La carne coltivata o carne a base cellulare (nel linguaggio comune chiamata anche carne in vitro o, più impropriamente, carne sintetica o artificiale) è un prodotto di carne animale originata da cellule staminali allevate in laboratorio. Essendo costituita esclusivamente da cellule animali, la carne coltivata non è classificabile come elemento sintetico. Per questo motivo, la totalità della comunità scientifica contesta l'uso del termine "sintetico" in riferimento alla carne coltivata.

Nel XXI secolo, diversi progetti di ricerca sono riusciti nella produzione di carne in vitro nei laboratori. Il primo hamburger in vitro, creato da una squadra olandese, è stato mangiato ad una dimostrazione per la stampa a Londra ad agosto 2013. Rimangono diverse difficoltà da superare prima che la carne in vitro diventi largamente disponibile in commercio. La carne coltivata è molto costosa, anche se ci si aspetta che il costo possa essere ridotto grazie al miglioramento delle tecnologie e dei metodi produttivi.

Al momento il suo utilizzo è al centro di un dibattito che verte su temi soprattutto etici e scientifici: alcune persone sostengono la carne coltivata sia preferibile da un punto di vista etico, dal momento che non richiede uccisioni e riduce i rischi di crudeltà sugli animali. Altri invece, tra cui ad esempio la Coldiretti in Italia, non condividono l'idea di mangiare carne che non si sia sviluppata in maniera tradizionale.

Storia La possibilità teorica di coltivare carne in un ambiente industriale ha catturato a lungo l'immaginazione del pubblico. Nel suo saggio del 1931 Fifty Years Hence, Winston Churchill scriveva: «Sfuggiremo all'assurdità di far crescere un pollo intero per mangiare il petto o l'ala, coltivando queste parti separatamente in un mezzo adatto.Fifty Years Hence, in The Strand Magazine, dicembre 1931.»

Negli anni '50 lo scienziato olandese Willem van Eelen fu il primo a parlare in maniera scientifica della carne coltivata. Da bambino durante la seconda guerra mondiale Van Eelen soffriva la fame, e ciò lo portò ad appassionarsi alla produzione alimentare e alla sicurezza alimentare da adulto. Frequentò l'Università di Amsterdam. A un certo punto assistette a una conferenza sulle prospettive della carne conservata. Insieme alla scoperta sulle linee cellulari all'inizio del secolo, questo incentivò l'idea della carne coltivata.

La coltivazione in vitro delle fibre muscolari fu realizzata la prima volta nel 1971 da Russell Ross. In particolare, il risultato era un tessuto muscolare liscio derivato dal maiale, e fatto crescere in coltura cellulare. La coltivazione in vitro è possibile fin dagli anni novanta utilizzando le cellule staminali degli animali, includendo piccole quantità di tessuto che potrebbero essere in teoria cucinate e mangiate. La NASA ha condotto esperimenti fin dal 2001, producendo carne coltivata da cellule di tacchino. Il primo esempio commestibile fu prodotto dallo NSR/Tuoro Applied BioScience Research Consortium nel 2002: cellule di pesce rosso fatte crescere fino a formare filetti di pesce.

Nel 1998 Jon F. Vein richiese e ottenne un brevetto negli Stati Uniti (US 6,835,390 B1) per la produzione di tessuti di carne artificiale per il consumo umano, dove cellule di muscoli e di grasso sarebbero state fatte crescere in un sistema di produzione integrato per creare prodotti alimentari come bistecche, polpette e pesce.

Nel 2001 il dermatologo Wiete Westerhof dell'Università di Amsterdam, Willem van Eelen e l'imprenditore Willem van Koten annunciarono di aver presentato la richiesta per un brevetto internazionale per un processo di produzione di carne coltivata. Nel processo, in una matrice di collagene venivano innestate cellule muscolari, messe a bagno in una soluzione nutritiva e indotte a dividersi. I ricercatori di Amsterdam studiarono il mezzo di coltura, mentre all'Università di Utrecht la proliferazione delle cellule muscolari e all'Università tecnica di Eindhoven venivano cercati bioreattori.

