Il governo Andreotti IV è stato il trentaquattresimo governo della Repubblica Italiana, il secondo della VII legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 13 marzo 1978Luigi Bianchi, Prima scadenza elettorale dopo la soluzione della crisi, in "Corriere della sera", 14 marzo 1978, pagina 2 al 21 marzo 1979 (sebbene già dimissionario dal precedente 31 gennaio), per un totale di 373 giorni, ovvero 1 anno e 8 giorni.
Il governo ottenne la fiducia il 16 marzo 1978 alla Camera dei deputati con 545 voti favorevoli, 30 contrari e 3 astenutiCamera dei Deputati, 257. Seduta di giovedì 16 marzo 1978, p. 14552., e al Senato della Repubblica con 267 voti favorevoli e 5 contrariSenato della Repubblica, 231ª seduta pubblica, p. 10239..
Il governo diede le dimissioni il 31 gennaio 1979.
Storia
Nonostante lo scioglimento della riserva da parte di Andreotti ed il suo giuramento nelle mani del presidente della Repubblica Giovanni Leone, la nascita del governo (condizionata dal voto di fiducia) fu incerta fino alla notte prima della sua presentazione in Parlamento, in programma per il 16 marzo."A mezzanotte del 15 marzo 1978 Moro manderà Tullio Ancora da Luciano Barca per persuadere Berlinguer a non criticare la lista dei ministri faticosamente preparata coi gruppi parlamentari": Francesco Barbagallo, Enrico Berlinguer, il compromesso storico e l'alternativa democratica, Studi Storici, Anno 45, No. 4 (Oct. - Dec., 2004), p. 947. Era previsto che il governo fosse sostenuto da una maggioranza DC-PCI: i ministri sarebbero appartenuti tutti alla DC mentre il PCI avrebbe fornito il proprio appoggio esterno, cioè votando la fiducia senza entrare a far parte del governo.
La mattina del 16 marzo venne però reso noto che le Brigate Rosse avevano appena sequestrato Aldo Moro, presidente della DC, uccidendo gli uomini della sua scorta: alla luce della notizia e del clima di emergenza, il governo incassò un'ampia e rapida fiducia.. Moro fu assassinato il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia.
Il clima del Paese contribuì a mantenere l'appoggio esterno del PCI al governo; nonostante quasi nessuna delle sue richieste fosse stata accolta, il PCI continuò a votare per quasi un anno la fiducia al governo. Il governo cadde quando i comunisti avanzarono la richiesta di entrare nella compagine governativa con propri ministri e Andreotti si rifiutò.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 21 46 68Totale 1 21 46 68
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale12710 -7310 -257 -426 -156 - -55 -123 -123 - -33 - -33 - -33 -112 - -22 - -22 -1 -1 -11 - -11 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Solidarietà nazionale (262):(Compromesso storico) DC (262) Appoggio esterno PCI (229), PSI (57), PSDI (15), PRI (14), Misto (3) Opposizione MSI-DN (35), DP (6), PLI (5), Misto (4)Senato della Repubblica Governo Solidarietà nazionale (135):(Compromesso storico) DC (135) Appoggio esterno PCI (116), PSI (30), PSDI (7), PRI (7), Misto (8) Opposizione MSI-DN (15), Misto (2)
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti (DC) Franco Evangelisti (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Piergiorgio Bressani (DC)Sottosegretario con delega ai Problemi della stampa Giovanni Del Rio (DC)(fino al 30 novembre 1978) Michele Zolla (DC)(dal 30 novembre 1978)Sottosegretario con delega ai Problemi della Pubblica amministrazione Ignazio Vincenzo Senese (DC)Sottosegretario con delega agli Interventi nel Mezzogiorno Ines Boffardi (DC)(dal 30 novembre 1978)Sottosegretario con delega ai Problemi della donnaMinistri senza portafoglio Interventi straordinari nel Mezzogiorno Ciriaco De Mita (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Arnaldo Forlani (DC) Franco Foschi (DC)Sottosegretario con delega agli Italiani all'Estero Luciano Radi (DC) Angelo Sanza (DC)Interno Francesco Cossiga (DC)(fino all'11 maggio 1978) Clelio Darida (DC) Nicola