Noè (; , pronuncia Ḥafṣ: ) è un patriarca biblico, descritto come un uomo retto che "camminava con Dio" (Genesi, 6,9) e che Dio decise di mettere in salvo, assieme alla sua famiglia, quando, inviando il diluvio universale, sterminò l'umanità corrotta (Genesi 6, 11-17). Nel racconto biblico (Genesi 6,18 e sgg.) Dio affida a Noè il compito di mettere in salvo le specie animali e quindi, dopo il diluvio, di divenire il capostipite di una rinnovata umanità, stringendo con lui e i suoi discendenti una nuova alleanza.

Noè è il più importante patriarca dopo Adamo: infatti nella Genesi si contano dieci generazioni da Adamo a Noèv e dieci da Noè ad Abramov : questa tradizione è senza dubbio dipendente da una tradizione mesopotamica.

Etimologia del nome

Noè, in lingua ebraica Noah, è accostato da Genesi alla sua funzione di "consolatore"Il padre Lamech così indica il motivo della scelta del nome: « lo chiamò Noè, dicendo: "Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto"».. Però è evidente che far derivare il nome Noah dall'ebraico niḥam ("conforto") genera un'etimologia di tipo "popolare" che non ha alcuna evidenza linguistica«This explanation links Noah with the Hebrew niḥam, “to comfort,” but this is popular etymologizing and not based on linguistic principles.» (Dwight Young, Noah in Encyclopaedia Judaica vol.15. NY, Gale, 2007, p.287).. Resta che il nome ebraico Noah marca una discrepanza con i nomi degli "eroi" delle mitologie mesopotamiche da cui questo racconto biblico deriva. Nelle mitologie mesopotamiche il nome del sopravvissuto al Diluvio Universale è in sumerico Ziusudra ("Vita dai giorni prolungati") e in accadico Atraḫasis ("Sommamente Saggio") o anche Utanapištim ("Colui che ha trovato la vita"), il che suggerirebbe la necessità di individuare una letteratura mediatrice che si ponga tra quelle sumerica e accadica e quella ebraica. In tal senso Dwight YoungDwight Young, Noah in Encyclopaedia Judaica vol.15. NY, Gale, 2007, p.287. riferisce di una possibile soluzione nella letteratura ḫurrita dove è presente il nome proprio di Na-aḥ-ma-su-le-el con evidenti analogie con il nome ebraico di Noah che sarebbe quindi una sua contrazione, rendendo possibile, anche se non certo, il collegamento dei nomi.

Il costruttore dell'arca

Noè compare per la prima volta in Genesi come agricoltore e figlio di Lamech e nipote di Matusalemme. Egli è dunque il nono nella linea generazionale dei discendenti di Adamo attraverso Set (la cosiddetta "Grande Genealogia dei Setiti" di Gen ). La sua storia si sviluppa nei capitoli 6, 7, 8 e 9 della Genesi.

Secondo la narrazione biblica, Dio è intenzionato ad inviare il diluvio universale perché la Terra è piena di violenza degli uomini () e avverte Noè di preparare un'Arca dove mettere in salvo se stesso e la sua famiglia () per garantire all'Umanità la propria esistenza sulla Terra. Secondo molti studiosi il racconto biblico sarebbe nato dall'intreccio di due diverse tradizioni (quella «sacerdotale» (P) e quella «iahvista» (J)) e in merito agli animali ospitati nell'arca riporta due differenti versioni: "per P, tutta la creazione è buona (Gen1) e le distinzioni tra puro e impuro saranno date solo al Sinai. Quindi Noè prende due di ogni animale «secondo la sua specie» [...] mentre in J Noè prende sette paia di animali puri e due animali impuri"Come precisato dagli studiosi del cattolico Nuovo Grande Commentario Biblico concordemente a quelli dell'interconfessionale Bibbia TOB, di seguito citati, e allo storico Bart Ehrman che sottolinea come "nel racconto del diluvio universale di Gen 6-9 ci sono molte contraddizioni. Una delle più evidenti è che in 6,19 Dio dice a Noè di portare con sé nell'arca una coppia di animali «di ogni specie», mentre in 7,2 gli dice di prendere sette coppie di ogni «animale puro» e due degli altri animali". ; . e questa discordanza può essere spiegata considerando che "per il racconto «sacerdotale» (6,19-20) si trattava solo di assicurare la sopravvivenza della specie, bastava quindi un paio di animali; per il racconto «iahvista» occorrono più coppie di animali puri, poiché alcuni saranno offerti a Dio in sacrificio (cf 8,20-21)"Come sottolineano gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB; anche quelli del cattolico Nuovo Grande Commentario Biblico concordano che "J d'altra parte stabilirà in 7,2 sette paia di animali puri e due paia di impuri, presumibilmente in previsione del sacrificio postdiluviano di 8,20 (J)". (; )..

