La diocesi di Blaundo () è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Blaundo, identificabile con le rovine di Süleimanli nei pressi di Göbek (provincia di Afyonkarahisar) in Turchia, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Lidia nella diocesi civile di Asia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Sardi.

La diocesi è documentata nelle Notitiae Episcopatuum del patriarcato di Costantinopoli fino al XII secolo.Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Paris, 1981: indice p. 487, voce Blandos, Blandeis et Balandos.

La diocesi è nota nelle fonti latine con i nomi di Blaundus, Blandus e Balandus. Due sono i vescovi certi di questa sede: Elia prese parte al concilio di Calcedonia del 451,Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 256. mentre Onesiforo sottoscrisse nel 458 la lettera dei vescovi della Lidia all'imperatore Leone I dopo la morte del patriarca Proterio di Alessandria.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 740.

Durante il sinodo di Seleucia del 359, i vescovi ariani guidati da Acacio di Cesarea abbandonarono l'assemblea e sottoscrissero una formula di fede di tendenze ariane; per questo motivo vennero o scomunicati o deposti. Tra i vescovi scomunicati figura anche Foibos episkopos Polychalandou tes Lydias, ossia "Foibo vescovo di Policalando di Lidia". Policalando è una sede sconosciuta e forse per questo motivo Le Quien interpretò il termine Polychalandos come corruzione per Balandos, attribuendo così il vescovo Foibo (Febo ?) alla diocesi di Blaundo. Secondo Destephen invece Foibo è l'unico titolare conosciuto di Policalando, sede ignota alle Notitiae Episcopatuum, cosa che fa supporre che questa antica sede sia stata soppressa prima del VII secolo e assorbita da una diocesi vicina.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 804-805.

Nel concilio di Costantinopoli dell'879-880 che riabilitò Fozio si trova un Eustazio di Alandos; è stato ipotizzato che si tratti di Balandus, ma non è stato provato.Janin, DHGE VI, col. 307. Gli autori della Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit attribuiscono questo vescovo alla diocesi di Silando. Eustathios, Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit Online, nº 21832.

Dal 1933 Blaundo è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 31 gennaio 1971.

Cronotassi Vescovi greci Foibo ? † (prima del 359 - dopo il 363) Elia † (menzionato nel 451) Onesiforo † (menzionato nel 458) Eustazio ? † (menzionato nell'879-880)

Vescovi titolari Michael Mongkhol On Prakhongchit † (7 maggio 1953 - 23 gennaio 1958 deceduto)Vicario apostolico di Thare. Victor-Jean Perrin † (26 novembre 1961 - 31 gennaio 1971 deceduto)Vescovo emerito di Arras.

Note

Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 447 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo I, coll. 889-890 Raymond Janin, v. Balandus, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. VI, Paris, 1932, coll. 306-307 Sylvain Destephen, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire 3. Prosopographie du diocèse d'Asie (325-641), Paris, 2008

Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org

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