Nel 2003 Oron Catts e Ionat Zurr, del Tissue Culture & Art Project e l'Harvard Medical School presentarono a Nantes una "bistecca", larga qualche centimetro, prodotta attraverso cellule staminali della rana, che fu cucinata e mangiata.

Il primo articolo di una rivista pubblicato sull'argomento è apparso nel 2005 in un numero di Tissue Engineering.

Nel 2008 la PETA offrì un premio di 1 milione di dollari per la prima azienda che avesse fornito ai consumatori entro il 2012 carne di pollo coltivata. Il governo olandese investì 4 milioni di dollari negli esperimenti riguardanti la carne artificiale. Sempre nel 2008 lo "In Vitro Meat Consortium", un gruppo formato da ricercatori internazionali interessati alla tecnologia, tenne la prima conferenza internazionale sulla produzione di carne in vitro, ospitata al "Food Research Institute" della Norvegia (Nofima), per discutere le possibilità commerciali. La rivista Time dichiarò che la produzione di carne coltivata sarebbe stata una delle 50 idee rivoluzionarie del 2009. A novembre 2009, ricercatori olandesi annunciarono di essere riusciti a far crescere carne in laboratorio utilizzando cellule di un maiale vivo.

Al 2012, 30 laboratori in tutto il mondo hanno annunciato che stanno lavorando sulla carne coltivata. Il soprannome inglese dato alla carne creata in laboratorio dalla coltura di tessuti animali è "Shmeat" dalla combinazione di sheet e meat.

Il 27 aprile 2022 la Commissione europea ha approvato la richiesta di raccolta firme per l'iniziativa dei cittadini europei "End The Slaughter Age" per spostare i sussidi dalla zootecnia all'agricoltura cellulare.

Prima dimostrazione pubblica Il 5 agosto 2013, il primo hamburger prodotto in laboratorio al mondo fu cucinato e mangiato in una conferenza stampa a Londra. Gli scienziati dell'Università di Maastricht nei Paesi Bassi, guidati dal prof. Mark Post, presero cellule staminali da una mucca, facendole crescere fino a formare strisce muscolari, poi combinate per produrre un hamburger. La carne fu cucinata dal cuoco Richard McGeown del Couch's Great House Restaurant a Polperro, ed assaggiata dal critico culinario Hanni Ruetzler, uno studioso di alimentazione dal Future Food Studio, e da Josh Schonwald. Ruetzler constatò che non essendoci grassi non era succosa, e pertanto il gusto non fosse il migliore possibile, tuttavia sentiva del sapore intenso. Aggiunse che si avvicinava alla carne, anche se meno saporita, ma ne giudicava la consistenza perfetta. In conclusione: «Per me è carne, è qualcosa che posso masticare e credo che l'aspetto sia decisamente simile». Dichiarò inoltre che in un test ad occhi chiusi avrebbe preso il prodotto per carne piuttosto che per un derivato della soia.

Il tessuto per la dimostrazione di Londra fu coltivato a maggio 2013, utilizzando almeno strisce sottili di tessuto muscolare prodotto in laboratorio. Donazioni per circa  € giunsero da un donatore anonimo, in seguito rivelatosi essere Sergey Brin. Il prof. Mark Post dichiarò che non ci fossero ragioni per cui non potrebbe essere più economica, e che sarebbe stato molto contento di ridurre di un milione di volte i capi di bestiame in tutto il mondo. Sempre Post stimò in circa un decennio il tempo necessario prima che il processo di produzione fosse commercialmente valido.

Nel 2008 occorrevano 1 milione di dollari per una bistecca di 250 g, e richiedeva grandi investimenti per passare ad una produzione su larga scala. Tuttavia lo In vitro meat consortium stimava che i miglioramenti delle tecnologie avrebbero potuto portare ad una sensibile riduzioni dei costi, arrivando presto a 3,5 €/Kg.