Il racconto biblico, come evidenziano anche gli studiosi della Bibbia Edizioni Paoline, è "frutto dell'intarsio tra due tradizioni, quella Jahvista [J] molto vivace e quella Sacerdotale [P] più rigorosa, ma anche più fredda. Questo innesto è venato qua e là da incongruenze"Confermano gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB che "il diluvio, di cui si conoscevano narrazioni extrabibliche (specialmente quella babilonese contenuta nell'epopea di Gilgamesh), è anche rievocato dalle due tradizioni «iahvista» e «sacerdotale» con qualche ritocco letterario e dal proprio punto di vista. Si nota, per esempio, una doppia menzione dell’obbedienza di Noè (6,22; 7,5), del suo ingresso dentro l'arca (7,7. 13), delle coppie di animali presi con sé (6,19; 7,2)...". (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 17, ISBN 88-215-1068-9; ).; ad esempio, come evidenziano gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB, "secondo la narrazione «sacerdotale», il Diluvio durò un anno e dieci giorni (un intero anno secondo la versione greca); secondo quella «iahvista», sarebbe invece durato solo quaranta giorni, preceduto da una settimana e seguito da altre tre"Anche gli studiosi della Bibbia Edizioni Paoline confermano che "in Gn7,12 Jahvista il diluvio dura quaranta giorni, in 8,13 (Sacerdotale) si suggerisce la durata di un anno". (; La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 17, ISBN 88-215-1068-9).; inoltre, "per P le acque sopra e sotto la terra, rinchiuse là all'inizio (1,6-10), fecero irruzione sulla terra (7,11), mentre in J le acque del diluvio furono le piogge ininterrotte per 40 giorni e notti (7,12)"Gli studiosi del cattolico Nuovo Grande Commentario Biblico e quelli della Bibbia TOB precisano che già secondo 1,7 si immaginava che la terra e l'aria fossero tra due masse d'acqua" e come "l'immagine proviene dal linguaggio mitico fenicio.(; ()..

Nel libro di Enoch, canonico per la Chiesa ortodossa etiope, l'annuncio a Noè dell'approssimarsi del diluvio e il consiglio di mettersi in salvo vengono dati a Noè dall'angelo Arseyaleyor.Libro di Enoch, X, 1-2

Secondo Genesi Noè aveva seicento anni quando il diluvio si abbatté sulla Terra e morì a 950 anni: quindi era ancora vivo quando nacque Abramo.

Discendenza di Noè

Noè ebbe tre figli: Sem, Cam e Jafet, come Noè anch'essi portati sull'arca unitamente alle mogli per proseguire la stirpe degli uomini. Ciascuno di essi avrebbe dato vita ad una stirpe con più popoli: Sem per i Semiti, Cam per i Camiti e Iafet per gli Iafetiti.

