinnovata versione del centro-sinistra.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 16 40 57 - 5 10 15 - 4 8 12Totale 1 25 58 84
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1359 -358 -358 -358 -167 -336 -156 -145 -145 -123 -123 - -33 - -33 -112 -112 - -22 -1 -1 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Centrismo (315): DC (266), PSDI (29), PLI (20) Astensione PRI (15), Misto (4) Opposizione PCI (179), PSI (61), MSI-DN (56)Senato della Repubblica Governo Centrismo (151): DC (135), PSDI (11), PLI (5) Astensione PRI (8), Misto (9) Opposizione PCI-PSIUP (85), PSI (33), MSI-DN (26), IND-SIN (10)
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti (DC) Franco Evangelisti (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Aldo Amadeo (DC) Francesco Deriu (DC) Renzo Forma (DC) Sebastiano Vincelli (DC) Vicepresidente del Consiglio dei ministri Mario Tanassi (PSDI)Ministri senza portafoglio Presidenza della Delegazione italiana all'Organizzazione delle Nazioni Unite Emilio Colombo (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Paolo Emilio Taviani (DC)(ad interim) Problemi della gioventù Italo Giulio Caiati (DC) Problemi relativi all'attuazione delle regioni Fiorentino Sullo (DC) Rapporti con il Parlamento Giorgio Bergamasco (PLI) Ricerca scientifica Pier Luigi Romita (PSDI) Riforma della Pubblica amministrazione Silvio Gava (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Giuseppe Medici (DC) Alberto Bemporad (PSDI) Giovanni Elkan (DC) Mario Pedini (DC) Interno Mariano Rumor (DC) Benedetto Cottone (PLI) Franco Nicolazzi (PSDI) Ernesto Pucci (DC) Adolfo Sarti (DC) Grazia e Giustizia Guido Gonella (DC) Alberto Ferioli (PLI) Erminio Pennacchini (DC) Bilancio e Programmazione economica Paolo Emilio Taviani (DC) Paolo Barbi (DC) Finanze Athos Valsecchi (DC) Giuseppe Alpino (PLI) Giuseppe Amadei (PSDI) Giuseppe Costantino Belotti (DC) Salvatore Lima (DC) Tesoro Giovanni Francesco Malagodi (PLI) Antonio Bisaglia (DC) Francesco Fabbri (DC) Bonaventura Picardi (DC) Dante Schietroma (PSDI) Difesa Mario Tanassi (PSDI) Pietro Buffone (DC) Vito Lattanzio (DC) Gustavo Montini (DC) Pubblica Istruzione Oscar Luigi Scalfaro (DC) Luigi Caiazza (DC) Attilio Ruffini (DC) Salvatore Valitutti (PLI) Lavori Pubblici Antonino Pietro Gullotti (DC) Girolamo La Penna (DC) Anselmo Martoni (PSDI) Vincenzo Russo (DC) Agricoltura e Foreste Lorenzo Natali (DC) Massimo Alesi (PLI) Luigi Angrisani (PSDI) Giovanni Venturi (DC) Trasporti ed Aviazione Civile Aldo Bozzi (PLI) Salvatore Cottoni (PSDI) Luigi Giglia (DC) Mario Valiante (DC) Poste e telecomunicazioni Giovanni Gioia (DC) Alessandro Canestrari (DC) Renato Massari (PSDI) Raoul Zaccari (DC) Industria, Commercio ed Artigianato Mauro Ferri (PSDI) Attilio Iozzelli (DC) Gennaro Papa (PLI) Romolo Tiberi (DC) Sanità Remo Gaspari (DC) Nino Cristofori (DC) Ferruccio De Lorenzo (PLI) Enrico Spadola (DC) Commercio con l'Estero Gianmatteo Matteotti (PSDI) Manfredi Bosco (DC) Giulio Orlando (DC) Marina mercantile Giuseppe Lupis (PSDI) Luigi Durand de la Penne (PLI) Marcello Simonacci (DC) Partecipazioni statali Mario Ferrari Aggradi (DC) Bruno Corti (PSDI) Gino Mattarelli (DC) Lavoro e Previdenza sociale Dionigi Coppo (DC) Danilo De' Cocci (DC) Alberto Del Nero (DC) Franco Tedeschi (PSDI) Turismo e Spettacolo Vittorio Badini Confalonieri (PLI) Gabriele Semeraro (DC) Edoardo Speranza (DC)
Cronologia
1972