Nel marzo del 2015, in un'intervista alla ABC australiana, Mark Post dichiarò che il prezzo per l'originale hamburger da  €, nel 2020 sarebbe costato solo 8 euro. Secondo Post la carne coltivata sarebbe diventata competitiva con la carne tradizionale in dieci anni.

Entrata nel mercato Il 2 dicembre 2020, la Singapore Food Agency (SFA) ha approvato per la vendita commerciale i "bocconcini di pollo" prodotti da Eat Just. Per la prima volta un prodotto a base di carne coltivata ha superato la revisione della sicurezza (che ha richiesto 2 anni) da parte di un organo di controllo alimentare. Questo è stato considerato una pietra miliare per l'industria alimentare. I pezzi di pollo erano programmati per l'introduzione nei ristoranti di Singapore.

Giornalisti della trasmissione Patti chiari, della televisione svizzera italiana, sono andati a Singapore per testare i bocconcini di pollo prodotti da Eat Just. Il cuoco responsabile della degustazione ha affermato che il prezzo di vendita di 3 bocconcini di pollo è di 15 franchi svizzeri o più precisamente 23 dollari di Singapore. Un bocconcino di pollo ha un peso indicativo di 17 grammi, quindi circa 300 franchi al kg.

Il 17 gennaio 2024, il ministero della Sanità di Israele, primo stato al mondo, ha approvato la vendita al pubblico della carne coltivata dalle cellule bovine.

Unione Europea e Italia Nell'Unione europea i nuovi alimenti come i prodotti a base di carne coltivata devono passare attraverso un periodo di prova di circa 18 mesi durante il quale un'azienda deve dimostrare all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che il loro prodotto è sicuro.REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano. Ad oggi, nessun alimento prodotto a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati (carne coltivata) è stato autorizzato dalla Commissione europea; per questo in UE (e in Italia) non è possibile produrre o commercializzare carne coltivata.

Tuttavia, il 16 novembre 2023 l'Italia, primo paese al mondo, ha espressamente vietato la produzione e la commercializzazione della carne coltivata. Il disegno di legge è stato fortemente voluto dalla Coldiretti e dal Ministro della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida. La legge era già stata approvata il 20 luglio in Senato.

Lo Stato italiano ha approvato la legge 1 dicembre 2023, n. 172 con cui ha disposto il divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati. La legge impone inoltre il divieto di denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali. Lo spirito della legge è legato al principio di precauzione, in base al quale gli Stati possono adottare gli accorgimenti ritenuti più opportuni per quegli alimenti sulla cui sicurezza non c'è l'unanimità della comunità scientifica. Sullo stesso principio si basa il Regolamento n. 2285 del 2015, in virtù del quale possono essere prodotti e commercializzati nel territorio dell'UE solo i novel food (di cui la carne coltivata fa parte) che sono stati autorizzati dalla Commissione dell'UE, a seguito di un eventuale parere dell'EFSA comunque non vincolante. La legge italiana non fa altro che riconfermare il contenuto del Regolamento n. 2285, mantenendo il divieto di produrre e commerciare carne coltivata. Tuttavia tale divieto potrebbe venire meno dopo una eventuale autorizzazione da parte della Commissione UE di prodotti riconducibili alla carne coltivata: a quel punto, gli Stati membri non potrebbero opporsi alla commercializzazione di un prodotto autorizzato dalla Commissione, in virtù del principio di mutuo riconoscimento e della libera concorrenza.

Tecnica

Linee cellulari

La tecnica consiste nel prelevare cellule muscolari e nutrirle con proteine che aiutano la crescita del tessuto. Una volta che il processo è partito, teoricamente è possibile continuare a produrre carne all'infinito senza aggiungere nuove cellule da un organismo vivente. Si è stimato che, in condizioni ideali, due mesi di produzione di carne in vitro potrebbero generare tonnellate di carne da dieci cellule muscolari di maiale.