L'alleanza noachica secondo il Talmud Stipulata da Dio con Noè un'alleanza di lunga durata, in ebraico B'rith 'Olam (ברית עולם), riportata dal testo biblico, la cosiddetta "alleanza noachica". Ecco i termini di quest'alleanza:

Gli esseri vegetali sono concessi come cibo all'uomo: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde" (Gn 1,29-30). Come si legge chiaramente dal testo non è ampliata la concessione già fatta ad Adamo, a cui già erano stati concessi solamente i vegetali. è proibito mangiare la carne di esseri viventi contenenti il loro sangue (che era simbolo della vita: divieto di mangiare animali vivi); "Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo" (Gen : fondamento della "legge del taglione".

In cambio, Iddio si impegna a non mandare mai più diluvi.

Quest'alleanza è stipulata con tutta l'umanità e offre all'antico Israele le norme per considerare chi è giusto o empio tra gli individui non-ebrei delle altre 70 Nazioni.

La figura di Noè diventa poi esemplare (quella del giusto salvato dalla distruzione dei malvagi, come Lot) ed è lodata in Isaia ; in Matteo ; e nella prima lettera di Pietro .

Campagna Noachica

Nei tempi moderni i precetti noachici vengono considerati in diverse maniere, con varie scuole di pensiero. Secondo alcuni,Cfr. per es. N. Rakover, Law and the Noahides (1998) ; M. Dallen, The Rainbow Covenant (2003) i precetti offrono al genere umano una serie di valori assoluti ed una struttura di giustizia basilare, mentre le leggi attualmente applicate dalle varie nazioni sono valide presuntivamente.

Dopo che il defunto RebbeRebbe (רבי) è una parola Yiddish che significa maestro, insegnante, o mentore e deriva dalla stessa parola in ebraico Rabbi, che è la forma originale in lingua ebraica di "rabbino", significante "mio maestro". di Chabad-Lubavitch, rabbi Menachem Mendel Schneerson, ebbe ad iniziare la sua campagna Noachica, negli anni '80 del ventesimo secolo, il numero di gentili che desiderano osservare i Sette Precetti di Noè, come descritti nella Tōrāh, è aumentato considerevolmente e continua ad aumentare. Nel 2005 lo studioso Rabbi Moshe Weiner di Gerusalemme accettò di formulare una codifica completa dei precetti noachici.The Divine Code, R. Moshe Weiner, curatore Dr. Michael Schulman Ph.D., Vol, I., p. 21, 2008, publ. Ask Noah International. L'opera è intitolata Sefer Sheva Mitzvot HaShem, pubblicata nel 2008/ 2009. Poiché è approvata da entrambi i rabbini capo di Israele, Rabbi Shlomo Moshe Amar e Rabbi Yonah Metzger, come anche da altre autorità halakhiche chassidiche e non-chassidiche,Int. al., Rabbi Zalman Nechemia Goldberg, Rabbi Gedalia Dov Schwartz e Rabbi Jacob Immanuel Schochet può esser considerata di carattere altamente autorevole e viene citata come uno "Shulchan Aruch"Shulchan Aruch (, lett.: "Tavola fissa") noto anche come Codice della Legge Ebraica, è la codificazione legale più autorevole dell'ebraismo. Fu scritto a Safed, Israele, da Yosef Karo nel 1563 e pubblicato a Venezia due anni dopo. Cfr. Codex Judaica, Mattis Kantor 2005. Insieme ai rispettivi commentari, è la compilazione halakhica più osservata e accettata nel mondo ebraico. Vedi anche, Letter of Blessing (per Sefer Sheva Mitzvoth HaShem) , R. Yonah Metzger, rabbino capo di Israele, p.1. per i non-ebrei di tanti altri Paesi.

Poemi mesopotamici

Il tema del diluvio universale compare nelle fonti di tutte le antiche civiltà. La versione più antica potrebbe essere quella mesopotamica del poema di Atraḫasis, scritto in un antico linguaggio semitico (l'accadico), anche se alcuni studiosi ritengono leggermente anteriore quella in lingua sumera.