Lettieri (DC) Giulio Andreotti (DC)(ad interim)(dall'11 maggio al 13 giugno 1978) Virginio Rognoni (DC)(dal 13 giugno 1978) Grazia e Giustizia Francesco Paolo Bonifacio (DC) Renato Dell'Andro (DC) Edoardo Speranza (DC) Bilancio e Programmazione economica Tommaso Morlino (DC)Sottosegretario con delega alle Regioni Lucio Abis (DC) Finanze Franco Maria Malfatti (DC) Giuseppe Azzaro (DC) Enzo Erminero (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Tesoro Filippo Maria Pandolfi (DC) Gianuario Carta (DC) Renato Corà (DC) Antonio Mario Mazzarrino (DC) Eugenio Tarabini (DC) Vincenzo Mancini (DC)(dal 30 novembre 1978) Difesa Attilio Ruffini (DC) Giuseppe Caroli (DC) Francesco Mazzola (DC) Amerigo Petrucci (DC) Pubblica Istruzione Mario Pedini (DC) Baldassare Armato (DC) Franca Falcucci (DC) Alberto Spigaroli (DC) Lavori Pubblici Gaetano Stammati (DC) Gianni Fontana (DC) Pietro Padula (DC) Agricoltura e Foreste Giovanni Marcora (DC) Gino Cacchioli (DC) Giuseppe Zurlo (DC) Trasporti Vittorino Colombo (DC) Achille Accili (DC) Costante Degan (DC) Poste e Telecomunicazioni Antonino Pietro Gullotti (DC) Giuseppe Antonio Dal Maso (DC) Elio Tiriolo (DC)Industria, Commercio ed Artigianato Carlo Donat-Cattin (DC)(fino al 25 novembre 1978) Gianfranco Aliverti (DC) Carlo Baldi (DC) Giuseppe Sinesio (DC) Romano Prodi(Indipendente di area DC)(dal 25 novembre 1978) Sanità Tina Anselmi (DC) Carica non assegnata Commercio con l'Estero Rinaldo Ossola (Ind.) Guido Bernardi (DC) Marina mercantile Vittorino Colombo (DC)(ad interim) Vito Rosa (DC) Partecipazioni statali Antonio Bisaglia (DC) Paolo Barbi (DC) Francesco Rebecchini (DC) Lavoro e Previdenza sociale Vincenzo Scotti (DC) Nino Cristofori (DC) Enea Piccinelli (DC) Calogero Pumilia (DC) Beni culturali ed Ambiente(con delega alla Ricerca scientifica) Dario Antoniozzi (DC) Giorgio Postal (DC) Giorgio Spitella (DC) Turismo e Spettacolo Carlo Pastorino (DC) Marcello Sgarlata (DC)
Cronologia 1978 Gennaio 19-20 gennaio: il capo dello Stato, dopo un giro di consultazioni con tutti i partiti rappresentati in parlamento, conferisce ad Andreotti l'incarico di formare il nuovo governo. Le posizioni sono chiare. L'oggetto del contendere è il ruolo del PCI: PSI e PRI non entreranno nella maggioranza senza i comunisti, i liberali non entreranno in un governo in cui i comunisti sono presenti. I socialdemocratici non prendono per ora una posizione.Nel dialogo tra i partiti, oltre al perfezionamento degli accordi di luglio, si inserisce la questione dei referendum proposti dai radicali ed ammessi dalla consulta, che chiedono l'abrogazione di numerose parti della legge Reale sull'ordine pubblico, della commissione Inquirente, di alcune parti della legge sui manicomi e l'igiene mentale e degli articoli del codice penale che rendono l'aborto reato: una decisa azione di governo per l'aborto e la riforma sanitaria (che abrogherebbe le norme manicomiali in vigore) farebbero venir meno i relativi quesiti.Il Messaggero, 20-21 gennaio 1978 22-23 gennaio: repubblicani, socialisti e socialdemocratici, con sfumature diverse, fanno presente che la crisi potrà risolversi positivamente solo se limiti e impostazioni del quadro politico non sanno subordinati alle particolari esigenze delle componenti interne democristiane. Le dichiarazioni seguono di poche ore una nota de l'Unità in cui il PCI sostiene che la DC non il diritto o la possibilità di decidere tutto, fino allo scioglimento delle camere, in quanto esiste la possibilità di formare una maggioranza che può relegare lo scudocrociato all'opposizione.Il Messaggero, 23-24 gennaio 1978 27-29 gennaio: comitato centrale PCI: Berlinguer sostiene che il superamento della condizione pregiudiziale anticomunista corrisponde all'interesse nazionale e si allinea a socialisti, socialdemocratici e repubblicani all'ipotesi di un governo dei laici qualora nella DC prevalgano le componenti di destra.