Maggio 7-10 maggio: elezioni politiche: i dati più significativi sono il crollo dei liberali (da 5,8 a 3,7%) e l'aumento del MSI (da 4,5% da solo a 7,6% in unione coi monarchici). La DC perde un insignificante 0,1%, il PSI si attesta al 9,5%, il PSDI al 5,3%, con un aumento complessivo rispetto al risultato dei due partiti unificati di quattro anni prima. Il PCI aumenta di 2 punti e sale al 28%, eroso il PSIUP che scende dal 4,5 al 2%. I comunisti dissidenti del Manifesto si fermano allo 0,7% e non ottengono seggi.Arnaldo Forlani dichiara che l'assalto alla DC da destra e sinistra è fallito, e che l'aumento del MSI rende solo meno facile il cammino democratico. Giacomo Mancini, sottolinea il 40% complessivo andato alla sinistra, che unito al crollo liberale rende impraticabile la soluzione centrista e impossibile la svolta a destra. Giovanni Malagodi riconosce la sconfitta ma rivendica il ruolo della pattuglia liberale nel nuovo parlamento. Ugo La Malfa ritiene che i repubblicani debbano porre un rimedio immediato alla forte affermazione della sinistra.Giorgio Almirante annuncia l'avvio della destra nazionale e di un rinnovato ruolo di opposizione propositiva a qualsiasi maggioranza. Dario Valori riconosce la sconfitta del PSIUP, che non ha avuto eletti e nel quale si comincia a parlare di congresso straordinario.Il Messaggero, 8-11 maggio 1972 17 maggio: viene assassinato a Milano il commissario Luigi Calabresi. 25 maggio: si insediano le nuove camere. Sandro Pertini è confermato presidente della Camera, Amintore Fanfani confermato presidente del Senato.
Giugno 4 giugno: dopo otto giorni di intense consultazioni, durante le quali si è da più parti auspicata la transizione di un governo balneare, il capo dello Stato conferisce l'incarico a Giulio Andreotti. Il presidente incaricato non rilascia dichiarazioni relativamente alla formula di governo.Il Messaggero, 5 giugno 1972 12 giugno: preso atto dell'indisponibilità dei socialisti la direzione della DC, udita la relazione di Andreotti sulle consultazioni, si esprime per un governo quadripartito con PSDI, PRI e PLI cui si oppongono la Base, Forze Nuove e i morotei. Al sì di Mario Tanassi e Giovanni Malagodi si oppongono tuttavia le riserve del PRI, che ritiene controproducente il mancato appoggio (e quindi un bilanciamento di forza all'interno della maggioranza) delle sinistre interne democristiane. 27 giugno: Andreotti presenta la lista dei ministri. Forti polemiche dalle opposizioni di sinistra per la nomina di Oscar Luigi Scalfaro alla Pubblica Istruzione, ritenuta incompatibile con le istanze di rinnovamento che salgono dagli studenti.
Luglio 1 luglio: la Camera riceve la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal sostituto procuratore Luigi Bianchi D'Espinosa contro Giorgio Almirante per ricostituzione del disciolto partito fascista e apologia del fascismo. L'autorizzazione viene concessa anche su richiesta dell'interessato ma si concluderà in un nulla di fatto dopo la morte del magistrato. 5-13 luglio: il governo si presenta alle camere. Andreotti pone come priorità la politica monetaria, la difesa dell'ordine pubblico e il rapporto coi sindacati per le istanze ancora non risolte. Le posizioni dei partiti sono chiare: PCI, PSIUP e PSI promettono una dura opposizione al governo di centro-destra; il PLI sottolinea la propria coerenza dopo otto anni di opposizione, il MSI deciderà caso per caso. Alla Camera la fiducia è approvata con 329 voti a favore e 288 contrari. Al Senato con 163 voti favorevoli e 155 contrari.Il Messaggero, 6-14 luglio 1972 7 luglio: a Salerno una lite tra due studenti missini e tre anarchici degenera in una colluttazione nella quale viene ucciso lo studente Carlo Falvella, iscritto al FUAN.