27 gennaio: un articolo del Washington Post definisce semplicistico l'atteggiamento dell'amministrazione di Jimmy Carter verso i comunisti italiani. Il pezzo esce nelle stesse ore in cui, in Italia, il deputato democristiano Mario Usellini, di tendenza moderata, rivela che negli ultimi quattro mesi del governo delle astensioni una dozzina di parlamentari DC si sono recati negli Stati Uniti per sollecitare una presa di posizione anticomunista da parte dell'ambasciatore in Italia.
Febbraio 4 febbraio: direzione nazionale DC: approvato l'operato di Andreotti, al quale viene conferito un mandato di trattativa più ampio, che comprende il programma e il quadro politico. Comunisti, socialisti, repubblicani e socialdemocratici apprezzano l'apertura ma al contempo sottolineano l'ambiguità della proposta sul versante dei modi. A nome del PLI Zanone dichiara che il PLI non prenderà parte ad una maggioranza ove sia presente il PCI.Il Messaggero, 5 febbraio 1978 8 febbraio: dopo un secondo giro di consultazioni la proposta politica di Andreotti è quella di un governo monocolore fondato su un programma concordato, approvato in parlamento da un voto di fiducia; la relativa mozione dovrebbe essere sottoscritta dai sei partiti che hanno sottoscritto gli accordi di luglio ma i liberali ribadiscono di essere alternativi ai comunisti e si dichiarano contrari. Il no espresso da Valerio Zanone viene sfruttato da un centinaio di parlamentari democristiani, che sostengono l'idea di una condizione pregiudiziale anticomunista.Il Messaggero, 9 febbraio 1978 9 febbraio: l'ex amministratore delegato del Banco di Roma, Mario Barone, indagato per la sparizione della cosiddetta lista dei cinquecento, inizia a fare i nomi dei personaggi che hanno assicurato protezione a Michele Sindona in cambio dell'aiuto ad esportare clandestinamente in Svizzera grosse somme di denaro. Resi pubblici quelli del magistrato romano Carmelo Spagnuolo, del capo della P2 Licio Gelli, dell'ex segretario del PSDI Flavio Orlandi e dell'imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini, tutti sottoscrittori degli affidavit inviati negli Stati Uniti per evitare l'estradizione di Sindona in Italia.Muore a Soltau Herbet Kappler. A Roma l’inchiesta sulla sua fuga è prossima ad essere chiusa.Il Messaggero, 10 febbraio 1978 11 febbraio: dopo tre giri di consultazioni, ormai prossimo a inviare la bozza del programma, Andreotti deve ancora sciogliere il nodo della struttura del governo. Comunisti, socialisti e repubblicani chiedono la riduzione da 23 a 17 ministeri e la nomina di ministri in base a esclusivi criteri di competenza.Dopo un dibattito di tre giorni il Consiglio superiore della magistratura approva un documento che vincola i magistrati all'antifascismo sancito dalla Costituzione e ribadisce il diritto di critica dei giudici a prescindere dall'indipendenza del potere.Il Messaggero, 11 febbraio 1978
14 febbraio: le Brigate Rosse uccidono a Roma il magistrato Riccardo Palma, direttore degli istituti di prevenzione e pena presso il ministero di grazia e giustizia.Il Messaggero, 15 febbraio 1978 16 febbraio: a palazzo Chigi si svolge un vertice sulla bozza di programma tra Andreotti e i segretari dei sei partiti della ex astensione. La politica di rinnovata austerità, con una manovra immediata per reperire 3000 miliardi, soddisfa repubblicani e socialdemocratici ma la riunione si conclude in un nulla di fatto per le difficoltà interne della DC. Comunisti e socialisti chiedono precisi chiarimenti su come si intende risolvere il problema della maggioranza politica.Il Messaggero, 17 febbraio 1978